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Legge pianificazione territoriale regione Campania 2 Appunti scolastici Premium

Giunta regionale della Campania Bollettino ufficiale della regione Campania Supplemento al Numero 65 del 28 Dicembre 2004 Legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 Norme sul governo del territorio.
La regione Campania disciplina con la presente legge la tutela, gli assetti, le trasformazioni e le
utilizzazioni del territorio al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità,... Vedi di più

Esame di Progettazione urbanistica docente Prof. B. Petrella

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ESTRATTO DOCUMENTO

5. Il Puc può subordinare l’attuazione degli interventi di recupero urbanistico ed edilizio degli insediamenti abusivi,

perimetrati ai sensi del comma 3, alla redazione di appositi Pua, denominati piani di recupero degli insediamenti abusivi,

il cui procedimento di formazione segue la disciplina prevista dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 43-bis.

6. Restano esclusi dalla perimetrazione di cui al comma 3 gli immobili non suscettibili di sanatoria ai sensi dello stesso

comma 3.

7. Il Puc definisce le modalità del recupero urbanistico ed edilizio degli insediamenti abusivi, gli interventi obbligatori di

riqualificazione e le procedure, anche coattive, per l’esecuzione degli stessi, anche mediante la formazione dei comparti

edificatori di cui all'articolo 33”;

8. Al Puc sono allegate le norme tecniche di attuazione -Nta-, riguardanti la manutenzione del territorio e la

manutenzione urbana, il recupero, la trasformazione e la sostituzione edilizia, il supporto delle attività produttive, il

mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola e la regolamentazione dell’attività edilizia.

9. Fanno parte integrante del Puc i piani di settore riguardanti il territorio comunale ivi inclusi i piani

ove esistenti,

riguardanti le aree naturali protette e i piani relativi alla prevenzione dei rischi derivanti da calamità naturali ed al

contenimento dei consumi energetici. Articolo 24

Procedimento di formazione del Piano urbanistico comunale

Abrogato

Articolo 25

Atti di programmazione degli interventi

1. Con delibera di consiglio comunale è adottata, in conformità alle previsioni del Puc e senza modificarne i contenuti, la

disciplina degli interventi di tutela, valorizzazione, trasformazione e riqualificazione del territorio comunale da realizzare

nell’arco temporale di tre anni.

2. Gli atti di programmazione di cui al comma 1, in relazione agli interventi di riqualificazione e di nuova edificazione,

prevedono:

a) le destinazioni d’uso e gli indici edilizi;

b) le forme di esecuzione e le modalità degli interventi di trasformazione e conservazione dell’assetto urbanistico;

c) la determinazione delle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare, nonché degli interventi di reintegrazione

territoriale e paesaggistica;

d) la quantificazione degli oneri finanziari a carico del comune e di altri soggetti pubblici per la realizzazione delle opere

previste, indicandone le fonti di finanziamento.

3. Gli atti di programmazione degli interventi hanno valore ed effetti del programma pluriennale di attuazione disciplinato

dalla legge 28 gennaio 1977, n. 10, articolo 13, e dalla legge regionale 28 novembre 2001, n. 19, articolo 5, e si

coordinano con il bilancio pluriennale comunale.

4. Per le opere pubbliche o di interesse pubblico la delibera di approvazione degli atti di programmazione degli interventi

comporta la dichiarazione di pubblica utilità, di indifferibilità e urgenza dei lavori previsti negli stessi, nel rispetto degli

strumenti di partecipazione procedimentale stabiliti dalla normativa vigente.

5. Gli atti di programmazione di cui al comma 1 stabiliscono gli interventi da attuare tramite società di trasformazione

urbana.

6. Il programma triennale per la realizzazione di opere pubbliche, si

così come previsto dalla normativa nazionale vigente,

coordina con le previsioni di cui al presente articolo.

7. Gli atti di programmazione degli interventi sono approvati per la prima volta contestualmente all’approvazione del Puc.

Articolo 26 Piani urbanistici attuativi

1. I piani urbanistici attuativi – Pua - sono strumenti con i quali il comune provvede a dare attuazione

alle previsioni del Puc o a dare esecuzione agli interventi di urbanizzazione e riqualificazione

individuati dagli atti di programmazione di cui all’articolo 25.

2. I Pua, in relazione al contenuto, hanno valore e portata dei seguenti strumenti:

a) i piani particolareggiati e i piani di lottizzazione di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150,

articoli 13 e 28;

b) i piani per l’edilizia economica e popolare di cui alla legge 18 aprile 1962, n.167;

c) i piani delle aree da destinare ad insediamenti produttivi di cui alla legge 22 ottobre 1971, n.

865, articolo 27;

d) i programmi integrati di intervento di cui alla legge 17 febbraio 1992, n. 179, articolo 17, e alle

leggi regionali 19 febbraio 1996, n. 3, e 18 ottobre 2002, n.26;

e) i piani di recupero di cui alla legge 5 agosto 1978, n. 457;

f) i programmi di recupero urbano di cui al decreto legge 5 ottobre 1993, n.398, articolo 11,

convertito in legge 4 dicembre 1993, n. 493;

3. L’approvazione dei Pua non può comportare variante al Puc. A tal fine non costituiscono varianti al

Puc:

a) la verifica di perimetrazioni conseguenti alla diversa scala di rappresentazione grafica del

piano;

b) la precisazione dei tracciati viari;

c) le modificazioni del perimetro del Pua rese necessarie da esigenze sopravvenute quali ritrovamenti archeologici,

limitazioni connesse all’imposizione di nuovi vincoli, problemi geologici;

d) le modifiche delle modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente, di cui al decreto legislativo 6 giugno 2001,

n.380, articolo 3, comma 1, lettere a), b), c) e d);

e) la diversa dislocazione, nel perimetro del Pua, degli insediamenti, dei servizi, delle infrastrutture e del verde pubblico

senza aumento delle quantità e dei pesi insediativi;

f) gli interventi in attuazione dell’articolo 7 della legge regionale n. 19/2009.

4. L’adozione delle modifiche di cui al comma 3 è motivata dal comune, al fine di dimostrare i

miglioramenti conseguibili e in ogni caso l’assenza di incremento del carico urbanistico.

5. La giunta comunale può decidere di conferire alla delibera di approvazione dei Pua valore di

permesso di costruire abilitante gli interventi previsti, subordinando tale permesso all’acquisizione

dei pareri, autorizzazioni, nulla-osta e provvedimenti all’uopo necessari, anche mediante lo

sportello urbanistico di cui all’articolo 41. In tal caso, le varianti al permesso di costruire seguono il

procedimento ordinario, senza adozione di atti deliberativi.

6. L’amministrazione comunale provvede alla stipula di convenzioni disciplinanti i rapporti derivanti

dall’attuazione degli interventi previsti dai Pua. Articolo 27

Procedimento di formazione dei piani urbanistici attuativi

1. I Pua sono redatti, in ordine prioritario:

a) dal comune;

b) dalle società di trasformazione urbana di cui all’articolo 36;

c) dai proprietari, con oneri a loro carico, nei casi previsti dalla normativa vigente, o nei casi in cui, essendo prevista la

redazione dei Pua da parte del comune, questi non vi provvede nei termini definiti dagli atti di programmazione degli

interventi, purchè il piano attuativo non sia subordinato alla necessità di acquisire immobili da parte dell’amministrazione

comunale. La proposta di Pua deve essere formulata dai proprietari degli immobili rappresentanti il cinquantuno per cento

del complessivo valore imponibile dell’area interessata dagli interventi, accertato ai fini dell’imposta comunale sugli

immobili. Se in tale area sono inclusi immobili per i quali non risulta accertato il valore dell’imponibile relativo alla

imposta comunale sugli immobili, lo stesso è determinato dall’ufficio tecnico comunale entro trenta giorni dalla

formulazione della richiesta da parte degli interessati, sulla base dei valori accertati per altri immobili aventi

caratteristiche analoghe.

d) dal comune, se i privati, tenuti alla redazione dei Pua a proprie cura e spese, non presentano le relative proposte

definite dagli atti di programmazione degli interventi nei termini da queste previsti. In tal caso il comune ha diritto di

rivalsa per le spese sostenute nei confronti dei proprietari inadempienti. Resta a cura del comune la redazione dei Pua se

la stessa amministrazione respinge le proposte di pianificazione attuativa avanzate dai proprietari.

2. Il Pua è adottato dalla giunta comunale.

Abrogato da 3 a 6

7. Se il Pua comporta la modifica degli atti di programmazione degli interventi, il Piano adottato è rimesso al consiglio

comunale per l’approvazione. Articolo 28 Regolamento urbanistico edilizio comunale

1. Il Ruec individua le modalità esecutive e le tipologie delle trasformazioni, nonché l’attività concreta di costruzione,

modificazione e conservazione delle strutture edilizie. Il Ruec disciplina gli aspetti igienici aventi rilevanza edilizia, gli

elementi architettonici e di ornato, gli spazi verdi e gli arredi urbani.

2. Il Ruec, in conformità alle previsioni del Puc e delle Nta allo stesso allegate, definisce i criteri per la quantificazione

dei parametri edilizi e urbanistici e disciplina gli oneri concessori .

3. Il Ruec specifica i criteri per il rispetto delle norme in materia energetico-ambientale in conformità

agli indirizzi stabiliti con delibera di giunta regionale.

Articolo 29 Procedimento di formazione del regolamento urbanistico edilizio comunale

Abrogato

CAPO IV ELABORATI DA ALLEGARE AGLI STRUMENTI URBANISTICI E DEFINIZIONE DEGLI STANDARD

Articolo 30

Elaborati da allegare agli strumenti urbanistici

1. Gli elaborati da allegare agli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, generale ed attuativa previsti dalla presente legge

sono individuati con delibera di Giunta regionale. Articolo 31 Standard urbanistici

1. Gli atti di pianificazione urbanistica sono adottati nel rispetto degli standard urbanistici fissati dalla normativa

nazionale vigente.

2. Con regolamento regionale possono essere definiti standard urbanistici minimi inderogabili più ampi rispetto a quelli di

cui al comma 1. CAPO V SISTEMI DI ATTUAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA

Articolo 32 Perequazione urbanistica

1. La perequazione urbanistica persegue lo scopo di distribuire equamente, tra i proprietari di immobili

interessati dalla trasformazione oggetto della pianificazione urbanistica, diritti edificatori e obblighi

nei confronti del comune o di altri enti pubblici aventi titolo.

2. Il Puc, gli atti di programmazione degli interventi e i Pua ripartiscono le quote edificatorie e i relativi obblighi tra i

proprietari degli immobili ricompresi nelle zone oggetto di trasformazione mediante comparti di cui all’articolo 33,

indipendentemente dalla destinazione specifica delle aree interessate.

3. Il Ruec individua le modalità per la definizione dei diritti edificatori dei singoli proprietari, tenendo conto dello stato

sia di fatto che di diritto in cui versano i relativi immobili all’atto della formazione del Puc.

Articolo 33 Comparti edificatori

1. Le trasformazioni previste dal Puc, dai Pua o dagli atti di programmazione degli interventi possono

essere realizzate mediante comparti edificatori, così come individuati dagli stessi Puc, dai Pua e

dagli atti di programmazione degli interventi.

2. Il comparto è costituito da uno o più ambiti territoriali, edificati o non, ed è individuato dal Puc, dai

Pua o dagli atti di programmazione degli interventi, che indicano le trasformazioni urbanistiche ed

edilizie, i tipi di intervento, le funzioni urbane ammissibili, la volumetria complessiva realizzabile e

le quote edificatorie attribuite ai proprietari degli immobili inclusi nel comparto, la quantità e la

localizzazione degli immobili da cedere gratuitamente al comune o ad altri soggetti pubblici per la

realizzazione di infrastrutture, attrezzature e aree verdi.

3. Le quote edificatorie sono espresse in metri quadrati o in metri cubi e sono ripartite tra i proprietari

in proporzione alla frazione percentuale da ciascuno di essi detenuta del complessivo valore

imponibile, accertato ai fini dell’imposta comunale sugli immobili per l’insieme di tutti gli immobili

ricadenti nel comparto. La superficie necessaria per la realizzazione di attrezzature pubbliche non è

computata ai fini della determinazione delle quote edificatorie.

4. Entro il termine di trenta giorni dalla data di approvazione del Puc, dei Pua o degli atti di

programmazione degli interventi, il comune determina la quantità di quote edificatorie attribuite

dagli atti di programmazione degli interventi ai proprietari di immobili inclusi in ciascun comparto,

nonché gli obblighi in favore del comune o di altri soggetti pubblici funzionali all’attuazione del

comparto stesso e ne dà comunicazione ai proprietari interessati. Le quote edificatorie attribuite ai

proprietari sono liberamente commerciabili ma non possono essere trasferite in altri comparti

edificatori.

5. Se nel comparto sono inclusi immobili per i quali non risulta accertato il valore dell’imponibile

relativo all’imposta comunale sugli immobili, lo stesso è determinato da un ufficio tecnico comunale

sulla base dei valori accertati per altri immobili aventi caratteristiche analoghe, entro il termine

previsto al comma 4.

6. Ferme restando le quote edificatorie attribuite ai proprietari di immobili, il Puc, i Pua e gli atti di

programmazione degli interventi definiscono le caratteristiche e il dimensionamento degli interventi

edilizi funzionali alla realizzazione, nei comparti edificatori, di attrezzature e di altre opere di

urbanizzazione primaria e secondaria.

Articolo 34 Attuazione del comparto edificatorio

Abrogato

Articolo 35 Espropriazione degli immobili per l’attuazione della pianificazione urbanistica

1. Gli immobili espropriati per l’attuazione degli strumenti di pianificazione urbanistica sono acquisiti dai soggetti

esproprianti nel rispetto delle disposizioni di cui al D.P.R. 8 luglio 2001, n. 327. Se l’espropriazione è eseguita dal comune,

gli immobili sono acquisiti al patrimonio comunale e il comune può cederne la proprietà o, in caso di vincolo di

indisponibilità, concedere gli stessi in diritto di superficie a terzi per la edificazione, previo esperimento di procedure ad

evidenza pubblica, in esito alle quali è stipulata apposita convenzione approvata dal consiglio comunale.

2. La concessione a terzi per la edificazione di cui al comma 1, non può eccedere il termine massimo di quarantacinque

anni. Articolo 36 Società di trasformazione urbana e territoriale

1. E’ consentita la costituzione, da parte dei comuni, anche con la partecipazione delle province e della

regione, di società per la progettazione e la realizzazione di interventi finalizzati alla

trasformazione urbana e territoriale.

2. Le società di cui al comma 1 possono essere a capitale interamente pubblico o miste a capitale

prevalentemente pubblico, ai sensi del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 120.

3. La partecipazione alle società miste dei proprietari di immobili interessati dagli interventi di cui al

comma 2 è disciplinata con regolamento regionale.

Articolo 37 Contenuto delle convenzioni

Abrogato

CAPO VI VINCOLI URBANISTICI

articolo 38 Disciplina dei vincoli urbanistici

1. Le previsioni del Puc, nella parte in cui incidono su beni determinati e assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati

all’espropriazione o a vincoli che comportano l’inedificabilità, perdono efficacia se, entro cinque anni dalla data di

approvazione del Puc, non è stato emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità. Tale

scadenza si applica anche per le disposizioni del PUC che destinano determinate aree alla costruzione di infrastrutture di interesse

pubblico.”;

2. Il comune può reiterare i vincoli di cui al comma 1 motivando adeguatamente la scelta, in relazione

alle effettive esigenze urbanistiche e di soddisfacimento degli standard, e prevedendo la

corresponsione di un indennizzo quantificato ai sensi del D.P.R. n.327/01.

3. A seguito della scadenza dei vincoli di cui al comma 1 si applicano, nelle zone interessate, i limiti di

edificabilità previsti dalla legge regionale 20 marzo 1982, n. 17.

4. In caso di mancata reiterazione dei vincoli urbanistici, il comune adotta la nuova disciplina

urbanistica delle aree interessate mediante l’adozione di una variante al Puc, entro il termine di tre

mesi dalla scadenza dei vincoli. Decorso tale termine, si procede ai sensi dell’articolo 39.

CAPO VII POTERI SOSTITUTIVI REGIONALI E SUPPORTI PER L’ATTIVITA’ DI PIANIFICAZIONE

Articolo 39 Poteri sostitutivi

1. Se un comune omette di compiere qualunque atto di propria competenza ai sensi della presente legge, la provincia,

previa comunicazione alla regione e contestuale diffida all’ente inadempiente a provvedere entro il termine perentorio di

quaranta giorni, attua l’intervento sostitutivo.

2. Se la provincia non conclude il procedimento nel termine previsto dalla presente legge, la regione procede

autonomamente.

3. Se una provincia omette di compiere qualunque atto di propria competenza ai sensi della presente legge, la regione,

previa diffida a provvedere entro il termine perentorio di quaranta giorni, attua l’intervento sostitutivo.

4. Gli interventi, di cui ai commi 1, 2 e 3 si concludono entro sessanta giorni con l’adozione del provvedimento finale

Articolo 40 Supporti tecnici e finanziari alle province e ai comuni

1. La regione assicura adeguato supporto tecnico agli enti locali che ne fanno richiesta per l’esercizio delle funzioni e dei

compiti amministrativi demandati dalla presente legge. A tal fine gli enti locali possono avvalersi dell’ausilio delle

strutture tecnico-amministrative presenti presso l’AGC 16 Governo del Territorio..

2. La regione concede contributi finanziari ai comuni, singoli o associati, per favorire l’attività di

pianificazione territoriale e urbanistica. Le richieste di contributo sono inoltrate dai comuni alla

Regione nei termini e con le modalità previsti da un bando pubblicato annualmente sul bollettino

ufficiale della regione Campania. Ai fini della erogazione dei contributi è data precedenza ai comuni

sprovvisti di strumentazione urbanistica generale, ai comuni con popolazione inferiore ai diecimila

abitanti e a quelli che ricorrono alla pianificazione associata.

CAPO VIII

NORME IN MATERIA EDILIZIA E DI VIGILANZA SULL’ABUSIVISMO

Articolo 41

Norme regolanti l’attività edilizia

1. I comuni, anche in forma associata, si dotano di strutture, denominate sportelli unici per l'edilizia, alle quali sono affidati i

compiti definiti dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 43-bis.

Abrogati commi 2 e 3

Articolo 42 Vigilanza sugli abusi edilizi

1. In attuazione del principio di sussidiarietà la regione assiste il comune nella funzione di vigilanza sull’attività

urbanistico-edilizia di cui al D.P.R. n. 380/01, articolo 27, comma 1, e di repressione dell’abusivismo edilizio.

2. E’ istituito presso la regione un ufficio di vigilanza a cui è affidato il compito di segnalare al sindaco e ai competenti

dirigenti comunali le violazioni riscontrate nel territorio del relativo comune e di eseguire i provvedimenti sanzionatori

adottati anche sulla base di tali segnalazioni.

3. Il responsabile dell’ufficio di cui al comma 2 richiede al sindaco e ai competenti dirigenti comunali le informazioni e la

documentazione utile per l’espletamento della funzione di vigilanza.

Articolo 43 Accertamenti di conformità delle opere edilizie abusive

abrogato

Art. 43-bis -Regolamento di attuazione-

1. Nel rispetto dei principi contenuti nella vigente normativa nazionale e regionale in materia di urbanistica, di edilizia e di

procedimento amministrativo, e in attuazione dei principi di cui all'articolo 1, comma 2, lettere b) e c), la Regione disciplina con

regolamento di attuazione i procedimenti di formazione degli accordi di programma di cui all'articolo 12, del piano territoriale

regionale di cui all'articolo 13, dei piani settoriali regionali di cui all'articolo 14, del piano territoriale regionale di cui all'articolo

15, dei piani territoriali di coordinamento provinciale di cui agli articoli 18 e 19, del piano urbanistico comunale di cui all'articolo

23, dei piani urbanistici attuativi di cui all'articolo 26, del regolamento urbanistico edilizio comunale di cui all'articolo 28, dei

comparti edificatori di cui all'articolo 33, nonché le modalità di stipula delle convenzioni tra enti pubblici e soggetti privati

previsti dalla presente legge, la disciplina dello sportello unico dell'edilizia di cui all’articolo 41, la disciplina dell’attività di

vigilanza di cui all’articolo 42 e la disciplina, nel rispetto degli articoli 36 e 39 del DPR n. 380/2001, e dell'articolo 10 della legge

regionale 18 novembre 2004, n. 10, degli accertamenti di conformità delle opere edilizie abusive.

TITOLO III DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

CAPO I

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Articolo 44 Regime transitorio degli strumenti di pianificazione

1. Le province adottano il Ptcp entro diciotto mesi dall’entrata in vigore del Ptr.

2. I comuni adottano, entro due anni dall’entrata in vigore del Ptcp, il Puc e il Ruec.

3. Nei comuni sprovvisti di Prg si applicano, fino all’adozione dei Puc, i limiti di edificabilità di cui alla legge regionale

n.17/82, salva l’applicazione delle misure di salvaguardia di cui all’articolo 10.

4. Nei comuni di cui al comma 3, salva l’applicazione obbligatoria delle misure di salvaguardia di cui alla legge 3

novembre 1952, n. 1902, le limitazioni previste dalla legge regionale n. 17/82, hanno efficacia fino alla data di entrata in

vigore del Puc, da adottare ai sensi della presente legge, e non si applicano nei confronti degli interventi volti alla

realizzazione di edifici e strutture pubbliche, di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, dei programmi per

l’edilizia residenziale pubblica, agevolata o sovvenzionata, e dei piani e degli interventi previsti dalla legge 17 maggio

1981, n. 219.

4-bis. Nei comuni nei quali è ancora in vigore il programma di fabbricazione nelle zone agricole si applicano fino alla definitiva

approvazione ed entrata in vigore del Puc, i limiti di edificabilità previsti dal DPR n.380/2001, prevalenti su ogni diversa disposizione

contenuta nel citato strumento urbanistico generale.”;

5. La regione adotta il Ptr entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge.

6. Nelle more dell’approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale previsti dalla presente legge,la verifica di

compatibilità dei Puc e dei Ptcp, adottati, ai fini dell’approvazione degli stessi, è eseguita con riferimento ai rispettivi

strumenti di pianificazione sovraordinati vigenti.

Articolo 45 Regime transitorio della strumentazione in itinere

1. Gli strumenti di pianificazione urbanistica comunale, adottati e non ancora approvati alla data di entrata in vigore della

presente legge, concludono il procedimento di formazione secondo le disposizioni di cui alla disciplina previgente, anche

in ordine alla ripartizione delle competenze relative alla loro approvazione.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle varianti ai Prg già adottate al momento dell’entrata in vigore

della presente legge.

3. I comuni di cui al comma 1 adottano, entro tre anni dalla conclusione del procedimento di formazione della

strumentazione urbanistica, il Puc e il Ruec, in conformità alle disposizioni di cui al titolo II, capo III.

Articolo 46 Norme in materia di inquinamento acustico

1. I piani di zonizzazione acustica di cui alla legge 26 ottobre 1995, n. 447, sono inclusi tra gli elaborati tecnici allegati al

Puc.

2. Fino all’entrata in vigore della legge regionale disciplinante la tutela dall’inquinamento acustico con la quale si

stabiliscono modalità, scadenze e sanzioni per l’elaborazione della classificazione acustica e dei piani di risanamento, così

come previsto dalla legge n. 447/95, la redazione dei piani di zonizzazione acustica di cui al comma 1 avviene in

conformità ad apposite linee guida da adottarsi con delibera di giunta regionale.

Articolo 47 Valutazione ambientale dei piani

1. I piani territoriali di settore ed i piani urbanistici sono accompagnati dalla valutazione ambientale di cui alla direttiva

42/2001/CE del 27 giugno 2001, da effettuarsi durante la fase di redazione dei piani.

2. La valutazione scaturisce da un rapporto ambientale in cui sono individuati , descritti e valutati gli effetti significativi

dell’attuazione del piano sull’ambiente e le alternative, alla luce degli obiettivi e dell’ambito territoriale di riferimento

del piano.

3. La proposta di piano ed il rapporto ambientale sono messi a disposizione delle autorità interessate e del pubblico con le

procedure di cui di cui al regolamento di attuazione previsto all'articolo 43 -bis.

4. Ai piani di cui al comma 1 è allegata una relazione che illustra come le considerazioni ambientali sono state integrate

nel piano e come si è tenuto conto del rapporto ambientale di cui al comma 2.

Articolo 48 Funzioni subdelegate

3 dell’articolo 7 della legge regionale 29 maggio 1980, n. 54, è così sostituito:

1. Il comma

“In caso di persistente inattività o di gravi violazioni di legge di un ente locale nell’esercizio delle funzioni delegate o

subdelegate di cui al comma 1, la giunta regionale revoca la delega o la subdelega e la conferisce, previo conforme parere

della commissione consiliare competente, all’amministrazione provinciale competente”.

CAPO II

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 49 Disposizioni finali, abrogazioni e modificazioni

1. Per quanto non previsto dalla presente legge, resta in vigore la disciplina contenuta nella vigente normativa statale e

regionale.

2. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni:

legge regionale 13 maggio 1974, n. 17;

• legge regionale 6 maggio 1975, n. 26;

• legge regionale 18 maggio 1977, n. 26;

• legge regionale 15 dicembre 1977, n. 64;

• legge regionale 16 ottobre 1978, n. 39;

• legge regionale 29 dicembre 1978, n. 62;

• legge regionale 10 maggio 1980, n. 33;

• legge regionale 29 maggio 1980, n. 54: articolo 23;

• legge regionale 23 luglio 1981, n. 49;

• legge regionale 1 settembre 1981, n. 65: articolo 6, commi 1 e 3; al comma 4 le parole “ai precedenti comma 1 e 2”

sono soppresse e sostituite dalle parole “al precedente comma”;

legge regionale 25 gennaio 1982, n. 4;

• legge regionale 23 febbraio 1982, n. 10: all’allegato - “Direttive per l'esercizio delle funzioni amministrative sub-

delegate dalla regione Campania ai comuni con legge regionale 1 settembre 1981, n. 65 - Tutela dei beni ambientali” – le

parole “dal Sindaco” sono soppresse e sostituite alle parole “dal dirigente comunale competente”;

legge regionale 20 marzo 1982, n. 14: articoli 1, 2, 3, 4, 4-bis, 5, 6, 7, 8; il punto 3 del titolo I dell’allegato; i punti 1.1,

2, 3, 4 e 5 del titolo II dell’allegato; il capo I del titolo III dell’allegato; i punti 2 e 3 del capo II del titolo III dell’allegato;

il punto 3 del capo III del titolo III dell’allegato; il capo IV del titolo III dell’allegato; il punto 2 del capo V del titolo III

dell’allegato. Al punto 1,comma 1, del capo V del titolo III dell’allegato, le parole “il Consiglio” sono soppresse e

sostituite dalle parole “la Giunta”;

legge regionale 20 marzo 1982, n. 17: articoli 1, 2 e 4, commi 2, 5, 6 e 7; all’articolo 3, comma 2, sono soppresse le

parole “le Comunità Montane e, per i Comuni non interamente compresi in esse,”; all’articolo 3, comma 4, le parole

“Comunità Montane e, per i Comuni non interamente inclusi in esse, le” sono soppresse;

legge regionale 30 agosto 1982, n. 55;

• legge regionale 24 novembre 1989, n. 24;

• legge regionale 19 febbraio 1996, n. 3: articoli 7, 8, 9 e 10; all’articolo 12, comma 1, le parole

“del Consiglio” sono soppresse e sostituite dalle parole “della Giunta”. La legge regionale 11 del

1991, nella parte in cui prevede l’area generale di coordinamento “Gestione del Territorio” è

modificata in area generale di coordinamento “Governo del Territorio”.

3. Dalla data di approvazione della delibera di cui all’articolo 30 della presente legge sono abrogate le seguenti

disposizioni contenute nell’allegato alla legge regionale 20 marzo 1982, n. 14: il punto 1.2

del titolo II; le parole da “Il Piano particolareggiato deve essere accompagnato” a “non inferiore a 1: 500” del capo II del

titolo III; il punto 2 del capo III del titolo III; il punto 1 del capo V.

4. Dalla data di approvazione della delibera di cui all’articolo 30 della presente legge sono altresì abrogati gli articoli

3,4,5 e 6 della legge regionale 19 febbraio 1996, n. 3.

5. L’articolo 2, comma 1, lettera b) della LR 28 novembre 2001, n. 19 è così sostituito:

“Le ristrutturazioni edilizie, comprensive della demolizione e della ricostruzione con la stessa

volumetria , superficie e sagoma dell’edificio preesistente”.

6. L’articolo 6, comma 3, della legge regionale 28 novembre 2001, n. 19, è così sostituito: “3. Nelle

zone sottoposte ai vincoli di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e a vincoli

idrogeologici l’inizio delle opere è subordinato al rilascio delle prescritte autorizzazioni da parte

delle amministrazioni e degli enti preposti alla tutela del vincolo”.

7. Dopo il comma 5 dell’art. 6 della legge regionale n. 19/01 è inserito il seguente comma: “5 bis. La capienza massima

dei parcheggi realizzabili con denuncia di inizio attività è di:

a) 50 posti auto nei comuni fino a 10.000 abitanti;

b) 100 posti auto nei comuni da 10.001 a 50.000 abitanti;

c) 200 posti auto nei comuni da 50.001 a 200.000 abitanti;

d) 300 posti auto nei comuni al di sopra dei 200.000 abitanti.

Sono fatte salve diverse disposizioni dei programmi urbani dei parcheggi nelle zone non sottoposte ai

vincoli di cui al decreto legislativo n.42/2004, vigenti alla data di entrata in vigore della presente

legge”.

8. Alla fine del comma 6, dell’articolo 6 della Legge Regionale n. 19/01 è aggiunto il seguente periodo:

“L’atto d’obbligo contiene l’elenco degli estremi catastali delle unità immobiliari tra le quali i

soggetti realizzatori individuano, entro il termine di cui al comma 7, quelle unità alle quali sono

legati pertinenzialmente i posti auto da realizzare. Alla fine dei lavori e, comunque, entro il termine

di cui al comma 7, i soggetti realizzatori trasmettono copia dei relativi atti di compravendita

all’amministrazione comunale”.

9. Dopo il comma 7 dell’articolo 6 della Legge Regionale n. 19/01 sono inseriti i seguenti commi :

“7 bis. Ai fini della tutela della qualità ambientale e paesaggistica del territorio la realizzazione di

parcheggi di cui ai commi 1 e 2, nel sottosuolo di aree sulle quali alla data di inizio dei lavori

risultino presenti alberi o arbusti decorativi o da frutto avviene in modo da garantire la

conservazione al di sopra del solaio di copertura dei parcheggi di uno spessore di terreno sufficiente


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Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Giunta regionale della Campania Bollettino ufficiale della regione Campania Supplemento al Numero 65 del 28 Dicembre 2004 Legge regionale n.16 del 22 dicembre 2004 Norme sul governo del territorio.
La regione Campania disciplina con la presente legge la tutela, gli assetti, le trasformazioni e le
utilizzazioni del territorio al fine di garantirne lo sviluppo, nel rispetto del principio di sostenibilità, mediante un efficiente sistema di pianificazione territoriale e urbanistica articolato a livello regionale, provinciale e comunale. La presente legge provvede a:
- individuare le competenze dei diversi livelli istituzionali, favorendone la cooperazione secondo
il principio di sussidiarietà;
- garantire il rispetto dei principi di trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione
amministrativa, mediante la semplificazione dei procedimenti di programmazione e
pianificazione;
- assicurare la concertazione di tutti i livelli istituzionali con le organizzazioni economiche e
sociali e con le associazioni ambientaliste legalmente riconosciute.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Petrella Bianca.

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