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IVA - C. Strasburgo 2004 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo del 2004 in cui si affrontano... Vedi di più

Esame di Diritto Tributario docente Prof. S. Cociani

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ARRÊT SOCIETE IFB c. FRANCE 3

11. Per le indicazioni sul diritto e la prassi interni pertinenti, si rinvia ai

paragrafi 9, 12, 13 e 14 della sentenza Ravon e altri v. Francia (n.

18497/03, 21 febbraio 2008), citando in particolare l'articolo L. 16B del

libro delle procedure fiscali e la decisione della Sezione penale della Corte

di Cassazione dell’11 dicembre 2002.

IN DIRITTO

I. SULLA VIOLAZIONE ALLEGATA DEGLI ARTICOLI 6 § 1 e 13

DELLA CONVENZIONE

12. La ricorrente lamenta che non ha avuto accesso ad un ricorso effettivo,

per contestare la legittimità di ispezioni domiciliari e di sequestri di cui è

stata oggetto in applicazione dell'articolo L. 16B del libro delle procedure

fiscali. Essa ritiene inoltre che la procedura per l'autorizzazione delle

perquisizioni non si è svolta in contraddittorio, e che il giudice non ha

svolto alcun controllo di proporzionalità della misura di coercizione in

relazione all'oggetto della perquisizione. Essa invoca gli articoli 6 § 1 e 13

della Convenzione, che recitano quanto segue:

Articolo 6 § 1

"Ogni individuo ha il diritto di avere un processo equo (...) da un tribunale

(…), il quale deciderà (...) sulla fondatezza di tutte le accuse in materia

penale dirette contro di lui. Articolo 13

"Qualsiasi persona i cui diritti e le libertà riconosciuti nella Convenzione

(...) siano stati violati, ha il diritto di ottenere un ricorso effettivo dinanzi

un'autorità nazionale, nonostante il fatto che la violazione sia stata

commessa da persone che agiscono nello svolgimento delle loro funzioni

ufficiali. "

1. Tesi delle parti.

13. Il Governo sostiene che la prima denuncia è irricevibile per il mancato

esaurimento dei rimedi interni. Esso osserva che la ricorrente non ha

presentato istanza di sindacato giurisdizionale in cassazione che nei

4 ARRÊT SOCIETE IFB c. FRANCE

confronti di una delle due ordinanze di autorizzazione alle ispezioni ed ai

sequestri resa il 5 novembre 2001, anche se essi sono state tutte e due

destinate alla società ricorrente . Essa afferma inoltre che la ricorrente non

ha sollevato, anche nella sostanza, la censura dedotta della violazione degli

articoli 6 e 13 della Convenzione.

14. Il Governo sostiene che l'articolo 6, paragrafo 1 non si applica, in modo

che, in questa luce, la denuncia è incompatibile ratione materiae con le

disposizioni della Convenzione, ai sensi dell'articolo 35 § 3. Egli ammette

che vi è stata una "contestazione" ai sensi dell'articolo 6 § 1 della

Convenzione. Esso ritiene, tuttavia, che non riguardava diritti o obbligazioni

di "carattere civile", essendo per esso la procedura in questione "fiscale"; si

riferisce in particolare alla sentenza Ferrazzini v. Italia [GC], del 12 luglio

2001 (n. 44759/98, CEDU 2001-VII, § 29).

15. A titolo sussidiario, il Governo ritiene che la denuncia ai sensi

dell'articolo 6 § 1 della Convenzione sia infondata. In primo luogo, la

ricorrente ha avuto accesso ad un tribunale, vale a dire la Corte di

Cassazione. In secondo luogo, questo controllo giudiziario soddisfa i

requisiti di cui all'articolo 6 § 1. Esso ricorda poi il controllo approfondito

l’ispezione

esercitato tanto da parte del giudice che ha autorizzato

domiciliare quanto da parte della Corte di Cassazione. Egli ha anche

ricordato la decisione Keslassy v. Francia (n. 51578/99, l'8 gennaio 2002) in

cui la Corte ha ritenuto la procedura di cui all'articolo L. 16 B compatibile

con l'articolo 8 della convenzione avuto riguardo infine "allo stretto ambito

in cui le autorizzazioni delle ispezioni domiciliari sono racchiuse (...)".

Quanto all’esistenza

16. di un ricorso effettivo, il Governo distingue il

ricorso contro le ordinanze che autorizzano le ispezioni domiciliari e il

domiciliare.

ricorso contro la realizzazione dell’ispezione

17. Nel primo caso, il Governo, citando la sentenza Civet v. Francia del 28

settembre 1999 (Recueil des arrêts et décisions 1999-VI, § 43), ritiene che il

fatto che tali ordinanze non siano suscettibili che di ricorso per cassazione

non sarebbe un problema, essendo il ricorso per cassazione un rimedio

effettivo.

18. Il Governo afferma inoltre che la ricorrente disponeva di un rimedio per

ottenere una decisione sulla legittimità delle perquisizioni. Certo, dopo

l'inversione della giurisprudenza della Corte di Cassazione, nel caso in cui

le perquisizioni non sono seguite da una procedura fiscale o penale, la

interessata dall’ispezione domiciliare

persona deve essere rapida e

introdurre il suo ricorso davanti al giudice che ha rilasciato il permesso

prima che il processo verbale relativo alla perquisizione sia a questi rimesso.

ARRÊT SOCIETE IFB c. FRANCE 5

In questo caso, la ricorrente avrebbe avuto la possibilità sino alla consegna

del processo verbale di contestare il sequestro di una lettera proveniente da

uno studio legale.

19. Infine, il Governo ritiene che, in ogni caso, il richiedente avrebbe potuto

invocare la responsabilità dello Stato, sostenendo che gli ispettori fiscali

autorizzati ad effettuare l'ispezione ed il sequestro avrebbero commesso un

errore oltrepassando le loro prerogative o contestare eventuali abusi

nell’esecuzione dell’ispezione domiciliare sulla base dell'articolo 9 del

codice civile.

20. In conclusione, il Governo ritiene che l'accusa di violazione dell'articolo

13 della convenzione sia manifestamente infondata.

21. La ricorrente contesta le argomentazioni del Governo nel suo

complesso.

B. Giudizio della Corte

1. Sulla ricevibilità

22. Per quanto riguarda la prima eccezione di irricevibilità sollevata dal

Governo, la Corte ricorda che essa ha giudicato che la "contestazione"

proposta da un singolo sulla regolarità delle ispezioni domiciliari e dei

sequestri di cui è oggetto in virtù dell’articolo L. 16B del libro delle

procedure fiscali affronta la questione del disconoscimento o meno da parte

delle autorità del diritto al rispetto del proprio domicilio. Essa ha concluso

“civile”

che "il carattere di questo diritto è chiaro, come lo è il suo

riconoscimento nel diritto interno, che risulta non solo dall'articolo 9 del

codice civile (...) ma anche dal fatto che la Convenzione, che lo consacra nel

nell’ordinamento

suo articolo 8, è direttamente applicabile giuridico

francese (Ravon ed altri, citata, § 24). Di conseguenza, la Corte conclude

per il rigetto dell’eccezione

per l'applicabilità dell'articolo 6 § 1 e di

irricevibilità sollevata in tal senso da parte del Governo.

23. Per quanto riguarda gli argomenti di non esaurimento dei ricorsi interni

addotti dal Governo, sono strettamente connessi alla sostanza della denuncia

enunciata dalla ricorrente, per cui è necessario unire l'eccezione al merito

(v., ad esempio, la decisione Gnahoré c. Francia del 6 gennaio 2000, n.

40031/98).

24. Tuttavia, anche considerando che questa parte della denuncia non è

manifestamente infondata ai sensi dell'articolo 35 § 3 della Convenzione e

6 ARRÊT SOCIETE IFB c. FRANCE

non urta con nessun altro motivo di irricevibilità, la Corte la dichiara

ricevibile.

2. Sul merito

25. La Corte ricorda che, quando, come in questo caso, l'articolo 6,

paragrafo 1, si applica, costituisce una lex specialis rispetto all'articolo 13:

le sue esigenze, che coinvolgono l'intera gamma di garanzie nei

procedimenti giudiziari, sono più severe da quelle di cui all'articolo 13, che

Kudła

sono assorbiti da esse (v., ad esempio, v. Polonia [GC], n. 30210/96,

§ 146, CEDU 2000-XI). È quindi necessario prendere in considerazione la

denuncia unicamente per il motivo di cui all'articolo 6, paragrafo 1, e quindi

per determinare se il ricorrente ha avuto accesso ad un "tribunale" per

ottenere, attraverso una procedura che soddisfi i requisiti tale disposizione,

una decisione in merito alla sua "contestazione" (Ravon ed altri, citata, §

27).

26. Su questo punto, la Corte ricorda che ha già giudicato che la procedura

prevista e organizzata dall’articolo L. 16 B del libro delle procedure fiscali,

almeno in assenza di qualsiasi ulteriore azione penale, non soddisfa i

requisiti di cui all'articolo 6, paragrafo 1 della Convenzione (Ravon ed altri,

citata, § § 28-35). Essa non vede alcuna ragione per discostarsi da tale

conclusione, in questo caso. Tenuto conto di questa conclusione, la Corte

ritiene che non può, in tutte le fasi della causa, essere criticato alla ricorrente

di non aver adoperato dei ricorsi davanti la Corte di cassazione per

contestare una delle ordinanze litigiose.

27. Pertanto, vi è stata una violazione dell'articolo 6 § 1 della Convenzione.

III. SULL'APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 41 DELLA

CONVENZIONE

28. Ai sensi dell'articolo 41 della Convenzione,

"Se la Corte ritiene che vi sia stata violazione della Convenzione o dei suoi

protocolli, e se il diritto interno della Alta Parte contraente in questione

non permettere di risarcire che in maniera imperfetta le conseguenze di

questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se necessario, una

soddisfazione equitativa. "

A. Danni

29. La ricorrente reclama 100.000 euro per danni materiali a causa di una


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo del 2004 in cui si affrontano i seguenti argomenti: pagamento IVA per società, ordinanza di controllo e ispezioni finalizzate all'accertamento fiscale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cociani Simone Francesco.

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