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L’iter del fronteggiamento

• L’operatore deve a questo punto scovare,comprendere

e sentire, anche se nascosta, la consapevolezza del

proprio stato da parte della persona e le tracce di una

possibile azione contrastante. Questo atteggiamento

richiede all’operatore di entrare certamente nel negativo

che il problema e la persona porta con sé, ma di entrarvi

al punto tale di non vederlo più o vederlo meno,

lasciando invece emergere il buono che c’è in filigrana.

• ATTENZIONE AL LINGUAGGIO: QUEL GIOVANE RIMANE A

QUEL GIOVANE è CASA A STUDIARE SOLO

SEMPRE AL BAR MEZZ’ORA AL GIORNO…

A BERE…

Non è facile….

• Perché molti comportamenti fuori controllo

producono danni seri alle persone e non

c’è tempo da perdere!

• Alcune volte l’agente agisce al puro scopo

di fare il male...

– Allora….

SI DEVE FAR NASCERE

» QUALCOSA DI BUONO DA UN

VOLONTA’ CONTRARIA

RADICATA!

Chi fronteggia?

• La relazione sociale= azione umana relata

ad un’altra

• Anche se tra due individui produce

sempre un terzo, un qualcos’altro, che può

essere o portare:

• - ad un rafforzamento del/dei legami

interpersonali

• - ad una azione congiunta

Azione congiunta

• L’interazione produce qualcosa che si

proietta all’esterno….una azione verso un

fine comune irripetibile perché legata ai

partecipanti.

• E’comune l’elaborazione mentale

originaria, non appartiene ai singoli ma

all’insieme che costituisce una unità

agente ego alter

Azione congiunta

• Più si agisce più si rafforza il legame, più si è

diretti alla reciproca cura, più le persone

vogliono stare in questa relazione…

• Risulta sempre più efficace nella misura in cui

l’unità agente è in grado di auto-

osservarsi:questo è il compito dell’operatore

sociale che è dentro e fuori l’unità, che è uno

specializzato osservatore esterno della relazione

duale Osservatore

( ego o alter)

ego alter

L’osservazione

• Nel mondo sociale avviene dall’interno, da

un operatore che è in relazione diretta

con l’unità agente, anzi ne fa parte mentre

la osserva. L’operatore sociale, infatti,

osserva per e mentre aiuta.

• GUIDA RELAZIONALE il cui obiettivo è

• Che la relazione guidata esprima capacità autoriflessiva fino a

divenire essa stessa capace di osservarsi e guidarsi.

L’azione di guida relazionale..

• può essere successiva a

delle relazioni diadiche

già in atto , ma anche

precedere le stesse e

lavorare perché nasca

da due agire individuali

un agire congiunto.

» NETWOR

KING

5 RELAZIONI DUALI EMBLEMATICHE

PER IL LAVORO SOCIALE

1. Utente carer relazione unilaterale

2. Utente operatore = Guida rel.le

» Azione di compensazione reciproca

3. Utente – Utente: auto/mutuo aiuto

helper therapy

4.Operatore – Operatore ( rischio prevaricazioni)

5.Interazioni conflittuali: alla ricerca di un

interesse, di una finalità congiunta in assenza

della relazione come azione congiunta

Reti e sistemi

• Sistema :rigido con parti e funzioni

specifiche, che non possono venir

meno,funzioni fisse, il sistema vive sulla

sua omeostasi.Statico

• Rete: non funzionamento prefissato a

Rete

priori, possibilità ricombinatorie, esito

possibile ma non certo, dinamica.

Rete sociale

• I nodi sono le persone, c’è una struttura

ed una azione, può prevalere l’aspetto del

legame o quello dell’azione congiunta.

• Coltivare i legami significa legare gli agenti

ed influenzare le loro azioni

• Network analysis

Ma……… La rete sociale e la rete di fronteggiamento

NON sono la stessa cosa

La rete sociale…1

• Di per sé non possiede confini, è individuabile per criteri

“arbitrari”:

• Partire da un individuo

• Prendere in esame i suoi legami significativi diretti

ego

• Non è detto che le persone della rete possano agire

congiuntamente o siano disposte a farlo, inoltre chi aiuta

non sempre fa parte dei legami significativi diretti

La rete sociale…2

• Prevale l’azione sociale finalizzata. E’ una

rete di fronteggiamento, al centro non c’è

ego ma il problema di vita. Il catalizzatore

è la finalità congiunta. L’utente di per sé

non esiste, semmai è un “agente” come

“agente

altri. Finalità congiunta

Problema di vita

La rete di fronteggiamento è…

• Un insieme di relazioni che si attivano e

sono tenute assieme dalla tensione

condivisa verso un robusto fine comune,

che tocca in vari modi la vita o gli interessi

primari delle persone coinvolte in quelle

relazioni, intendendosi per interessi

primari il contrasto di problemi di vita.

Gli elementi della rete di

fronteggiamento

• Finalità congiunta: sta nella testa delle persone , le

motiva a fare qualcosa, viene prima dell’azione, spesso

è nella natura delle cose, è un dovere naturale.., una

volta partita l’azione è la calamita che la porta avanti. Ci

si può anche riunire per costruire e perseguire una

finalità, se si è coscienti di questo si ha a che fare con

una rete formale, se ognuno agisce per la medesima

finalità ma senza essere consapevoli che è anche di altri

la rete è naturale o informale

• È l’osservatore che fa la differenza.

La finalità congiunta…

• Non può mai essere imposta, è dentro le

persone, l’utente può avere un problema

ma non per questo essere motivato ad

agire per esso al punto da essere un

agente della rete

La rete di fronteggiamento consapevole

di sé al suo interno prevede….

Unità agente

N1 n2

Nx

facilitatore

facilitatore

Caratteristiche della rete di

fronteggiamento

• Ampiezza e struttura ( orizzontale o

verticale ossia con osservazione

e guida relazionale

• Compattezza o dispersione nello spazio

e nel tempo

• Differenziazione dei membri interni ( ad

es. ruoli formali e ruoli informali di aiuto)

Gli atti congiunti

• Sono un insieme di realtà psichica ed azione, la

parte cognitiva prevale, perché essa è quella

immediatamente compenetrabile in un unico

pensiero, le azioni spesso rimangono

diversificate e separate per ogni partecipante.

• Possono essere originali (agency) o strutturati e

fissi ( prestazioni), interni all’unità agente ( =

finalizzati all’interazione), oppure esterni ( =volti

a conseguire la finalità)

La guida relazionale

• Lavora in rete ( persegue, integrandosi con gli altri, la

finalità)

• Fa lavoro di rete : osserva e guida il flusso delle

interazioni

• In sintesi: opera verso la comprensione del senso

dell’azione, il coordinamento degli atti singoli, la presa di

decisioni e la verifica , la scelta delle direzioni, la

direzioni

manutenzione dei legami sociali, la fluidificazione della

sociali

comunicazione, etc.

comunicazione

Il tempo della rete di

fronteggiamento

• Il t° corrisponde al momento in cui l’operatore “vede” la rete nell’ambito

dell’intervento, può non coincidere con il momento di contatto con il

problema o con la fase conoscitiva. E’ il momento in cui l’operatore

diventa una guida relazionale. Tale funzione può essere ricoperta anche

da un operatore diverso da quello che segue il caso.

• Osservare la rete non significa poi sapere quale percorso sceglierà la rete

in seguito alla riflessione, tra i molteplici possibili.

• Quando la rete di fronteggiamento già esiste o ha già agito su un

determinato problema il rischio è la sclerosi delle azioni passate, con

scarsa apertura alle possibilità future utilizzo

brainstorming.

Il tempo della rete di

fronteggiamento

• Compenetrazione passato e futuro

attraverso ciò che del fronteggiamento

passato è ancora in essere nel presente,

presente che tuttavia già “rotola”verso il

futuro…

• t-1 t0 tx

Elementi di forza delle reti

• Facilitatore

• Grado di flessibilità e riflessività interna

• Parità di status ( e di voce all’interno della rete)

• Autonomia: le persone si mantengono e agiscono con la

loro testa nella rete, non c’è un leader né una azione di

plagio basata sull’autorevolezza

• Volontarietà: l’adesione al fronteggiamento è libera,

ognuno può uscire dalla rete se crede o vuole, ognuno,

viceversa, può cercarla ed entrarci. L’operatore deve

tener conto del moto volontario indipendente della rete ,

la rete non si può imporre in nessun caso.

• L’utente , se non motivato o consapevole, non figura

nella rete. Nella rete figurano tutti quelli che sentono e

sono pronti ad operare per la finalità.

• “..finchè un utente nega il problema, il fronteggiamento

che pur lo riguarda gli è estraneo.” ( Folgheraiter)

Sono simili alla rete di

fronteggiamento ma…

• Impresa produttiva, esercito: azione

esercito

congiunta verso finalità comune, ma

carenza/assenza relazione. Azioni

standardizzate e governate

gerarchicamente.

• Squadra di lavoro: azione prescritta e

lavoro

controllata dall’alto. Prevale esecuzione su

relazione pacchetto di

prestazioni assistenziali ossia….

Sono simili alla rete di

fronteggiamento ma…

• …

il case management: assemblaggio di

management

prestazioni, erogazione unidirezionale vs

utente,assenza partecipazione erogatori a

riflessività sul caso,relazioni esclusivamente

funzionali e grossolane.

• Equipe professionale: spazio riflessivo

professionale limitato alle sole relazioni

orizzontale ma

professionali,con una partecipazione imposta,diretta, che

pone una distanza tra il professionista che riflette e l’utente

che lì non c’è…

Sono simili alla rete di

fronteggiamento ma…

• Groupwork: coordinato, centrato su temi decisi a

Groupwork

priori…

• Reti di servizi: compito di un policy maker e non

servizi

di un operatore

• Tavoli di rappresentanza: ci va solo chi è

rappresentanza

convocato per il suo ruolo, ed è obbligato,sono

presieduti da qualcuno…

• Piani di zona :rischio di voler lavorare sulla rete,

ma di fatto di imbrigliare tutti i partecipanti in

logiche predefinite e rigide.

Alla ricerca della rete naturale di

fronteggiamento….

• Incontro una persona che mi racconta il

problema “per lui” il problema si

“materializza” e diventa “cosa sociale”

• Mi chiedo se è propria la finalità che

spinge il narrante verso di me…se sì si

rafforza l’apparato risolutore

• Se riconosco che il problema è mio come

professionista e mi coinvolge comincia la

relazione di guida relazionale

Alla ricerca della rete naturale di

fronteggiamento….

• Primo colloquio: le parole traducono la

rappresentazione che l’altro ha in merito

al problema, l’operatore utilizza un ascolto

attivo.

• Anche chi narra ascolta le proprie parole e

osserva il loro effetto sull’operatore:chi

narra diventa nello stesso tempo

osservatore del proprio problema, così

facendo comincia a modificarlo..…la

soluzione si va facendo……

Alla ricerca della rete naturale di

fronteggiamento….

• Se l’operatore ritiene che un problema lo riguarda e

coinvolge, comincia ad influenzare la situazione

counseling centrato sulla soluzione

( enfatizzando in positivo le strategie finora applicate

dall’interlocutore)

Uso della riformulazione centrarsi sulla

capacità di

azione della

persona

L’operatore entra nella rete

• Si dà da fare come gli altri, ma , anche,

osserva, facilita, guida…

Come conoscere la rete naturale…

• 1- capire il rilievo del segnalante all’interno

della rete e le sue motivazioni ad agire:

A) l’utente si presenta e segnala il problema, è un segnalante

interno può presentarsi spontaneamente

e la sua rete esserne informata o

( meno)

Può presentarsi coattivamente

e la sua rete esserne informata o

( meno)

VALUTARE MARGINI DI PREDISPOSIZIONE DELLA PERSONE

PUR A FRONTE DI FORZATURA ESTERNA

Come conoscere la rete naturale…

• 1- capire il rilievo del segnalante

all’interno della rete e le sue motivazioni

ad agire: ,

• B)SEGNALATORE ESTERNO

O CHE FA PARTE DEL MONDO IN CUI SI è

EVIDENZIATO IL PROBLEMA

O CHE FA PARTE DEL MONDO ISTITUZIONALE

Come conoscere la rete naturale…

• Distinguere

• La rete intera che condivide il problema

• La rete ristretta interna che ha portato il segnalante ad

agire in tal senso

• Vedere l’interlocutore per la sua capacità di

agire, potenziare l’azione comune contro il

problema. L’altro è un partner e un co-operatore

l’operatore si osserva sempre per

vedere di non attivare meccanismi di dominanza

verso l’altro né di sottrazione alle responsabilità

della relazione riconoscimento e rispetto

della competenze esperienziali

dell’interlocutore.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Principi e teorie del Servizio sociale, tenute dalla Prof.ssa Simona Sprovieri nell'anno accademico 2011 e tratta i seguenti argomenti:
[list]
Problema sociale;
Fronteggiamento;
Azione congiunta;
Osservazione;
Guida relazionale;
Lavoro sociale, reti e sistemi;
Rete sociale e rete di fronteggiamento
[/list]


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in management del servizio sociale ad indirizzo formativo europeo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi e teorie del Servizio Sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Sprovieri Simona.

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