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Tavola 1. Persone di 6 anni e più secondo il linguaggio abitualmente usato in diversi contesti relazionali. Anni 1987/88, 1995, 2000

e 2006 (valori percentuali)

In famiglia Con amici Con estranei

Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia

ANNI prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra

temente temente che lingua temente temente che lingua temente temente che lingua

italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto

41,5 32,0 24,9 0,6 44,6 26,6 27,1 0,5 64,1 13,9 20,3 0,4

1987/88 44,4 23,8 28,3 1,5 47,1 16,7 32,1 1,2 71,4 6,9 18,5 0,8

1995 44,1 19,1 32,9 3,0 48,0 16,0 32,7 2,4 72,7 6,8 18,6 0,8

2000

2006 45,5 16,0 32,5 5,1 48,9 13,2 32,8 3,9 72,8 5,4 19,0 1,5

L’uso del dialetto cresce all’aumentare dell’età, viceversa per l’Italiano

L’uso prevalente dell’italiano decresce con l’aumentare dell’età in tutti i contesti relazionali: in famiglia

varia dal 58,4% delle persone di 6-24 anni al 30,3% degli ultra sessantacinquenni. Viceversa, l’uso

esclusivo del dialetto cresce con l’aumentare dell’età, passando da una quota molto bassa di bambini e

ragazzi che parlano soltanto dialetto in famiglia (8,1% tra i 6-24 anni) al 32,2% degli ultra

sessantacinquenni. Le differenze tra le generazioni nell’uso misto sono meno accentuate. L’uso alternato

di italiano e dialetto in famiglia cresce fino ai 64 anni per poi diminuire nelle generazioni più anziane a

favore di un uso esclusivo del dialetto (Tavola 2).

Tavola 2. Persone di 6 anni e più secondo il linguaggio abitualmente usato in diversi contesti relazionali per sesso e classe d'età.

Anno 2006 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)

In famiglia Con amici Con estranei

Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia

CLASSI DI ETÀ prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra

temente temente che lingua temente temente che lingua temente temente che lingua

italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto

MASCHI

6-24 55,8 9,3 28,1 5,5 59,4 8,1 28,2 3,0 80,5 2,2 14,7 1,1

25-34 44,5 12,0 33,0 9,3 49,1 9,6 32,8 7,0 77,1 2,9 16,4 2,0

35-44 47,5 11,3 33,0 7,1 48,4 10,3 34,2 5,9 76,2 2,7 17,8 1,9

45-54 43,1 15,4 36,0 4,8 43,3 13,8 37,7 4,4 72,6 3,9 21,4 1,2

55-64 38,9 19,2 37,9 3,4 39,7 16,2 40,3 3,0 69,1 6,2 22,5 1,3

più 30,4 32,1 33,7 3,1 32,0 28,0 36,3 2,9 56,9 13,1 27,6 1,5

65 e 16,3 33,1 5,6 46,0 14,2 34,4 4,3 72,3 5,1 19,8 1,5

Totale 44,0 FEMMINE

6-24 61,2 6,7 25,5 5,1 67,6 4,2 23,9 2,8 85,4 1,1 10,7 1,2

25-34 52,4 8,2 30,8 7,6 59,6 5,0 28,2 5,7 82,6 1,8 12,5 1,9

35-44 55,2 8,3 30,0 5,2 59,3 6,3 28,8 4,1 80,4 2,3 14,3 1,6

45-54 46,5 13,4 34,9 4,4 49,4 9,8 35,8 4,0 75,1 3,4 19,2 1,5

55-64 39,4 19,0 38,0 3,1 44,4 14,7 37,6 2,5 69,0 6,1 22,8 1,4

65 e più 30,2 32,3 33,6 3,1 33,4 27,8 35,1 2,8 54,1 15,5 27,7 1,6

15,6 31,8 4,7 51,6 12,3 31,3 3,5 73,3 5,7 18,3 1,5

Totale 46,9 MASCHI E FEMMINE

6-24 58,4 8,1 26,9 5,3 63,4 6,2 26,1 2,9 82,9 1,7 12,7 1,2

25-34 48,4 10,1 31,9 8,4 54,4 7,3 30,5 6,4 79,9 2,4 14,5 2,0

35-44 51,3 9,8 31,5 6,2 53,8 8,3 31,5 5,0 78,3 2,5 16,1 1,8

45-54 44,8 14,3 35,5 4,6 46,4 11,8 36,8 4,2 73,9 3,6 20,3 1,4

55-64 39,1 19,1 37,9 3,3 42,1 15,5 38,9 2,8 69,0 6,1 22,7 1,4

65 e più 30,3 32,2 33,6 3,1 32,8 27,9 35,6 2,8 55,3 14,5 27,7 1,6

Totale 45,5 16,0 32,5 5,1 48,9 13,2 32,8 3,9 72,8 5,4 19,0 1,5

La scelta del linguaggio è inoltre influenzata dal genere: le donne mostrano una maggiore propensione a

esprimersi soltanto o prevalentemente in italiano in famiglia (46,9% a fronte del 44% degli uomini ) e

con gli amici (51,6% contro il 46%). Il divario tra maschi e femmine è maggiore tra i giovani,

diminuisce nelle classi di età successive per poi annullarsi tra gli anziani (Tavola 2).

2

Dal 2000 al 2006 l’uso esclusivo del dialetto è diminuito soprattutto tra le persone dai 55 ai 64 anni sia

nell’uso in famiglia che tra gli amici con una diminuzione di oltre il 26%. Nel 2006 le donne

privilegiano a tutte le età l’uso esclusivo o prevalente dell’italiano in tutti i contesti comunicativi e le

differenze di genere rispetto al 2000 sono rimaste sostanzialmente invariate (Tavola 3).

Tavola 3. Persone di 6 anni e più secondo il linguaggio abitualmente usato in diversi contesti relazionali per sesso e classe d'età.

Anni 2000, 2006 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)

In famiglia Con amici Con estranei

Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia

prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- Altra

italiano

temente temente che lingua temente temente che lingua temente temente che lingua

italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto

2000

SESSO 42,5 19,3 33,9 3,3 44,7 16,6 35,1 2,7 72,1 6,3 19,6 0,9

Maschi 45,7 19,0 31,9 2,7 51,1 15,4 30,6 2,1 73,3 7,2 17,7 0,8

Femmine 19,1 32,9 3,0 48,0 16,0 32,7 2,4 72,7 6,8 18,6 0,8

Totale 44,1

CLASSI D'ETÀ

6-24 57,4 10,3 28,9 2,2 62,5 6,7 28,3 1,3 82,9 2,1 12,6 0,9

25-34 52,1 12,9 30,2 3,7 57,1 9,4 29,4 2,9 81,6 2,8 13,3 1,0

35-44 48,6 12,4 34,6 3,5 51,3 11,3 33,6 3,0 78,3 3,1 16,6 1,1

45-54 41,8 18,0 36,9 2,8 44,8 14,9 37,4 2,2 73,0 5,2 20,1 0,9

55-64 34,3 25,9 36,5 2,9 37,8 22,6 36,6 2,5 65,4 9,1 24,1 0,7

più 26,5 36,8 32,7 3,2 29,7 32,8 33,8 2,7 53,0 18,5 27,2 0,5

65 e

Totale 44,1 19,1 32,9 3,0 48,0 16,0 32,7 2,4 72,7 6,8 18,6 0,8

2006

SESSO 44,0 16,3 33,1 5,6 46,0 14,2 34,4 4,3 72,3 5,1 19,8 1,5

Maschi 46,9 15,6 31,8 4,7 51,6 12,3 31,3 3,5 73,3 5,7 18,3 1,5

Femmine

Totale 45,5 16,0 32,5 5,1 48,9 13,2 32,8 3,9 72,8 5,4 19,0 1,5

CLASSI D'ETÀ

6-24 58,4 8,1 26,9 5,3 63,4 6,2 26,1 2,9 82,9 1,7 12,7 1,2

25-34 48,4 10,1 31,9 8,4 54,4 7,3 30,5 6,4 79,9 2,4 14,5 2,0

35-44 51,3 9,8 31,5 6,2 53,8 8,3 31,5 5,0 78,3 2,5 16,1 1,8

45-54 44,8 14,3 35,5 4,6 46,4 11,8 36,8 4,2 73,9 3,6 20,3 1,4

55-64 39,1 19,1 37,9 3,3 42,1 15,5 38,9 2,8 69,0 6,1 22,7 1,4

più 30,3 32,2 33,6 3,1 32,8 27,9 35,6 2,8 55,3 14,5 27,7 1,6

65 e

Totale 45,5 16,0 32,5 5,1 48,9 13,2 32,8 3,9 72,8 5,4 19,0 1,5

La scelta del linguaggio è ovviamente influenzata dal livello di istruzione. L’uso prevalente del dialetto

in famiglia e con gli amici riguarda maggiormente coloro che hanno un titolo di studio basso, anche a

parità di età: il 28,7% di coloro che possiedono la licenza elementare usa prevalentemente il dialetto in

famiglia e il 24,6% con gli amici contro il 3% e l’1,9% dei laureati. Sono soprattutto gli anziani di 65

anni e più con una istruzione di livello elementare a parlare il dialetto in tutti i contesti selezionati: il

40,7% lo usa come unica lingua in famiglia, il 35,6% con gli amici e il 12,5 anche con gli estranei

(Tavola 4). 3

Tavola 4. Persone di 6 anni e più secondo il linguaggio abitualmente usato in diversi contesti relazionali per classe di età e titolo

di studio. Anno 2006 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)

In famiglia Con amici Con estranei

Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia

CLASSI DI ETÀ E prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra

TITOLO DI STUDIO temente temente che lingua temente temente che lingua temente temente che lingua

italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto

6-24 Laurea 72,1 6,8 17,6 1,6 81,9 1,7 12,1 1,9 92,9 - 3,3 1,9

superiore 57,8 8,3 30,7 2,6 63,1 4,6 29,9 1,5 86,7 1,3 10,5 0,8

Diploma

Licenza media 51,4 10,3 31,3 6,1 55,7 8,1 31,1 4,1 80,1 2,1 15,4 1,3

Licenza elementare 64,2 6,0 21,7 6,0 69,4 5,4 20,5 2,5 83,1 1,6 11,9 1,2

Totale 58,4 8,1 26,9 5,3 63,4 6,2 26,1 2,9 82,9 1,7 12,7 1,2

25-44 Laurea 73,2 3,0 17,1 5,6 77,1 1,6 16,5 3,8 93,0 0,6 4,0 1,4

Diploma superiore 59,5 5,0 28,9 5,6 63,9 3,9 27,1 3,9 86,8 0,9 9,9 1,4

Licenza media 37,3 14,8 39,2 7,5 41,3 11,9 39,3 6,1 70,3 3,4 22,7 2,2

Licenza elementare 18,4 28,3 28,9 21,8 20,7 23,1 31,7 21,6 52,2 12,8 27,6 4,9

Totale 50,0 10,0 31,7 7,2 54,1 7,9 31,1 5,6 79,0 2,4 15,4 1,9

45-64 Laurea 73,8 2,3 17,0 6,3 74,9 1,8 17,7 5,1 92,8 0,2 4,9 1,5

Diploma superiore 58,8 5,6 32,2 2,7 59,4 4,5 32,9 2,4 84,3 0,9 12,7 1,2

Licenza media 38,2 16,5 40,6 4,2 40,6 13,6 41,7 3,7 70,2 3,9 23,9 1,4

Licenza elementare 22,0 31,5 41,6 3,9 26,0 25,6 43,4 3,7 54,9 11,4 31,1 1,5

Totale 42,1 16,6 36,6 4,0 44,4 13,5 37,8 3,5 71,6 4,8 21,4 1,4

più Laurea 74,8 3,5 19,1 1,5 78,6 3,4 16,9 0,2 90,0 1,8 7,0 0,1

65 e Diploma superiore 64,5 6,5 26,8 1,8 65,7 5,0 26,1 2,5 84,2 1,0 12,0 1,8

Licenza media 43,3 17,7 36,3 2,3 46,1 14,1 37,3 2,0 71,8 4,1 22,6 1,0

Licenza elementare 20,2 40,7 34,7 3,6 22,8 35,6 37,4 3,2 45,6 19,5 32,1 1,8

Totale 30,3 32,2 33,6 3,1 32,8 27,9 35,6 2,8 55,3 14,5 27,7 1,6

TOTALE Laurea 73,5 3,0 17,3 5,3 76,7 1,9 16,7 3,7 92,6 0,6 4,6 1,3

Diploma superiore 59,4 5,8 29,8 4,1 62,7 4,2 28,9 3,0 85,9 1,0 10,8 1,3

Licenza media 41,1 14,7 37,7 5,7 44,5 11,9 38,1 4,6 72,4 3,3 21,6 1,6

Licenza elementare 32,4 28,7 32,5 5,2 36,0 24,6 34,0 4,0 58,1 12,5 26,2 1,7

Totale 45,5 16,0 32,5 5,1 48,9 13,2 32,8 3,9 72,8 5,4 19,0 1,5

Diminuiscono le differenze territoriali nell’utilizzo dell’italiano

L’uso prevalente o esclusivo dell’italiano è più diffuso al Centro e nel Nord-ovest per tutti e tre i

contesti relazionali esaminati. In particolare, in famiglia parla prevalentemente italiano il 63,6% delle

persone residenti al Centro rispetto al 28,3% delle persone residenti al Sud e al 32,8% di quelle residenti

nelle Isole. Le regioni in cui è maggiore la quota di persone che parlano prevalentemente italiano sono

la Toscana (83,9%), la Liguria (68,5%) e il Lazio (60,7%), mentre quelle dove è minore sono la

Calabria (20,4%), il Veneto (23,6%) e la Campania (25,5%). Anche nei rapporti con gli estranei si

riscontrano forti differenze: l’uso prevalente dell’italiano supera l’80% nel Centro (in particolare in

Toscana col 91,3%) e nel Nord-ovest, mentre nel resto d’Italia è utilizzato da poco più del 60% delle

persone. Le zone in cui è minore la quota di persone che utilizzano prevalentemente l’italiano con gli

estranei sono la provincia autonoma di Bolzano (29,9%), dove tra l’altro, è diffuso l’uso di un’altra

lingua (60,3%), il Veneto (53,7%) e la Campania (54,7%).

Rispetto al 2000 la diminuzione nell’uso del dialetto e l’aumento dell’uso esclusivo o prevalente

dell’italiano sono più forti nel Sud e nelle Isole, con una conseguente diminuzione delle differenze. In

particolare aumenta l’uso esclusivo o prevalente dell’italiano in famiglia in Abruzzo (dal 29,4% del

2000 al 37,1% del 2006), in Sardegna (dal 46,4% al 52,5%) e in Campania (dal 21,5% al 25,5%) e

analoghi incrementi si riscontrano per l’uso con gli amici. Per quanto riguarda, invece, l’utilizzo

prevalente dell’italiano con gli estranei gli incrementi maggiori si registrano a Trento (dal 60,3% del

2000 al 73% del 2006) e a Bolzano (dal 24,7% al 29,9%) dove è diminuito di oltre 6 punti percentuali

l’uso di un’altra lingua per parlare con gli estranei. (Tavola 5).

Anche nel 2006 l’uso del dialetto, sia come lingua prevalente che alternato all’italiano, si connota come

una specificità di alcune regioni. Nel Meridione (ad eccezione della Sardegna) più del 70% degli

individui utilizza il dialetto in famiglia, anche se non in modo esclusivo (74,4% in Calabria, 72,2% in

Campania, 71,7% in Sicilia, 71% in Basilicata). Al Centro solo nelle Marche e in Umbria si registra un

4

uso del dialetto in famiglia superiore alla media nazionale (rispettivamente 56,1% nelle Marche e 52,6%

in Umbria). Al Nord il Veneto e la provincia di Trento sono le uniche zone dove è prevalente l’uso,

seppure non esclusivo, del dialetto in famiglia (69,9% in Veneto e 64,1% nella provincia di Trento).

Tavola 5. Persone di 6 anni e più secondo il linguaggio abitualmente usato in diversi contesti relazionali per regione. Anni 2000,

2006 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)

In famiglia Con amici Con estranei

Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia Solo o Solo o Sia

REGIONI prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra prevalen- prevalen- italiano Altra

temente temente che lingua temente temente che lingua temente temente che lingua

italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto italiano dialetto dialetto

2000

Piemonte 58,6 11,4 27,3 2,2 64,7 7,6 25,6 1,6 85,8 2,2 11,3 0,3

Valle d'Aosta 55,5 12,6 24,4 7,1 61,3 4,8 28,5 4,9 84,1 1,1 9,8 4,5

Lombardia 58,3 10,7 27,9 2,0 62,8 10,0 24,4 1,6 86,7 2,3 8,8 0,7

24,3 23,1 15,3 36,4 25,5 21,3 16,8 35,7 42,8 6,3 17,4 32,6

Trentino-Alto Adige

- Bolzano - Bozen 21,1 1,8 5,7 70,0 22,1 0,7 5,8 70,0 24,7 0,6 6,9 66,4

- Trento 27,4 43,6 24,6 4,1 28,7 41,1 27,4 2,5 60,3 11,8 27,6 0,1

Veneto 22,6 42,6 29,8 3,9 23,7 38,2 34,4 2,7 52,4 14,2 32,0 0,2

Friuli-Venezia Giulia 34,3 16,6 24,5 24,0 33,3 13,5 34,8 18,0 63,1 5,9 29,8 0,5

67,5 12,4 17,9 1,4 70,9 7,1 20,3 0,9 87,6 1,7 9,4 0,4

Liguria 56,6 14,2 26,7 1,8 60,9 11,2 26,3 1,1 84,8 3,0 11,6 0,3

Emilia-Romagna

Toscana 83,0 4,1 10,1 2,2 84,7 3,6 9,4 1,5 89,1 2,6 6,6 0,8

Umbria 50,8 13,0 34,9 0,8 52,7 11,9 34,2 0,6 67,9 8,6 22,7 0,1

Marche 37,7 18,1 42,2 1,0 41,2 16,0 41,7 0,2 67,5 9,3 22,4 -

Lazio 58,9 8,1 29,8 1,8 61,8 6,9 28,4 1,1 81,1 2,6 14,1 0,3

Abruzzo 29,4 22,9 45,7 1,3 35,3 19,0 44,2 0,7 71,3 7,8 19,9 0,1

Molise 29,0 27,3 36,0 7,4 32,4 21,2 39,3 6,7 75,8 8,9 14,6 0,4

21,5 30,5 46,7 0,5 26,5 26,2 46,0 0,3 53,6 15,4 30,1 -

Campania 31,6 17,7 49,8 0,4 36,9 13,6 48,6 0,4 71,0 5,6 22,3 0,2

Puglia

Basilicata 28,8 25,9 42,1 2,5 33,4 23,5 40,1 2,2 68,3 8,7 22,1 0,1

Calabria 17,8 40,4 39,4 0,9 22,4 30,8 44,4 0,8 60,7 13,1 24,4 0,1

Sicilia 23,8 32,8 42,5 0,2 28,4 26,6 44,2 0,2 57,1 12,7 29,4 -

46,4 0,9 38,1 13,9 49,0 0,7 37,6 11,7 75,8 3,2 19,6 0,2

Sardegna 19,1 32,9 3,0 48,0 16,0 32,7 2,4 72,7 6,8 18,6 0,8

Italia 44,1 2006

Piemonte 59,3 9,8 25,4 4,9 64,7 5,6 25,4 3,5 86,4 1,4 10,7 0,7

Valle d'Aosta 53,9 9,3 24,5 11,3 55,9 4,1 32,2 6,0 80,8 0,4 15,0 2,4

Lombardia 57,6 9,1 26,6 5,7 62,7 7,1 25,0 4,1 83,5 1,9 12,9 0,8

27,8 20,4 15,1 34,6 30,2 18,2 16,5 33,1 51,9 3,3 12,7 29,8

Trentino-Alto Adige

- Bolzano - Bozen 25,2 1,5 4,1 65,5 25,8 1,3 5,0 64,3 29,9 0,2 5,5 60,3

- Trento 30,4 38,5 25,6 5,0 34,4 34,3 27,5 3,3 73,0 6,3 19,6 0,7

Veneto 23,6 38,9 31,0 6,0 24,2 37,3 33,3 4,3 53,7 15,7 28,7 1,3

Friuli-Venezia Giulia 35,8 10,7 20,9 30,9 33,9 9,6 27,4 27,5 57,4 2,6 26,8 11,3

68,5 8,3 17,6 5,2 70,8 6,0 19,6 2,5 87,1 2,5 8,7 1,1

Liguria 55,0 10,5 28,3 5,5 60,2 7,9 27,4 3,8 84,1 1,9 12,6 0,7

Emilia-Romagna

Toscana 83,9 2,8 8,8 4,0 86,0 2,3 8,0 3,1 91,3 1,1 5,8 1,3

Umbria 41,0 14,9 37,7 5,4 42,5 13,6 39,6 3,1 61,7 7,6 27,8 1,7

Marche 38,0 13,9 42,2 5,6 41,3 13,0 41,8 3,5 68,5 5,4 25,0 0,5

Lazio 60,7 6,6 28,4 3,1 63,0 6,9 27,1 1,9 82,8 3,1 12,0 0,9

Abruzzo 37,1 20,7 38,3 2,6 40,8 16,8 39,5 1,7 71,6 6,9 18,0 1,2

Molise 31,6 24,2 42,3 1,1 35,8 19,1 42,8 1,4 68,6 6,8 23,4 0,3

25,5 24,1 48,1 1,1 29,4 19,7 48,4 0,9 54,7 10,0 33,3 0,3

Campania 33,0 17,3 47,9 0,9 35,6 14,5 48,4 0,7 70,9 5,7 22,4 0,2

Puglia

Basilicata 27,4 29,8 41,2 0,9 33,6 23,0 42,3 0,5 67,4 10,2 21,4 0,3

Calabria 20,4 31,3 43,1 1,5 26,4 22,9 46,1 0,6 60,6 9,7 25,4 0,3

Sicilia 26,2 25,5 46,2 1,2 30,5 19,1 48,7 0,8 59,1 9,8 29,7 0,4

52,5 1,9 29,3 14,7 51,8 1,8 30,6 14,3 77,1 0,5 16,0 4,7

Sardegna 16,0 32,5 5,1 48,9 13,2 32,8 3,9 72,8 5,4 19,0 1,5

Italia 45,5

Aumentano le differenze sociali nell’uso del linguaggio

Sono gli studenti a utilizzare di più l’italiano in tutti e tre i contesti relazionali considerati: in famiglia

nel 60,3% dei casi rispetto al 50,5% degli occupati, al 34,1% delle casalinghe e al 33,3% dei ritirati dal

lavoro. Analoghe differenze si riscontrano anche nell’uso con gli amici e con gli estranei.

Tra gli occupati, invece, l’uso esclusivo dell’italiano in famiglia è diffuso soprattutto tra i dirigenti,

imprenditori e liberi professionisti (63,8%), tra direttivi quadri e impiegati (62,7%) e meno tra gli operai

5

e apprendisti (35,2%). Nell’utilizzo con gli estranei, però, le differenze tra dirigenti imprenditori e liberi

professionisti e gli operai si riducono notevolmente: parla solo o prevalentemente italiano con gli

estranei l’85,1% dei dirigenti, imprenditori e liberi professionisti e l’86,8% dei direttivi quadri e

impiegati rispetto al 71,8% degli operai.

L’utilizzo di altre lingue, infine, è particolarmente diffuso tra gli operai soprattutto per parlare in

famiglia (12,4%) e con gli amici (9,8%), mentre resta marginale l’utilizzo con gli estranei (2%). (Tavola

6).

Le differenze sociali nell’uso prevalente dell’italiano sono leggermente aumentate rispetto al 2000 tra

gli occupati anche a causa della crescente presenza di manodopera straniera. Tra gli operai, infatti,

diminuisce l’uso prevalente dell’italiano in famiglia (dal 37,3% al 35,2%) e l’uso del dialetto mentre

aumenta l’utilizzo di altre lingue (che passano dal 5,6% del 2000 al 12,4% del 2006) (Tavola 6).

Tavola 6. Persone di 15 anni e più secondo il linguaggio abitualmente usato in diversi contesti relazionali per condizione

professionale. Anni 2000, 2006 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)

In famiglia Con amici Con estranei Sia

Solo o

Solo o

Sia

Solo o

Solo o

Sia

Solo o

Solo o

CONDIZIONE E POSIZIONE Altra

italiano

prevalen-

prevalen-

Altra

italiano

prevalen-

prevalen-

Altra

italiano

prevalen-

prevalen-

NELLA PROFESSIONE lingua

che

temente

temente

lingua

che

temente

temente

lingua

che

temente

temente dialetto

dialetto

italiano

dialetto

dialetto

italiano

dialetto

dialetto

italiano 2000

Occupati 50,7 13,4 31,6 3,6 54,1 10,7 31,6 2,9 79,9 3,0 15,2 1,1

Dirigenti, Imprenditori, Liberi

professionisti 63,6 7,6 25,2 3,1 64,4 6,3 26,3 2,5 85,4 1,5 10,8 1,6

63,1 6,5 27,8 2,0 66,8 4,7 25,9 1,6 88,0 1,3 8,8 1,0

Direttivi, Quadri, Impiegati

Apprendisti 37,3 20,9 35,4 5,6 41,9 16,8 36,1 4,3 72,5 5,0 20,5 1,2

Operai,

Lavoratori in proprio e Coadiuvanti 41,1 17,9 36,9 3,5 42,8 15,0 38,9 2,9 72,4 3,9 22,1 1,0

In cerca di nuova occupazione 36,8 23,3 34,6 4,9 40,8 17,4 38,3 2,7 68,8 6,1 23,3 1,0

prima occupazione 36,5 20,3 40,4 1,2 43,4 12,8 41,6 0,7 71,9 5,7 20,8 0,1

In cerca di 32,0 24,5 40,3 2,5 37,4 20,8 38,9 2,1 63,3 9,6 25,5 0,7

Casalinghe

Studenti 61,7 7,7 28,3 1,6 67,9 4,3 26,3 0,9 89,3 0,9 8,3 0,7

Ritirati dal lavoro 29,5 32,6 34,1 3,3 32,5 29,4 34,6 2,9 59,6 14,1 25,2 0,6

Altra condizione 24,8 39,2 30,2 3,2 26,8 35,0 32,4 3,0 45,6 24,5 26,3 0,5

20,3 33,5 3,1 46,2 17,0 33,4 2,5 71,8 7,3 19,2 0,8

Totale 42,3 2006

Occupati 50,5 10,6 31,6 6,6 53,5 8,6 31,8 5,3 79,3 2,4 15,6 1,7

Dirigenti, Imprenditori, Liberi

professionisti 63,8 6,5 25,3 3,5 63,6 4,9 28,3 2,4 85,1 1,3 11,1 1,7

62,7 5,5 28,1 3,0 65,8 4,2 26,8 2,3 86,8 1,0 9,9 1,4

Direttivi, Quadri, Impiegati

Apprendisti 35,2 16,1 35,6 12,4 40,2 13,1 35,8 9,8 71,8 4,0 21,3 2,0

Operai, proprio e Coadiuvanti 41,6 15,0 37,4 5,2 42,3 13,2 39,0 4,9 71,5 3,8 22,2 1,9

Lavoratori in 37,8 17,2 37,6 6,0 42,9 12,9 37,2 5,1 70,9 4,9 21,5 1,5

In cerca di nuova occupazione

prima occupazione 40,6 15,0 39,1 2,2 46,5 9,8 38,4 2,1 72,4 2,8 20,9 0,7

In cerca di 34,1 20,8 39,3 4,7 37,7 16,6 40,5 4,1 63,2 7,7 26,4 1,6

Casalinghe

Studenti 60,3 6,8 28,3 3,8 65,2 5,0 26,8 1,9 86,8 1,2 10,2 0,9

Ritirati dal lavoro 33,3 28,9 34,6 2,8 35,9 24,8 36,2 2,5 60,7 11,5 25,7 1,4

Altra condizione 28,1 32,1 31,2 5,7 30,5 28,4 33,0 5,1 49,4 18,0 26,4 3,2

17,0 33,5 5,1 46,8 14,0 34,0 4,1 71,7 5,9 19,8 1,6

Totale 43,5

2. L :

E LINGUE STRANIERE UNA CONOSCENZA DIFFUSA MA DI BASSA QUALITÀ

Nel 2006 il 56,9% della popolazione di 6 anni e più (31 milioni 351mila persone) dichiara di conoscere,

se pur a livelli diversi, almeno una lingua straniera. La conoscenza di almeno una lingua straniera è

molto alta tra i bambini e i giovani (77,6% dai 6 ai 24 anni) per poi essere minore all’aumentare dell’età.

Solo il 20,7% delle persone di 65 anni e più, infatti, dichiara di conoscere almeno una lingua straniera

(Tavola 7).

Conoscono una lingua straniera più gli uomini (59,2%) delle donne (54,7%), ma la differenza di genere

varia con l’età: fino ai 44 anni sono più le donne a conoscere le lingue straniere; ma a partire dai 45 anni

le differenze di genere diventano molto forti a favore degli uomini. Ad esempio, tra le persone di 25-34

6

anni parla almeno una lingua straniera il 79,4% delle donne rispetto all’72,4% dei coetanei maschi

mentre tra le persone di 55-64 la quota è del 46,7% tra i maschi rispetto al 36,1% delle donne.

Con riferimento al tipo di lingue straniere conosciute, il 43,6% della popolazione di 6 anni e più conosce

l’inglese e il 29,1% il francese, mentre il tedesco (5,9%), lo spagnolo (6,5%) o eventuali altre lingue

(4%) sono conosciute da una quota residuale di persone (Tavola 7).

Tavola 7. Persone di 6 anni e più per conoscenza di una lingua straniera, tipo di lingua conosciuta, sesso e classe d'età. Anno

2006 (per 100 persone con le stesse caratteristiche) Lingue straniere

CLASSI DI ETÀ Almeno una Inglese Francese Spagnolo Tedesco Altra lingua

lingua straniera MASCHI

6-24 77,6 72,4 26,2 5,2 4,6 3,9

25-34 72,4 60,9 30,6 9,3 4,8 6,2

35-44 66,1 50,7 31,2 9,8 6,1 5,5

45-54 60,8 40,9 33,2 7,6 5,6 4,5

55-64 46,7 28,1 31,4 6,6 7,3 2,8

più 27,3 12,8 17,8 4,2 6,4 1,7

65 e

Totale 59,2 45,7 28,0 7,0 5,7 4,1

FEMMINE

6-24 81,3 76,4 35,1 8,6 8,5 5,2

25-34 79,4 67,0 41,6 10,4 9,3 6,9

35-44 70,2 54,3 38,7 7,8 7,4 5,1

45-54 56,6 34,1 36,8 5,4 5,8 3,9

55-64 36,1 19,1 26,4 3,9 4,2 2,0

più 15,9 5,6 11,3 1,7 2,3 1,4

65 e

Totale 54,7 41,6 30,2 6,1 6,1 4,0

MASCHI E FEMMINE

6-24 79,4 74,3 30,5 6,9 6,5 4,5

25-34 75,9 64,0 36,1 9,9 7,1 6,6

35-44 68,1 52,5 34,9 8,8 6,7 5,3

45-54 58,7 37,4 35,1 6,5 5,7 4,2

55-64 41,3 23,5 28,9 5,2 5,7 2,4

65 e più 20,7 8,6 14,0 2,8 4,0 1,5

Totale 56,9 43,6 29,1 6,5 5,9 4,0

La conoscenza dell’inglese è molto diffusa tra le nuove generazioni. Si registrano percentuali

particolarmente alte e tutte superiori all’80% tra gli 11 e i 19 anni, con un picco dell’85,7% nella classe

di età 15-17 anni. Oscilla tra 35 e 40 per cento la quota di persone che invece conoscono il francese in

queste stesse classi d’età. Va inoltre notato che la conoscenza dell’inglese supera quella del francese

fino ai 54 anni mentre, al contrario, il francese è più diffuso dell’inglese tra gli ultra cinquantacinquenni

(Tavola 17 in allegato). Infine lo spagnolo (9,9%), il tedesco (7,1%) e le altre lingue (6,6%) sono parlate

soprattutto dalle persone tra i 25 e i 34 anni (Tavola 7).

Emerge una forte differenza territoriale: le lingue straniere si conoscono di più nel Nord-ovest (62,9%) e

nel Nord-est (62,4%), mentre nel Sud e nelle Isole i valori sono nettamente inferiori (rispettivamente

48,5% e 51,4%) (Tavola 8).

La conoscenza delle lingue è rimasta sostanzialmente stabile rispetto al 2000. La conoscenza

dell’inglese aumenta soprattutto tra le persone dai 55 ai 64 anni (con un incremento del 32%). L’inglese

aumenta anche tra i bambini e i giovani di 6-24 anni passando dal 71,8% del 2000 al 74,3% del 2006.

All’aumento dell’inglese fa riscontro una generale diminuzione del francese che passa dal 32,6% del

2000 al 29,1% del 2006 (Tavola 8). 7

Tavola 8. Persone di 6 anni e più per conoscenza di una lingua straniera, tipo di lingua conosciuta, sesso, classe d’età e

ripartizione geografica. Anni 2000, 2006 (per 100 persone con le stesse caratteristiche)

Lingue straniere

Almeno una Inglese Francese Spagnolo Tedesco Altra lingua

lingua straniera 2000

SESSO 60,0 45,1 32,1 6,1 6,9 2,2

Maschi 54,4 40,4 33,0 5,1 7,1 1,9

Femmine

Totale 57,1 42,6 32,6 5,6 7,0 2,1

CLASSI D'ETÀ 78,4

6-24 71,8 35,9 5,0 4,9 1,8

77,9

25-34 64,1 42,6 8,2 7,3 3,0

70,0

35-44 51,0 40,9 7,6 7,6 2,9

53,5

45-54 32,0 37,6 5,8 7,4 2,5

34,8

55-64 17,8 24,4 4,6 7,7 1,3

20,8

65 e più 7,8 14,2 2,8 7,2 1,7

42,6 32,6 5,6 7,0 2,1

Totale 57,1

RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE

Italia nord-occidentale 62,6 45,1 40,4 7,3 6,3 2,6

Italia nord-orientale 63,3 45,2 31,1 6,6 16,7 2,9

Italia centrale 56,4 45,4 31,3 6,1 4,3 2,3

Italia meridionale 50,2 38,8 27,8 3,2 3,8 1,1

Italia insulare 50,4 36,8 29,0 4,5 4,3 1,0

Italia 57,1 42,6 32,6 5,6 7,0 2,1

2006

SESSO 59,2 45,7 28,0 7,0 5,7 4,1

Maschi 54,7 41,6 30,2 6,1 6,1 4,0

Femmine

Totale 56,9 43,6 29,1 6,5 5,9 4,0

CLASSI D'ETÀ

6-24 79,4 74,3 30,5 6,9 6,5 4,5

25-34 75,9 64,0 36,1 9,9 7,1 6,6

35-44 68,1 52,5 34,9 8,8 6,7 5,3

45-54 58,7 37,4 35,1 6,5 5,7 4,2

55-64 41,3 23,5 28,9 5,2 5,7 2,4

65 e più 20,7 8,6 14,0 2,8 4,0 1,5

43,6 29,1 6,5 5,9 4,0

Totale 56,9

RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE

Italia nord-occidentale 62,9 47,2 36,2 8,4 5,8 5,1

Italia nord-orientale 62,4 46,1 28,9 6,9 11,5 6,1

Italia centrale 57,0 46,0 28,0 7,8 4,4 4,2

Italia meridionale 48,5 37,8 23,9 3,9 3,8 1,7

Italia insulare 51,4 39,2 26,0 5,1 3,8 2,8

Italia 56,9 43,6 29,1 6,5 5,9 4,0

Il titolo di studio ha un’influenza fondamentale nella conoscenza delle lingue straniere tale da annullare

in parte le differenze generazionali. Ad, esempio tra le persone di 25-44 anni laureate il 96,1% dichiara

di conoscere almeno una lingua straniera rispetto all’88,9% dei diplomati e al 52,7% delle persone con

la licenza media. La quota di persone che conoscono almeno una lingua straniera è ancora elevatissima

tra le persone laureate di 65 anni e più (91,6%) mentre, al contrario, le differenze tra giovani ed anziani

con titoli di studio bassi sono molto più forti: conosce almeno una lingua straniera il 26,5% delle

persone di 25-44 anni con la licenza elementare rispetto al 6,5% delle persone di 65 anni e più con lo

stesso titolo di studio (Figura 1). 8


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Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del linguaggio, tenute dal Prof. Stefano Gensini nell'anno accademico 2011 e consiste nei risultati dell'indagine dell'Istat "I cittadini e il tempo libero" svolta a maggio 2006, riguardante l'uso della lingua italiana e del dialetto e la conoscenza delle lingue straniere.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gensini Stefano.

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