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Storia: 1970-1980

Durante i primi 25 anni, la Banca aveva

„ concentrato l’attenzione su progetti che avevano

ritorni pecuniari chiari e quantificabili

La presidenza McNamara (1967-1981) cambia

„ completamente la prospettiva:

l’attenzione si sposta verso la lotta alla povertà e sulla

riduzione del poverty gap

La Presidenza McNamara è anche

„ caratterizzata da una forte enfasi sulle attività di

della Banca

ricerca

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Istituzioni Economiche Internazionali 24

Storia: 1980-1990

Gli anni '80 vedono una netta inversione di tendenza ed

„ un ritorno in auge delle problematiche

nell'ambito degli studi di economia

macroeconomiche

dello sviluppo, soprattutto a causa del manifestarsi della

gravissima 'crisi del debito' ed ai fallimenti maturati nel

corso degli anni ‘70 nel tentativo di ridurre la povertà

Due aspetti mettevano in luce il fallimento degli approcci

„ seguiti nel decennio successivo:

da un lato gli Aiuti non avevano effettivamente modificato, in

modo significativo, la qualità di vita degli strati poveri delle

popolazioni

dall'altro il motore della crescita, che aveva determinato ricadute

positive almeno in alcuni casi, cominciava a rallentare, rendendo

sempre più difficile coniugare la crescita economica con una

redistribuzione più equa

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Istituzioni Economiche Internazionali 25

Storia: 1980-1990

Viene alla luce un nuovo approccio di tipo più

„ genuinamente che fa appello alla libertà dei

liberista,

mercati ed al libero gioco dei prezzi, in contrasto con la

precedente visione di stampo keynesiano secondo la

quale Stato e mercato tendevano a coesistere in una

stretta fusione in cui lo Stato "benigno" avrebbe dovuto

guidare e valorizzare gli investimenti:

al centro del dibattito si trovavano ora i la

tassi di cambio,

del la del settore

liberalizzazione commercio, promozione

la dei sui prezzi e dei sussidi, tutti

privato, rimozione controlli

strumenti essenziali per elevare i tassi di crescita

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Istituzioni Economiche Internazionali 26

Storia: 1980-1990

Nasce una "nuova (detta anche

ortodossia"

„ che vede lo Sviluppo

Washington consensus)

come un processo economico che va attivato

con determinazione, eventualmente rimovendo

le strutture statali che impediscono la crescita, e

non una reazione automatica a stimoli esterni

Da questa "nuova ortodossia" deriverà

„ direttamente la politica praticata dalla Banca

Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale

con i Programmi di Aggiustamento Strutturale e

la pratica della condizionalità degli Aiuti

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Istituzioni Economiche Internazionali 27

Storia: 1980-1990

Questi programmi possono riassumersi in 10 punti

„ fondamentali:

Rigore nelle politiche di bilancio

1. Riorientamento delle priorità della spesa pubblica

2. Riforma tributaria

3. Liberalizzazione dei tassi di interesse

4. Un tasso di cambio competitivo

5. Liberalizzazione degli scambi

6. Liberalizzazione dell’accesso degli investimenti

7. dall’estero

Privatizzazione delle imprese pubbliche

8. Deregolamentazione nel senso di abolizione di

9. barriere all’ingresso e all’uscita

Definizione dei diritti di proprietà e loro tutela

10.

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Istituzioni Economiche Internazionali 28

La Banca Mondiale oggi

La (1995-2005) ha radicalmente

Presidenza Wolfensohn

„ cambiato la strategia della Banca:

viene riconosciuto che la liberalizzazione del mercato da sola

a. non è sufficiente a garantire lo sviluppo

la liberalizzazione deve essere preceduta da misure volte a

b. garantire l’efficienza del sistema politico-economico di

riferimento:

• Capacity building

• Law enforcement

le strategie di lotta alla povertà sono state messe sullo stesso

c. piano di quelle volte a rilanciare la crescita economica

forte accento sui temi ambientali

d. utilizzo di un approccio partecipativo

e. apertura al dialogo con le ONG

f.

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Istituzioni Economiche Internazionali 29

Alcuni dati

Distribuzione degli aiuti per Distribuzione degli aiuti per

Settore* Regione**

* Fonte WB ** Fonte WB

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Istituzioni Economiche Internazionali 30

Gli obiettivi della WB oggi Millenium

ªI

Development Goals

1. Sradicare la povertà estrema e la

fame

2. Ottenere l'educazione primaria

universale

3. Promuovere la parità dei sessi e

l'autonomia delle donne

4. Ridurre la mortalità infantile

5. Migliorare la salute materna

6. Combattere l'HIV/AIDS, la

malaria ed altre malattie

7. Garantire la sostenibilità

ambientale

8. Sviluppare una partecipazione

mondiale per lo sviluppo

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Istituzioni Economiche Internazionali 31

I Millenium Development Goals

Sradicare la povertà estrema e la fame

1. Ridurre della metà la percentuale di popolazione che

ƒ vive con meno di un dollaro al giorno

Ridurre della metà la percentuale di popolazione che

ƒ soffre la fame

Ottenere l'educazione primaria universale:

2. Assicurare che tutti i ragazzi, sia maschi che femmine,

ƒ possano terminare un ciclo completo di scuola

primaria

Promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne:

3. eliminare la disparità dei sessi nell'insegnamento

ƒ primario e secondario preferibilmente per il 2005, e

per tutti il livelli di insegnamento entro il 2015

Ridurre la mortalità infantile:

4. ridurre di due terzi la mortalità dei bambini al di sotto

ƒ dei cinque anni

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I Millenium Development Goals

Migliorare la salute materna

5. ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna

ƒ combattere l'HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie:

ƒ bloccare la propagazione dell' HIV/AIDS e

ƒ cominciare a invertirne la tendenza attuale:

bloccare l'incidenza della malaria e di altre malattie

ƒ importanti e cominciare a invertirne la tendenza

attuale

Garantire la sostenibilità ambientale

7. Integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle

ƒ politiche e nei programmi dei paesi; invertire la

tendenza attuale nella perdita di risorse ambientali

Ridurre della metà la percentuale di popolazione

ƒ senza un accesso sostenibile all'acqua potabile.

Ottenere un miglioramento significativo della vita di

ƒ almeno 100 milioni di abitanti degli slum, entro

l'anno2020

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I Millenium Development Goals

Sviluppare una partecipazione mondiale per lo sviluppo:

8. sviluppare un sistema commerciale e finanziario che sia fondato su

ƒ regole, prevedibile e non discriminatorio

rivolgersi ai bisogni speciali dei paesi meno sviluppati

ƒ Rivolgersi ai bisogni speciali degli Stati senza accesso al mare e

ƒ dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo

Occuparsi in maniera globale del problema del debito dei paesi in

ƒ via di sviluppo attraverso misure nazionali ed internazionali tali da

rendere il debito stesso sostenibile nel lungo termine

In cooperazione con i paesi in via di sviluppo, creare degli impieghi

ƒ rispettabili e produttivi per i giovani

In cooperazione con le aziende farmaceutiche, rendere le medicine

ƒ essenziali disponibili ed economicamente accessibili nei paesi in via

disviluppo

In cooperazione con il settore privato, rendere disponibili i benefici

ƒ delle nuove tecnologie, specialmente quelle dell'informazione e

della comunicazione

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Il Fondo Monetario Internazionale

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FMI

I DATI Obiettivi

Paesi Membri: 184 Sorvegliare la stabilità e ridurre la

Staff: circa 2,716 da 165 paesi vulnerabilità dell’economia mondiale.

Prestiti aperti: $28 Miliardi,

Modalità di intervento

Ogni paese che fa parte del IMF accetta che

Sorveglianza:

la propria politica economica sia supervisionata

annualmente dal Fondo. Il fondo fornisce pareri e elabora

analisi di impatto delle politiche implementate sull’economia

interna ed internazionale.

Il fondo svolge attività di formazione

Assistenza tecnica:

presso gli Stati membri sui temi di sua competenza: politica

monetaria, politica fiscale, tassi di cambio,

regolamentazione del sistema bancario e finanziario.

Nel caso in cui il paese si trovi in una situazione di

Prestiti:

crisi, il fondo fornisce assistenza finanziaria.

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Finalità

Promuovere la cooperazione monetaria

„ internazionale

Facilitare l’espansione e la crescita bilanciata del

„ commercio internazionale

Promuovere la stabilità dei cambi e mantenere un

„ ordinato sistema di accordi di cambio fra i paesi

membri evitando svalutazioni competitive

Assistere la creazione di un sistema multilaterale di

„ pagamenti e l’eliminazione di restrizioni valutarie

Fornire supporto finanziario ai paesi membri per

„ correggere temporanei squilibri di bilancia dei

pagamenti e per sostenere riforme strutturali

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Istituzioni Economiche Internazionali 37

Fonti di finanziamento

Principalmente attraverso le quote di capitale

„ sottoscritto dai paesi membri all’atto del loro

ingresso o nelle periodiche revisioni in cui si

decidono incrementi

I paesi membri pagano il 25% delle loro quote di

„ capitale in Special Drawing Rights (SDRs)

Il FMI può richiedere il versamento della parte

„ restante, in valuta dei paesi membri, quando

speciali circostanze lo richiedano (prestiti)

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Istituzioni Economiche Internazionali 38

Determinazione della quota di partecipazione

Diversi fattori concorrono alla determinazione della quota partecipativa (PIL,

ƒ Riserve ufficiali)

La quota è quantificata in SDRs (Special Drawing Rights), una speciale unità

ƒ di misura monetaria coniata dal FMI nel 1969. Il suo valore, attualmente,

dipende dal valore delle più importanti valute internazionali quotate sul

Mercato di Londra. 1 SDR = 0.8886 grammi di oro

ƒ 1 SDR = 1 $ (prima del 1973)

ƒ

Inizialmente la quota di un Paese che vuole entrare a far parte del FMI è

ƒ uguale a quella di un Paese membro ritenuto dal Fondo simile per dimensioni

e caratteristiche economiche (25% in SDRs, il 75% nella propria valuta)

La quota è responsabile del Potere di Voto degli Stati membri

ƒ unicamente

(Potere esercitato dagli USA nel FMI)

Il finanziamento massimo che un Paese può ottenere dal FMI è determinato

ƒ dalla quota. Esso non può superare annualmente la quota partecipativa e il

300% se cumulato (solo in casi eccezionali si possono superare tali vincoli)

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Istituzioni Economiche Internazionali 39

Il “Fondo”

Il capitale del FMI, quello sottoscritto

„ tramite “quote”, è pari al circa 300 miliardi

di dollari

Si tratta del 2,5% del commercio mondiale.

„ La dimensione relativa del FMI si è quindi

ridotta, poiché nel 1950 il Fondo pesava

per il 6,5% del commercio mondiale

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Istituzioni Economiche Internazionali 40

Special Drawing Rights (segue)

Unità di conto e riserve valutarie internazionali

„ che hanno sostituito oro e dollari

precedentemente utilizzati (introdotti nel 1969)

Il loro valore viene determinato giornalmente

„ sulla base delle quotazioni di un “paniere” di 4

valute (euro, yen, sterlina e dollaro)

Vengono distribuite ai paesi membri in

„ proporzione alla loro quota di capitale

I paesi membri possono utilizzarle in transazioni

„ tra di essi, con alcune istituzioni internazionali e

con il FMI

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Special Drawing Rights

Ciascun paese membro che registri un deficit

„ di BdP o un problema di breve termine può

cedere SDR a un altro paese che è tenuto ad

accettarli in cambio di un ammontare

equivalente della propria valuta

Gli SDR sono esclusi dalle transazioni tra

„ privati. Questo è forse il principale motivo del

loro parziale insuccesso (sono solo l’1,3%

delle riserve mondiali)

Corso di Politica Economica

Istituzioni Economiche Internazionali 42

Governance

La quota di capitale sottoscritto dai paesi membri

„ determina anche il loro potere di voto, l’ammontare

di finanziamenti che possono ricevere dal FMI e la

proporzione di SDR da detenere

La quota riflette l’importanza relativa del paese

„ membro nell’economia mondiale (è tanto più

elevata quanto maggiore è il prodotto interno lordo

e quanto quanto più elevati sono i suoi flussi di

commercio estero)

USA – maggiore economia mondiale = 17,6%

„ Seichelles – paese più piccolo = 0,004%

„ Italia = 3,36%

„ Corso di Politica Economica

Istituzioni Economiche Internazionali 43

Istituzioni Economiche

Internazionali

(II PARTE)

Corso di Politica Economica

Prof. Pasquale Lucio Scandizzo

Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

WTO

È un‘organizzazione internazionale creata allo

„ scopo di supervisionare gli accordi internazionali

relativi al commercio tra i 150 stati membri

È stato istituito il 1 gennaio 1995, alla

„ conclusione dell'Uruguay Round, i negoziati che

tra il 1986 e il 1994 hanno impegnato i paesi

aderenti al ed i cui risultati sono stati

GATT

sanciti nell"Accordo di Marrakech" del 15 aprile

1994.

Corso di Politica Economica

Istituzioni Economiche Internazionali 2

WTO

Il WTO ha assunto, nell'ambito della

„ regolamentazione del commercio mondiale, il

ruolo precedentemente detenuto dal GATT:

di quest'ultimo ha infatti recepito gli accordi e

le convenzioni adottati con l'incarico di

amministrarli ed estenderli

a differenza del GATT, che non aveva una

vera e propria struttura organizzativa

istituzionalizzata, il WTO prevede invece una

struttura comparabile a quella di analoghi

organismi internazionali.

Corso di Politica Economica

Istituzioni Economiche Internazionali 3

WTO

Obiettivo generale del WTO è quello dell'abolizione o

„ della riduzione delle barriere tariffarie al commercio

internazionale:

a differenza di quanto avveniva in ambito GATT, oggetto della

normativa del WTO sono, però, non solo i beni commerciali, ma

anche i servizi e le proprietà intellettuali.

Tutti i membri del WTO sono tenuti a garantire verso gli

„ altri membri dell'organizzazione lo "status" di "nazione

più favorita" (most favourite nation): le condizioni

applicate al paese più favorito (vale a dire quello cui

vengono applicate il minor numero di restrizioni) sono

applicate (salvo alcune eccezioni minori) a tutti gli altri

stati.

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Istituzioni Economiche Internazionali 4


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54

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666.15 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

In queste slides vengono presentate ed analizzate le Istituzioni Economiche Internazionali, dagli accordi di Bretton Woods (nuovo ordine economico e finanziario internazionale) che istituirono il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca mondiale (WB) e avrebbe dovuto istituire anche l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), sostituita provvisoriamente dal Gatt (General Agreement on Trade and Tariffs).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e management
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica Economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Scandizzo Pasquale Lucio.

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