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fig.II.3): in questo modo, con una sola unità base, si possono isolare linee a tensione

differente, variando unicamente il numero di isolatori messi in serie.

Fig. II.2 – Isolatore sospeso a cappa e perno: C = cappa; T = perno; D = materiale

isolante; £ = minima distanza in aria esterna all’isolatore; M = materiale

cementante.

Fig. II.3 – Catena di isolatori a cappa e perno: R= rotula; p = passo.

.

Per migliorare le prestazioni elettriche di una catena di isolatori a cappa e perno, si

inseriscono, al di sotto della catena, un anello metallico, detto anello di guardia, e, al di

sopra della catena, una coppia di “corna metalliche”, dette corna spinterometriche

(fig.II.4). E’ interessante notare, ad esempio, in caso di sovratensione (per esempio da

fulminazione) ai capi della catena di isolatori, dimensionando opportunamente detto

sistema (anello di guardia – corna spinterometriche) la scarica elettrica avverrà in aria

piuttosto che non attraverso gli isolatori, che risulteranno così protetti.

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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Fig. II.4 – Anello di guardia e corna spinterometriche di una catena di isolatori: AP:

anello di guardia, C: conduttore di potenza; Co: corna spinterometriche; Is:

catena di isolatori

Si conclude sottolineando che un isolatore, sia rigido che sospeso, deve essere in

grado di sopportare sollecitazioni di natura sia meccanica che elettrica ed è rispetto ad

entrambi le sollecitazioni che esso deve essere appropriatamente dimensionato. Per

motivi di brevità, per i criteri di dimensionamento meccanico ed elettrico degli isolatori si

rimanda ad altri testi.

1.4 Sostegni

I sostegni si possono classificare a seconda dei materiali usati in sostegni:

- in acciaio;

- in cemento armato;

- in vetroresina.

La categoria di sostegni più diffusa è quella dei sostegni in acciaio.

Nel campo dell'alta ed dell’altissima tensione si impiegano i sostegni detti in gergo “a

traliccio”, in cui diversi elementi modulari vengono connessi tra di loro in maniera

conveniente così da ottenere una struttura di forma più o meno complessa.

Esiste un gran numero di tipi di sostegno a traliccio, potendosi combinare gli elementi

base in molteplici modi; nel seguito verranno analizzate tre possibili configurazioni:

tronco-piramidale, a portale e ad Y.

Il tipo più semplice è quello tronco-piramidale (fig.II.5 a). Si tratta di un sostegno ad

asse verticale dotato di quattro montanti e quattro intralicciature di parete, due sulle

pareti trasversali rispetto alla direzione della linea e due sulle pareti longitudinali. Nella

parte superiore, il sostegno (se si tratta di un sostegno per una terna di conduttori) porta

tre mensole (come indicato nello schema della fig.II.5 a); le due mensole disposte dallo

stesso lato sono di lunghezza differente in modo da evitare che i due conduttori ad esse

connessi attraverso le catene di isolatori si trovino sullo stesso piano. Questo sarebbe

pericoloso perchè se durante l'inverno i conduttori finissero per essere circondati da

manicotti di ghiaccio e, in conseguenza di un colpo di vento, il manicotto di ghiaccio

del conduttore inferiore finisse per staccarsi di colpo, si potrebbe avere quello che in

gergo si chiama "un colpo di frusta" del conduttore inferiore che potrebbe, di

conseguenza, finire per avvicinarsi troppo al conduttore superiore determinando un

scarica elettriche fra i conduttori. I sostegni per due terne di conduttori (due linee che

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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viaggiano in parallelo sfruttando gli stessi sostegni) sono analoghi, salvo ad avere sei

mensole simmetriche rispetto al piano mediano del sostegno.

Un'altra disposizione dei sostegni a traliccio è quella a portale (fig.II.5 b). Tali sostegni

sono caratterizzati da una traversa orizzontale e dai piedritti verticali; sulla traversa,

ancorati in corrispondenza delle estremità e del centro, si hanno, nel caso della fig.II.5 b,

tre coppie di conduttori con le catene di isolatori corrispondenti. Sono, inoltre, presenti

due funi di guardia.

Una terza struttura, che si può dire intermedia fra l'una e l'altra delle due considerate

prima, è quella detta ad Y (fig.II.5 c). In essa vi è una traversa che è disposta su due

strutture laterali che convergono verso una base ristretta rispetto alla parte superiore. Il

sostegno della fig.II.5 c) è per una terna di conduttori con disposizione in piano

orizzontale, come nel caso del traliccio a portale precedente, con due funi di guardia

situate sulle due cuspidi laterali che sormontano la traversa.

(a) (b) (c)

Fig. II.5 – Sostegni a traliccio : a) disposizione tronco-piramidale; b) disposizione a

portale c) disposizione a Y.

I tipi di sostegno considerati in precedenza vengono sostenuti soltanto dalle

fondazioni. Ci sono altri tipi di sostegno a portale, cosiddetti "strallati", in cui la

resistenza del sostegno a traliccio viene aumentata mediante opportuni tiranti costituiti

da funi metalliche in acciaio che collegano, ad esempio, le estremità superiori dei due

montanti a sei oppure a quattro pilastri angolari fissati sul terreno a distanze convenienti

intorno alla struttura stessa. In questo caso la struttura resiste non soltanto in

conseguenza delle capacità proprie di resistenza, ma anche in conseguenza dell'azione

che esercitano su di essa i tiranti previsti.

I sostegni strallati si possono usare soprattutto dove i terreni intorno alla linea costano

poco e quindi si può senza nessuna difficoltà di carattere economico finire per impegnare

delle aree piuttosto notevoli per ciascun sostegno. Quanto maggiore è il costo dei terreni

attraversati dalla linea tanto più è necessario restringere la base e l'ingombro del

sostegno in pianta e, quindi, si deve passare via via dai tipi più ingombranti ai tipi più

compatti.

Nei sostegni in cemento armato gli elementi rettilinei costituenti il sostegno sono

dei pali in cemento armato centrifugato, aventi una sezione trasversale di forma anulare

riempita di calcestruzzo ed attraversata da tondini di acciaio.

Per linee di importanza maggiore si può ricorrere a strutture anche qui a portale; si

hanno due piedritti ed una traversa orizzontale, collegati fra di loro attraverso opportuni

elementi di collegamento i quali, predisposti in fabbrica, vengono, poi, montati sui

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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piedritti prima di montare la traversa; una volta montata la traversa, viene colato, dentro

gli elementi di collegamento, del cemento così da effettuare la connessione stabile fra i

piedritti e la traversa.

Nei pali in vetroresina, infine, il materiale utilizzato è di tipo composito,

costituito da resine poliestere insature termoindurenti rinforzate con fibre di vetro.

Le proprietà di tali materiali (alto rapporto resistenza-peso, ottima resistenza agli agenti

atmosferici e alla corrosione atmosferica, ottimo isolamento elettrico) consentono di

ottenere sostegni caratterizzati dai seguenti vantaggi:

• hanno una maggiore leggerezza con minori costi di trasporto e installazione;

• non hanno deformazioni permanenti, se sottoposti a sollecitazioni vicine al limite di

rottura né vibrazioni ad alta frequenza;

• hanno una ottima resistenza agli agenti atmosferici esterni con conseguente

eliminazione dei costi di manutenzione.

Inoltre, hanno una elevata sicurezza dai pericoli di incendio.

2. Linee in cavo

Le linee in cavo sono impiegate per la trasmissione solo in casi particolari

(trasmissione sottomarina); al contrario, essi trovano larghissimo impiego nella

distribuzione.

Esse sono costituite dai cavi e dagli accessori di raccordo, che permettono di

collegare il cavo ad una linea aerea o ad un sistema di sbarre (accessori di estremità) o

due tratti di cavo tra di loro (giunzioni).

Il cavo, a sua volta è costituito da tre elementi fondamentali:

uno o più conduttori, che servono per il trasferimento dell'energia;

• un isolante solido, che circonda il conduttore e che garantisce l’isolamento;

• una guaina di protezione.

• Possono, poi, essere presenti una armatura di protezione meccanica e opportuni

schermi costituiti da materiale semiconduttore o metallico, necessari a livellare le

irregolarità superficiali dei conduttori (evitando, così, amplificazioni localizzate del

campo elettrico) o ad uniformare le linee del campo elettrico all’interno del materiale

isolante.

2.1 Materiali impiegati per le parti costituenti un cavo

I materiali più largamente impiegati per la parte conduttrice di un cavo sono il

rame e l’alluminio, le cui caratteristiche sono ritenute note. Vale ancora la regola di

costruire il conduttore cordando tra loro un certo numero fili di piccolo spessore (le

applicazioni con conduttori a filo unico sono rare e riservate ai cavi per applicazioni di

piccolissima potenza e/o ai cavi per la trasmissione di segnali); la cordatura conferisce ai

cavi una più o meno grande “flessibilità”, caratteristica molto utile in fase di posa in

opera e/o rimozione di un cavo.

Il confronto tra l'alluminio ed il rame nell'ambito dei cavi si diversifica

notevolmente in funzione dei diversi livelli di tensione.

Nel campo delle medie tensioni (fino a 20 kV) i conduttori di alluminio possono

consentire spesso una certa economia nel costo totale del cavo, soprattutto se la guaina,

anziché di piombo, è anch'essa di alluminio. Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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I materiali principalmente utilizzati nei cavi per la parte isolante sono la carta

impregnata e gli isolanti estrusi.

La carta usata nell’isolamento dei cavi deve essere di pura cellulosa per

possedere qualità elettriche soddisfacenti e proprietà assorbenti tali da assicurare un

perfetto impregnamento. Per diminuire le perdite dell’isolante, la carta viene lavata con

acqua demineralizzata e deionizzata, allo scopo di eliminare le eventuali impurezze.

La rigidità dielettrica della carta secca è piuttosto scarsa, dell’ordine di pochi

kV/mm, per cui, per possedere i requisiti necessari per un buon isolamento, la carta deve

essere impregnata con sostanze opportune. Gli impregnanti più usati per la carta sono gli

olii; impiegando questo tipo di materiale e utilizzando particolari tecniche di lavorazione

(la essicazione per eliminare l’umidità residua della carta e l’impregnazione sotto vuoto

per evitare eventuali occlusioni gassose che costituirebbero spazi ionizzabili e quindi

provocherebbero una rapida degradazione elettrica del cavo) si ottiene il materiale

isolante migliore.

Gli isolanti estrusi principalmente impiegati sono il PVC (policloruro di vinile), il

PE (polietilene) e suoi derivati, l’EPR (gomma etilenpropilenica) e la gomma butilica. Si

tratta di materiali isolanti che si presentano compatti e omogenei, in contrapposizione

alla carta impregnata che costituisce un isolante stratificato e non omogeneo, perchè

composto da due diversi materiali (carta ed impregnante).

E’ interessante confrontare il comportamento dei diversi isolanti estrusi, per i

diversi livelli di tensione, tenendo presente le seguenti fondamentali proprietà: rigidità

dielettrica, perdite dielettriche (tgδ) e resistenza alle scariche parziali.

Il PVC ha una permittività elevata e perdite eccessive, che ne rendono

sconsigliabile l’impiego per tensioni maggiori di 10-15 kV. Ha una ottima resistenza alle

scariche superficiali.

Il PE è un materiale eccellente per quanto riguarda la rigidità dielettrica e le

perdite dielettriche, appena accettabile per quanto riguarda la resistenza alle scariche

parziali. Si ossida, però rapidamente, è infiammabile e poco igroscopico.

Tra i materiali derivati dal polietilene il PE reticolato (PR) è assai interessante,

per le sue proprietà termiche, migliori di quelle del PE.

Tra le gomme sintetiche le proprietà migliori sono quelle della gomma

etilenpropilenica (EPR) che, infatti, presenta un sempre più largo impiego. Ha bassa

permittività media, perdite dielettriche un pò elevate, anche se decisamente inferiori a

quelle del PVC, una eccellente resistenza alle scariche parziali ed alle intemperie.

La gomma butilica non ha né sufficiente rigidità dielettrica né sufficiente

resistenza alle scariche parziali per poterne allargare il campo di impiego oltre la media

tensione.

I materiali più largamente impiegati per le guaine sono il piombo e il PVC; come

detto in precedenza, può essere usato l'alluminio nei cavi con conduttori di alluminio.

L'armatura di un cavo è di solito costituita da nastri di acciaio o da fili di acciaio.

Gli schermi metallici, quando presenti, possono essere di piombo, di rame od

anche di alluminio. Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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2.2 Caratteristiche costruttive dei principali tipi di cavo

Nel seguito, verranno dapprima descritti i cavi in carta impregnata, poi quelli ad

olio fluido e, infine, quelli isolati con isolante estruso. Verrà, poi, affrontato il problema

della designazione dei cavi in media e bassa tensione.

Cavo in carta impregnata

L'isolamento di un cavo in carta impregnata viene nastratura con successivi strati

di carta, fino a raggiungere con la carta stessa uno spessore di isolante dipendente dalla

tensione di esercizio del cavo. Gli strati di carta possono essere tutti uniformi oppure,

poiché il campo elettrico è maggiore sulla superficie del conduttore, di spessore

crescente man mano che ci si allontana dalla superficie dello stesso; la carta di spessore

più piccolo, infatti, resiste meglio alle sollecitazioni elettriche per la minore probabilità di

riscontrare impurità procedendo perpendicolarmente (come il campo elettrico) lungo lo

spessore stesso.

Una volta costituita la cosiddetta “anima” del cavo (insieme del conduttore e

della nastratura di carta di cui sopra), si procede in maniera diversa a seconda che il cavo

è unipolare o multipolare.

Se il cavo è unipolare, la fase della nastratura della carta è esaurita.

Se il cavo è multipolare le diverse anime vengono cordate insieme, con

l'accortezza di occupare tutti gli inevitabili spazi che si vengono a creare, con ulteriore

materiale isolante: insieme alle tre anime viene, cioè, cordato anche un materiale isolante

riempitivo (carta o anche iuta), particolarmente molle; durante la cordatura, questo

materiale viene compresso dalle tre anime in modo da costringerlo ad occupare tutti gli

spazi vuoti presenti tra le stesse.

Attorno alle tre anime così cordate si fascia, poi, la cosiddetta “cintura”, che è

costituita da una nastratura di carta di spessore identico a quello della carta che circonda

il singolo conduttore. Come si vedrà in un prossimo capitolo, infatti, nel caso di linee in

media tensione se una delle fasi del cavo va a terra, le altre due fasi assumono a regime

rispetto a terra un potenziale pari a quello della tensione concatenata, cioè pari alla

differenza di potenziale normalmente esistente tra due conduttori; ne consegue che lo

spessore di carta tra il conduttore e la guaina deve essere pari a quello presente tra due

conduttori.

A questo punto, anche per il cavo tripolare la fase della nastratura della carta si

può ritenere esaurita. Si deve, adesso, passare alla fase dell'impregnamento della carta.

L'anima di un cavo unipolare o le anime cordate e fasciate dalla cintura nel caso

di cavo multipolare vengono immerse in una vasca, ermeticamente chiusa, in cui viene

praticato il vuoto ed in cui viene in primo luogo eseguito un processo di essiccamento.

Viene, poi, introdotto nella vasca l'olio isolante destinato all'impregnamento e data

pressione in maniera tale che l'olio isolante penetri nell'interno della carta fino ad

impregnarla completamente.

Il cavo, tolto dalla vasca, passa, poi, in una macchina che provvede alla copertura

dell'isolante mediante una guaina, in genere di piombo.

Al cavo, molto spesso, oltre alla guaina viene aggiunto anche un ulteriore

rivestimento esterno (armatura) che serve sia per protezione contro contatti accidentali,

per es. colpi di piccone che possono capitare durante l'esercizio del cavo, sia per

aumentarne la resistenza meccanica, ad esempio quando il cavo deve essere posato in un

fondo sottomarino. Il rivestimento esterno, in genere costituito da eliche di acciaio in

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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doppio strato, viene inserito dopo aver messo attorno alla guaina metallica uno strato di

iuta catramata.

Dopo aver analizzato le tecniche di realizzazione dei cavi in carta impregnata è

interessante soffermarsi sulle sollecitazioni, elettrostatiche ed elettromagnetiche, che si

possono generare in essi; queste sollecitazioni sono differenti a seconda che si tratti di

cavo unipolare o multipolare.

In un cavo unipolare, stante la simmetria, il campo elettrico avrà la direzione del

raggio del conduttore, per cui la carta sarà sollecitata, punto per punto, in direzione

normale alla stessa; poiché la carta resiste bene a sollecitazioni del campo elettrico ad

essa normali, ne consegue che essa viene bene utilizzata. Per quanto riguarda i problemi

connessi al campo magnetico, vi è da osservare che la corrente che circola nel

conduttore induce correnti parassite nella guaina metallica: queste correnti sono, però, di

limitata entità essendo limitato il valore del flusso sostenuto dalla corrente che circola nel

conduttore per l'elevato valore della riluttanza del piombo; correnti parassite

circoleranno anche nella eventuale fasciatura di acciaio: essendo la riluttanza dell'acciaio

molto inferiore rispetto a quella del piombo, per limitarne il valore è necessario che le

due nastrature di acciaio siano avvolte in verso opposto.

In sintesi, un cavo unipolare ha un ottimo comportamento nei riguardi delle

sollecitazioni legate al campo elettrostatico, ma è caratterizzato da un comportamento

non altrettanto buono nei riguardi delle sollecitazioni legate al campo magnetico. Ne

consegue che un cavo unipolare trova applicazioni crescenti man mano che aumenta il

valore della tensione di esercizio.

In un cavo tripolare (caso particolare e diffusissimo di cavo multipolari, fig.II.6)

non esistono più quelle condizioni di simmetria che rendono nei cavi unipolari le

superfici equipotenziali dei cilindri concentrici al conduttore e il campo elettrico di

direzione normale alla carta, con la ovvia conseguenza che il campo elettrico che agisce

sulla carta ha componenti sia normali che tangenziali alla stessa (cavi a campo non

radiale). La presenza di componenti tangenziali del campo elettrico determina

sollecitazioni sulla carta non ben tollerate, con la conseguenza che si ha un limite di

applicazione di tale tipo di cavo che si aggira attorno ai 20-30 kV.

Per tensioni superiori, si possono ancora impiegare cavi tripolari dotandoli, però,

di un accorgimento costruttivo che ne migliori il comportamento rispetto alle

sollecitazioni elettrostatiche: tale accorgimento consiste nel vincolare l'andamento delle

superfici equipotenziali ad essere cilindri coassiali al conduttore (cavi a campo radiale).

Tale risultato lo si ottiene inserendo attorno a ciascuna anima, dopo l'ultimo strato di

carta, un ulteriore nastro di carta metallizzata. La carta metallizzata viene a costituire di

per sè una superficie equipotenziale di forma cilindrica e coassiale al conduttore, per cui

Fig. II.6 – Linee di forza e linee equipotenziali in un cavo tripolare.

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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vincola l'andamento delle superfici equipotenziali del campo elettrico ad essere anch'esse

di tale forma; dal punto di vista del campo elettrico, le tre anime si comporteranno,

quindi, come tre cavi unipolari; con tale accorgimento un cavo trifase può essere

adoperato anche per tensioni superiori ai 20-30 kV fino ad arrivare ai 60-70 kV.

Per quanto riguarda, invece, le sollecitazioni dovute al campo magnetico, il cavo

tripolare ha un ottimo comportamento in quanto, essendo la somma delle tre correnti che

circolano nei conduttori istante per istante nulla, almeno teoricamente non vi sono

correnti parassite circolanti negli eventuali rivestimenti metallici esterni (guaina ed

armatura).

I cavi in carta impregnata, siano essi unipolari o tripolari, a campo radiale o non,

presentano un ulteriore problema.

Durante l'esercizio si ha che il cavo, per effetto delle perdite che si verificano

nello stesso, si riscalda, subendo un aumento di temperatura che, a sua volta, comporta

una variazione di volume di tutte le parti che lo costituiscono: il rame, la carta, l'olio

minerale che costituisce l'isolante e il piombo. E' evidente che ciascuna parte si dilaterà in

modo differente, in dipendenza delle proprie caratteristiche.

In particolare, all'aumento di volume che subisce la miscela isolante nell'interno

del cavo non si accompagna un corrispondente aumento di volume della guaina metallica

con la conseguenza che, essendo maggiore l'aumento di volume della miscela,

quest'ultima esercita una pressione continua sulla guaina metallica. Sfortunatamente, il

piombo è un materiale che per effetto di tale sollecitazione meccanica si dilata

permanentemente per cui, quando la temperatura, per effetto di una riduzione delle

perdite, tende a diminuire e con essa tende a ridursi il volume di miscela isolante, non fa

altrettanto il piombo che rimane parzialmente dilatato e, quindi, non esercita più

quell’azione di compressione sulla miscela necessaria a far sì che quest'ultima rientri

omogeneamente all'interno della carta: si creano, pertanto, dei punti non adeguatamente

dotati di miscela isolante in cui la resistenza all'azione del campo elettrico è inferiore a

quella che si aveva precedentemente, con pericolo di scariche localizzate, soprattutto nel

caso di tensioni di esercizio particolarmente elevate.

E' questo il principale motivo per cui si passa dai cavi in carta impregnata a quelli

ad olio fluido.

Cavo ad olio fluido

Nei cavi ad olio fluido (fig.II.7) si superano i problemi dei cavi in carta

impregnata dotando il cavo di canali interni in cui l'olio può espandersi a piacimento

senza esercitare pressione sulla guaina di piombo; questi canali sono collegati a serbatoi

di olio fluido posti alle estremità del cavo che svolgono una funzione di volano durante

le variazioni di volume dell'olio stesso e che lo mantengono in pressione. La esistenza di

tali serbatoi rende possibile l'impiego di un olio dotato di particolari caratteristiche di

fluidità, capace, cioè, di espandersi e contrarsi con facilità al variare delle perdite e,

quindi, della temperatura. Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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Fig. II.7 – Cavo unipolare ad olio fluido a pressione interna: A = spirale di acciaio; C =

conduttore in rame; Ca = canale centrale di espansione dell’olio; F =

nastratura in acciaio; G = guaina di piombo; GP = guaina di protezione; Is =

isolante; SC = carta semiconduttrice.

Il cavo riportato nella fig.II.7 è detto, per ovvi motivi, a pressione interna d’olio

per distinguerlo da quelli a pressione esterna, di cui la fig. II.8 è un esempio. Le tre

anime del cavo sono inserite all’interno di un tubo di acciaio, in cui è presente olio a 15

bar di pressione.

Fig. II.8 – Cavo tripolare ad olio fluido a pressione esterna: A = anima di rame; Is =

isolante; FG = fili di scorrimento; T = tubo di acciaio.

I cavi ad olio fluido trovano impiego per tensioni che arrivano fino a 400 kV. In

luogo dell’olio si può impiegare anche un gas in pressione, in particolare l’azoto; i cavi a

pressione di gas trovano impiego per tensioni che arrivano fino a 275 kV.

Cavo in isolante estruso

Nella fig.II.9 sono riportati, a titolo di esempio, alcuni tipi di cavi isolati con isolante

estruso. Le singole parti costituenti si possono facilmente giustificare in base a tutto

quanto detto in precedenza. Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

In questo materiale didattico relativo alla costituzione delle linee elettriche vengono trattati i seguenti argomenti. Linee aeree. Conduttori di potenza. Funi di guardia. Isolatori. Sostegni. Linee in cavo. Materiali impiegati per le parti costituenti un cavo. Caratteristiche costruttive dei principali tipi di cavo. Designazione dei cavi. Reti di distribuzione. Reti radiali. Reti ad anello.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria elettronica
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi elettrici per l’energia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Carbone Rosario.

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