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IVA - C. Strasburgo 2004 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo del 2004 in cui si affrontano... Vedi di più

Esame di Diritto Tributario docente Prof. S. Cociani

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In questo caso, la ricorrente avrebbe avuto la possibilità sino alla consegna

del processo verbale di contestare il sequestro di una lettera proveniente da

uno studio legale.

19. Infine, il Governo ritiene che, in ogni caso, il richiedente avrebbe potuto

invocare la responsabilità dello Stato, sostenendo che gli ispettori fiscali

autorizzati ad effettuare l'ispezione ed il sequestro avrebbero commesso un

errore oltrepassando le loro prerogative o contestare eventuali abusi

nell’esecuzione dell’ispezione domiciliare sulla base dell'articolo 9 del

codice civile.

20. In conclusione, il Governo ritiene che l'accusa di violazione dell'articolo

13 della convenzione sia manifestamente infondata.

21. La ricorrente contesta le argomentazioni del Governo nel suo

complesso.

B. Giudizio della Corte

1. Sulla ricevibilità

22. Per quanto riguarda la prima eccezione di irricevibilità sollevata dal

Governo, la Corte ricorda che essa ha giudicato che la "contestazione"

proposta da un singolo sulla regolarità delle ispezioni domiciliari e dei

sequestri di cui è oggetto in virtù dell’articolo L. 16B del libro delle

procedure fiscali affronta la questione del disconoscimento o meno da parte

delle autorità del diritto al rispetto del proprio domicilio. Essa ha concluso

“civile”

che "il carattere di questo diritto è chiaro, come lo è il suo

riconoscimento nel diritto interno, che risulta non solo dall'articolo 9 del

codice civile (...) ma anche dal fatto che la Convenzione, che lo consacra nel

nell’ordinamento

suo articolo 8, è direttamente applicabile giuridico

francese (Ravon ed altri, citata, § 24). Di conseguenza, la Corte conclude

per il rigetto dell’eccezione

per l'applicabilità dell'articolo 6 § 1 e di

irricevibilità sollevata in tal senso da parte del Governo.

23. Per quanto riguarda gli argomenti di non esaurimento dei ricorsi interni

addotti dal Governo, sono strettamente connessi alla sostanza della denuncia

enunciata dalla ricorrente, per cui è necessario unire l'eccezione al merito

(v., ad esempio, la decisione Gnahoré c. Francia del 6 gennaio 2000, n.

40031/98).

24. Tuttavia, anche considerando che questa parte della denuncia non è

manifestamente infondata ai sensi dell'articolo 35 § 3 della Convenzione e

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non urta con nessun altro motivo di irricevibilità, la Corte la dichiara

ricevibile.

2. Sul merito

25. La Corte ricorda che, quando, come in questo caso, l'articolo 6,

paragrafo 1, si applica, costituisce una lex specialis rispetto all'articolo 13:

le sue esigenze, che coinvolgono l'intera gamma di garanzie nei

procedimenti giudiziari, sono più severe da quelle di cui all'articolo 13, che

Kudła

sono assorbiti da esse (v., ad esempio, v. Polonia [GC], n. 30210/96,

§ 146, CEDU 2000-XI). È quindi necessario prendere in considerazione la

denuncia unicamente per il motivo di cui all'articolo 6, paragrafo 1, e quindi

per determinare se il ricorrente ha avuto accesso ad un "tribunale" per

ottenere, attraverso una procedura che soddisfi i requisiti tale disposizione,

una decisione in merito alla sua "contestazione" (Ravon ed altri, citata, §

27).

26. Su questo punto, la Corte ricorda che ha già giudicato che la procedura

prevista e organizzata dall’articolo L. 16 B del libro delle procedure fiscali,

almeno in assenza di qualsiasi ulteriore azione penale, non soddisfa i

requisiti di cui all'articolo 6, paragrafo 1 della Convenzione (Ravon ed altri,

citata, § § 28-35). Essa non vede alcuna ragione per discostarsi da tale

conclusione, in questo caso. Tenuto conto di questa conclusione, la Corte

ritiene che non può, in tutte le fasi della causa, essere criticato alla ricorrente

di non aver adoperato dei ricorsi davanti la Corte di cassazione per

contestare una delle ordinanze litigiose.

27. Pertanto, vi è stata una violazione dell'articolo 6 § 1 della Convenzione.

III. SULL'APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 41 DELLA

CONVENZIONE

28. Ai sensi dell'articolo 41 della Convenzione,

"Se la Corte ritiene che vi sia stata violazione della Convenzione o dei suoi

protocolli, e se il diritto interno della Alta Parte contraente in questione

non permettere di risarcire che in maniera imperfetta le conseguenze di

questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se necessario, una

soddisfazione equitativa. "

A. Danni

29. La ricorrente reclama 100.000 euro per danni materiali a causa di una

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volume d’affari

quota della perdita di dovuta alla paralisi del funzionamento

d’altra

della società il giorno della ispezione domiciliare 6 novembre 2001 e

parte per i danni causati alla sua reputazione. Il denunciante reclama inoltre

100.000 euro a titolo di danno morale che avrebbe subito.

30. Il Governo ritiene che la sola constatazione di una violazione costituisce

una riparazione adeguata per i danni morali eventualmente subiti dal

richiedente. In ogni caso, ritiene che una riparazione monetaria non

potrebbe che essere simbolica, in quanto la ricorrente non è stata oggetto di

alcuna procedura di accertamento fiscale in seguito alle ispezioni ed ai

sequestri che non sono durate che un giorno.

31. La Corte non vede il nesso di causalità tra la violazione e il danno

materiale allegato e respinge questa richiesta. Ritiene inoltre che il danno

morale è riparato sufficientemente dalla constatazione della violazione

dell'articolo 6 § 1 della Convenzione a cui essa perviene.

B. Costi e spese

32. La ricorrente chiede inoltre 12.900,94 euro per i costi e le spese

sostenute davanti al giudice nazionale e davanti alla Corte. Presenta sei

fatture: la prima del 30 novembre 2001 per un importo di euro 2.734,94 sul

ricorso per cassazione; la seconda in data 9 aprile 2002 per l'importo di euro

1.794 per la rappresentanza dinanzi la Corte di Cassazione; la terza in data

26 novembre 2002 per l'importo di euro 1.196 per una consultazione e una

lettera; la quarta del 4 aprile 2003 per l'importo di euro 1.196 per la

rappresentanza dinanzi alla Corte di cassazione; la quinta del 28 novembre

2003 per un importo di 2.990 euro per un ricorso dinanzi la Corte e la sesta

del 30 novembre 2006 per un importo di 2 990 EUR per la preparazione

delle osservazioni presentate alla Corte.

33. Il Governo ritiene che l'importo richiesto è eccessivo e che l'eventuale

soddisfazione equitativa riconoscibile alla ricorrente a questo titolo non

potrebbe eccedere i 5.000 euro.

34. Secondo la giurisprudenza della Corte, un ricorrente non può ottenere il

rimborso dei suoi costi e le spese che nella misura in cui sono stabiliti nella

loro realità, necessità e ragionevolezza degli importi. In questo caso e tenuto

conto degli elementi in suo possesso e dei criteri di cui sopra, la Corte

ritiene ragionevole la somma di 10.000 euro al lordo di tutte le spese e

l’accorda al richiedente.

C. Interessi moratori

8 ARRÊT SOCIETE IFB c. FRANCE

35. La Corte ritiene opportuno basare il tasso di interesse sul tasso di

interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale

europea maggiorato di tre punti percentuali.

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL'UNANIMITA,

1. Dichiara il ricorso ricevibile;

2. Sancisce che vi è stata violazione dell'articolo 6 § 1 della

Convenzione;

3. Sancisce che non è necessario esaminare la denuncia ai sensi

dell'articolo 13 della Convenzione;

4. Sancisce che la constatazione di una violazione dell'articolo 6 § 1

della Convenzione prevede di per sé solo una soddisfazione

equitativa sufficiente per il danno subito dalla ricorrente;

5. Sancisce

a) che lo Stato convenuto deve pagare, entro tre mesi dalla data in

cui la sentenza sarà divenuta definitiva in conformità con l'articolo

44, paragrafo 2, della Convenzione, euro 10.000 (diecimila euro) per

costi e spese, maggiorato di qualsiasi importo che possa esser dovuto

dai ricorrenti a titolo di imposta;

b) che a partire dalla scadenza di tale periodo e fino al pagamento,

questi importi saranno aumentati di un interesse semplice a un tasso

pari alle operazioni di rifinanziamento marginale da parte della

Banca centrale europea applicabile durante tale periodo, maggiorato

di tre punti percentuali;

6. Rigetta la domanda di soddisfazione equitativa per il resto.

Redatta in francese, e notificata per iscritto in data 20 novembre 2008, ai

sensi dell'articolo 77 § § 2 e 3 del regolamento.

Claudia Westerdiek Rait Maruste


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo del 2004 in cui si affrontano i seguenti argomenti: pagamento IVA per società, ordinanza di controllo e ispezioni finalizzate all'accertamento fiscale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cociani Simone Francesco.

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