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Pubblicato in www.associazionedeicostituzionalisti.it

La nuova legge elettorale per la Camera ed il Senato

di Pier Luigi Petrillo – ppetrillo@luiss.it

(Centro studi sul Parlamento, Luiss Guido Carli)

Il 21 dicembre 2005 è stata promulgata la nuova legge per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della

Repubblica (legge n. 270/2005 PDF pubblicata sulla G.U. n. 303 del 30 dicembre 2005).

1. Il procedimento di approvazione.

La legge trae origine da due maxi emendamenti presentati in Commissione Affari costituzionali alla Camera il 14

settembre 2005 e volti a modificare integralmente un testo base già adottato dalla Commissione e risultato

dall’unificazione di diversi disegni di legge (presentati il 3 marzo 2005 in Commissione) diretti a introdurre alcuni

semplici correttivi alle leggi elettorali del 1993 (ad esempio per l’abolizione del c.d. “scorporo” o per l’introduzione

delle preferenze per i singoli candidati).

Nel corso del veloce esame in Commissione, approvati i due maxi emendamenti, il 28 settembre 2005 il relatore del

testo unificato risultante, on. Donato Bruno, presentava alcuni sub emendamenti approvati contestualmente dalla

Commissione che gli conferiva mandato a riferire in Aula favorevolmente. Il 29 settembre l’Assemblea della Camera

avviava l’esame del provvedimento dedicando allo stesso 4 sedute. Il 13 ottobre la Camera approvava il disegno di

legge (con 323 si, 6 no e 6 astenuti; il centro sinistra, per protesta, non ha partecipato al voto finale), dopo averlo

emendato in più parti. Il giorno successivo era trasmesso al Senato che lo esaminava dapprima in Commissione (dal 19

ottobre al 23 novembre), poi in Aula (dedicandovi 11 sedute): l’approvazione definitiva avveniva, nell’identico testo

licenziato dalla Camera, nel corso della seduta del 14 dicembre 2005 (con 160 sì – centro destra e minoranze

linguistiche –, 119 no – centro sinistra – e 6 astenuti).

La legge n. 270/2005 modifica, in più parti, sia il Testo Unico delle norme per l’elezione della Camera dei deputati

approvato con D.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (di seguito T.U. Camera), sia il Testo Unico delle norme per l’elezione del

Senato della Repubblica di cui al D.Lgs. 20 dicembre 1993 n. 533 (di seguito T.U. Senato). Nel testo seguente faremo

riferimento, ove non diversamente indicato, agli articoli dei rispettivi Testi Unici come modificati dalla legge in esame.

Si cercherà, in un primo momento, di sintetizzare gli elementi caratterizzanti il nuovo sistema elettorale; quindi si

analizzeranno nel dettaglio le singole discipline; poi saranno accennate altre (mancate) innovazioni (solo)

apparentemente marginali; infine saranno richiamate, seppure riassuntivamente, le principali osservazioni emerse nel

corso del dibattito parlamentare.

2. Gli elementi caratterizzanti i due sistemi elettorali.

Il sistema elettorale per la Camera e per il Senato prevede un primo riparto di seggi con formula proporzionale ma con

due correttivi significativi: un premio di maggioranza eventuale e di entità variabile (che scatta solo se nessuna lista o

coalizione consegua più di 340 seggi alla Camera ovvero più del 55% dei seggi assegnati alla circoscrizione per il

Senato) e soglie di sbarramento per le coalizioni e per le liste (calcolate su base nazionale alla Camera e su base

regionale al Senato). E’, infatti, previsto che i partiti o i gruppi politici possano allearsi tra loro in una coalizione ovvero

concorrere da soli. In ogni caso, al momento del deposito dei contrassegni, depositano –qualora, precisa la norma, “si

candidano a governare”- il programma elettorale in cui è indicato il capo unico della coalizione ovvero il capo del

gruppo o partito politico; contestualmente depositano, per ciascuna lista coalizzata o meno, in ciascuna circoscrizione,

un elenco “bloccato” di candidati (art. 14bis T.U. Camera). L’elettore, infatti, al momento del voto avrà una sola scheda

per la Camera ed una per il Senato e potrà esprimere la preferenza per il solo partito, senza indicare alcun nominativo:

saranno eletti, per ciascuna circoscrizione, i nominativi indicati dai singoli partiti nell’ordine da loro determinato.

Si deve subito osservare come non sia comunque previsto il deposito del contrassegno della coalizione: ed, infatti, sulla

scheda elettorale ex artt. 4, c. 2, 31 e 58 T.U. Camera, e artt. 11, c.3, e 14 T.U. Senato, saranno presenti solo i simboli

delle liste i cui contrassegni –in caso di coalizione- saranno riprodotti in linea verticale, di seguito, uno sotto l’altro, su

un’unica colonna, senza porre lateralmente o al vertice della stessa eventuali (non previsti, appunto) simboli di

coalizione.

3. Il sistema di elezione per la Camera dei deputati.

Secondo le nuove norme i 630 seggi della Camera sono ripartiti 12 nella circoscrizione Estero (per i quali vale il

sistema di elezione proporzionale previsto dalla legge 27 dicembre 2001 n. 459), 1 nella circoscrizione Valle D’Aosta

(per il quale vale il sistema elettorale maggioritario a turno unico previsto dall’art. 47 dello Statuto speciale, l.cost. n.

4/1948), i restanti 617 in 26 circoscrizioni di cui 13 coincidono con altrettante regioni (Liguria, Trentino Alto Adige,

Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria), 3 si trovano nella

regione Lombardia e 2 nelle regioni Piemonte, Veneto, Lazio, Campania, Sicilia.

3.1. La legge in esame innova il T.U. Camera anche in materia di presentazione delle candidature.

In primo luogo, come si accennava, ex art. 14bis, ciascun partito può dichiarare, al momento del deposito dei

contrassegni elettorali, di essere coalizzato con altri partiti ovvero di correre da solo; contestualmente presenta il

programma elettorale “di governo” indicando il nome e cognome del capo del partito o della coalizione. Con una

formulazione discutibile, la norma “fa salve” le prerogative del Capo dello Stato ex art. 92, c. 2, Cost. in materia di

nomina e revoca del Presidente del Consiglio.

In secondo luogo, contestualmente, i singoli partiti, coalizzati o meno, presentano un elenco di candidati in ordine

numerico per ogni circoscrizione: ogni lista deve essere composta da un numero di candidati non inferiore a 1/3 e non

superiore ai seggi assegnati alla circoscrizione di riferimento.

In terzo luogo, per la presentazione delle candidature, non è necessaria la sottoscrizione delle liste da parte di un certo

numero (rimasto invariato) di elettori, in tre casi ex art. 18 bis: 1) per i partiti o i gruppi politici costituiti in gruppi

parlamentari in entrambe le Camere “all’inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi”; 2)

per i partiti o i gruppi politiche che a) si presentano in coalizione con almeno 2 partiti che hanno costituito gruppi

parlamentari in entrambe le Camere all’inizio della legislatura, e b) abbiano ottenuto almeno 1 seggio alle ultime

elezioni per il Parlamento europeo purchè si presentino con l’identico contrassegno delle elezioni europeo; 3) per i

partiti o i gruppi politici rappresentati minoranze linguistiche che abbiano conseguito almeno 1 seggio alle ultime

elezioni politiche alla Camera o al Senato.

3.2. Il riparto dei seggi è effettuato, ex art. 83, con metodo proporzionale, in ambito nazionale, salvo che nessuna lista o

coalizione abbia, ad un primo riparto dei seggi, conseguito più di 340 seggi, e nel rispetto di diverse soglie di

sbarramento.

Accedono, infatti, al riparto dei seggi solo:

le liste non coalizzate che abbiano conseguito almeno il 4% dei voti validi su base nazionale;

le coalizioni che

abbiano conseguito, sommando tutti i voti delle liste che la compongono, almeno il 10% dei voti su base nazionale e

siano composte da almeno 1 lista che abbia conseguito almeno il 2% dei voti validi su base nazionale;

Nell’ambito delle coalizioni che soddisfino tali requisiti, accedono al riparto dei seggi solo quelle liste che abbiano

conseguito almeno il 2% dei voti validi su base nazionale. Tra tutte le liste escluse al riparto dei seggi, accede

comunque al riparto la lista “miglior perdente”, ossia quella che, tra le liste che abbiano conseguito meno del 2% dei

voti, risulta essere la più votata.

Nell’ambito, invece, delle coalizioni che non soddisfano i requisiti di cui sopra, accedono comunque al riparto dei seggi

le liste che singolarmente abbiano ottenuto almeno il 4% dei voti su base nazionale.

Sono comunque ammesse al riparto dei seggi le liste rappresentative di minoranze linguistiche che abbiamo ottenuto,

nella circoscrizione compresa in una regione il cui statuto speciale le riconosce, almeno il 20% dei voti.

3.3. I seggi sono ripartiti in due distinte fasi.

In primo luogo, l’Ufficio centrale nazionale (ex art. 83 T.U. Camera) effettua un riparto di seggi in proporzione ai voti

ottenuti da ciascuna lista indipendente e dalle singole coalizioni conteggiando, per queste ultime, anche i voti conseguiti

da quelle liste ad esse interne che non abbiano superato la soglia del 2%.

Effettuato in tal modo un riparto provvisorio dei seggi, prende avvio la seconda fase, verificando se una lista

indipendente o una coalizione abbia ottenuto più di 340 seggi (pari al 55% dei 617 seggi assegnati sulla base della

nuova legge).

In caso positivo, il riparto dei seggi tra le liste indipendenti e le coalizioni, fatta salva l’applicazione delle soglie di

sbarramento, è effettuato con metodo proporzionale col sistema già previsto nel 1993 per la parte proporzionale: ossia

attraverso il calcolo dei quozienti naturali interi (pari ai voti validi diviso i seggi totali) e dei più alti resti (art. 83, c.1,

n.4). Lo stesso Ufficio provvede alla distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi assegnati a ciascuna lista; il


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale tenute dalla Prof. ssa Luisa Cassetti nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un commento del Dott. Pier Luigi Petrillo alla legge elettorale del 2005. Il commento investe in particolare i seguenti punti: approvazione della legge, composizione dei seggi, divisione delle circoscrizioni, coalizioni, casi particolari delle singole regioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cassetti Luisa.

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