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Il Modello Solow (1956)

Solow, partendo da una funzione di produzione aggregata a

rendimenti di scala costanti, mostra in che modo il risparmio, la

crescita della popolazione ed il progresso tecnico influenzano la

crescita del prodotto nel corso del tempo.

La conclusione principale a cui giunge il modello è che la

crescita del reddito pro capite di lungo periodo dipende

esclusivamente dal progresso tecnologico, mentre gli effetti del

tasso di risparmio sono limitati al medio termine

Per un approfondimento si rimanda a Mankiw (2004),

Macroeconomia, Zanichelli

Gli elementi fondamentali

del modello Solow

• Offerta aggregata: funzione di produzione omogenea di primo grado: 1

α α

Y F ( K , L )

=

espressa in termini pro-capite (o meglio per lavoratore) y = f(k)

• Prodotto marginale del capitale decrescente (contributo alla produzione di 1

unità aggiuntiva di capitale): f’>0 f”<0

• Funzione di investimento (spesa per nuovi impianti): i = sf(k)

• Investimenti di crescita bilanciata (necessari a sostituire il capitale logorato e a

bilanciare la crescita della popolazione e l’aumento di efficienza dei lavoratori):

(δ + n + g)k

• Variazione dello stock di capitale: ∆k = sf(k) – (δ + n + g)k

• (equilibrio di lungo periodo): per k = k*; ∆k = g (la crescita è

Stato stazionario

influenzata solo dal tasso di sviluppo tecnologico)

• Esiste un livello di stato stazionario ottimale per il benessere economico (Regola

Aurea)

Rappresentazione grafica del modello Solow

Equilibrio in stato stazionario Prodotto, f(k)

Prodotto,

investimento e

investimenti di

crescita

bilanciata per Investimenti di crescita

lavoratore bilanciata, (δ + n + g)k

c*, consumo per lavoratore

PMK Investimento, sf(k)

y*, prodotto

per lavoratore i*, investimento per lavoratore

k* (steady state) Capitale per lavoratore

“Bonus di crescita di medio termine”

Si intende il passaggio tra livelli di versi di “stato stazionario” indotti dai

maggiori investimenti f(k)’

Bonus di crescita a medio termine

y f(k)

Effetti allocativi (δ + n + g)k

c* s’f(k)

y *

1 sf(k)

y* i *

1

i* k

k* k *

1

Elementi di teoria della crescita endogena

K conoscenza (tecnologia) e K umano

non sono soggetti a legge rendimenti decrescenti

2 spiegazioni complementari

• (Romer 1986, Helpmann and Grossman 1991) L’esistenza di spillover

Knowledge Capital

tecnologici incorporati nei nuovi investimenti mantiene elevato il livello generale del tasso di

ritorno degli investimenti (la legge microeconomica rimane valida) garantendo una continua

crescita del reddito nazionale. Le imprese, a livello micro, per ottenere extraЛ sono portate a

privilegiare gli investimenti che incorporano innovazioni (di prodotto ma soprattutto di

processo) capaci di garantire loro un monopolio temporaneo.

• (Lucas, 1988) Da un lato le persone, formulando aspettative sul futuro

Human Capital

caratterizzate da maggiore progresso tecnologico, incrementano il proprio livello di

qualificazione professionale per trasformare in futuro tale maggiore qualificazione in maggiori

salari. Dall’altro le imprese effettuano nuovi investimenti perché formulano aspettative sul

futuro caratterizzate dall’incremento del lavoro qualificato capace di garantire loro maggiori

tassi di rendimento del capitale investito.

• Giappone e Germania federale caratterizzate nel dopoguerra da capitale

Caso di studio:

umano relativamente qualificato e dalla pressoché assenza di capitale fisico, distrutto dalla

guerra. Il tasso di ritorno del capitale fu eccezionalmente elevato.

Integrazione e crescita

L’integrazione europea ha la capacità di modificare il tasso di

progresso tecnologico?

La prova è difficile da trovare1 i positivi tassi di crescita del

dopoguerra in Europa ci sarebbero stati senza integrazione?

Un’ipotesi plausibile: l’integrazione determina una

crescente competizione circa il contenuto tecnologico dei

prodotti e dei processi produttivi

“protezione” infatti riduce l’importazione di beni (e della

La

conoscenza tecnologica incorporata) – Vedi Caso COMECON

L’importazione di “conoscenza tecnologica” è in grado di

ridurre la “posizione dominante” delle imprese domestiche

Ciò alimenta una crescente competizione tecnologica

(favorendo indirettamente la crescita di LP di tutta l’area

integrata)

Integrazione e crescita: conclusioni

L’allargamento delle dimensioni del mercato favorisce:

maggiori investimenti per lavoratore (bonus di crescita di medio

termine, transizione dal vecchio al nuovo steady state) - vedi caso 4

“paesi della coesione”;

NB! Una volta completato l’aggiustamento, il tasso di rendimento

del capitale tornerà al suo livello precedente, ma con un aumento

mero effetto

permanente del livello del prodotto e del reddito, (no

allocativo)

maggiori investimenti in R&S; maggiori investimenti in capitale umano;

maggiore diffusione delle tecnologie fra settori e paesi (crescita di LP).

NB! L’area integrata non sarà soltanto più efficiente, in termini di

allocazione delle risorse, rispetto alle singole realtà nazionali, ma registrerà

anche tassi di crescita stabilmente più elevati.

Analisi effetti di localizzazione

Integrazione europea e

localizzazione geografica

• Le statistiche dell’Ue evidenziano una correlazione negativa

tra il reddito pro-capite e la distanza dal centro in Europa;

regioni “in ritardo di sviluppo” sono tipicamente “regioni

• Le

periferiche”, meno densamente popolate e caratterizzate

dall'addensarsi della popolazione negli agglomerati urbani;

• A seguito dei successivi ampliamenti, la Comunità ha

progressivamente esteso le aree considerate in ritardo ed

accresciuto i propri divari regionali interni (vedi Commissione

UE, Rapporti Coesione, vvaa).

New Economic Geography (NEG)

• La letteratura economica internazionale degli ultimi dieci anni ha

visto la “ripresa dell’interesse per la dimensione spaziale

dell’economia” (Viesti, 2000)

• Questione principale: Perché ed in che modo due aree simili nelle

loro caratteristiche socio-economiche di partenza si evolvono verso

una differenziazione dei loro livelli di sviluppo, fino a divenire i due

estremi di un processo di polarizzazione centro/periferia?

• “Nuova Geografia Economica” nuovo filone di ricerca a partire

dai contributi “storici” nel campo dell’economia internazionale,

dell’economia dello sviluppo, dell’economia regionale, della storia e

della geografia economica

Fenomenologia

• Processi cumulativi: Perroux (1955), Myrdal (1957),

Hirschmann (1958); Krugman (1991)

• Polarizzazione (Nord-Sud);

• Concentrazione geografica in aree “leader” (Es. “hot

banana” europea: Nord-Italia, Ruhr tedesca, Ile de

France, Benelux e Sud-Est britannico);

• Sviluppo “sistemi locali” e nuovi scenari di sviluppo

industriale;

• Sviluppo tecnologico nel campo dei servizi e delle

Information Tecnhologies (ITs), riduzione dei costi di

trasporto e comunicazione, e minore necessità di

“radicamento territoriale” di molte attività economiche;


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25

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Politica Economica Europea del Prof. Umberto Triulzi. Al suo interno sono trattati i seguenti argomenti: il modello di Solow e la sua rappresentazione grafica; la teoria della crescita endogena e le sue componenti fondamentali; la New Economic Geography (NEG) e il caso dell'Unione Europea; integrazione monetaria e Aree Valutarie Ottimali (AVO).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Triulzi Umberto.

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