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COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE

Bruxelles, 1.2.2006

COM(2006) 35 definitivo

LIBRO BIANCO

SU UNA POLITICA EUROPEA DI COMUNICAZIONE

(presentata dalla Commissione)

IT IT

Discutere sull’Europa, coinvolgere i cittadini

I : ‘R ’

NTRODUZIONE IDURRE LE DISTANZE

Negli ultimi due decenni, l’Unione europea si è trasformata. Ha dovuto affrontare una gran

varietà di compiti che toccano da vicino, sia pure in modi molto diversi, le vite dei cittadini.

Ma la comunicazione dell’Europa con i suoi cittadini non è riuscita a stare al passo.

Che vi sia una grande distanza tra l’Unione europea e i suoi cittadini è un fatto ampiamente

riconosciuto. Nei sondaggi di opinione Eurobarometro realizzati negli ultimi anni, molti degli

interpellati hanno affermato di sapere poco sull’UE e di avere la sensazione di avere scarsa

influenza sui suoi processi decisionali. La comunicazione, che è un processo a due sensi, è

fondamentale in una democrazia sana. La democrazia può prosperare solo se i cittadini sanno

cosa sta succedendo e possono parteciparvi attivamente.

Non si può mai dissociare la comunicazione dal suo contenuto. I cittadini si attendono

dall’Europa che essa offra loro prosperità, solidarietà e sicurezza rispetto alla globalizzazione.

Qualsiasi politica di comunicazione richiede, dunque, l’attuazione da parte dell’UE, di un

programma politico efficace, ma ciò in sé non è sufficiente.

L’anno scorso, la Commissione ha elaborato un piano d’azione con una serie dettagliata di

1

misure specifiche per migliorare il suo modo di comunicare con i cittadini . Esse prevedono,

per esempio, il potenziamento degli uffici di rappresentanza della Commissione, un migliore

coordinamento e pianificazione, una riflessione sulle lingue utilizzate e sul modo di presentare

le proprie attività e più punti d’accesso per i cittadini. 2

La Commissione ha inoltre promosso il “Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito”

che intende coinvolgere i cittadini in un dibattito ad ampio raggio sull’Unione europea – le

sue finalità, il suo futuro e i compiti che dovrebbe svolgere.

Tali iniziative della Commissione europea riusciranno solo se a prendervi parte saranno in

molti. È indispensabile che vi sia un approccio basato sulla cooperazione. Il successo

dell’iniziativa dipenderà dal coinvolgimento di tutte le principali parti in causa: le altre

istituzioni e organi dell’UE; le autorità nazionali, regionali e locali negli Stati membri ; i

partiti politici europei; la società civile.

L’obiettivo principale del presente libro bianco è di proporre degli orientamenti e di invitare

tutte le parti in causa a contribuire con le loro idee a trovare soluzioni per ridurre tale distanza.

Ne risulterà un programma ambizioso volto a migliorare la comunicazione per rilanciare il

3

dibattito pubblico in Europa .

1 Piano d’azione: SEC(2005) 985 del 20.7.2005.

2 Piano D: COM(2005) 494 del 13.10.2005

3 Nel preparare questo libro bianco, la Commissione ha tenuto debitamente conto delle raccomandazioni

contenute nella risoluzione del Parlamento europeo sull’attuazione della strategia di informazione e

comunicazione dell’Unione europea (Relazione Herrero, (2004/2238(INI). Ha inoltre ricevuto utili

input da diverse manifestazioni pubbliche e dai contributi individuali inviati da diversi esperti e

operatori del settore. L’8 novembre 2005 il Comitato economico e sociale europeo ha organizzato un

forum degli operatori del settore su “Ridurre le distanze” (http://www.esc.eu.int/stakeholders_

forum/index_en.asp). Il 25 novembre il Comitato delle regioni ha organizzato un dibattito plenario su

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2

Tale programma dovrebbe andare oltre quanto previsto dal piano d’azione della

Commissione. Esso si propone di coinvolgere tutti i livelli dei governi e delle organizzazioni

degli Stati membri e offre una prospettiva a lungo termine.

Il libro bianco invita ad un dibattito vivace ed aperto. Nella I parte espone il parere della

Commissione su come dovrebbe essere la politica di comunicazione dell’UE e cosa dovrebbe

prefiggersi. Nella II parte individua i settori chiave per la consultazione e le azioni future.

Come avverrà la consultazione?

Nel libro bianco i settori in cui la Commissione procede a una consultazione e formula

suggerimenti sono inseriti in dei riquadri.

• Il Parlamento, il Consiglio e le altre istituzioni ed organi dell’UE sono invitati a rispondere

al libro bianco attraverso i normali canali istituzionali.

I cittadini europei e gli operatori del settore sono invitati a rispondere connettendosi a un

sito Internet plurilingue appositamente creato all’indirizzo

http:/europa.eu.int/communication white paper o inviando il loro contributo a mezzo

postale al seguente indirizzo: Consultazione sul libro bianco – Commissione europea –

Direzione Generale Comunicazione – B-1049 Bruxelles – Belgio.

• La Commissione, in cooperazione con altre istituzioni dell’UE, organizzerà anche una serie

di “forum consultivi” a cui saranno invitati specifici gruppi di interesse (ONG,

organizzazioni di imprese e altre parti interessate).

• Nella primavera del 2006 sarà promossa una serie speciale di sondaggi di Eurobarometro

per raccogliere i migliori dati possibili per l’analisi.

Il periodo di consultazione durerà sei mesi. Alla fine di tale periodo, la Commissione

elaborerà una sintesi delle risposte e ne trarrà conclusioni al fine di proporre dei piani

d’azione per ciascun settore.

quali dovessero essere i messaggi fondamentali del libro bianco della Commissione. Saranno

riesaminate anche le proposte dettagliate e i suggerimenti pervenuti durante la fase preparatoria nel

seguito che verrà dato al processo di consultazione sul presente libro bianco.

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3

PARTE I

M ETTERE LA COMUNICAZIONE AL SERVIZIO DEI CITTADINI

1. L

A COMUNICAZIONE COME UNA POLITICA A PIENO TITOLO

Non è nuovo che vi sia una distanza, in termini di comunicazione, tra l’Unione europea e i

suoi cittadini. Se ne è discusso molto nell’ambito dell’UE almeno a partire dal 1992, quando

vennero effettuati i referendum che precedevano l’entrata in vigore del trattato di Maastricht.

Negli ultimi anni, tutte le istituzioni dell’UE hanno dato particolare nuovo rilievo alle attività

di comunicazione. Tuttavia, l’impressione generale è che occorra fare di più. La

comunicazione è rimasta un po’ troppo una “cosa di Bruxelles” e si è concentrata

principalmente sul compito di informare i cittadini su cosa fa l’UE mentre è stata rivolta una

minore attenzione all’ascolto delle idee dei cittadini. Sebbene siano diventati una pratica

standard, i meccanismi di consultazione sono limitati a specifiche iniziative politiche e i

cittadini hanno spesso l’impressione che i canali attraverso i quali possono partecipare al

dibattito siano limitati o inaccessibili. La comunicazione istituzionale, benché fondamentale

ed in continuo miglioramento, chiaramente non è stata sufficiente per colmare tale lacuna.

Pertanto, la Commissione europea propone un approccio fondamentalmente nuovo – un

passaggio decisivo dalla comunicazione a senso unico e un dialogo consolidato, da una

comunicazione basata sulle istituzioni a una comunicazione basata sui cittadini, da un

approccio incentrato su Bruxelles a un approccio più decentrato. La comunicazione dovrebbe

diventare una politica dell’UE a pieno titolo, un servizio dei cittadini. Dovrebbe basarsi su un

dialogo autentico tra i cittadini e i responsabili delle politiche e su un dibattito politico

animato tra i cittadini stessi. Tutti i cittadini dovrebbero avere il diritto a un’informazione

corretta e completa sull’Unione europea e essere certi che le opinioni e le preoccupazioni da

essi espressi siano ascoltati dalle istituzioni dell’UE. Il Parlamento europeo, gli Stati membri e

i rappresentanti dei cittadini europei hanno un ruolo speciale da svolgere dal momento che il

sostegno dei cittadini al progetto europeo è una questione di interesse comune.

– U

2. P

OTENZIAMENTO DEL DIBATTITO E DEL DIALOGO NA SFERA PUBBLICA EUROPEA

Nell’Europa attuale i cittadini esercitano i loro diritti politici essenzialmente a livello

nazionale e locale. Sono stati introdotti diritti politici a dimensione europea, come il diritto di

partecipare alle elezioni del Parlamento europeo. Tuttavia, i cittadini vengono a conoscenza

delle politiche e dei problemi politici prevalentemente attraverso i sistemi nazionali di

istruzione e i media nazionali, regionali e locali. Essi esaminano i programmi dei partiti

politici che affrontano problemi nazionali, regionali e locali e ne discutono principalmente

all’interno delle loro comunità.

In breve, la “sfera pubblica” al cui interno si svolge la vita politica in Europa è essenzialmente

una sfera nazionale. Anche quando vengono trattate tematiche europee, la maggior parte dei

cittadini le vede da una prospettiva nazionale. I media rimangono essenzialmente nazionali, in

parte a causa delle barriere linguistiche; vi sono pochi luoghi d’incontro in cui Europei di Stati

membri diversi possano conoscersi a vicenda e affrontare temi di interesse comune.

Eppure, molte delle decisioni politiche che riguardano la vita quotidiana dei cittadini dell’UE

sono prese a livello europeo. I cittadini si sentono lontani da tali decisioni, dal processo

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decisionale e dalle istituzioni dell’UE. C’è un senso di estraniamento nei confronti di

“Bruxelles” che, in parte, rispecchia il disincanto nei confronti della politica in generale. Uno

dei motivi è lo sviluppo inadeguato di una “sfera pubblica europea” in cui il dibattito politico

possa svolgersi. Benché esercitino il diritto di eleggere i rappresentanti del Parlamento

europeo, i cittadini spesso sentono di avere scarse opportunità di far sentire la propria voce su

tematiche europee e non hanno una sede in cui discutere tali temi insieme. Una cultura

politica a livello paneuropeo – con gruppi e fondazioni politiche paneuropee – si sta ancora

sviluppando.

L’Europa ha anche bisogno di trovare il proprio posto nelle “sfere pubbliche” esistenti a

livello nazionale, regionale e locale e il dibattito pubblico nei vari Stati membri deve essere

approfondito. Si tratta prima di tutto e soprattutto di una responsabilità delle pubbliche

autorità degli Stati membri. Rientra tra le responsabilità del governo, a livello nazionale,

regionale e locale, consultare i cittadini ed informarli sulle politiche pubbliche – e quindi

anche sulle politiche europee e sul loro impatto sulle vite quotidiane dei cittadini – e creare

sedi adeguate per svolgere tale dibattito.

L’integrazione della dimensione europea nel dibattito nazionale presenta anche un interesse

concreto. I cittadini hanno la sensazione che manchi qualcosa in un dibattito nazionale che

ignora aspetti della politica pubblica che li riguardano direttamente. Lungi dall’entrare in

concorrenza con il dibattito politico nazionale, una maggiore consapevolezza della

dimensione europea in tale dibattito può solo aumentarne la credibilità.

Ecco perché le autorità pubbliche nazionali, la società civile e le istituzioni dell’Unione

europea devono collaborare per consolidare il posto dell’Europa nella sfera pubblica.

PARTE II

A

NDARE AVANTI

Un programma d’azione

La Commissione ha individuato cinque settori per le azioni da realizzare in cooperazione con

le altre istituzioni dell’UE, gli Stati membri e la società civile. Non è un elenco

immutabilmente scolpito nella roccia, ma è una prima indicazione che può arricchirsi con

l’evoluzione della società e i cambiamenti tecnologici.

Per ogni settore d’azione sono state individuate delle azioni che possono costituire oggetto di

discussione nel processo di consultazione.

1. LA DEFINIZIONE DI PRINCIPI COMUNI

Il diritto all’informazione e la libertà di espressione costituiscono il nucleo vitale della

democrazia in Europa. A tali principi si fa preciso riferimento nel trattato UE e nella carta

4 . Questo deve essere il punto di partenza in un processo

europea dei diritti fondamentali

4 L’articolo 11 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea stabilisce:

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispensa per il corso di Sociologia dei fenomeni politici della Prof.ssa Maria Cristina Marchetti. Trattasi del libro bianco presentato dalla Commissione Europea nel 2006 ed avente ad oggetto la politica europea di comunicazione. Al suo interno sono avanzate una serie di proposte tese a migliorare la comunicazione fra i cittadini e le istituzioni europee.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei fenomeni politici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Marchetti Maria Cristina.

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