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Intesa tra Stato italiano e Tavola valdese

Materiale didattico per il corso di Diritto ecclesiastico comparato della prof.ssa Nicoletta De Luca. Trattasi del testo dell' "Intesa tra il Governo della Repubblica italiana e la Tavola valdese in
attuazione dell’art. 8, comma terzo, della Costituzione, 21 febbraio 1984" con la quale lo Stato italiano riconosce la Chiesa Valdese.

Esame di Diritto ecclesiastico comparato docente Prof. N. De Luca

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La Tavola valdese prende altresì atto che, per dare reale efficacia

all’attuazione di tale diritto, l’ordinamento scolastico provvede a che l’insegnamento

religioso ed ogni eventuale pratica religiosa, nelle classi in cui sono presenti alunni

che hanno dichiarato di non avvalersene, non abbiano luogo in occasione

dell’insegnamento di altre materie, né secondo orari che abbiano per i detti alunni

effetti comunque discriminanti.

Art. 10 – (Scuole) La Repubblica italiana, allo scopo di garantire che la

scuola pubblica sia centro di promozione culturale, sociale e civile aperto all’apporto

di tutte le componenti della società, assicura alle chiese rappresentate dalla Tavola

valdese il diritto di rispondere alle eventuali richieste provenienti dagli alunni, dalle

loro famiglie o dagli organi scolastici, in ordine allo studio del fatto religioso e delle

sue implicazioni. Le modalità sono concordate con gli organi previsti

dall’ordinamento scolastico. Gli oneri finanziari sono a carico degli organi

ecclesiastici competenti.

Art. 11 – (Matrimonio) La Repubblica italiana, attesa la pluralità dei sistemi

di celebrazione cui si ispira il suo ordinamento, riconosce gli effetti civili ai

matrimoni celebrati secondo le norme dell’ordinamento valdese, a condizione che

l’atto relativo sia trascritto nei registri dello stato civile, previe pubblicazioni alla

casa comunale.

Coloro che intendono celebrare il matrimonio secondo le norme

dell’ordinamento valdese debbono comunicare tale intenzione all’ufficiale dello stato

civile al quale richiedono le pubblicazioni.

L’ufficiale dello stato civile, il quale abbia proceduto alle pubblicazioni

richieste dai nubendi, accerta che nulla si oppone alla celebrazione del matrimonio

secondo le vigenti norme di legge e ne dà attestazione in un nulla osta che rilascia

ai nubendi in duplice originale. Il nulla osta, oltre a precisare che la celebrazione

nuziale seguirà secondo le norme dell’ordinamento valdese e nel comune indicato

dai nubendi, deve altresì attestare che ad essi sono stati spiegati, dal predetto

ufficiale, i diritti e i doveri dei coniugi, dando ad essi lettura degli articoli del codice

civile al riguardo.

Il ministro di culto, davanti al quale ha luogo la celebrazione nuziale, allega

il nulla osta rilasciato dall’ufficiale dello stato civile all’atto di matrimonio che egli

redige in duplice originale subito dopo la celebrazione.

La trasmissione di un originale dell’atto di matrimonio per la trascrizione è

fatta dal ministro di culto, davanti al quale è avvenuta la celebrazione, all’ufficiale

dello stato civile del comune del luogo non oltre i cinque giorni dalla celebrazione.

L’ufficiale dello stato civile, constatata la regolarità dell’atto e l’autenticità del nulla

osta allegatovi, effettua la trascrizione entro le ventiquattro ore dal ricevimento

dell’atto e ne dà notizia al ministro di culto.

Il matrimonio ha effetti civili dal momento della celebrazione anche se

l’ufficiale dello stato civile, che ha ricevuto l’atto, abbia omesso di effettuare la

trascrizione nel termine prescritto.

Arti. 12 – (Enti ecclesiastici) Ferma restando la personalità giuridica degli

enti ecclesiastici valdesi aventi fini di culto, istruzione e beneficenza e attualmente

riconosciuti per antico possesso di stato, quali la Tavola valdese e i quindici

Concistori delle chiese delle Valli valdesi, e salvo quanto previsto dal successivo art.

13, la Repubblica italiana riconosce la personalità giuridica degli enti ecclesiastici

aventi congiuntamente i tre suddetti fini, su richiesta della Tavola valdese che

allega, quale documentazione sufficiente a dare titolo al riconoscimento, la delibera

sinodale motivata con cui l’ente è stato eretto in istituto autonomo nell’ambito

dell’ordinamento valdese. 4

Sulla base della documentazione ad essi fornita, i competenti organi statali

verificano la rispondenza dell’ente, di cui si chiede il riconoscimento della personalità

giuridica, al carattere ecclesiastico ed ai tre predetti fini.

Le attività di istruzione o di beneficenza svolte dagli enti ecclesiastici sopra

menzionati, sono soggette, nel rispetto dellíautonomia e dei fini degli enti che le

svolgono, alle leggi dello Stato concernenti le stesse attività svolte da enti non

ecclesiastici.

Gli acquisti di beni immobili, l’accettazione di donazioni ed eredità ed il

conseguimento di legati sono soggetti alla autorizzazione prevista dalle leggi civili

per gli acquisti delle persone giuridiche.

La gestione ordinaria e gli atti di straordinaria amministrazione dei predetti

enti ecclesiastici si svolgono sotto il controllo e con l’approvazione della Tavola

valdese senza ingerenza da parte dello Stato, delle regioni o altri enti territoriali,

stante che non ricorrono oneri di mantenimento a carico dei medesimi.

La notifica dell’avvenuta revoca dell’erezione in istituto autonomo, da parte

del Sinodo, determina la cessazione con provvedimento statale della personalità

giuridica dell’ente ecclesiastico e la devoluzione del suo patrimonio all’ente morale

indicato nella medesima delibera sinodale.

Il mutamento dei fini dell’ente comporta la revoca del riconoscimento della

personalità giuridica dell’ente.

Gli enti di cui al presente articolo sono soggetti al regime tributario previsto

dalle leggi dello Stato.

Art. 13 – (Enti particolari) Con l’entrata in vigore della legge di

approvazione, ai sensi dell’art. 8 della Costituzione, della presente Intesa, l’Istituto

artigianelli valdesi con sede in Torino, ente morale come da statuto approvato con

regio decreto 9 giugno 1895, è soppresso ed il relativo patrimonio è devoluto alla

Tavola valdese che di tale ente riassume il fine.

La Fondazione ospedali valdesi di Torre Pellice e Pomaretto, riconosciuta in

ente morale con regio decreto 4 luglio 1858, ed il Rifugio Re Carlo Alberto per gli

incurabili con sede in Luserna San Giovanni, eretto in ente morale con regio decreto

6 settembre 1902, conservando la personalità giuridica, sono trasformati in istituti

autonomi nel quadro dell’ordinamento valdese ai sensi del precedente art. 12. Tale

trasformazione nulla innova quanto ai loro fini, al loro patrimonio ed all’ordinamento

del personale dipendente, anche in ordine al trattamento di previdenza e di

quiescenza. Tali istituti sono regolati dagli statuti per essi emanati dal Sinodo

valdese.

In esecuzione del Patto di integrazione tra le chiese valdesi e metodiste,

approvato dal Sinodo valdese e dalla Conferenza metodista nelle rispettive sessioni

dell’agosto 1975, l’ente Chiesa evangelica metodista d’Italia (CEMI), civilmente

riconosciuto con decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1961, n. 602,

conservando la personalità giuridica e il proprio patrimonio, è trasformato in istituto

autonomo nel quadro dell’ordinamento valdese ai sensi del precedente art. 12,

assume il nome di Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI) ed

è regolato dallo statuto per esso emanato dal Sinodo valdese.

Art. 14 – (Ospedali evangelici) É garantita l’autonomia giuridico-

amministrativa degli ospedali evangelici di cui al precedente art. 7, secondo i criteri

disposti dall’art. 1, comma quinto, della legge 12 febbraio 1968, n. 132, e

successive modifiche e integrazioni.

Art. 15 – (Facoltà di teologia) Le lauree e i diplomi rilasciati dalla Facoltà

valdese di teologia sono riconosciuti dalla Repubblica italiana.


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ecclesiastico comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof De Luca Nicoletta.

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