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Leguminose da prato

Dispensa di sistemi colturali arborei per l'esame d, della facoltà di Agraria, Corso di laurea in tecnologie agrarie, dell'Università degli Studi di Napoli Federico II sulle leguminose da prato, la dispensa contiene inoltre immagini e figure dell'argomento trattato.

Esame di Sistemi colturali arborei docente Prof. M. Fagnano

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ESTRATTO DOCUMENTO

QUALITÀ:

ALTE PROTEINE E DIGERIBILITÀ

BASSO CONTENUTO IN FIBRE

NB:

La qualità è proporzionale

alla fogliosità

% foglie sulla biomassa totale

55

(%) 50

fogliosità 45

40

35

30 0 10 20 30

altezza di taglio a fioritura (cm)

Il taglio precoce (emissione delle

gemme) da una qualità migliore

rispetto al taglio a inizio fioritura

ma la produzione è dimezzata

Aumentando l’altezza del taglio

(fino a 14 cm) è possibile

migliorare la qualità senza

perdere troppo in produzione

totale

da Borreani et al., 2006 2

Numero di piante per m

Dopo 2 anni

TIPO DI Fase di gemma Inizio fioritura

TAGLIO

Basso 44 56

(4 cm)

Alto 58 61

(14 cm)

Tagli troppo precoci (più frequenti) riducono la durata del prato

(meno carboidrati per le riserve radicali), il taglio più alto mette

a disposizione energia addizionale per la ricrescita, compensando

la mortalità. Il nemico principale è la

cuscuta (attenzione ai semi

non certificati)

Sulla –

Hedysarum coronarium L.

La sulla è resistente alla siccità, ma non al freddo: muore a 6-8 °C

sotto zero (dura 1-2 anni).

Terreno: si adatta meglio di qualsiasi altra leguminose alle argille

calcaree o sodiche, instabili, che col suo grosso e potente fittone

riesce a bonificare, rendendole atte ad ospitare altre colture più

esigenti.

Se il terreno non ha mai ospitato questa leguminosa ed è perciò

privo del rizobio specifico, non è possibile coltivare la sulla, che

senza la simbiosi col bacillo azotofissatore non crescerebbe

affatto o crescerebbe stentatissima. In tal caso è necessario

procedere all’"assullatura", inoculando il seme al momento della

semina con coltura artificiali del microrganismo o con terreno della

rizosfera di sulle selvatiche.

Semina:

in autunno (80-100 Kg/ha di seme vestito),

in primavera (20-25 Kg/ha di seme nudo).

a fine estate sulle stoppie del frumento (seme nudo).

1 solo taglio (aprile-maggio), nell’anno d’impianto e dopo il taglio

fornisce solo un eccellente pascolo.

L’erba di sulla è molto acquosa (circa 80-85%) e piuttosto

grossolana: ciò che ne rende la fienagione molto difficile (la

qualità peggiora moltissimo durante la fioritura).

Le produzioni di fieno sono variabilissime, con medie più frequenti

di 4-5 t/ha.

Un buon fieno di sulla ha la seguente composizione: s.s. 85%,

protidi grezzi 14-15% (su s.s.), U.F. 0,56 per Kg di s.s.

Lupinella –

Onobrychis viciifolia Scop.

Esigenze ambientali e tecnica colturale

Scarsa attitudine a ributtare (solo 1 taglio).

Resiste a freddo, siccità, terreni sciolti, ciottolosi, calcarei.

Dura 2-3 anni.

Spesso è consociata ad erba medica o temporanea col frumento

(semina in bulatura).

Semina: 120 Kg/ha di seme vestito (60 Kg/ha di seme nudo).

Varietà e utilizzazione

Buona appetibilità, digeribilità e non meteorizzante.

Le rese sono di 20-25 t/ha di erba piuttosto acquosa (80% di

umidità e più), corrispondenti a 4-5 t/ha circa di fieno.

Composizione: s.s. 85%, protidi grezzi 15-16% (su s.s.), U.F. 0,55

per Kg di s.s. Trifoglio bianco (ladino) -

Trifolium repens L.

Esigenze ambientali e tecnica colturale

climi temperato umidi, terreni sciolti, leggeri, ben provvisti di calce,

non necessariamente profondi purché irrigati.

-in bulatura nel frumento, in primavera con 5-6 Kg/ha di seme;

-col sistema di prato forzato: quando si voglia avere un ladinaio

puro, di alta produttività e di lunga durata, si seminano in autunno,

su terreno precedentemente coltivato a frumento e ben lavorato,

5-7 Kg/ha di seme di ladino e 100 Kg/ha di seme di segale; in

aprile la segale viene falciata, così come il suo ributto dopo una

ventina di giorni, dopo di che crescerà rigoglioso il ladino puro.

-L’irrigazione del prato è assolutamente necessaria, con acqua

abbondante e turni frequenti.

Utili si rivelano le erpicature autunnali miranti ad arieggiare il

terreno troppo rassodato ed a favorire la formazione delle catene.

La resa media annua è di 10-12 t/ha di ottimo fieno, con punte di

12-15 t/ha.

Composizione: s.s. 84%, protidi grezzi 18-19%, U.F. 0,6 per Kg di

s.s.

Varietà e utilizzazione

Il trifoglio bianco coltivato nei prati monoliti è diverso da quello che

si trova spontaneo nei pascoli e negli incolti, infatti per la coltura

intensiva si impiega uno speciale ecotipo, selezionato nella Valle

padana, noto col nome di ladino e corrispondente alla varietà

botanica Trifolium repens var. gigantem.

Il trifoglio bianco è il più adattabile dei trifogli e per questo ha

un’importanza grandissima nel miglioramento dei pascoli o

nell’impianto dei prati-pascoli. Trifoglio pratense –

Trifolium pratense L.

Esigenze ambientali e tecnica colturale

Resiste al freddo, ma non si adatta ai climi caldi e siccitosi per il

suo apparato radicale superficiale.

Sopporta bene terreni umidi, molto pesanti, poco calcarei, acidi

(pH 5-7,5, optimum 6-7), inadatti all’erba medica.

E’ indispensabile che il trifoglio pratense entri in rotazioni lunghe,

nelle quali cioè passi un lungo periodo (almeno 5 anni) tra due

colture successive di questa leguminose.

Data la brevità del ciclo produttivo e la lentezza del suo sviluppo

nel 1° anno, non c’è convenienza a seminare il trifoglio pratense

in coltura specializzata, in Italia la tecnica normale era la semina

in bulatura in mezzo ad un cereale.

L’epoca più usuale per la semina è febbraio-marzo, per la

semina si adoperano 30-35 Kg/ha di seme.

Varietà e utilizzazione

La produzione nel 1° anno è scarsissima, si hanno solo stoppie

inerite che, al massimo, possono essere sfruttate con un prudente

pascolamento. La produzione piena, falciabile, si ottiene solo nel

2° e ultimo anno in cui il prato dà due ottimi sfalci, uno a metà

maggio, l’altro a fine giugno, solo in ambienti e annate molto

favorevoli talora può aversi un modestissimo terzo taglio.

Le rese in fieno sono di 5-6 t/ha.

Un fieno ottimo di trifoglio violetto tagliato a inizio fioritura ha un

contenuto di s.s di 86% circa, di protidi grezzi del 17-18% (su s.s.)

e un valore nutritivo di 0,6-0,65 U.F. per Kg di s.s.


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35

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher darksoul98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi colturali arborei e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Fagnano Massimo.

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