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Cass. civ. Sez. V, Sent., 14-07-2010, n. 16536 03/02/11 12:19

dicembre del 2002 le ha notificato avviso di rettifica per indebita

detrazione, nell'anno 1997, di complessive L. 490.000.000 per IVA. La

Plinio lo ha impugnato davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di

Milano, che ha accolto il ricorso perchè il presupposto da cui era partito

l'Ufficio e, cioè, la sottrazione o, comunque, il rifiuto di esibizione delle

scritture contabili non si era, in realtà, mai verificato, in quanto i

funzionari arrivati in via Plinio erano stati puntualmente informati del luogo

in cui si trovava la documentazione che, poi, era stata prodotta in giudizio

senza nessun rilievo di merito da parte dell'Amministrazione finanziaria.

L'Ufficio si è gravato allora alla Commissione Regionale, che con la

sentenza in epigrafe indicata ha riformato la decisione di primo grado

perchè avendo "creato una sua irreperibilità nel tempo necessario per

costruire una linea di difesa", l'appellata aveva finito con l'integrare la

fattispecie di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, comma 4, che secondo

un'interpretazione conforme alla "logica elementare della norma", andava

letto nel senso che per sottrazione doveva "intendersi il fatto di impedire

ai verificatori di reperire (la documentazione) nella sede sociale".

La Plinio sas ha proposto ricorso articolato su tre motivi, con i quali ha

dedotto il difetto di motivazione su punto decisivo della controversia,

nonchè la violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt.

52 e 55, in quanto i giudici a quo avrebbero dovuto escludere l'ipotesi

della sottrazione e, tenuto conto della documentazione prodotta,

confermare la spettanza della detrazione dell'IVA. Così riassunte le

doglianze della ricorrente, da esaminare congiuntamente per via della loro

intima connessione, osserva il Collegio che qualora per mancata

produzione della documentazione giustificativa o per insufficienza della

stessa o per altra diversa causa l'Ufficio dubiti del reale pagamento o, in

ogni caso, della effettiva detraibilità dell'IVA indicata a credito, può

escluderne la spettanza con salvezza, però, del diritto del contribuente di

provare la fondatezza del proprio assunto mediante la esibizione della

necessaria documentazione.

A questo proposito va peraltro ricordato che nel dettare le norme in tema

di accessi, ispezioni e verifiche, il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, comma

5, stabilisce altresì che "i libri, registri, scritture e documenti di cui è

rifiutata (in tali occasioni) l'esibizione, non possono essere presi in

considerazione a favore del contribuente ai fini dell'accertamento in sede

amministrativa o contenziosa. Per rifiuto di esibizione si intendono anche

la dichiarazione di non possedere i libri, registri, documenti e scritture e la

sottrazione di essi all'ispezione".

Trattandosi di norma facente eccezione a regole generali, la stessa non

può essere applicata oltre i casi e i tempi da essa considerati e,

soprattutto, deve esigere interpretata in coerenza ed alla luce dei principi

affermati dagli artt. 24 e 53 Cost..

Come già sottolineato da C. Cass. 2006/9127, quest'ultima non impedisce

di porre dei limiti alla prova, ma impone di leggerli in maniera molto

rigorosa, perchè diversamente opinando si rischia d'incidere sul diritto alla

difesa e di obbligare il contribuente alla effettuazione di pagamenti non

dovuti.

Per scongiurare simili eventualità, la disposizione di cui all'art. 52, comma

5, dev'essere perciò intesa nel senso che per sanzionarlo con la perdita

della facoltà di produrre i libri e le altre scritture, il contribuente deve aver

tenuto un comportamento diretto a sottrarsi alla prova e, dunque, capace

di far fondatamente dubitare della genuinità di documenti che affiorino

soltanto in seguito nel corso di giudizio.

Tanto puntualizzato, rimane unicamente da aggiungere che nel caso di

specie la Commissione Tributaria Regionale ha imputato alla Plinio di aver

"evidentemente sottratto la documentazione contabile", senza però fornire

adeguata spiegazione delle ragioni per le quali l'attestazione della EFFE

Uno Data non sarebbe stata sufficiente a consentire ai verificatori di

visionarla comunque nell'immediatezza, prevenendo così la ideazione e

messa in atto di callide strategie difensive. In accoglimento del ricorso, la

sentenza impugnata dev'essere pertanto cassata con rinvio ad altra

Sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che

provvederà pure sulle spese del presente giudizio di legittimità.

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Cass. civ. Sez. V, Sent., 14-07-2010, n. 16536 03/02/11 12:19

P.Q.M.

LA CORTE accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra

Sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che

provvederà pure sulle spese del presente giudizio di legittimità.

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Cass. civ. Sez. V, Ord., 29-11-2010, n. 24178 03/02/11 12:12

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2010, n. 24178 IMPOSTE E TASSE IN GENERE

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» Newsletter 1. C.M. propone ricorso per cassazione (successivamente illustrato da

memoria) nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze e

dell'Agenzia delle Entrate (che sono rimasti intimati) e avverso la sentenza

con la quale, in controversia concernente impugnazione di avviso di

CREDITS accertamento per Iva, Irpef e Irap relativo all'anno di imposta 2002,

C.T.R. Campania confermava la sentenza di primo grado che aveva

rigettato il ricorso della contribuente.

2. Il primo motivo di ricorso (col quale la ricorrente deduce violazione e

falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7) è

inammissibile per inadeguatezza dei quesiti di diritto che lo concludono,

posto che il primo di essi (col quale si chiede alla Corte di accertare se

nella vicenda in questione l'Agenzia delle Entrate abbia violato una

disposizione di legge) è formulato in modo da non consentire a questa

Corte di comprendere, in base alla sola lettura del quesito, l'errore di

diritto asseritamente compiuto dal giudice di merito nè di rispondere al

quesito medesimo enunciando una "regula iuris" suscettibile di ricevere

applicazione in casi ulteriori rispetto a quello sottoposto all'esame del

giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata (v. tra la altre SU n.

2658 del 2008), mentre il secondo quesito è assolutamente astratto e non

consente di cogliere la rilevanza della risposta al quesito ai fini della

definizione della controversia.

Col secondo motivo, deducendo violazione e falsa applicazione del D.P.R.

n. 633 del 1972, art. 52, la ricorrente, premesso che nella specie il locale

bar dove era stata effettuata la verifica era "tutt'uno" con locale adibito ad

abitazione (cucina), rileva la mancanza della necessaria autorizzazione del

Procuratore della Repubblica. La censura è manifestamente fondata,

atteso che i giudici d'appello hanno confermato l'accertamento in fatto dei

giudici di primo grado, secondo i quali l'accesso dei verificatori era

avvenuto nei locali in cui si svolgeva l'attività della contribuente, locali che

comprendevano un vano della sovrastante abitazione della contribuente

adibito a cucina, e che pertanto l'accesso era avvenuto anche in un locale

adibito ad uso abitativo, essendo irrilevante, ai fini della norma in esame,

che si trattasse solo della cucina, mentre il resto dell'abitazione era posta

al piano superiore. E' peraltro da rilevare che la giurisprudenza di questo

giudice di legittimità, premesso che il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, per

l'accesso nei locali destinati all'esercizio di attività commerciali, agricole,

artistiche o professionali, ed anche ad abitazione del contribuente, richiede

l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica, ha avuto modo di

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario, tenute dal Prof. Alessandro Turchi nell'anno accademico 2011.
Il documento affronta i seguenti argomenti riguardo l'istruttoria:
- IVA: Cass. n. 16536/10
- Imposte e tasse in generale: ord. Cass. n. 24178/10
- Prova documentale IVA: Cass. n. 3388/10


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Turchi Alessandro.

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