Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

2. C

OINVOLGERE I CITTADINI

Per riuscire, una politica di comunicazione deve incentrarsi sulle esigenze dei cittadini. Deve

pertanto sforzarsi di provvedere agli strumenti e ai servizi – forum per il dibattito e canali di

comunicazione pubblica – che diano al maggior numero possibile di persone l’accesso

all’informazione e l’opportunità di far ascoltare la propria voce.

Le azioni future potranno essere finalizzate a tre obiettivi principali:

• Il miglioramento dell’educazione civica. L’educazione civica – di cui sono responsabili

gli Stati membri – è fondamentale per far sì che i cittadini possano esercitare i loro diritti

politici e civici e diventino attivi nella sfera pubblica. L’educazione civica non dovrebbe

limitarsi ad insegnare agli alunni quali siano le istituzioni dell’UE e le loro politiche.

Dovrebbe, invece, aiutare i cittadini di ogni età a servirsi di strumenti come Internet per

accedere ad informazioni sulla politica pubblica e per partecipare al dibattito. Ciò è

particolarmente importante nel caso delle minoranze, dei cittadini disabili e di altre

categorie di persone che altrimenti potrebbero essere escluse dalla partecipazione alla sfera

pubblica.

I programmi dell’UE possono contribuire in maniera diretta a valorizzare la dimensione

europea. Programmi come Leonardo da Vinci, Socrates, Erasmus, Gioventù in azione, etc.

offrono opportunità di istruzione e di formazione a migliaia di studenti e di giovani in tutta

l’Europa. I programmi di informazione tecnologica cercano di ridurre il “divario digitale” e

combattere l’emarginazione.

• Mettere i cittadini in comunicazione tra loro. Nuovi forum per il dibattito pubblico su

tematiche europee sono fondamentali per favorire la fiducia e il rispetto reciproco e la

volontà di lavorare insieme verso obiettivi comuni. Anche se le tecnologie della

comunicazione sono ovviamente importanti, gli incontri “faccia a faccia” rimangono

determinanti. Iniziative esistenti come il Piano D, Gioventù in azione e Cultura hanno

mostrato come l’UE possa aiutare a creare nuovi punti d’incontro per il dibattito civico.

• L’adozione del programma Cittadini per l’Europa offrirebbe un nuovo strumento per

mettere in comunicazione i cittadini e dar loro più voce nel sistema di governo europeo. Il

programma mira anche ad aiutare le organizzazioni della società civile a dimensione

europea a realizzare progetti transnazionali che promuovano la cittadinanza attiva e a

tenere dibattiti pubblici sull’Europa.

Inoltre, si potrebbe fare di più per sfruttare le potenzialità di alcuni programmi dell’UE già

esistenti o progettati al fine di mettere in relazione e mobilitare i cittadini europei. La

Commissione potrebbe fare tesoro dei programmi esistenti per individuare e divulgare le

migliori pratiche. Si possono trarre utili insegnamenti, ad esempio, dall’esperienza riuscita

degli studenti Erasmus. Nel corso degli anni, essi hanno sviluppato, di spontanea iniziativa,

una rete che collega 150.000 studenti di tutti gli Stati membri. Il loro sito Internet serve da

piattaforma per annunciare le attività, organizzare incontri e promuovere dibattiti di vasta

portata su tematiche europee.

Collegare i cittadini e le istituzioni pubbliche. Una buona comunicazione a due sensi tra

• i cittadini e le pubbliche istituzioni è fondamentale in una democrazia sana. Gli sforzi

attualmente prodigati per rendere le istituzioni europee più responsabili, aperte e

accessibili devono essere costantemente potenziati. Ma ciò riguarda anche le istituzioni

IT IT

7

nazionali, regionali e locali. Ridurre le distanze tra l’Europa e i suoi cittadini significa

creare e mantenere i collegamenti tra i cittadini e le pubbliche autorità, dal livello locale a

quello europeo.

Le istituzioni europee stanno realizzando importanti passi avanti in tal senso. Il Parlamento

europeo si è battuto per la trasparenza e al Consiglio europeo di Siviglia si è stabilito che le

riunioni sarebbero state pubbliche quando il Consiglio adottava atti legislativi dell’UE

insieme con il Parlamento europeo. Il piano d’azione della Commissione per migliorare la

5

comunicazione sull’Europa del 2005 sottolinea l’importanza da attribuire all’ascolto dei

cittadini e illustra cosa intende fare la Commissione per “fare ordine in casa” sotto questo

aspetto. La Commissione ha già fatto grandi progressi migliorando le procedure di

consultazione sulle grandi iniziative politiche e introducendo norme minime per la

6

consultazione. Ha altresì promosso una propria iniziativa europea per la trasparenza .

Inoltre, viene rivolta una rinnovata attenzione per garantire l’esercizio da parte dei cittadini

del diritto di comunicare con le istituzioni nella propria lingua. Il multilinguismo è un

aspetto integrante della legittimità, della trasparenza e della democrazia del progetto

europeo. Come entrare in contatto con i cittadini?

• L’educazione civica è una responsabilità nazionale o regionale. Ma l’UE può aiutare a

garantire lo scambio di migliori pratiche ed agevolare l’elaborazione di “strumenti” comuni

di istruzione che pongano più efficacemente in evidenza la dimensione europea. Si

potrebbero invitare gli Stati membri a studiare il modo migliore per riunire insieme gli

insegnanti di educazione civica – ad esempio, attraverso una rete, un programma speciale

all’interno delle strutture già esistenti come il Collegio d’Europa o una nuova struttura –

per scambiare idee su approcci innovativi all’educazione civica ed apprendere nuove

tecniche.

• Un altro importante progetto che gli Stati membri dovrebbero portare avanti è la

trasformazione delle biblioteche in biblioteche europee in rete che potrebbero operare

come centri di informazione e di apprendimento, adoperandosi per far sì che tutti i cittadini

abbiano accesso libero alle tecnologie dell’informazione e alle informazioni pertinenti.

• Gli Stati membri potrebbero cooperare unendo le forze per creare nuovi punti d’incontro

per gli Europei, aperti ai cittadini di tutte le generazioni e di qualsiasi provenienza, che

ospitino manifestazioni culturali e politiche collegate con l’Europa.

• Le istituzioni e gli organismi dell’UE potrebbe cooperare tra loro per coordinare,

migliorare ed estendere i loro programmi destinati ai visitatori.

• Le istituzioni dell’UE dovrebbero studiare la possibilità di integrare i siti Internet dell’UE

con forum online – “punti d’incontro virtuali” – con link verso fonti di informazioni

esterne.

• Le istituzioni dell’UE devono continuare ad impegnarsi per rafforzare i loro collegamenti

con i cittadini. Si potrebbero riesaminare le norme minime per la consultazione della

5 Piano d’azione: SEC(2005) 985 del 20.7.2005.

6 Iniziativa europea per la trasparenza SEC(2005) 1300 del 9.11.2005.

IT IT

8

Commissione per garantire una rappresentazione più equilibrata dei gruppi di interesse e

un miglior seguito.

• Le tre istituzioni principali potrebbero anche prendere in considerazione l’organizzazione

di dibattiti aperti comuni che integrino i dibattiti parlamentari, nel corso dei quali

rispondere alle domande del pubblico o dei giornalisti.

3. ’

LA COLLABORAZIONE CON I MEDIA E L UTILIZZAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE

I media hanno un ruolo di primo piano in tutte le politiche europee di comunicazione.

Negli ultimi anni, tutte le istituzioni europee hanno fatto sforzi considerevoli per migliorare il

modo di interagire con i media. Con oltre un migliaio di giornalisti accreditati a Bruxelles,

sono state dedicate nuove energie a garantire che la stampa fosse informata delle decisioni

chiave in tempo reale. Europa via Satellite fornisce dei video, delle registrazioni audio e delle

immagini ai media per conto delle tre principali istituzioni dell’UE e il Parlamento europeo

progetta di offrire l’accesso al pubblico attraverso la televisione via Internet. Europa è il sito

Internet più grande del mondo.

Tuttavia, nonostante tali sforzi e la competenza professionale dei corrispondenti da Bruxelles,

la copertura dei temi europei da parte dei media resta limitata e frammentaria. I principali

avvenimenti con cadenza periodica come le riunioni del Consiglio europeo vengono trattati

sui giornali nazionali, ma nei periodi che intercorrono tra le riunioni non c’è una copertura

globale delle questioni dell’UE. I giornali regionali e locali raggiungono un gran numero di

persone, ma generalmente danno poco spazio alle problematiche europee. Da quando le

televisioni e le radio hanno modificato i loro palinsesti, il tempo dedicato all’informazione

politica e ai temi europei si è ulteriormente ridotto ed è aumentata la concorrenza per

aggiudicarsi uno “spazio televisivo”.

La rivoluzione dell’informazione ha portato ad un aumento sostanziale dell’accessibilità delle

informazioni e all’avvento del mondo dei media “interattivi”. Un numero senza precedenti di

persone può ora comunicare agevolmente con le altre e partecipare a innumerevoli tipi di rete.

Tuttavia, resta ancora molto da fare per sfruttare a pieno il potenziale offerto dalle tecnologie

dell’informazione per colmare le lacune in termini di informazione.

Le azioni dovrebbero essere incentrate sui seguenti obiettivi:

• Dare all’Europa un volto umano. L’Unione europea è spesso percepita come “senza

volto”, non ha una chiara identità pubblica. I cittadini devono essere aiutati ad entrare in

collegamento con l’Europa. Inoltre, l’informazione politica ha un impatto maggiore

quando viene messo in luce “l’interesse umano” , quando si dà ai cittadini la possibilità di

capire ciò che li riguarda personalmente. Le istituzioni dell’UE e i governi, a tutti i livelli,

possono fare di più per “dare un volto umano” alle informazioni che forniscono.

• La dimensione nazionale, regionale e locale. I cittadini europei devono poter avere

accesso a un flusso costante di informazioni comuni se si vuole che vedano la dimensione

europea delle tematiche comuni. Ed è in questa prospettiva che i media paneuropei e la

stampa specializzata hanno un ruolo importante da svolgere. Ma le tematiche europee

devono essere discusse anche nei contesti nazionali e locali. In parte, ciò avverrà

spontaneamente grazie ad un maggior impegno da parte dei politici e delle istituzioni

IT IT

9

nazionali e locali, ma è necessario che vi sia una partecipazione attiva delle istituzioni

dell’UE anche al fine di inserire le politiche europee in un contesto locale.

• Sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie. Le tecnologie digitali come Internet

possono offrire nuovi canali per la comunicazione su temi europei, nuovi forum per il

dibattito civico e nuovi strumenti per la democrazia transfrontaliera. Tuttavia, è necessaria

una direzione politica se l’Europa vuole sfruttare a pieno il potenziale di Internet ed

assicurarsi che esso non crei nuove divisioni nella società. L’iniziativa i2010 mira a già ad

eliminare le distanze tra “chi può” e “chi non può” nella società dell’informazione

affrontando questioni come la parità di opportunità, le competenze in materia di tecnologia

dell’informazione e le disparità tra le regioni europee in termini di accesso a Internet.

Come coinvolgere più efficacemente i media nella comunicazione sull’Europa?

• Una politica europea di comunicazione dovrebbe incoraggiare gli organi pubblici a

livello europeo, nazionale e regionale a:

– fornire ai media informazioni e dati di attualità di grande qualità;

– collaborare più strettamente con le emittenti radio–televisive e i media;

– creare nuovi collegamenti con i sistemi di comunicazione regionale e locale;

– utilizzare in maniera attiva le nuove tecnologie.

• Le istituzioni dell’UE dovrebbero essere fornite di migliori strumenti e capacità di

comunicazione. Due possibilità per conseguire tale fine potrebbero essere:

– l’aggiornamento di Europa via satellite, concentrandosi sulla produzione di contenuti

audiovisivi di grande qualità che siano facili da usare per i media e interessanti per i

cittadini e valutando l’opportunità di disporre di un servizio interistituzionale che

funzioni sulla base di norme professionali;

– un programma europeo di formazione sulla comunicazione pubblica, grazie al quale i

funzionari delle istituzioni europee e nazionali possano ricevere una formazione sulla

comunicazione e le tecnologie dei media.

• Le istituzioni dell’UE dovrebbero valutare insieme ad una congrua rappresentanza di

operatori dei media come migliorare la fornitura ai media (paneuropei, nazionali e locali)

di materiale interessante al fine di adeguare l’informazione alle esigenze dei diversi paesi e

segmenti della popolazione.

• Parallelamente alle iniziative esistenti che mirano ad eliminare il “divario digitale”,

potrebbe essere chiesto a una tavola rotonda europea per la democrazia come quella

proposta dal “piano D”, di redigere una relazione sulle tecnologie dell’informazione e la

democrazia in Europa.

4. ’

LA COMPRENSIONE DELL OPINIONE PUBBLICA EUROPEA

Nelle moderne società democratiche, i responsabili politici dedicano molta attenzione

all’analisi dell’opinione pubblica, servendosi di strumenti come i sondaggi di opinione e il

monitoraggio dei media. L’importanza di tali strumenti è aumentata insieme alla tendenza dei

cittadini ad astrarsi dalla politica tradizionale (l’adesione a partiti politici, il voto alle elezioni,

etc.).

IT IT

10

L’opinione pubblica europea è complessa e varia e rispecchia le diverse prospettive nazionali.

Cercare di capirla rappresenta quindi una sfida particolare.

La Commissione europea è stata un precursore nell’elaborazione di strumenti moderni – come

le indagini Eurobarometro – per analizzare l’opinione pubblica europea.

• Eurobarometro è diventato una delle principali banche dati europee, un osservatorio

costante dell’opinione pubblica in tutti gli Stati membri dell’UE e nei paesi candidati

grazie alle migliaia di persone intervistate ogni volta. Tutte le indagini sono vagliate

mediante uno scrutinio indipendente e rese disponibili al grande pubblico e agli studiosi

universitari.

• Gli studi indipendenti di ricerche sociali su tematiche europee, finanziati con fondi di

ricerca dell’UE, hanno avuto una grande fioritura; vi sono stati oltre 350 progetti

multinazionali dal 1994. Essi hanno messo pienamente in luce i successi e i fallimenti per

quanto riguarda l’interazione tra i responsabili politici europei e i cittadini, sulla base di

strumenti di analisi indipendenti.

• C’è stato un impegno costante per migliorare la qualità e la rilevanza di Eurobarometro.

Attualmente è in corso una rivalutazione della metodologia al fine di far fronte alla

necessità pressante di avere una comprensione maggiore e più profonda delle tendenze

dell’opinione pubblica europea.

Che cos’altro si può fare per sondare l’opinione pubblica europea?

Le istituzioni dell’UE potrebbero collaborare più strettamente tra loro per ideare e progettare i

sondaggi Eurobarometro e divulgarne i risultati. Il dibattito pubblico tra le istituzioni dell’UE

e le organizzazioni della società civile potrebbe affiancarsi ad ogni nuova indagine di

Eurobarometro. La prima tappa potrebbe consistere nell’organizzare, nella primavera del

2006, una serie speciale di sondaggi Eurobarometro e di studi qualitativi sulla comunicazione

dell’UE.

Al fine di meglio prevedere e capire le tendenze dell’opinione pubblica per quanto riguarda

temi di importanza cruciale per il futuro dell’Europa, potrebbero essere esaminati nuovi modi

di cooperazione tra le istituzioni europee e gli Stati membri. Due possibili idee sono:

• una nuova rete di esperti nazionali in ricerche sull’opinione pubblica, per aiutare lo

scambio di migliori pratiche e sviluppare sinergie tra studiosi a tutti i livelli;

• le istituzioni dell’UE e degli Stati membri potrebbero mettere insieme le risorse disponibili

per creare un Osservatorio dell’opinione pubblica europea indipendente che individui le

tendenze dell’opinione pubblica e le analizzi approfonditamente.

5. LA COOPERAZIONE

È impossibile creare da Bruxelles una valida “sfera pubblica” europea . Tale sfera pubblica

può prendere forma solo con il sostegno di tutte le principali parti interessate mediante azioni

portate avanti a tutti i livelli. Il livello nazionale rimane il principale punto di ingresso in

IT IT

11


PAGINE

13

PESO

191.26 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispensa per il corso di Sociologia dei fenomeni politici della Prof.ssa Maria Cristina Marchetti. Trattasi del libro bianco presentato dalla Commissione Europea nel 2006 ed avente ad oggetto la politica europea di comunicazione. Al suo interno sono avanzate una serie di proposte tese a migliorare la comunicazione fra i cittadini e le istituzioni europee.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei fenomeni politici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marchetti Maria Cristina.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia dei fenomeni politici

Politica e società: Rush
Appunto
Riassunto esame Sociologia dei Fenomeni Politici, prof. Montanari, libro consigliato La Comunicazione Politica, Mazzoleni
Appunto
Introduzione alla sociologia politica - Rush
Appunto
Ruolo della società civile nei processi decisionali europei
Dispensa