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Leguminose da granella

Dispensa di sistemi colturali arborei, della facoltà di Agraria, Corso di laurea in tecnologie agrarie, dell'Università degli Studi di Napoli Federico II sulle leguminose da granella, la dispensa contiene inoltre immagini e figure dell'argomento trattato.

Esame di Sistemi colturali arborei docente Prof. M. Fagnano

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ESTRATTO DOCUMENTO

Fava (9)

Concimazione -1

• Asportazioni: per una produzione di 6 t ha di s.s. (2 t di

granella + 4 di paglia) è stato calcolato che asporta:

-1 -1

a) N : 158 kg (≅ 26 kg t di s.s 80 kg t di granella)

-1 1

b) P O : 44 kg (≅ 8 kg t di s.s 21 kg t- di granella)

2 5 ≅

-1 -1

c) K O: 133 kg (≅ 22 kg t di s.s 65 kg t di granella)

2

• Il fabbisogno di N è in massima parte (almeno per i 2/3)

soddisfatto con la fissazione simbiontica, e tale percentuale

si riduce al crescere della dose di N minerale somministrata.

Pertanto l'apporto di concime minerale, se necessario, è

-1

limitato a 25-40 kg ha al momento della semina (starter)

per aiutare la coltura fintanto che non si instaura la simbiosi.

-1

• La concimazione si completa con 80-100 kg ha di P O

2 5

(arricchimento) e, se necessario, con 100-150 kg di K O.

2

Eventuali calcitazioni. Fava (10)

Semina

• Epoca:

a) Zone meridionali calde: dalla metà di novembre;

semine ritardate a dicembre (temp. < 8°C) sembrano

ridurre gli attacchi di Orobanche (fanerogama parassita)

b) Centro-nord ed alta collina: si può anticipare ad

ottobre (per consentire di raggiungere una fase di buona

resistenza al freddo) o posticipare alla primavera

• Investimento: -2

a) favino: 50-60 piante m -2

b) f. equina: 30-40 piante m

-2

c) fava: 20-30 piante m -2

d) fava da consumo fresco (ortiva): 10-15 piante m

• Modalità:

A file distanti 30-50 o 70 cm. La coltura ortiva a postarelle

con 4-5 semi per postarella. Profondità: 5-10 cm

Fava (11)

• Varietà:

a) Fava (V. faba maior)

• varietà locali: Nera d'Ascoli, Fava di Leonforte, Violetta

di Malta e, recenti, Castelnuovo e Meraviglia di Novoli.

• varietà estere (da orto): Aguadulce, Siviglia , Windsor

b) Favetta (V. faba equina)

• favette di primavera: F. d'Alsazia, di Picardie, ecc

• favette d'inverno: Canzanella o F. napoletana, Gemini

e varietà estere (Daffa, Maris Beagle, Maris Beaver)

c)Favino (V. faba minor)

• varietà estere: Niki (Olanda), Etoile de Svalof (Svezia),

Columba (Francia)

• varietà italiane: Manfredini, Vesuvio, Torre Lama

chiaro e scuro e, recenti, Sicania, Sikelia, Collameno

Favino romano: usato prevalentemente in erbai in

consociazione con veccia e avena

Fava (12)

Controllo delle infestanti

• E' importante il controllo soprattutto nelle prime fasi (3-5

settimane dall'emergenza).

• Lotta agronomica:

a) preventiva: varietà a rapido sviluppo iniziale, distanza

ridotta tra le file, avvicendamenti

b) meccanica: sarchiature (4° foglia ed inizio fioritura)

• Diserbo chimico:

a) pre-semina: Trifluralin (dicotiledoni ed alcune graminacee),

Terbutrina (largo spettro, molte graminacee,

anche in pre-emergenza)

b) post-emergenza: Bentazon (dicotiledoni), Setossidim e

Diclofop-metile (graminacee). Riscontrati

fenomeni di sensibilità.

Imazethapyr (dicotiledoni), Pendimetalin

(graminacee) e la loro miscela (Pursuit ST)

Fava (13)

Orobanche crenata

• E' una fanerogama parassita che può provocare notevolissimi

danni, fino alla completa distruzione della coltura.

• I semi della parasita germinano a seguito della emissione da parte

della pianta di sostanze chimiche stimolanti. Miglioramento

genetico della coltura con induzione alla resistenza (mancata

emissione di tali sostanze, resistenza alla penetrazione degli

austori, ecc). Fava (14)

Lotta agronomica:

• Semina ritardata: l'Orobanche non germina a temp. < 8°C

• Rotazioni lunghe (superiori ai 4-5 anni) -1

• Abbondanti concimazioni fosfatiche (150 kg ha )

• Solarizzazione: efficace ma troppo costosa.

Lotta chimica:

• Gliphosate: diserbante sistemico totale, efficace ma

pericoloso per la coltura.

• Imidazolinoni (Imazethapir, Imazapyr, Imazaquin):

diserbanti selettivi che in recenti ricerche hanno

dimostrato una buona efficacia anche nei confronti

dell'Orobanche.

Lotta biologica:

• Basata sull'impiego di un Dittero, la Phitomyxa orobanchiae,

che attacca semi e capsule della fanerogama. Ricerche in

corso in Siria. Fava (15)

Raccolta

• Si effettua quando i baccelli sono completamente anneriti.

• Se i baccelli sono troppo secchi si può avere deiscenza.

• Si esegue a macchina, sfalciando quando vi è ancora un po'

di umidità, e lasciando seccare le piante riunite in fasci o in

andane.

• La trebbiatura del favino e della favetta si può fare in campo

con semoventi (anche con una mietitrebbia da grano

opportunamente regolata in funzione delle dimensioni del

seme). La fava presenta maggiori difficoltà (semi grandi).

• La raccolta della coltura da orto, invece si esegue in genere a

mano quando i semi hanno raggiunto la giusta consistenza

Cece (1)

• A livello mondiale occupa il 3° posto tra le

leguminose. Attualmente oltre il 90% della superficie

coltivata è localizzato in Asia (subcontinente indiano).

• In Italia dagli oltre 110.000 ha degli anni '50, si è

passati a circa 3.000 ha alla metà degli anni '90, con

una leggera ripresa negli anni successivi (poco più di

4000 ha nel 1999).

• Localizzazione prevalente in Sicilia, seguita da Puglia,

Calabria e Basilicata e, infine, dalle altre regioni

meridionali. Cece (2)

In coltivazione esistono 2 tipi:

• kabuli: semi grandi ( > 0.35 g),

chiari, a cui appartengono le

varietà coltivate da noi.

• desi: semi piccoli (< 0.35 g),

scuri, coltivato in India,

Pakistan, ecc.

Il nome della specie ("arietinum")

deriva dalla forma del seme del

tipo kabuli che ricorda la testa di

un ariete Cece (3)

Principali caratteristiche morfologiche

• Tutti gli organi della pianta, eccetto

la corolla, sono pubescenti.

• Apparato radicale: fittonante, ben

sviluppato. Resistenza all'aridità.

• Stelo: eretto o semieretto, ramificato

dalla base.

• Foglie: composte imparipennate

(11-13 foglioline).

• Infiorescenze: a racemo ascellare

con 1-2 fiori bianchi o rosati.

• Baccelli: ovato-oblunghi,

pubescenti, con 1 o, raramente, 2

semi Cece (4)

Esigenze ed adattabilità all'ambiente

• Temperatura.

Gradisce temperature elevate. Tranne alcune varietà, che

resistono anche a -8 °C, risente delle basse temperature (forti

danni con temperature < 0 °C). Nelle zone più fredde viene

normalmente seminato in primavera.

• Acqua

Resiste bene alla carenza idrica. Sensibilità agli stress solo in

. Evitare ristagni.

fioritura

• Terreno

pH da 6.5 a 8, non gradisce i terreni acidi (pH<6). -1 ).

Moderatamente sensibile alla salinità (ECe < 1.5 dS m

Nei terreni calcarei si ha ispessimento dei tegumenti e, quindi,

resistenza alla cottura (peggioramento della qualità).

Cece (5)

Sviluppo e ciclo biologico

• Germinazione ipogea.

• L'intero ciclo vegetativo (dalla semina alla maturazione) dura

da 3 a 6 mesi a seconda dell'epoca di semina (in primavera

o in autunno).

• Fioritura: scalare, dura circa 1 mese . Nelle semine

primaverili inizia 1 o 2 mesi dopo l'emergenza . Anche se

seminato in autunno, la fioritura avviene comunque in

primavera.

Ciascun fiore fecondato, in 5-6 giorni inizia la formazione del

baccello e in 2-4 settimane questo si riempie. La

maturazione completa si raggiunge poco tempo dopo.

Anche nel cece, come nella fava, si possono avere forti

cascole sia di fiori che di baccelli.

Cece (6)

Avvicendamento

• Come le altre leguminose è una coltura miglioratrice.

• In passato era spesso coltivato in consociazione,

specialmente con colture arboree. Negli attuali ordinamenti,

specialmente se biologici, può avvicendarsi con il frumento

o con qualsiasi altra coltura.

Lavorazione del terreno

• Vale quanto già detto per la fava (lavorazioni mediamente

profonde, non è necessario un eccessivo amminutamento,

sarchiature nell'interfila, ecc).

• Importante un buon livellamento per evitare i ristagni.

Cece (7)

Concimazione

• Asportazioni:

-1

a) N : 60 kg t di granella (< fava)

-1

O : 13 kg t di granella (> fava)

b) P 2 5 -1

c) K O: 35 kg t di granella(< fava)

2 -1 di N.

• Utile la concimazione starter con 10-30 kg ha -1

• La concimazione si completa con 40-90 kg ha di P O ed

2 5

eventualmente qualche somministrazione di K O.

2

Cece (8)

Semina

• Epoca:

Nelle semine primaverili, il momento in cui effettuarle

dipende dalla temperatura (oltre i 15 °C occorrono 1-2

settimane per l'emergenza, con temperature inferiori i

tempi si allungano notevolmente.

Con le varietà resistenti al freddo la semina si può

effettuare in autunno. Maggiori produzioni.

• Investimento:

Non molto sperimentato, orientativamente da 20 a 60

-2

piante m , in funzione della varietà ("monostelo" o meno) e

delle condizioni ambientali, a cui corrispondono da 100 a

-1

180 kg ha a seconda del peso del seme.

• Modalità:

A file distanti 40-50 cm. Oppure a postarelle con 3-5 semi

per postarella. Profondità: 5-10 cm

Cece (9)

Varietà ( a base genetica molto ampia): Bargelloni di

• Ecotipi locali

Avezzano, Cifariello, Mellese, Riccio

• Varietà migliorate:

Corlian e Molian (univ. Basilicata, 1999), Bianco Catanese (1993)

Cece (10)

Controllo delle infestanti

• In genere è affidato prevalentemente alle sarchiature (1-2 da

quando le piante sono alte 20-25 cm).

• Diserbo chimico:

a) pre-semina o pre-emergenza: Prometrina (varie

graminacee e dicotiledoni), EPTC (prevalentemente

graminacee)

b) post-emergenza: Imidazolinoni (Imazethapyr, Imazapyr,

Imazaquin) per le dicotiledoni, Pendimetalin

(graminacee).

Miscela Imazethapyr+Pendimetalin (Pursuit ST).


PAGINE

38

PESO

2.18 MB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher darksoul98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi colturali arborei e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Fagnano Massimo.

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