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“in simile modo vediamo l’incapacità della

lingua a parlare (infantia linguae) guidar da

sola al gesto i bambini,quando fa che

mostrino a dito gli oggetti (digito monstrent)

che

sono presenti. Ognuno, infatti, sente (sentit) a

quale uso può volgere (quoad possit abuti) le

sue

facoltà (vis suas)”....

(De rer.nat. V 1030-33)

... “Il vitello, ancor prima che le corna gli

spuntino

dalla fronte, con quelle assale nell’ira e

minaccioso

incalza. Ma i cuccioli delle pantere e i

leoncelli già

si rivoltano ad unghiate, a colpi di zampe e a

morsi, quando i denti e le unghie sono

appena

Formati. Tutte le specie di uccelli vediamo

fidare

nelle ali e chiedere alle penne un sostegno

Varietà delle voci animali

Anche gli altri animali esprimono le

proprie sensazioni attraverso un

linguaggio, fatto di voci (voces) che

variano e mutano a seconda delle

sensazioni e delle situazioni che le

suscitano

“Che cosa c’è di tanto singolare in questo, se

il

genere umano, in cui voce e lingua hanno

piena

forza (cui vigeret vox et lingua) voce, e lingua

secondo le varie impressioni (pro vario

sensu)

indicava (notaret) gli oggetti con suono

diverso

(varia voce), quando le greggi, che son prive

della

parola (mutae) , quando anche le bestie

“...Proprio questo ci insegnano i fatti

evidenti. Quando, irati, i larghi e molli ceffi

dei cani molossi da prima fremono scoprendo

i

duri denti, contratti per la rabbia minacciano

con

suono ben diverso da quando già latrano e

ogni

luogo riempiono delle loro voci (vocibus).

Ma quando si provano a dolcemente lambire

con la lingua i loro cuccioli o li sballottano con

le

zampe, e assalendoli a morsi senza stringere

“... li blandiscono con uggiolii (gannitu vocis) in

modo assai diverso da quando lasciati soli in

casa abbaiano, o quando guaiscono e

appiattendo

il corpo si sottraggono alle percosse. [...]

Infine la razza degli alati e i vari uccelli, i falchi,

le

procellarie e gli smerghi che tra i flutti marini,

sull’oceano, cercano l’alimento e la vita, in altro

tempo gettano (iaciunt) gridi molto diversi (alias

voces) da quando lottano per il cibo e

combattono

con la preda.”


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del linguaggio, tenute dal Prof. Stefano Gensini nell'anno accademico 2011 e tratta i seguenti argomenti:
[list]
Lucrezio;
Linguaggio come prodotto della natura;
Modello di Epicureo;
Comunicazione come bisogno naturale;
Varietà delle voci animali.
[/list]


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gensini Stefano.

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