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Legge pianificazione territoriale regione Campania 2

Giunta regionale della Campania Bollettino ufficiale della regione Campania Supplemento al Numero 65 del 28 Dicembre 2004 Legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 Norme sul governo del territorio.
La regione Campania disciplina con la presente legge la tutela, gli assetti, le trasformazioni e le
utilizzazioni del territorio al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità,... Vedi di più

Esame di Progettazione urbanistica docente Prof. B. Petrella

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regionale, fornendo criteri e indirizzi anche di tutela paesaggistico-ambientale per la

pianificazione provinciale;

b) gli indirizzi per lo sviluppo sostenibile e i criteri generali da rispettare nella valutazione dei

carichi insediativi ammissibili sul territorio, nel rispetto della vocazione agro-silvo-pastorale

dello stesso;

c) gli elementi costitutivi dell’armatura territoriale a scala regionale, con riferimento alle grandi

linee di comunicazione viaria, ferroviaria e marittima, nonché ai nodi di interscambio modale

per persone e merci, alle strutture aeroportuali e portuali, agli impianti e alle reti principali

per l’energia e le telecomunicazioni;

d) i criteri per l’individuazione, in sede di pianificazione provinciale, degli ambiti territoriali entro

i quali i comuni di minori dimensioni possono espletare l’attività di pianificazione urbanistica in

forma associata;

e) gli indirizzi per la distribuzione territoriale degli insediamenti produttivi e commerciali;

f) gli indirizzi e i criteri strategici per la pianificazione di aree interessate da intensa

trasformazione o da elevato livello di rischio;

g) la localizzazione dei siti inquinati di interesse regionale ed i criteri per la bonifica degli stessi;

h) gli indirizzi e le strategie per la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse culturali e

paesaggistiche connesse allo sviluppo turistico ed all’insediamento ricettivo.

Articolo 14

Piani settoriali regionali

1. I piani settoriali regionali - Psr, regolanti specifici interessi e attività coinvolgenti l’uso del territorio,

integrano il Ptr e sono coerenti con le sue previsioni.

2.abrogato Articolo 15

Procedimento di formazione del piano territoriale regionale

1. 1. La Giunta regionale adotta il Ptr e lo trasmette al Consiglio regionale per l'approvazione. Il Ptr approvato è pubblicato sul Bollettino

Ufficiale della Regione Campania.”;

(Annullata tutta la tempistica) Articolo 16

Varianti al piano territoriale regionale

1.abrogato

2. Le variazioni tecniche degli elaborati del Ptr necessarie al recepimento di sopravvenute disposizioni

legislative statali immediatamente operative sono approvate con delibera di giunta regionale.

3. La giunta regionale, con cadenza quinquennale, e comunque entro sei mesi dalla data di

insediamento del Consiglio regionale, verifica lo stato di attuazione del Ptr e propone al consiglio le

eventuali modifiche necessarie all’aggiornamento dello stesso.

Articolo 17

Sistema informativo territoriale

1. E’ istituito presso l’area generale di coordinamento governo del territorio della giunta regionale il

sistema informativo territoriale -Sit- che, nell’osservanza delle responsabilità e delle competenze

rimesse alle singole strutture regionali, ha i seguenti compiti:

a) acquisire e fornire gli elementi conoscitivi indispensabili per le scelte di programmazione

territoriale generale e settoriale;

b) acquisire e fornire le informazioni a supporto di studi scientifici e ricerche a carattere fisico,

geomorfologico, pedologico, agroforestale, antropico, urbanistico, paesaggistico-ambientale e, in

generale, di uso del suolo;

c) realizzare una banca dati relazionale;

d) realizzare il repertorio cartografico ed aerofotografico regionale, previa ricognizione della

dotazione cartografica ed aerofotografica esistente presso le strutture regionali e gli enti locali;

e) predisporre ed aggiornare la carta unica del territorio, nella quale sono recepite le prescrizioni

del suolo e delle sue risorse e i vincoli territoriali, paesaggistici

relative alla regolazione dell’uso

ed ambientali, che derivano dagli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica e dalle

loro varianti o da previsioni legislative;

f) curare e sviluppare l’interscambio dei dati tra i settori regionali, gli enti locali e gli altri enti

pubblici;

g) provvedere all’aggiornamento e alla diffusione delle specifiche comuni per la produzione

cartografica e la gestione degli archivi dei sistemi informativi territoriali.

2. Il Sit è realizzato ed aggiornato anche attraverso il concorso di enti pubblici o di loro consorzi e di

società di ricerca a prevalente capitale pubblico.

3. L’area generale di coordinamento governo del territorio della giunta regionale assicura il libero

accesso ai dati del Sit.

4. E’ rimessa alla giunta regionale l’adozione dei criteri e delle modalità, anche organizzative, per

l’attuazione delle finalità di cui ai commi 1, 2 e 3, e per la partecipazione regionale alla produzione

cartografica degli enti locali. CAPO II

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE PROVINCIALE

Articolo 18

Piano territoriale di coordinamento provinciale

1. Le province provvedono alla pianificazione del territorio di rispettiva competenza nell’osservanza della normativa

statale e regionale, in coerenza con le previsioni contenute negli atti di pianificazione territoriale regionale e nel

perseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 2.

2. La pianificazione territoriale provinciale:

a) individua gli elementi costitutivi del territorio provinciale, con particolare riferimento alle caratteristiche naturali,

culturali, paesaggistico-ambientali, geologiche, rurali, antropiche e storiche dello stesso;

b) fissa i carichi insediativi ammissibili nel territorio, al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile della provincia in

coerenza con le previsioni del Ptr;

c) definisce le misure da adottare per la prevenzione dei rischi derivanti da calamità naturali;

d) detta disposizioni volte ad assicurare la tutela e la valorizzazione dei beni ambientali e culturali presenti sul territorio;

e) indica le caratteristiche generali delle infrastrutture e delle attrezzature di interesse intercomunale e sovracomunale;

f) incentiva la conservazione, il recupero e la riqualificazione degli insediamenti esistenti.

3. La pianificazione territoriale provinciale si realizza mediante il piano territoriale di coordinamento provinciale -Ptcp- e

i piani settoriali provinciali -Psp-.

4. Il Ptcp contiene disposizioni di carattere strutturale e programmatico.

5. Le disposizioni strutturali contengono:

a) l’individuazione delle strategie della pianificazione urbanistica;

b) gli indirizzi e i criteri per il dimensionamento dei piani urbanistici comunali, nonché l’indicazione dei limiti di

sostenibilità delle relative previsioni;

c) la definizione delle caratteristiche di valore e di potenzialità dei sistemi naturali e antropici del territorio;

d) la determinazione delle zone nelle quali è opportuno istituire aree naturali protette di interesse locale;

e) l’indicazione, anche in attuazione degli obiettivi della pianificazione regionale, delle prospettive di sviluppo del

territorio;

f) la definizione della rete infrastrutturale e delle altre opere di interesse provinciale nonché dei criteri per la

localizzazione e il dimensionamento delle stesse, in coerenza con le analoghe previsioni di carattere nazionale e

regionale;

g) gli indirizzi finalizzati ad assicurare la compatibilità territoriale degli insediamenti industriali .

6. Le disposizioni programmatiche disciplinano le modalità e i tempi di attuazione delle disposizioni strutturali,

definiscono gli interventi da realizzare in via prioritaria e le stime di massima delle risorse economiche da impiegare per

la loro realizzazione e fissano i termini, comunque non superiori ai diciotto mesi, per l’adeguamento delle previsioni dei

piani urbanistici comunali alla disciplina dettata dal Ptcp.

7. Il Ptcp ha valore e portata di piano paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, articolo 143,

nonché, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, articolo 57, di piano di tutela nei settori della protezione

della natura, dell’ambiente, delle acque, della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali; ha valore e portata,

nelle zone interessate, di piano di bacino di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, e alla legge regionale 7 febbraio 1994,

n. 8, nonché di piano territoriale del parco di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e alla legge regionale 1 settembre

1993, n. 33.

8. Ai fini della definizione delle disposizioni del Ptcp relative alle materie di cui al comma 7, la provincia promuove,

secondo le modalità stabilite le intese con le amministrazioni statali

dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 43-bis,

competenti o con altre autorità od organi preposti alla tutela degli interessi coinvolti ai sensi della normativa statale o

regionale vigente.

9. Il Ptcp ha valore e portata di piano regolatore delle aree e dei consorzi industriali di cui alla legge regionale 13 agosto

1998, n. 16. Ai fini della definizione delle relative disposizioni del Ptcp, la provincia promuove, secondo le modalità

le intese con i consorzi per le aree di sviluppo industriale -

stabilite di attuazione di cui all'articolo 43-bis,

dal regolamento

A.S.I.- e con gli altri soggetti previsti dalla legge regionale n.16/98.

Articolo 19

Piani settoriali provinciali

1. I piani settoriali provinciali, regolanti specifici interessi e attività coinvolgenti l’uso del territorio, integrano il Ptcp e

sono coerenti con le sue disposizioni.

2. Se i piani settoriali provinciali contengono previsioni non compatibili con quelle del Ptcp, costituiscono varianti al Ptcp

stesso e sono approvati con le procedure di cui al regolamento di attuazione di cui

all'articolo 43-bis. Articolo 20

Procedimento di formazione del piano territoriale di coordinamento provinciale

(abrogato)

Articolo 21

Varianti al piano territoriale di coordinamento provinciale

1. abrogato

2. Le variazioni tecniche degli elaborati del Ptcp necessarie al recepimento di sopravvenute disposizioni

legislative statali e regionali immediatamente operative sono approvate con delibera di giunta

provinciale.

3. La giunta provinciale, con cadenza quinquennale, e comunque entro sei mesi dalla data di

insediamento del Consiglio provinciale, verifica lo stato di attuazione del Ptcp e propone al Consiglio

le modifiche necessarie all’aggiornamento dello stesso. CAPO III

PIANIFICAZIONE URBANISTICA COMUNALE

Articolo 22

Strumenti urbanistici comunali

1. Il comune esercita la pianificazione del territorio di sua competenza nel rispetto delle disposizioni legislative e

regolamentari vigenti e in coerenza con le previsioni della pianificazione territoriale regionale e provinciale.

2. Sono strumenti di pianificazione comunale:

a) il piano urbanistico comunale - Puc;

b) i piani urbanistici attuativi - Pua;

c) il regolamento urbanistico edilizio comunale - Ruec. Articolo 23

Piano urbanistico comunale

1. Il piano urbanistico comunale - Puc - è lo strumento urbanistico generale del Comune e disciplina la tutela ambientale,

le trasformazioni urbanistiche ed edilizie dell’intero territorio comunale, anche mediante disposizioni a contenuto

conformativo del diritto di proprietà.

2. Il Puc, in coerenza con le disposizioni del Ptr e del Ptcp:

a) individua gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio comunale e gli indirizzi per l’attuazione degli stessi;

b) definisce gli elementi del territorio urbano ed extraurbano raccordando la previsione di interventi di trasformazione

con le esigenze di salvaguardia delle risorse naturali, paesaggisticoambientali, agro-silvo-pastorali e storico-culturali

disponibili, nonché i criteri per la valutazione degli effetti ambientali degli interventi stessi;

c) determina i fabbisogni insediativi e le priorità relative alle opere di urbanizzazione in conformità a quanto previsto

dall’articolo 18, comma 2, lettera b);

d) stabilisce la suddivisione del territorio comunale in zone omogenee, individuando le aree non suscettibili di

trasformazione;

e) indica le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nelle singole zone, garantendo la tutela e la valorizzazione dei

centri storici nonché lo sviluppo sostenibile del territorio comunale;

f) promuove l’architettura contemporanea e la qualità dell’edilizia pubblica e privata, prevalentemente attraverso il

ricorso a concorsi di progettazione;

g) disciplina i sistemi di mobilità di beni e persone;

h) tutela e valorizza il paesaggio agrario attraverso la classificazione dei terreni agricoli, anche vietando l’utilizzazione ai

fini edilizi delle aree agricole particolarmente produttive fatti salvi gli interventi realizzati dai coltivatori diretti o dagli

imprenditori agricoli;

i) assicura la piena compatibilità delle previsioni in esso contenute rispetto all’assetto geologico e geomorfologico del

territorio comunale, così come risultante da apposite indagini di settore preliminari alla redazione del piano.

3. Il Puc individua la perimetrazione degli insediamenti abusivi esistenti al 31 dicembre 1993 e oggetto di sanatoria ai

sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, capi IV e V, e ai sensi della legge 23 dicembre 1994, n. 724, articolo 39, al fine

di:

a) realizzare un’adeguata urbanizzazione primaria e secondaria;

b) rispettare gli interessi di carattere storico, artistico, archeologico, paesaggistico-ambientale ed idrogeologico;

c) realizzare un razionale inserimento territoriale ed urbano degli insediamenti.

4. Le risorse finanziarie derivanti dalle oblazioni e dagli oneri concessori e sanzionatori dovuti per il rilascio dei titoli

abilitativi in sanatoria sono utilizzate prioritariamente per l’attuazione degli interventi di recupero degli insediamenti di

cui al comma 3.

5. Il Puc può subordinare l’attuazione degli interventi di recupero urbanistico ed edilizio degli insediamenti abusivi,

perimetrati ai sensi del comma 3, alla redazione di appositi Pua, denominati piani di recupero degli insediamenti abusivi,

il cui procedimento di formazione segue la disciplina prevista dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 43-bis.

6. Restano esclusi dalla perimetrazione di cui al comma 3 gli immobili non suscettibili di sanatoria ai sensi dello stesso

comma 3.

7. Il Puc definisce le modalità del recupero urbanistico ed edilizio degli insediamenti abusivi, gli interventi obbligatori di

riqualificazione e le procedure, anche coattive, per l’esecuzione degli stessi, anche mediante la formazione dei comparti

edificatori di cui all'articolo 33”;

8. Al Puc sono allegate le norme tecniche di attuazione -Nta-, riguardanti la manutenzione del territorio e la

manutenzione urbana, il recupero, la trasformazione e la sostituzione edilizia, il supporto delle attività produttive, il

mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola e la regolamentazione dell’attività edilizia.

9. Fanno parte integrante del Puc i piani di settore riguardanti il territorio comunale ivi inclusi i piani

ove esistenti,

riguardanti le aree naturali protette e i piani relativi alla prevenzione dei rischi derivanti da calamità naturali ed al

contenimento dei consumi energetici. Articolo 24

Procedimento di formazione del Piano urbanistico comunale

Abrogato

Articolo 25

Atti di programmazione degli interventi

1. Con delibera di consiglio comunale è adottata, in conformità alle previsioni del Puc e senza modificarne i contenuti, la

disciplina degli interventi di tutela, valorizzazione, trasformazione e riqualificazione del territorio comunale da realizzare

nell’arco temporale di tre anni.

2. Gli atti di programmazione di cui al comma 1, in relazione agli interventi di riqualificazione e di nuova edificazione,

prevedono:

a) le destinazioni d’uso e gli indici edilizi;

b) le forme di esecuzione e le modalità degli interventi di trasformazione e conservazione dell’assetto urbanistico;

c) la determinazione delle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare, nonché degli interventi di reintegrazione

territoriale e paesaggistica;

d) la quantificazione degli oneri finanziari a carico del comune e di altri soggetti pubblici per la realizzazione delle opere

previste, indicandone le fonti di finanziamento.

3. Gli atti di programmazione degli interventi hanno valore ed effetti del programma pluriennale di attuazione disciplinato

dalla legge 28 gennaio 1977, n. 10, articolo 13, e dalla legge regionale 28 novembre 2001, n. 19, articolo 5, e si

coordinano con il bilancio pluriennale comunale.

4. Per le opere pubbliche o di interesse pubblico la delibera di approvazione degli atti di programmazione degli interventi

comporta la dichiarazione di pubblica utilità, di indifferibilità e urgenza dei lavori previsti negli stessi, nel rispetto degli

strumenti di partecipazione procedimentale stabiliti dalla normativa vigente.

5. Gli atti di programmazione di cui al comma 1 stabiliscono gli interventi da attuare tramite società di trasformazione

urbana.

6. Il programma triennale per la realizzazione di opere pubbliche, si

così come previsto dalla normativa nazionale vigente,

coordina con le previsioni di cui al presente articolo.

7. Gli atti di programmazione degli interventi sono approvati per la prima volta contestualmente all’approvazione del Puc.

Articolo 26 Piani urbanistici attuativi

1. I piani urbanistici attuativi – Pua - sono strumenti con i quali il comune provvede a dare attuazione

alle previsioni del Puc o a dare esecuzione agli interventi di urbanizzazione e riqualificazione

individuati dagli atti di programmazione di cui all’articolo 25.

2. I Pua, in relazione al contenuto, hanno valore e portata dei seguenti strumenti:

a) i piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150,

articoli 13 e 28;

b) i piani per l’edilizia economica e popolare di cui alla legge 18 aprile 1962, n.167;

c) i piani delle aree da destinare ad insediamenti produttivi di cui alla legge 22 ottobre 1971, n.

865, articolo 27;

d) i programmi integrati di intervento di cui alla legge 17 febbraio 1992, n. 179, articolo 17, e alle

leggi regionali 19 febbraio 1996, n. 3, e 18 ottobre 2002, n.26;

e) i piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457;

f) i programmi di recupero urbano di cui al decreto legge 5 ottobre 1993, n.398, articolo 11,

convertito in legge 4 dicembre 1993, n. 493;

3. L’approvazione dei Pua non può comportare variante al Puc. A tal fine non costituiscono varianti al

Puc:

a) la verifica di perimetrazioni conseguenti alla diversa scala di rappresentazione grafica del

piano;

b) la precisazione dei tracciati viari;

c) le modificazioni del perimetro del Pua rese necessarie da esigenze sopravvenute quali ritrovamenti archeologici,

limitazioni connesse all’imposizione di nuovi vincoli, problemi geologici;

d) le modifiche delle modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente, di cui al decreto legislativo 6 giugno 2001,

n.380, articolo 3, comma 1, lettere a), b), c) e d);

e) la diversa dislocazione, nel perimetro del Pua, degli insediamenti, dei servizi, delle infrastrutture e del verde pubblico

senza aumento delle quantità e dei pesi insediativi;

f) gli interventi in attuazione dell’articolo 7 della legge regionale n. 19/2009.

4. L’adozione delle modifiche di cui al comma 3 è motivata dal comune, al fine di dimostrare i

miglioramenti conseguibili e in ogni caso l’assenza di incremento del carico urbanistico.

5. La giunta comunale può decidere di conferire alla delibera di approvazione dei Pua valore di

permesso di costruire abilitante gli interventi previsti, subordinando tale permesso all’acquisizione

dei pareri, autorizzazioni, nulla-osta e provvedimenti all’uopo necessari, anche mediante lo

sportello urbanistico di cui all’articolo 41. In tal caso, le varianti al permesso di costruire seguono il

procedimento ordinario, senza adozione di atti deliberativi.

6. L’amministrazione comunale provvede alla stipula di convenzioni disciplinanti i rapporti derivanti

dall’attuazione degli interventi previsti dai Pua. Articolo 27

Procedimento di formazione dei piani urbanistici attuativi

1. I Pua sono redatti, in ordine prioritario:

a) dal comune;

b) dalle società di trasformazione urbana di cui all’articolo 36;

c) dai proprietari, con oneri a loro carico, nei casi previsti dalla normativa vigente, o nei casi in cui, essendo prevista la

redazione dei Pua da parte del comune, questi non vi provvede nei termini definiti dagli atti di programmazione degli

interventi, purchè il piano attuativo non sia subordinato alla necessità di acquisire immobili da parte dell’amministrazione

comunale. La proposta di Pua deve essere formulata dai proprietari degli immobili rappresentanti il cinquantuno per cento

del complessivo valore imponibile dell’area interessata dagli interventi, accertato ai fini dell’imposta comunale sugli

immobili. Se in tale area sono inclusi immobili per i quali non risulta accertato il valore dell’imponibile relativo alla

imposta comunale sugli immobili, lo stesso è determinato dall’ufficio tecnico comunale entro trenta giorni dalla

formulazione della richiesta da parte degli interessati, sulla base dei valori accertati per altri immobili aventi

caratteristiche analoghe.

d) dal comune, se i privati, tenuti alla redazione dei Pua a proprie cura e spese, non presentano le relative proposte

definite dagli atti di programmazione degli interventi nei termini da queste previsti. In tal caso il comune ha diritto di

rivalsa per le spese sostenute nei confronti dei proprietari inadempienti. Resta a cura del comune la redazione dei Pua se

la stessa amministrazione respinge le proposte di pianificazione attuativa avanzate dai proprietari.

2. Il Pua è adottato dalla giunta comunale.

Abrogato da 3 a 6

7. Se il Pua comporta la modifica degli atti di programmazione degli interventi, il Piano adottato è rimesso al consiglio

comunale per l’approvazione. Articolo 28 Regolamento urbanistico edilizio comunale

1. Il Ruec individua le modalità esecutive e le tipologie delle trasformazioni, nonché l’attività concreta di costruzione,

modificazione e conservazione delle strutture edilizie. Il Ruec disciplina gli aspetti igienici aventi rilevanza edilizia, gli

elementi architettonici e di ornato, gli spazi verdi e gli arredi urbani.

2. Il Ruec, in conformità alle previsioni del Puc e delle Nta allo stesso allegate, definisce i criteri per la quantificazione

dei parametri edilizi e urbanistici e disciplina gli oneri concessori .

3. Il Ruec specifica i criteri per il rispetto delle norme in materia energetico-ambientale in conformità

agli indirizzi stabiliti con delibera di giunta regionale.

Articolo 29 Procedimento di formazione del regolamento urbanistico edilizio comunale

Abrogato

CAPO IV ELABORATI DA ALLEGARE AGLI STRUMENTI URBANISTICI E DEFINIZIONE DEGLI STANDARD

Articolo 30

Elaborati da allegare agli strumenti urbanistici

1. Gli elaborati da allegare agli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, generale ed attuativa previsti dalla presente legge

sono individuati con delibera di Giunta regionale. Articolo 31 Standard urbanistici

1. Gli atti di pianificazione urbanistica sono adottati nel rispetto degli standard urbanistici fissati dalla normativa

nazionale vigente.

2. Con regolamento regionale possono essere definiti standard urbanistici minimi inderogabili più ampi rispetto a quelli di

cui al comma 1. CAPO V SISTEMI DI ATTUAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA

Articolo 32 Perequazione urbanistica

1. La perequazione urbanistica persegue lo scopo di distribuire equamente, tra i proprietari di immobili

interessati dalla trasformazione oggetto della pianificazione urbanistica, diritti edificatori e obblighi

nei confronti del comune o di altri enti pubblici aventi titolo.

2. Il Puc, gli atti di programmazione degli interventi e i Pua ripartiscono le quote edificatorie e i relativi obblighi tra i

proprietari degli immobili ricompresi nelle zone oggetto di trasformazione mediante comparti di cui all’articolo 33,

indipendentemente dalla destinazione specifica delle aree interessate.

3. Il Ruec individua le modalità per la definizione dei diritti edificatori dei singoli proprietari, tenendo conto dello stato

sia di fatto che di diritto in cui versano i relativi immobili all’atto della formazione del Puc.

Articolo 33 Comparti edificatori

1. Le trasformazioni previste dal Puc, dai Pua o dagli atti di programmazione degli interventi possono

essere realizzate mediante comparti edificatori, così come individuati dagli stessi Puc, dai Pua e

dagli atti di programmazione degli interventi.

2. Il comparto è costituito da uno o più ambiti territoriali, edificati o non, ed è individuato dal Puc, dai

Pua o dagli atti di programmazione degli interventi, che indicano le trasformazioni urbanistiche ed

edilizie, i tipi di intervento, le funzioni urbane ammissibili, la volumetria complessiva realizzabile e

le quote edificatorie attribuite ai proprietari degli immobili inclusi nel comparto, la quantità e la

localizzazione degli immobili da cedere gratuitamente al comune o ad altri soggetti pubblici per la

realizzazione di infrastrutture, attrezzature e aree verdi.

3. Le quote edificatorie sono espresse in metri quadrati o in metri cubi e sono ripartite tra i proprietari

in proporzione alla frazione percentuale da ciascuno di essi detenuta del complessivo valore

imponibile, accertato ai fini dell’imposta comunale sugli immobili per l’insieme di tutti gli immobili

ricadenti nel comparto. La superficie necessaria per la realizzazione di attrezzature pubbliche non è

computata ai fini della determinazione delle quote edificatorie.

4. Entro il termine di trenta giorni dalla data di approvazione del Puc, dei Pua o degli atti di

programmazione degli interventi, il comune determina la quantità di quote edificatorie attribuite

dagli atti di programmazione degli interventi ai proprietari di immobili inclusi in ciascun comparto,

nonché gli obblighi in favore del comune o di altri soggetti pubblici funzionali all’attuazione del

comparto stesso e ne dà comunicazione ai proprietari interessati. Le quote edificatorie attribuite ai

proprietari sono liberamente commerciabili ma non possono essere trasferite in altri comparti

edificatori.

5. Se nel comparto sono inclusi immobili per i quali non risulta accertato il valore dell’imponibile

relativo all’imposta comunale sugli immobili, lo stesso è determinato da un ufficio tecnico comunale

sulla base dei valori accertati per altri immobili aventi caratteristiche analoghe, entro il termine

previsto al comma 4.

6. Ferme restando le quote edificatorie attribuite ai proprietari di immobili, il Puc, i Pua e gli atti di

programmazione degli interventi definiscono le caratteristiche e il dimensionamento degli interventi

edilizi funzionali alla realizzazione, nei comparti edificatori, di attrezzature e di altre opere di

urbanizzazione primaria e secondaria.

Articolo 34 Attuazione del comparto edificatorio

Abrogato

Articolo 35 Espropriazione degli immobili per l’attuazione della pianificazione urbanistica

1. Gli immobili espropriati per l’attuazione degli strumenti di pianificazione urbanistica sono acquisiti dai soggetti

esproprianti nel rispetto delle disposizioni di cui al D.P.R. 8 luglio 2001, n. 327. Se l’espropriazione è eseguita dal comune,

gli immobili sono acquisiti al patrimonio comunale e il comune può cederne la proprietà o, in caso di vincolo di

indisponibilità, concedere gli stessi in diritto di superficie a terzi per la edificazione, previo esperimento di procedure ad

evidenza pubblica, in esito alle quali è stipulata apposita convenzione approvata dal consiglio comunale.

2. La concessione a terzi per la edificazione di cui al comma 1, non può eccedere il termine massimo di quarantacinque

anni. Articolo 36 Società di trasformazione urbana e territoriale

1. E’ consentita la costituzione, da parte dei comuni, anche con la partecipazione delle province e della

regione, di società per la progettazione e la realizzazione di interventi finalizzati alla

trasformazione urbana e territoriale.

2. Le società di cui al comma 1 possono essere a capitale interamente pubblico o miste a capitale

prevalentemente pubblico, ai sensi del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 120.

3. La partecipazione alle società miste dei proprietari di immobili interessati dagli interventi di cui al

comma 2 è disciplinata con regolamento regionale.

Articolo 37 Contenuto delle convenzioni

Abrogato

CAPO VI VINCOLI URBANISTICI

articolo 38 Disciplina dei vincoli urbanistici

1. Le previsioni del Puc, nella parte in cui incidono su beni determinati e assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati

all’espropriazione o a vincoli che comportano l’inedificabilità, perdono efficacia se, entro cinque anni dalla data di

approvazione del Puc, non è stato emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità. Tale

scadenza si applica anche per le disposizioni del PUC che destinano determinate aree alla costruzione di infrastrutture di interesse

pubblico.”;

2. Il comune può reiterare i vincoli di cui al comma 1 motivando adeguatamente la scelta, in relazione

alle effettive esigenze urbanistiche e di soddisfacimento degli standard, e prevedendo la

corresponsione di un indennizzo quantificato ai sensi del D.P.R. n.327/01.

3. A seguito della scadenza dei vincoli di cui al comma 1 si applicano, nelle zone interessate, i limiti di

edificabilità previsti dalla legge regionale 20 marzo 1982, n. 17.

4. In caso di mancata reiterazione dei vincoli urbanistici, il comune adotta la nuova disciplina

urbanistica delle aree interessate mediante l’adozione di una variante al Puc, entro il termine di tre

mesi dalla scadenza dei vincoli. Decorso tale termine, si procede ai sensi dell’articolo 39.

CAPO VII POTERI SOSTITUTIVI REGIONALI E SUPPORTI PER L’ATTIVITA’ DI PIANIFICAZIONE

Articolo 39 Poteri sostitutivi

1. Se un comune omette di compiere qualunque atto di propria competenza ai sensi della presente legge, la provincia,

previa comunicazione alla regione e contestuale diffida all’ente inadempiente a provvedere entro il termine perentorio di

quaranta giorni, attua l’intervento sostitutivo.

2. Se la provincia non conclude il procedimento nel termine previsto dalla presente legge, la regione procede

autonomamente.

3. Se una provincia omette di compiere qualunque atto di propria competenza ai sensi della presente legge, la regione,

previa diffida a provvedere entro il termine perentorio di quaranta giorni, attua l’intervento sostitutivo.

4. Gli interventi, di cui ai commi 1, 2 e 3 si concludono entro sessanta giorni con l’adozione del provvedimento finale

Articolo 40 Supporti tecnici e finanziari alle province e ai comuni


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Giunta regionale della Campania Bollettino ufficiale della regione Campania Supplemento al Numero 65 del 28 Dicembre 2004 Legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 Norme sul governo del territorio.
La regione Campania disciplina con la presente legge la tutela, gli assetti, le trasformazioni e le
utilizzazioni del territorio al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità, mediante un efficiente sistema di pianificazione territoriale e urbanistica articolato a livello regionale, provinciale e comunale. La presente legge provvede a:
- individuare le competenze dei diversi livelli istituzionali, favorendone la cooperazione secondo
il principio di sussidiarietà;
- garantire il rispetto dei principi di trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione
amministrativa, mediante la semplificazione dei procedimenti di programmazione e
pianificazione;
- assicurare la concertazione di tutti i livelli istituzionali con le organizzazioni economiche e
sociali e con le associazioni ambientaliste legalmente riconosciute.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Petrella Bianca.

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