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Cass. civ. Sez. V, Ord., 29-11-2010, n. 24178 03/02/11 12:12

precisare che deve ritenersi l'uso promiscuo non solo nella ipotesi in cui i

medesimi ambienti siano contestualmente utilizzati per la vita familiare e

per l'attività professionale, ma ogni qual volta la agevole possibilità di

comunicazione interna consente il trasferimento dei documenti propri della

attività commerciale nei locali abitativi (v. tra le altre Cass. n. 10664 del

1998).

Il primo motivo di ricorso deve essere pertanto dichiarato inammissibile e

il secondo accolto; la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione

al motivo accolto, con rinvio ad altro giudice che provveder anche in ordine

alle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il primo motivo di ricorso e accoglie il secondo,

cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia anche

per le spese a diversa sezione della CTR Campania.

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Cass. civ. Sez. V, Sent., 12-02-

2010, n. 3388 IMPOSTA REDDITO PERSONE FISICHE E GIURIDICHE -

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1.1 La Le.de. Costruzioni S.r.l. proponeva ricorso avverso avviso di

CREDITS rettifica emesso dall'Ufficio IVA di Caserta, con cui veniva accertato per

l'anno 1995 un debito IVA pari a L. 28.622.000, oltre alle sanzioni, sulla

base della contestata utilizzazione di fatture relative ad operazioni

inesistenti.

1.2 La Commissione tributaria provinciale di Caserta, con decisione del 21

settembre 2001, rigettava il ricorso proposto dalla società, ritenendo

legittimo l'accertamento.

1.3 La Commissione tributaria regionale della Campania, con la decisione

meglio indicata in epigrafe, pronunciando sull'appello proposto dalla

società, in riforma della decisione di primo grado, accoglieva il ricorso

introduttivo, affermando, in sostanza, previo giudizio di inutilizzabilità dei

dati emergenti da due personal computer, in quanto acquisiti dalla Guardia

di Finanza senza autorizzazione, l'insussistenza di validi elementi

probatori.

1.4 Avverso tale decisione proponevano ricorso per cassazione il Ministero

dell'Economia e delle Finanze e l'Agenzia delle Entrate, affidato a cinque

motivi.

La parte intimata non svolgeva attività difensiva.

Motivi della decisione

2.1 - In via preliminare, va dichiarata l'inammissibilità, per difetto di

legittimazione, del ricorso proposto dal Ministero dell'economia e delle

finanze, che non è stato parte del giudizio d'appello, instaurato nei

confronti della sola Agenzia delle entrate, nella sua articolazione

periferica, dopo la data del 1 gennaio 2001, con implicita estromissione

dell'ufficio periferico del Ministero (Cass., Sez. Un., n. 3166 del 2006). Non

si provvede in merito alle spese processuali, non avendo la parte intimata

svolto attività difensiva.

2.2. - Con il primo motivo si denuncia la violazione del D.P.R. n. 633 del

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Cass. civ. Sez. V, Sent., 12-02-2010, n. 3388 03/02/11 12:33

1972, artt. 52, 54 e 56, nonchè illogicità della motivazione.

Viene evidenziato che, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, gli

organi di controllo fiscale possono utilizzare i documenti, i dati e le notizie

comunque raccolti, anche nel caso di acquisizione irrituale, non essendo

prescritta alcuna inutilizzabilità.

Con la seconda censura si sostiene che nel caso in esame la verifica era

stata eseguita nei locali dove era ubicata la sede contabile della società e

che, quindi, non vi era bisogno di alcuna autorizzazione, avendo in ogni

caso (terza censura) il legale rappresentante della società prestato il

proprio consenso all'ispezione. Il primo motivo, che appare assorbente in

merito alle altre due richiamate doglianze, è fondato.

Il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 33, comma 1, richiama, invero, quanto alle

modalità di accesso alle aziende, le prescrizioni del D.P.R. n. 633 del 1972,

art. 52, che, in materia di IVA, richiedono l'autorizzazione del capo

dell'Ufficio da cui gli accertatoli dipendono. Tuttavia non è comminata

alcuna nullità qualora tale precetto non sia rispettato, diversamente dal

caso in cui l'accesso sia effettuato presso il domicilio di persona fisica (art.

52, comma 2) senza l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica,

dovendosi in tale ipotesi ritenere violato il principio costituzionale di

inviolabilità del domicilio (cfr., Cass. civ., nn. 1230 del 2001;

19689 del 2004 e n. 10704 del 2009, resa in una vicenda per molti aspetti

analoga).

Nella specie, non soltanto l'accesso non ha interessato il domicilio del

titolare del Centro Elaborazione Dati, ma è avvenuto presso un'appendice

della azienda sottoposta al vaglio della Guardia di Finanza, trattandosi dei

locali ove veniva trascritta e custodita, in appositi "files", la contabilità

dell'azienda stessa. Comunque, anche a voler considerare soggetto "terzo"

il CED presso cui i dati extracontabili relativi alla contribuente erano stati

acquisiti, l'acquisizione irritale di elementi rilevanti ai fini dell'accertamento

fiscale non comporta, secondo la giurisprudenza di questa Corte (cfr.,

Cass. civ. sentt. nn. 8344 e 12871/2001 e 4987 del 2003) la

inutilizzabilità degli stessi, non sussistendo una specifica previsione in tal

senso. Pertanto gli organi di controllo possono utilizzare tutti i documenti

di cui siano venuti in possesso, salva la verifica dello loro attendibilità, in

considerazione della natura e del contenuto degli stessi.

2.3 Anche il terzo motivo, con il quale si deduce la violazione del D.P.R. n.

633 del 1972, art. 54 e dell'art. 2727 c.c. e ss., nonchè insufficiente ed

illogica motivazione per avere la C.T.R. sostenuto che non fosse provata la

pretesa fiscale, perchè basata solo su elementi indiziari, ritenuti privi dei

requisiti di gravità, precisione e concordanza, è fondato.

I suddetti "files", contrariamente a quanto opinato dalla Commissione

tributaria regionale, sono da considerarsi a tutti gli effetti scritture

dell'impresa che, contenendo il riferimento a dati parzialmente

extracontabili, raggruppati in prospetti, forniscono, con sufficiente

probabilità, il reale quadro della situazione aziendale, fornendo quindi

presunzioni gravi, precise e concordanti, non contrastate dal generico

contenuto dell'atto d'appello.

Il motivo è anche fondato sotto il profilo dell'errato governo della prova da

parte della Commissione Regionale, la quale, disattendendo integralmente

le risultanze dei "files" in cui la contabilità della contribuente era

contenuta, ne hanno negato la rilevanza sotto il profilo delle presunzioni

che da essi potevano essere tratte, richiedendo che l'Officio fornisse altre

ed ulteriori prove, rispetto ai dati già considerati ed esposti nell'avviso.

Giova in proposito ribadire l'orientamento di questa Corte secondo cui la

cd. contabilità in nero, costituita da appunti personali, annotazioni o

informazioni dell'imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario,

dotato dei requisiti della gravità, precisione e concordanza prescritti dal

D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, dovendo ricomprendersi tra le scritture

contabili disciplinate dall'art. 2709 c.c. tutti i documenti che registrino, in

termini quantitativi o monetari, i singoli atti di impresa ovvero

rappresentino la situazione patrimoniale ed il risultato economico

dell'attività svolta, incombendo sul contribuente l'onere di fornire la prova

contraria (Cass. n. 25610 del 2006; Cass. n. 6949/06). Ne deriva che

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario, tenute dal Prof. Alessandro Turchi nell'anno accademico 2011.
Il documento affronta i seguenti argomenti riguardo l'istruttoria:
- IVA: Cass. n. 16536/10
- Imposte e tasse in generale: ord. Cass. n. 24178/10
- Prova documentale IVA: Cass. n. 3388/10


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Turchi Alessandro.

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