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Niccolò Machiavelli, Il Principe, XII

Le arme mercenarie (…) sono inutile e

pericolose: e se uno tiene lo stato suo fondato in

sulle arme mercenarie, non starà mai fermo né

sicuro; perché le sono disunite, ambiziose, senza

disciplina, infedele; gagliarde fra gli amici; fra e’

nemici, vile; non timore di Dio, non fede con gli

uomini; e tanto si differisce la ruina quanto si

differisce lo assalto; e nella pace se’ spogliato da

loro, nella guerra da’ nimici.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XII

La cagione di questo è che non le hanno altro amore né

altra cagione che le tenga in campo, che un poco di

stipendio; il quale non è sufficiente a fare che voglino

morire per te. Vogliono bene essere tuoi soldati mentre

che tu non fai guerra; ma, come la guerra viene, o

fuggirsi o andarsene. La qual cosa doverrei durare poca

fatica a persuadere, perché ora la ruina di Italia non è

causata da altro che per essere in spazio di molti anni

riposatasi in sulle arme mercenarie.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XIII

Uno principe, pertanto, savio ha sempre

fuggito queste arme, e voltosi alle proprie; e

ha volsuto piuttosto perdere con i suoi che

vincere con gli altri, iudicando non vera

vittoria quella che con le armi aliene si

acquistassi (XIII, p. 83).

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XV

Resta ora a vedere quali debbano essere e’ modi e

governi di uno principe con sudditi o con gli amici. E

perché io so che molti di questo hanno scritto, dubito,

scrivendone ancora io, non essere tenuto prosuntuoso,

partendomi massime, nel disputare questa materia,

dagli ordini degli altri. Ma sendo l’intento mio

scrivere cosa utile a chi la intende, mi è parso più

conveniente andare drieto alla verità effettuale

della cosa, che alla imaginazione di essa.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XV

E molti si sono imaginati republiche e principati che non si

sono mai visti né conosciuti essere in vero perché egli è

tanto discosto da come si vive a come si doverrebbe vivere,

che colui che lascia quello che si fa per quello che si

doverrebbe fare impara piuttosto la ruina che la

perservazione sua: perché uno uomo che voglia fare in

tutte le parte professione di buono, conviene rovini infra

tanti che non sono buoni. Onde è necessario a uno

principe, volendosi mantenere, imparare a potere essere

non buono, e usarlo e non l’usare secondo la necessità.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XVIII

E hassi ad intendere questo, che uno principe, e massime

uno principe nuovo, non può osservare tutte quelle cose

per le quali gli uomini sono tenuti buoni, sendo spesso

necessitato, per mantenere lo stato, operare contro alla

fede, contro alla carità, contro alla umanità, contro alla

religione. E però bisogna che egli abbia uno animo

disposto a volgersi secondo ch’e’ venti della fortuna e le

variazioni delle cose li comandano, e come di sopra dissi,

non partirsi dal bene, potendo, ma sapere intrare nel male,

necessitato.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XVIII

Dovete, adunque, sapere come sono dua

generazioni di combattere: l’uno con le leggi,

l’altro con la forza: quel primo è proprio

dell’uomo, quel secondo è delle bestie: ma perché

el primo molte volte non basta, conviene ricorrere

al secondo. Pertanto, a uno principe è

necessario sapere bene usare la besta e l’uomo.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XVIII

Questa parte è suta insegnata a’ principi copertamente

dagli antichi scrittori; li quali scrivono come Achille e

molti altri di quelli principi antichi furono dati a

nutrire a Chirone centauro, che sotto la sua disciplina

li custodissi. Il che non vuole dire altro, avere per

precettore uno mezzo bestia e mezzo uomo, se non che

bisogna a uno principe sapere usare l’una e l’altra

natura; e l’una sanza l’altra non è durabile.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XVIII

Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere

bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la

golpe e il lione; perché il lione non si defende da’

lacci, la golpe non si defende da’ lupi. Bisogna,

adunque, essere golpe a conoscere e’ lacci, e lione

a sbigottire e’ lupi.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XVIII

Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se

ne intendano. Non può, pertanto, uno signore

prudente, né debbe, osservare la fede, quando tale

osservianza li torni contro e che sono spenti le cagioni

che le feciono promettere. E se gli uomini fussino tutti

buoni, questo precetto non sarebbe buono; ma perché

sono tristi, e non la ossevarebbono a te, tu etiam non

l’hai ad osservare a loro.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XVIII

Credo (…) che sia felice quello che riscontra

el modo di procedere suo con le qualità de’

tempi, e similmente sia infelice quello che

con il procedere suo si discordano e’ tempi.

Niccolò Machiavelli, Il Principe, XV

Io so che ciascuno confesserà che sarebbe

laudabilissima cosa in uno principe trovarsi, di tutte le

(…) qualità, quelle che sono tenute buone; ma perché le

non si possono avere né interamente osservare, per le

condizioni umane che non lo consentono, gli è

necessario essere tanto prudente che sappia fuggire

l’infamia di quelli vizii che li torrebbano lo stato e da

quelli che non gnene tolgano, guardarsi, se egli è

possibile; ma non possendo, vi si può con meno respetto

lasciare andare.

STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE

Docente Prof. Scuccimarra

Lezione n. 8

I SEMESTRE

A.A. 2011-2012

Niccolò Machiavelli, I Discorsi, II, 2

Si vede per esperienza le cittadi non avere mai ampliato

né di dominio né di ricchezza se non mentre sono state in

libertà. (…) La ragione è facile a intendere; perché non il

bene particulare, ma il bene comune è quello che fa

grandi le città. E senza dubbio, questo bene comune non

è osservato se non nelle repubbliche; perché tutto quello

che fa a proposito suo, si esequisce; e quantunque e’ torni

in danno di questo o di quello privato, e’ sono tanti quegli

per chi detto bene fa, che lo possono tirare innanzi contro

alla disposizione di quegli pochi che ne fussono oppressi.

Niccolò Machiavelli, I Discorsi, II, 2

Al contrario interviene quando vi è uno principe; dove

il più delle volte quello che fa per lui, offende la

città; e quello che fa per la città, offende lui.

Dimodoché, subito che nasce una tirannide sopra uno

vivere libero, il manco male che ne resulti a quelle

città è non andare più innanzi, né crescere più in

potenza o in ricchezze; ma il più delle volte, anzi

sempre, interviene loro, che le tronano indietro.

Niccolò Machiavelli, I Discorsi, I, 2

Io voglio porre da parte il ragionare di quelle

cittadi che hanno avuto il loro principio sottoposto

a altrui; e parlerò di quelle che hanno avuto il

principio lontano da ogni servitù esterna, ma si

sono subito governate per loro arbitrio o come

repubbliche o come principati.

Niccolò Machiavelli, I Discorsi, III, 41

Dove si dilibera al tutto della salute della patria

non vi debbe cadere alcuna considerazione né di

giusto né d’ingiusto, né di piatoso né di crudele, né

di laudabile né di ignominioso; anzi, posposto ogni

altro rispetto, seguite al tutto quel partito che le

salvi la vita e mantenghile la libertà.

Niccolò Machiavelli, I Discorsi, I, 4

Sono in ogni repubblica due umori diversi, quello

del popolo e quello de’ grandi; e (…) tutte le leggi

che si fanno in favore della libertà nascano dalla

disunione loro, come facilmente si può vedere

essere seguito in Roma.

Niccolò Machiavelli, I Discorsi, I, 4

Perché li buoni esempi nascano dalla buona

educazione; la buona educazione, dalle buone

leggi; e le buone leggi, da quelli tumulti che molti

inconsideratamente dannano: perché, chi

esaminerà bene il fine d’essi, non troverà ch’egli

abbiano partorito alcuno esilio o violenza in

disfavore del commune bene, ma leggi e ordini in

beneficio della pubblica libertà.

STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE

Docente Prof. Scuccimarra

Lezione n. 9

I SEMESTRE

A.A. 2011-2012


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Storia delle dottrine politiche, tenute dal prof. Luca Scuccimarra nell'anno accademico 2011.
Il documento riproduce le slides delle lezioni dedicate alle opere di Machiavelli e Bodin.
Opere trattate e concetti chiave: Il Principe, I discorsi, I sei libri dello Stato, monarchia, sovranità, assolutezza, popolo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle Dottrine Politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Scuccimarra Luca.

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