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CAPITOLO II

COSTITUZIONE DELLE LINEE ELETTRICHE

Le linee elettriche, impiegate sia per la trasmissione che per la distribuzione della

energia elettrica, si dividono in due grandi categorie: linee aeree (o con conduttori nudi)

e linee in cavo.

1. Linee aeree

Le linee aeree vengono impiegate prevalentemente per la trasmissione

dell'energia elettrica a grandissime distanze (centinaia di km).

Esse sono costituite da tre componenti fondamentali:

i conduttori di potenza;

• gli isolatori;

• i sostegni.

• Quasi sempre, sono inoltre presenti altri conduttori denominati funi di guardia,

disposti sulla sommità dei sostegni ed aventi funzioni protettive contro le sovratensioni

di origine atmosferica. Nel seguito vengono esaminate le principali caratteristiche

costruttive dei componenti delle linee aeree.

1.1 Conduttori di potenza

Il materiale impiegato è essenzialmente l'alluminio; esso è preferito al rame

perché, pur essendo caratterizzato da caratteristiche di conducibilità elettrica inferiori

rispetto a quelle del rame, ha un minor peso specifico ed un minor costo, parametri

fondamentali per questo tipo di linea. Inoltre, l’alluminio, come il rame, resiste bene alle

azioni atmosferiche, grazie ad una pellicola di ossido che rapidamente lo riveste e lo

protegge. A fronte dei vantaggi appena esposti, si hanno però anche altri oneri

aggiuntivi, dovuti a:

• maggior delicatezza del materiale, che impone speciali precauzioni durante la

tesatura;

• scarsa resistenza alla flessione e, quindi, necessità di adottare dispositivi per il

rinforzo del conduttore in corrispondenza dei punti di attacco;

• maggiore facilità di fusione in caso di archi, con conseguente necessità di una

maggiore distanza tra i conduttori.

Per migliorare le caratteristiche meccaniche dei conduttori in alluminio, essi sono spesso

realizzati anche con l’ausilio dell'acciaio (conduttori bimetallici), o facendo ricorso a

conduttori in lega di alluminio.

Le applicazioni “a filo pieno”, però, sono limitate a conduttori di piccola sezione;

nella maggior parte dei casi, invece, si adottano conduttori “cordati”, a 7, 19, 37 o 61

fili.

Le corde presentano, rispetto al filo pieno ed unico, una maggiore flessibilità, con

conseguente maggiore facilità di posa in opera.

I conduttori bi-metallici, alluminio-acciaio, sono dunque costituiti da un nucleo di

fili di acciaio, zincati e cordati, intorno al quale sono disposti i fili di alluminio, anch'essi

cordati. L'acciaio ha la funzione prevalente di resistenza meccanica, l'alluminio quella

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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della conducibilità elettrica; in tal modo si uniscono i vantaggi dei due metalli, senza

subirne gli inconvenienti. I fili di alluminio sono disposti all’esterno per aumentare il

diametro esterno della parte conduttrice, perché per l’effetto “pelle” la corrente tende a

circolare, in modo preferenziale, sulla parte esterna del conduttore (quindi sull’alluminio

a maggiore conducibilità) e perché l'alluminio resiste meglio dell’acciaio agli agenti

atmosferici. Inoltre, i fili di acciaio se inseriti all’interno conferiscono al conduttore

prestazioni meccaniche più elevate che se fossero sistemati all’esterno (tenderebbero a

schiacciare la parte interna in alluminio). Le caratteristiche meccaniche ed elettriche del

conduttore bi-metallico si possono variare con la sola variazione della composizione

(numero dei fili elementari e loro sezione) dei componenti che lo costituiscono.

La lega di alluminio di più frequente impiego è, invece, l'aldrey, che è una lega di

Al-Fe-Si-Mg avente la seguente composizione: Al 98,8%, Fe 0,25%, Si 0,6%, Mg

0,45%; essa viene ottenuta eseguendo un trattamento termico che migliora le

caratteristiche meccaniche del materiale rendendolo elastico (e, quindi, in grado di

sopportare più facilmente eventuali sovraccarichi) e resistente alla corrosione; tale ultima

caratteristica è accentuata dalla costituzione omogenea dello stesso, la quale, inoltre,

permette una uniforme ripartizione del carico su tutta la sezione.

Nel campo delle altissime tensioni, per migliorare l’efficienza di trasmissione delle

linee aeree, si adottano sia “conduttori a fascio” (più conduttori alluminio-acciaio in

parallelo per ciascuna fase) sia conduttori di diametro reso fittiziamente molto elevato

(conduttori ingrossati) in cui a strati di alluminio si alternano strati di materiale

riempitivo inerte.

1.2 Funi di guardia

Le funi di guardia vengono tesate superiormente ai conduttori di potenza ed

hanno una funzione di protezione “preventiva” contro le sovratensioni di origine

atmosferica (fulminazioni).

Nella maggior parte dei casi, esse sono realizzate con corde preformate in fili di

acciaio.

1.3 Isolatori

Compito degli isolatori è quello di collegare meccanicamente, isolandoli

elettricamente, i conduttori ai sostegni.

Gli isolatori sono costituiti da un nucleo, di materiale isolante, e da elementi

accessori in acciaio.

Il materiale isolante e la forma dell’isolatore vanno opportunamente scelti in

funzione delle caratteristiche peculiari della linea (dimensioni, livello di tensione di

esercizio, …).

I materiali più frequentemente impiegati per il nucleo isolante sono la porcellana ed il

vetro ricotto o temprato; questi materiali, hanno tutti ottima rigidità dielettrica ed

adeguati valori di resistenza meccanica e di resistenza alla dilatazione termica. La

porcellana è il materiale isolante migliore e trova più applicazione nel campo dell’alta

tensione; essa è ricoperta normalmente da uno strato di smalto vetroso, che ne migliora

lo stato superficiale esterno e, così, il meccanismo di dilavazione naturale. La porcellana

ha un ottimo comportamento a compressione ma un pessimo comportamento a trazione.

Le caratteristiche del vetro, dal punto di vista elettrico, sono simili a quelle della

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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porcellana. Con il vetro temprato si riesce ad ottenere una resistenza a trazione 5-6 volte

superiore a quella del vetro ricotto ed una migliore tenuta a brusche variazioni di

temperatura.

Gli isolatori possono essere suddivisi in due categorie:

• isolatori rigidi;

• isolatori sospesi.

Gli isolatori rigidi hanno come limite di applicazione quello della media tensione

e, anche in relazione a quanto appena detto, sono realizzati quasi sempre in vetro.

Gli isolatori rigidi hanno forma a campana e nella parte superiore sono presenti due

scanalature che servono per il fissaggio del conduttore; essi possono essere realizzati in

un unico pezzo di materiale isolante (fino a 1 kV, fig.II.1 a) o da più pezzi cementati tra

di loro (per tensioni superiori a 1 kV, fig.II.1 b). Aumentando la tensione, infatti,

aumentano le distanze da garantire tra le parti a differente tensione, con la conseguenza

che aumenta di pari passo la quantità di materiale isolante necessario e, con essa, la

probabilità di avere, all'interno dell'isolatore imperfezioni e, quindi, scariche locali

indesiderate, qualora fosse realizzato in un unico pezzo.

Il limite di applicazione degli isolatori rigidi, come detto, è quello della media tensione,

in quanto, anche se teoricamente si può pensare, per tensioni superiori a tale limite, di

cementare sempre più pezzi in serie, ne verrebbe fuori un isolatore molto ingombrante e

pesante, il che ne rende praticamente non più conveniente l'impiego, anche per motivi

pratici di montaggio e manutenzione.

(a) (b)

Fig. II.1 – Isolatori rigidi: a) per tensione fino a 1 kV; b) per tensione superiore a 1 kV.

Per tensioni superiori a quelle della media tensione, vengono pressoché

universalmente impiegati gli isolatori sospesi, ed, in particolare, quelli detti a "cappa e

perno" (fig.II.2). Anche per quanto sopra detto e per quanto si dirà qui di seguito, essi

sono quasi sempre realizzati in ceramica.

Negli isolatori a cappa e perno la cappa collega l'isolatore al sostegno o ad un altro

isolatore disposto superiormente mentre il perno si aggancia (attraverso un opportuno

collare metallico) o al conduttore o, direttamente, ad un altro isolatore disposto

inferiormente. Tra cappa e perno è presente un unico pezzo di materiale isolante (la

ceramica).

Con tale tipo di isolatore si superano completamente i problemi tecnologici degli

isolatori rigidi perchè, al crescere della tensione, i necessari livelli di isolamento tra parti

a differente tensione vengono garantiti, non aumentando lo spessore di ceramica del

singolo isolatore, ma disponendo più isolatori uguali in serie tra loro (catena di isolatori,

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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fig.II.3): in questo modo, con una sola unità base, si possono isolare linee a tensione

differente, variando unicamente il numero di isolatori messi in serie.

Fig. II.2 – Isolatore sospeso a cappa e perno: C = cappa; T = perno; D = materiale

isolante; £ = minima distanza in aria esterna all’isolatore; M = materiale

cementante.

Fig. II.3 – Catena di isolatori a cappa e perno: R= rotula; p = passo.

.

Per migliorare le prestazioni elettriche di una catena di isolatori a cappa e perno, si

inseriscono, al di sotto della catena, un anello metallico, detto anello di guardia, e, al di

sopra della catena, una coppia di “corna metalliche”, dette corna spinterometriche

(fig.II.4). E’ interessante notare, ad esempio, in caso di sovratensione (per esempio da

fulminazione) ai capi della catena di isolatori, dimensionando opportunamente detto

sistema (anello di guardia – corna spinterometriche) la scarica elettrica avverrà in aria

piuttosto che non attraverso gli isolatori, che risulteranno così protetti.

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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Fig. II.4 – Anello di guardia e corna spinterometriche di una catena di isolatori: AP:

anello di guardia, C: conduttore di potenza; Co: corna spinterometriche; Is:

catena di isolatori

Si conclude sottolineando che un isolatore, sia rigido che sospeso, deve essere in

grado di sopportare sollecitazioni di natura sia meccanica che elettrica ed è rispetto ad

entrambi le sollecitazioni che esso deve essere appropriatamente dimensionato. Per

motivi di brevità, per i criteri di dimensionamento meccanico ed elettrico degli isolatori si

rimanda ad altri testi.

1.4 Sostegni

I sostegni si possono classificare a seconda dei materiali usati in sostegni:

- in acciaio;

- in cemento armato;

- in vetroresina.

La categoria di sostegni più diffusa è quella dei sostegni in acciaio.

Nel campo dell'alta ed dell’altissima tensione si impiegano i sostegni detti in gergo “a

traliccio”, in cui diversi elementi modulari vengono connessi tra di loro in maniera

conveniente così da ottenere una struttura di forma più o meno complessa.

Esiste un gran numero di tipi di sostegno a traliccio, potendosi combinare gli elementi

base in molteplici modi; nel seguito verranno analizzate tre possibili configurazioni:

tronco-piramidale, a portale e ad Y.

Il tipo più semplice è quello tronco-piramidale (fig.II.5 a). Si tratta di un sostegno ad

asse verticale dotato di quattro montanti e quattro intralicciature di parete, due sulle

pareti trasversali rispetto alla direzione della linea e due sulle pareti longitudinali. Nella

parte superiore, il sostegno (se si tratta di un sostegno per una terna di conduttori) porta

tre mensole (come indicato nello schema della fig.II.5 a); le due mensole disposte dallo

stesso lato sono di lunghezza differente in modo da evitare che i due conduttori ad esse

connessi attraverso le catene di isolatori si trovino sullo stesso piano. Questo sarebbe

pericoloso perchè se durante l'inverno i conduttori finissero per essere circondati da

manicotti di ghiaccio e, in conseguenza di un colpo di vento, il manicotto di ghiaccio

del conduttore inferiore finisse per staccarsi di colpo, si potrebbe avere quello che in

gergo si chiama "un colpo di frusta" del conduttore inferiore che potrebbe, di

conseguenza, finire per avvicinarsi troppo al conduttore superiore determinando un

scarica elettriche fra i conduttori. I sostegni per due terne di conduttori (due linee che

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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viaggiano in parallelo sfruttando gli stessi sostegni) sono analoghi, salvo ad avere sei

mensole simmetriche rispetto al piano mediano del sostegno.

Un'altra disposizione dei sostegni a traliccio è quella a portale (fig.II.5 b). Tali sostegni

sono caratterizzati da una traversa orizzontale e dai piedritti verticali; sulla traversa,

ancorati in corrispondenza delle estremità e del centro, si hanno, nel caso della fig.II.5 b,

tre coppie di conduttori con le catene di isolatori corrispondenti. Sono, inoltre, presenti

due funi di guardia.

Una terza struttura, che si può dire intermedia fra l'una e l'altra delle due considerate

prima, è quella detta ad Y (fig.II.5 c). In essa vi è una traversa che è disposta su due

strutture laterali che convergono verso una base ristretta rispetto alla parte superiore. Il

sostegno della fig.II.5 c) è per una terna di conduttori con disposizione in piano

orizzontale, come nel caso del traliccio a portale precedente, con due funi di guardia

situate sulle due cuspidi laterali che sormontano la traversa.

(a) (b) (c)

Fig. II.5 – Sostegni a traliccio : a) disposizione tronco-piramidale; b) disposizione a

portale c) disposizione a Y.

I tipi di sostegno considerati in precedenza vengono sostenuti soltanto dalle

fondazioni. Ci sono altri tipi di sostegno a portale, cosiddetti "strallati", in cui la

resistenza del sostegno a traliccio viene aumentata mediante opportuni tiranti costituiti

da funi metalliche in acciaio che collegano, ad esempio, le estremità superiori dei due

montanti a sei oppure a quattro pilastri angolari fissati sul terreno a distanze convenienti

intorno alla struttura stessa. In questo caso la struttura resiste non soltanto in

conseguenza delle capacità proprie di resistenza, ma anche in conseguenza dell'azione

che esercitano su di essa i tiranti previsti.

I sostegni strallati si possono usare soprattutto dove i terreni intorno alla linea costano

poco e quindi si può senza nessuna difficoltà di carattere economico finire per impegnare

delle aree piuttosto notevoli per ciascun sostegno. Quanto maggiore è il costo dei terreni

attraversati dalla linea tanto più è necessario restringere la base e l'ingombro del

sostegno in pianta e, quindi, si deve passare via via dai tipi più ingombranti ai tipi più

compatti.

Nei sostegni in cemento armato gli elementi rettilinei costituenti il sostegno sono

dei pali in cemento armato centrifugato, aventi una sezione trasversale di forma anulare

riempita di calcestruzzo ed attraversata da tondini di acciaio.

Per linee di importanza maggiore si può ricorrere a strutture anche qui a portale; si

hanno due piedritti ed una traversa orizzontale, collegati fra di loro attraverso opportuni

elementi di collegamento i quali, predisposti in fabbrica, vengono, poi, montati sui

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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piedritti prima di montare la traversa; una volta montata la traversa, viene colato, dentro

gli elementi di collegamento, del cemento così da effettuare la connessione stabile fra i

piedritti e la traversa.

Nei pali in vetroresina, infine, il materiale utilizzato è di tipo composito,

costituito da resine poliestere insature termoindurenti rinforzate con fibre di vetro.

Le proprietà di tali materiali (alto rapporto resistenza-peso, ottima resistenza agli agenti

atmosferici e alla corrosione atmosferica, ottimo isolamento elettrico) consentono di

ottenere sostegni caratterizzati dai seguenti vantaggi:

• hanno una maggiore leggerezza con minori costi di trasporto e installazione;

• non hanno deformazioni permanenti, se sottoposti a sollecitazioni vicine al limite di

rottura né vibrazioni ad alta frequenza;

• hanno una ottima resistenza agli agenti atmosferici esterni con conseguente

eliminazione dei costi di manutenzione.

Inoltre, hanno una elevata sicurezza dai pericoli di incendio.

2. Linee in cavo

Le linee in cavo sono impiegate per la trasmissione solo in casi particolari

(trasmissione sottomarina); al contrario, essi trovano larghissimo impiego nella

distribuzione.

Esse sono costituite dai cavi e dagli accessori di raccordo, che permettono di

collegare il cavo ad una linea aerea o ad un sistema di sbarre (accessori di estremità) o

due tratti di cavo tra di loro (giunzioni).

Il cavo, a sua volta è costituito da tre elementi fondamentali:

uno o più conduttori, che servono per il trasferimento dell'energia;

• un isolante solido, che circonda il conduttore e che garantisce l’isolamento;

• una guaina di protezione.

• Possono, poi, essere presenti una armatura di protezione meccanica e opportuni

schermi costituiti da materiale semiconduttore o metallico, necessari a livellare le

irregolarità superficiali dei conduttori (evitando, così, amplificazioni localizzate del

campo elettrico) o ad uniformare le linee del campo elettrico all’interno del materiale

isolante.

2.1 Materiali impiegati per le parti costituenti un cavo

I materiali più largamente impiegati per la parte conduttrice di un cavo sono il

rame e l’alluminio, le cui caratteristiche sono ritenute note. Vale ancora la regola di

costruire il conduttore cordando tra loro un certo numero fili di piccolo spessore (le

applicazioni con conduttori a filo unico sono rare e riservate ai cavi per applicazioni di

piccolissima potenza e/o ai cavi per la trasmissione di segnali); la cordatura conferisce ai

cavi una più o meno grande “flessibilità”, caratteristica molto utile in fase di posa in

opera e/o rimozione di un cavo.

Il confronto tra l'alluminio ed il rame nell'ambito dei cavi si diversifica

notevolmente in funzione dei diversi livelli di tensione.

Nel campo delle medie tensioni (fino a 20 kV) i conduttori di alluminio possono

consentire spesso una certa economia nel costo totale del cavo, soprattutto se la guaina,

anziché di piombo, è anch'essa di alluminio. Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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I materiali principalmente utilizzati nei cavi per la parte isolante sono la carta

impregnata e gli isolanti estrusi.

La carta usata nell’isolamento dei cavi deve essere di pura cellulosa per

possedere qualità elettriche soddisfacenti e proprietà assorbenti tali da assicurare un

perfetto impregnamento. Per diminuire le perdite dell’isolante, la carta viene lavata con

acqua demineralizzata e deionizzata, allo scopo di eliminare le eventuali impurezze.

La rigidità dielettrica della carta secca è piuttosto scarsa, dell’ordine di pochi

kV/mm, per cui, per possedere i requisiti necessari per un buon isolamento, la carta deve

essere impregnata con sostanze opportune. Gli impregnanti più usati per la carta sono gli

olii; impiegando questo tipo di materiale e utilizzando particolari tecniche di lavorazione

(la essicazione per eliminare l’umidità residua della carta e l’impregnazione sotto vuoto

per evitare eventuali occlusioni gassose che costituirebbero spazi ionizzabili e quindi

provocherebbero una rapida degradazione elettrica del cavo) si ottiene il materiale

isolante migliore.

Gli isolanti estrusi principalmente impiegati sono il PVC (policloruro di vinile), il

PE (polietilene) e suoi derivati, l’EPR (gomma etilenpropilenica) e la gomma butilica. Si

tratta di materiali isolanti che si presentano compatti e omogenei, in contrapposizione

alla carta impregnata che costituisce un isolante stratificato e non omogeneo, perchè

composto da due diversi materiali (carta ed impregnante).

E’ interessante confrontare il comportamento dei diversi isolanti estrusi, per i

diversi livelli di tensione, tenendo presente le seguenti fondamentali proprietà: rigidità

dielettrica, perdite dielettriche (tgδ) e resistenza alle scariche parziali.

Il PVC ha una permittività elevata e perdite eccessive, che ne rendono

sconsigliabile l’impiego per tensioni maggiori di 10-15 kV. Ha una ottima resistenza alle

scariche superficiali.

Il PE è un materiale eccellente per quanto riguarda la rigidità dielettrica e le

perdite dielettriche, appena accettabile per quanto riguarda la resistenza alle scariche

parziali. Si ossida, però rapidamente, è infiammabile e poco igroscopico.

Tra i materiali derivati dal polietilene il PE reticolato (PR) è assai interessante,

per le sue proprietà termiche, migliori di quelle del PE.

Tra le gomme sintetiche le proprietà migliori sono quelle della gomma

etilenpropilenica (EPR) che, infatti, presenta un sempre più largo impiego. Ha bassa

permittività media, perdite dielettriche un pò elevate, anche se decisamente inferiori a

quelle del PVC, una eccellente resistenza alle scariche parziali ed alle intemperie.

La gomma butilica non ha né sufficiente rigidità dielettrica né sufficiente

resistenza alle scariche parziali per poterne allargare il campo di impiego oltre la media

tensione.

I materiali più largamente impiegati per le guaine sono il piombo e il PVC; come

detto in precedenza, può essere usato l'alluminio nei cavi con conduttori di alluminio.

L'armatura di un cavo è di solito costituita da nastri di acciaio o da fili di acciaio.

Gli schermi metallici, quando presenti, possono essere di piombo, di rame od

anche di alluminio. Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia

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2.2 Caratteristiche costruttive dei principali tipi di cavo

Nel seguito, verranno dapprima descritti i cavi in carta impregnata, poi quelli ad

olio fluido e, infine, quelli isolati con isolante estruso. Verrà, poi, affrontato il problema

della designazione dei cavi in media e bassa tensione.

Cavo in carta impregnata

L'isolamento di un cavo in carta impregnata viene nastratura con successivi strati

di carta, fino a raggiungere con la carta stessa uno spessore di isolante dipendente dalla

tensione di esercizio del cavo. Gli strati di carta possono essere tutti uniformi oppure,

poiché il campo elettrico è maggiore sulla superficie del conduttore, di spessore

crescente man mano che ci si allontana dalla superficie dello stesso; la carta di spessore

più piccolo, infatti, resiste meglio alle sollecitazioni elettriche per la minore probabilità di

riscontrare impurità procedendo perpendicolarmente (come il campo elettrico) lungo lo

spessore stesso.

Una volta costituita la cosiddetta “anima” del cavo (insieme del conduttore e

della nastratura di carta di cui sopra), si procede in maniera diversa a seconda che il cavo

è unipolare o multipolare.

Se il cavo è unipolare, la fase della nastratura della carta è esaurita.

Se il cavo è multipolare le diverse anime vengono cordate insieme, con

l'accortezza di occupare tutti gli inevitabili spazi che si vengono a creare, con ulteriore

materiale isolante: insieme alle tre anime viene, cioè, cordato anche un materiale isolante

riempitivo (carta o anche iuta), particolarmente molle; durante la cordatura, questo

materiale viene compresso dalle tre anime in modo da costringerlo ad occupare tutti gli

spazi vuoti presenti tra le stesse.

Attorno alle tre anime così cordate si fascia, poi, la cosiddetta “cintura”, che è

costituita da una nastratura di carta di spessore identico a quello della carta che circonda

il singolo conduttore. Come si vedrà in un prossimo capitolo, infatti, nel caso di linee in

media tensione se una delle fasi del cavo va a terra, le altre due fasi assumono a regime

rispetto a terra un potenziale pari a quello della tensione concatenata, cioè pari alla

differenza di potenziale normalmente esistente tra due conduttori; ne consegue che lo

spessore di carta tra il conduttore e la guaina deve essere pari a quello presente tra due

conduttori.

A questo punto, anche per il cavo tripolare la fase della nastratura della carta si

può ritenere esaurita. Si deve, adesso, passare alla fase dell'impregnamento della carta.

L'anima di un cavo unipolare o le anime cordate e fasciate dalla cintura nel caso

di cavo multipolare vengono immerse in una vasca, ermeticamente chiusa, in cui viene

praticato il vuoto ed in cui viene in primo luogo eseguito un processo di essiccamento.

Viene, poi, introdotto nella vasca l'olio isolante destinato all'impregnamento e data

pressione in maniera tale che l'olio isolante penetri nell'interno della carta fino ad

impregnarla completamente.

Il cavo, tolto dalla vasca, passa, poi, in una macchina che provvede alla copertura

dell'isolante mediante una guaina, in genere di piombo.

Al cavo, molto spesso, oltre alla guaina viene aggiunto anche un ulteriore

rivestimento esterno (armatura) che serve sia per protezione contro contatti accidentali,

per es. colpi di piccone che possono capitare durante l'esercizio del cavo, sia per

aumentarne la resistenza meccanica, ad esempio quando il cavo deve essere posato in un

fondo sottomarino. Il rivestimento esterno, in genere costituito da eliche di acciaio in

Appunti di Sistemi Elettrici per l'Energia


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

In questo materiale didattico relativo alla costituzione delle linee elettriche vengono trattati i seguenti argomenti. Linee aeree. Conduttori di potenza. Funi di guardia. Isolatori. Sostegni. Linee in cavo. Materiali impiegati per le parti costituenti un cavo. Caratteristiche costruttive dei principali tipi di cavo. Designazione dei cavi. Reti di distribuzione. Reti radiali. Reti ad anello.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria elettronica
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi elettrici per l’energia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Carbone Rosario.

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