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Istruzione preventiva - C. Cost. n. 144/08 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile tenute dalla Prof. ssa Elena D'Alessandro nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 144 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2008 in cui si... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile docente Prof. E. D'Alessandro

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CONSULTA ONLINE SENTENZA N. 144

ANNO 2008

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

- Franco BILE Presidente

- Giovanni Maria FLICK Giudice

- Francesco AMIRANTE "

- Ugo DE SIERVO "

- Paolo MADDALENA "

- Alfonso QUARANTA "

- Franco GALLO "

- Gaetano SILVESTRI "

- Sabino CASSESE "

- Maria Rita SAULLE "

- Giuseppe TESAURO "

- Paolo Maria NAPOLITANO "

ha pronunciato la seguente SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 669-quaterdecies e 695 del codice di

procedura civile, promosso dal Tribunale di Chieti, nel procedimento civile vertente tra P. C. e E. P.

ed altri, con ordinanza del 29 settembre 2003 iscritta al n. 648 del registro ordinanze 2007 e

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 38, prima serie speciale, dell’anno 2007.

Visto l’atto di intervento del presidente del Consiglio dei ministri;

udito nella camera di consiglio del 16 aprile 2008 il Giudice relatore Francesco Amirante.

Ritenuto in fatto

1.— Nel corso di un procedimento di reclamo avverso un’ordinanza di rigetto della richiesta

di accertamento tecnico preventivo, il Tribunale di Chieti ha sollevato, con ordinanza emessa il 29

settembre 2003 (pervenuta alla Corte il 24 maggio 2007), questione di legittimità costituzionale, in

riferimento agli articoli 3, 24 e 111 della Costituzione, degli articoli 669-quaterdecies e 695 del

codice di procedura civile, nella parte in cui non consentono di proporre il reclamo contro le

ordinanze di rigetto delle domande di istruzione preventiva.

Osserva il remittente che i procedimenti cautelari disciplinati dagli artt. 669-bis e seguenti

cod. proc. civ. presentano la medesima ratio dell’istruzione preventiva. In entrambi i casi, infatti, il

legislatore ha ritenuto di approntare una disciplina processuale idonea a garantire una tutela

immediata del diritto, tutela che si esplica in via principale mediante l’anticipazione degli effetti

della decisione di merito, ma anche tramite l’acquisizione delle prove suscettibili di dispersione

nelle more dell’ordinario giudizio. Pertanto, se i provvedimenti di istruzione preventiva partecipano

della natura cautelare dei provvedimenti anticipatori, non si ravvisa alcuna ragione per escludere

l’estensione del regime del reclamo. Né varrebbe obiettare – secondo il giudice a quo – che la tutela

cautelare sostanziale ha una funzione distinta, tesa all’anticipazione degli effetti della sentenza

definitiva, mentre l’istruzione preventiva salvaguarda solo l’acquisizione probatoria: il remittente

sottolinea al riguardo l’identità teleologica dei due strumenti processuali, posto che entrambi

assicurano alla parte di non veder pregiudicato il proprio diritto dalla durata del processo.

Quest’ultimo può essere irrimediabilmente leso sia nel caso di tardiva tutela sostanziale, sia anche

nel caso in cui non si consenta al titolare di assumere quei mezzi di prova soggetti a dispersione o

modificazione ed in assenza dei quali la proposizione dell’azione risulterà sfornita di supporto

probatorio.

Se l’effetto negativo della pronuncia cautelare di rigetto è il medesimo, a prescindere dal

fatto che a non essere accolta sia la domanda cautelare sostanziale piuttosto che quella istruttoria, ne

conseguirebbe una palese disparità di trattamento, posto che nel primo caso l’ordinamento appresta

il reclamo, mentre nel secondo non risulta esperibile alcuno strumento d’impugnazione.

L’indisponibilità di mezzi di impugnazione avverso l’ordinanza di rigetto del ricorso per

istruzione preventiva comporta che il ricorrente potrà esclusivamente proporre l’azione ordinaria,

esponendosi al concreto rischio che – nelle more del giudizio – la prova di cui si era chiesta

l’assunzione anticipata non possa essere più acquisita al processo. Il problema non si pone, invece,

nel caso di ordinanza ammissiva dell’istruzione preventiva, proprio perché il provvedimento risulta

inidoneo a sortire effetti definitivi, essendo rimessa al successivo ed eventuale giudizio di merito

ogni valutazione circa la rilevanza della prova.

Nell’argomentare la prospettata illegittimità costituzionale, il remittente osserva come la

parità dei mezzi istruttori presupponga che entrambe le parti siano in grado di avvalersi delle prove

a sostegno delle proprie tesi; proprio per tale ragione, infatti, l’ordinamento ha predisposto uno

strumento che impedisce la dispersione incolpevole delle prove. Ciononostante, tale parità risulta

inevitabilmente alterata qualora la parte richiedente l’istruzione preventiva, ove non venga messa in

condizione di reclamare avverso l’erroneo diniego di assunzione anticipata della prova, veda


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Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile tenute dalla Prof. ssa Elena D'Alessandro nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 144 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2008 in cui si affrontano i seguenti argomenti: incostituzionalità degli articoli 669 e 695 del cpc perchè non prevedono la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell'istanza di istruzione preventiva, principio di ragionevolezza, procedimento cautelare uniforme.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof D'Alessandro Elena.

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