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La popolazione dell'86 per cento delle regioni è invece invecchiata sotto entrambi i punti di

vista. E' questo il caso di tutte le regioni dei paesi sud-europei (Portogallo, Spagna, Francia,

Italia e Grecia), che hanno visto un aumento sia nell’ammontare della popolazione anziana

che nella sua incidenza sulla popolazione complessiva. Più variegata la situazione in

Germania, Belgio, Austria e Finlandia, dove alcune regioni sono invecchiate solo in senso

assoluto e altre solo relativamente; in Gran Bretagna, dove tre quarti delle regioni hanno

sperimentato un invecchiamento assoluto e due terzi uno relativo; e soprattutto in Svezia,

dove talvolta si è avuto invecchiamento relativo malgrado una diminuzione degli over 65 in

termini assoluti.

In un quarto delle regioni che nel periodo in esame hanno mostrato un invecchiamento

assoluto l’ammontare degli over 65 è cresciuto a ritmi superiori al 2 per cento annuo. Gli

aumenti più consistenti, superiori al 3 per cento annuo, si sono osservati in alcune regioni

della Grecia (Stera Illada, Iperios e le tre regioni macedoni), della Spagna (Paesi Baschi,

Comunità di Madrid, Ceuta e Melilla, Canarie), della Germania (Brandenburg e

Mecklenburg-Vorpommern), del Belgio (Limburg) e dei Paesi Bassi (Flevoland).

L'invecchiamento relativo tra il 1995 ed il 2000 è stato particolarmente intenso in alcune aree

che in cinque anni hanno visto aumentare il peso degli anziani sulla popolazione complessiva

di oltre 2 punti percentuali. Si tratta soprattutto di regioni greche, ben sette, ma anche

spagnole (Paesi Baschi, Castilla e Leon, Principado de Asturias e Comunità di Madrid),

tedesche (Mecklenburg-Vorpommern), portoghesi (Alentejo) e italiane (Basilicata e Molise).

In Italia solo due regioni hanno avuto un aumento nell’incidenza degli anziani leggermente

inferiore al punto percentuale (Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia), nelle altre 16

regioni il peso degli over 65 si è accresciuto in una misura compresa tra l’uno ed il due per

cento.

Non sempre ad un incremento in termini assoluti degli anziani corrisponde un invecchiamento

relativo della popolazione, allo stesso modo l’incidenza degli over 65 può aumentare anche in

assenza di una loro crescita assoluta qualora la contrazione del resto della popolazione sia

ancora più consistente.

Le componenti dell’invecchiamento relativo

Prendendo in considerazione anche le variazioni nell’ammontare della popolazione giovane,

compresa tra 0 e 19 anni, e in quella adulta, tra 20 e 64 anni, è possibile ripartire

l'invecchiamento relativo per componenti. Riferendoci alla piramide per età della

2

popolazione, definiremo perciò "invecchiamento dal basso" l'invecchiamento relativo dovuto

ad una riduzione dell'incidenza della popolazione giovane, "invecchiamento dal centro" quello

derivante da una diminuzione nel peso della popolazione in età adulta e "invecchiamento

3

dall'alto" quello provocato da un aumento relativo degli anziani . Le tre componenti possono

contribuire all'invecchiamento relativo della popolazione anche contemporaneamente.

L'Europa dei 15 tra il 1995 ed il 2000 ha visto aumentare il peso degli over 65 sul totale della

popolazione di 1 punto percentuale. In base al modello utilizzato, tale invecchiamento relativo

è stato provocato per il 57 per cento da una diminuzione del peso della popolazione in età

giovanile: si è trattato quindi soprattutto di invecchiamento "dal basso". Il rimanente 43 per

2 Nella figura 2 si parla di "invecchiamento dal basso" in riferimento all'aumento relativo degli over 65 dovuto

ad una diminuzione del resto della popolazione (sia in età giovanile che centrale) in termini assoluti. In questo

modello, che si basa sull'assunto di una popolazione chiusa ai movimenti migratori, si preferisce distinguere

l'aumento relativo degli anziani provocato da variazioni nell'ammontare del resto della popolazione in due

componenti - "dal basso" e "dal centro" - per enfatizzare anche il risultato dei cambiamenti già "scritti" nella

piramide delle età su un segmento importante della popolazione come quello in età lavorativa.

3 Si fa riferimento ad un modello di standardizzazione del peso delle componenti dell’invecchiamento sviluppato

da G. Gesano nel rapporto di ricerca menzionato nella nota 1. 4

cento dell’invecchiamento relativo è invece derivato dalla componente "dall'alto ", cioè

dall’incremento del peso della popolazione anziana.

A livello nazionale, i paesi sud-europei hanno evidenziato una forte componente "dal basso",

mentre quella "centrale" non ha avuto alcun peso. Quest'ultima è invece consistente in

Germania, Francia e Belgio, che mostrano un invecchiamento relativo a tre componenti, ed è

la principale nei Paesi Bassi e in Lussemburgo, dove è ininfluente la componente "dal basso".

Infine, in Svezia, Gran Bretagna e Irlanda la componente "dal basso", seppure presente, non è

forte a sufficienza per provocare l'invecchiamento relativo della popolazione complessiva.

A livello regionale (Figura 1) la combinazione più frequente (si riscontra in 76 aree) è

rappresentata da un mix tra la componente "dall'alto" e quella "dal basso", con quest'ultima

prevalente. E' questo il modello più comune in quasi tutte le regioni spagnole, portoghesi,

greche e svedesi, nonché in 11 regioni italiane: tutte quelle meridionali, più Veneto, Friuli-

Venezia Giulia e Toscana. In 55 regioni si ha invece un invecchiamento relativo a tre

componenti con l’elemento "dall'alto" più forte degli altri, anche se in misura variabile. E’

questo il caso delle regioni del Belgio, della maggior parte di quelle francesi, di alcune regioni

britanniche e olandesi e di sei regioni dell’Italia settentrionale: Piemonte, Valle d’Aosta,

Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna. Infine, in ben 28 regioni

tedesche e in alcune olandesi e britanniche prevale la componente "centrale" in combinazione

con quella "dall'alto".

Le variazioni nella fecondità verificatesi nel passato, avendo un impatto sulla struttura della

popolazione, incidono sui livelli odierni dell’invecchiamento. Le regioni che hanno

sperimentato riduzioni della fecondità relativamente distanti nel tempo oggi evidenziano

invecchiamento "dall'alto". I decrementi nel tasso di natalità risalenti a 15-30 anni fa

producono oggi invecchiamento "dal centro" e notevoli distorsioni nella distribuzione per età

che possono provocare dei turnovers irregolari nella popolazione in età lavorativa. Infine, una

recente riduzione della fecondità provoca una contrazione delle classi di età giovani che

sottrae popolazione dalla base della piramide e determina un invecchiamento relativo "dal

basso". Va notato che i differenti modelli regionali di invecchiamento derivano sempre da una

combinazione di componenti demografiche che agiscono ciascuna con il proprio peso: in

nessuna regione si ha esclusivamente invecchiamento "dall'alto".

Le componenti dell’invecchiamento in Piemonte

Nell’intervallo considerato (1995-2000) la popolazione del Piemonte ha subito una leggera

flessione dello 0,2 per cento rimanendo vicina ai 4 milioni e 300mila abitanti. A fronte di un

calo della popolazione in età giovanile ed adulta, il numero degli anziani è cresciuto in cinque

anni di quasi un decimo e la proporzione degli over 65 rispetto alla popolazione complessiva è

aumentata di 1,8 punti percentuali raggiungendo il 20,4 per cento.

In base al modello utilizzato, l’invecchiamento relativo della popolazione piemontese è

dovuto a tutte e tre le componenti individuate – “dall’alto”, “dal centro” e “dal basso” –

sebbene in misura diversa. L’invecchiamento “dall’alto” e quello “dal basso” provocano

complessivamente oltre quattro quinti dell’aumento relativo degli anziani, rispettivamente il

44 e il 38 per cento. Un quinto dell’invecchiamento relativo si deve invece alla componente

“dal centro”. 5

Figura 1 - Intensità e componenti dell'invecchiamento relativo nelle regioni dell'Unione

Europea dei 15, Intervallo 1995-2000 6

I fattori demografici dell'invecchiamento 4

I fattori che determinano l'invecchiamento demografico e che, più in generale, influiscono

sulla struttura della popolazione sono: la dimensione iniziale delle generazioni, la fecondità, la

mortalità e le migrazioni.

La struttura per generazioni della popolazione va considerata sotto due punti di vista. In primo

luogo essa determina le variazioni nell'ammontare dei non anziani, in particolare il numero

5

delle donne in età feconda, che è tra le determinanti dell’ammontare delle nuove generazioni .

Inoltre, in prospettiva produce variazioni nell'ammontare degli over 65 attraverso gli ingressi

in età anziana nel corso del tempo. I bambini nati con il baby boom degli anni Sessanta

andranno infatti ad infoltire il numero degli anziani nei prossimi anni Trenta.

Il calo della fecondità determina un invecchiamento relativo della popolazione "dal basso", in

quanto restringe la base della piramide delle età. Un baby boom ringiovanisce una

popolazione, così come un baby bust la invecchia, ma in un'ottica di lungo periodo tante più

nascite avremo oggi, tanto più numerosi saranno gli anziani domani.

Il dispiegarsi del processo di diminuzione della mortalità e di variazione della struttura delle

cause di morte, che nelle società avanzate sono sempre più spesso dovute a malattie cronico-

degenerative, provoca la concentrazione della mortalità alle età più avanzate e, allargando la

sommità della piramide delle età, determina invecchiamento relativo "dall’alto".

L'impatto delle migrazioni internazionali e interregionali sull'invecchiamento dipende dalla

struttura per età degli immigrati e degli emigrati. L'efficacia delle migrazioni internazionali

nel porre un freno all'invecchiamento va valutata con attenzione, soprattutto in una

prospettiva di lungo periodo e tenendo conto anche dei costi sociali. Nel breve periodo il

risultato di un’immigrazione è un ringiovanimento della struttura per età, tuttavia un aumento

della popolazione in età adulta si può tradurre nel medio-lungo periodo in un aumento della

popolazione anziana, qualora gli immigrati non trovino le condizioni adatte ad un incremento

delle "seconde generazioni".

L’interazione tra i fattori che entrano in gioco nell’invecchiamento demografico sono illustrati

nello schema riportato nella Figura 2.

4 Per una definizione dei fattori dell’invecchiamento vedi Calot G., Sardon J.-P., 1999, Les facteurs du

vieillissement démographique, Population, 54, 509-552.

5 Golini A., 2003, Current demographic setting and the future of ageing. The experience of some European

countries, Genus, 1, 15-49. 7


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispensa al corso di Demografia della Prof.ssa Annunziata Nobile . Saggio di Massimiliano Crisci e Frank Heins dal titolo "L’invecchiamento della popolazione nelle regioni
dell'Unione Europea dei 15. Processi e risposte politiche" che analizza il processo di invecchiamento della popolazione negli Stati dell'Europa a 15 tra il 1990 ed il 2005. Sono analizzate le cause e le trasformazioni, quindi le politiche messe in atto dai singoli stati per affrontare la situazione.


DETTAGLI
Esame: Demografia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Demografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Crisci Massimiliano.

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