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COSTI ASSISTENZIALI

DEMENZA

• Caregiving prevalentemente svolto da

donne (74%)

• Assistenza a lungo in casa

• In media ¾ della giornata passata ad

assistere

Family bourdain

• Il peso della assistenza ha portato a

definire la malattia come una “malattia

familiare” (naturalmente in senso

sociologico e non dal punto di vista

della trasmissibilità della patologia).

• La famiglia è coinvolta in modo totale,

forte e in alcuni momenti anche

drammatico.

• il 30,6% di familiari di pazienti con

demenza severa è impegnato più di 10

ore al giorno nell’assistenza diretta e

• il 31,7% oltre quindici ore nella

sorveglianza.

• Per il 40% dei casi in cui il malato è ad

uno stadio avanzato di malattia, il tempo

libero del caregiver non supera le 4 ore in

media a settimana.

• un malato di demenza di Alzheimer

richiede 18 ore a settimana di servizi

assistenziali a pagamento e 45 ore a

settimana di cure personali fornite da un

caregiver informale (un familiare).

• il ritorno nella forza lavoro dopo un lungo

periodo dedicato all’assistenza può

riservare svantaggi in termini retributivi e

pensionistici.

• l’allungamento delle aspettative di vita, la

riduzione del numero di figli, la maggiore

occupazione extradomestica delle donne,

da una parte aumenta il numero di anziani

dementi in famiglia, dall’altra impone un

riesame delle tradizionali forme di

assistenza

• Non vi è proporzionalità lineare tra la

gravità del caso e la pesantezza della sua

assistenza

• A volte il carico sulla famiglia non si

annulla col ricovero del paziente (possono

ad esempio aumentare sensi di colpa, di

abbandono e le difficoltà logistiche

imposte dagli spostamenti).

• A) Modificazione della routine familiare

(ritmi, gestione vita quotidiana, necessità

di sostenere, sostituire, assistere e

controllare).

• B) Modificazione della qualità delle

relazioni familiari.

Possono infatti emergere vissuti di abbandono aperti o sopiti.

• C) Modificazione delle relazioni sociali: la

famiglia si chiude, emergono invidie e

critiche gli amici spariscono.

• D) Insorge una riduzione del tempo libero

e dei tempi di riposo

• E) Emergono difficoltà sul piano

lavorativo, finanziario, di carriera

• F) Importanti sono le conseguenze per i

figli del caregiver che possono sentirsi

trascurati o provare vergogna per la

presenza in casa di un paziente tanto

scomodo. In alcuni casi anche i figli

vengono coinvolti come assistenti alla

cura,

• In altri casi invece può essere un

momento di crescita ed aumentare la

solidarietà intergenerazionale.

• G) possono emergere forti conflitti con gli

altri parenti meno coinvolti nella attività

assistenziale

• H) Le condizione psicopatologiche

precedentemente illustrate possono

favorire la comparsa di somatizzazioni.

• I) Sono evidenti inoltre le conseguenze

dello stress dell’assistenza a livello

psicologico e psicopatologico. 1/3 dei

familiari manifesta grave ansia o

depressione; il 77% manifesta condizioni

di stress

• L) La consapevolezza della comune base

genetica con il malato può favorire

aspettative di malattia ed una tendenza ad

interpretare in senso patologico ogni

proprio momento di confusione o ogni

sintomo difficile da comprendere (es.

“tanto lo so che finirò anch’io come lui”).

GLI EFFETTI DELL’ASSISTENZA

SULLA FAMIGLIA

• In genere peggiora il rapporto tra chi si

prende più carico dei problemi del malato

e gli altri componenti del nucleo familiare.

BISOGNI DEI FAMILIARI

• 1) Stabilire relazioni di collaborazione e

non conflittuali tra professionisti e familiari

• Aiutare familiari a comprendere natura

della malattia

• Aiuto per soluzione problemi

• Sostegno emotivo

• Gruppi di autoaiuto

• 5) Assicurare una continuità di cura. Si nota in

molti casi un alto turnover

• 6) Mettere in grado il caregiver di pensare anche

un po’ a se stesso senza sensi di colpa o

conflitti.

• 7) Rispettare il bisogno di una tregua, in molti

casi vengono effettuati dei ricoveri

• 8) Prendere in considerazione anche i bisogni

dei familiari meno coinvolti nella assistenza

Una larga parte dell’assistenza e della

sorveglianza all’anziano disabile sarà

sempre più gestita da operatori a

pagamento provenienti da altri Paesi.

Probabilmente sarà necessario fornire a

questi operatori (“badanti”) una adeguata

formazione e risorse adeguate, affinché

siano preparati a fornire un’assistenza

competente, anche per il lungo periodo.

• Unità molto preparate nell’assistenza al

paziente con demenza si stanno

diffondendo nel nostro paese. Si tratta di

unità interdisciplinari in cui collaborano

medici di varia specializzazione, psicologi,

assistenti sociali, infermieri specializzati.

Molte di queste attività sono coordinate e

sollecitate da associazioni costituite dai

parenti dei malati.

• Il caregiver quindi può essere anche impegnato in un volontariato

particolarmente preparato e motivato.

• Il carico assistenziale non è direttamente correlato alla gravità del

caso.

• Il carico, soprattutto quello emotivo, può non esaurirsi neppure con

la morte del paziente.

• In alcuni casi, rapporti conflittuali con le equipe assistenziali o con

gli altri familiari più o meno coinvolti, costituiscono fattori di stress di

entità paragonabile a quella imposta dalla assistenza diretta al

malato.

• L’informazione deve riguardare la natura

della malattia, la capacità affettiva del

malato, il coinvolgimento nelle attività

quotidiane e le modifiche da apportare

all’ambiente domestico.

• La formazione deve riguardare tutto quello

che il familiare può fare per migliorare la

qualità dell’assistenza al suo congiunto, e

la propria qualità di vita.


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia Clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Rovetto Francesco.

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