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Insediamento umano e attività produttive

Questo materiale didattico si riferisce al corso di Geografia umana tenuto dalla dottoressa Nadia Carestiato. Più l’uomo progredisce nella sua azione di organizzazione del territorio, più si accorge che esso è non è un bene illimitato la percezione dello spazio e del suo valore di risorsa da sfruttare varia in base alla densità... Vedi di più

Esame di Geografia umana dal corso del docente Prof. N. Carestiato

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A partire dal XVI secolo, l’enorme disponibilità di terre vergini nel Nuovo

Mondo e lo sfruttamento di una manodopera a basso costo porta allo

sviluppo di una agricoltura volta solo al commercio

l’agricoltura di piantagione si caratterizza come monocoltura (produzione di

un solo prodotto) ed è di tipo speculativo in quanto non si preoccupa della

conservazione dei suoli e del mantenimento della loro fertilità

è praticata in grandi aziende

gestite da latifondisti locali o da

multinazionali, ed i prodotti che si

ricavano (cotone, cacao, the)

sono spesso inutili

all’alimentazione delle

popolazioni locali

Una tecnica di coltivazione molto

redditizia, sviluppata dagli arabi alla fine

del primo millennio e poi diffusasi

nell’area mediterranea dell’ Europa è

l’orticoltura

Di origine più antica e diffusa nelle aree più secche del bacino del

latifondo = sfruttamento estensivo di vasti territori con un

Mediterraneo, è il

solo prodotto (cereali come il frumento; piantagioni)

XVIII secolo il settore dell’agricoltura viene investito dal progresso =

rivoluzione agraria ha permesso la prima crescita demografica europea e

poi la rivoluzione industriale …

policoltura di sussistenza = diversificazione,

introduzione di una

all’interno delle aziende, della produzione (frutteti, ortaggi, cereali) e

associazione dell’allevamento di animali da cortile (polli, conigli …)

Con l’avvento dell’ideologia marxista, prima i Unione Sovietica, poi negli

altri paesi dell’Est, in Cina e altri paesi asiatici, è introdotta l’agricoltura

collettivizzata, basata sulla gestione centralizzata dello stato e gestita

nell’ambito di un Piano economico generale

Con la meccanizzazione dell’agricoltura (metà del XX secolo) la manodopera

diminuisce ma le capacità di lavoro dei campi diventano enormi

diventa possibile lavorare qualsiasi suolo … ma le nuove macchine sono

redditizie solo se usate su grandi dimensioni

La diffusione dell’azienda meccanizzata comporta una revisione

dell’organizzazione della campagna: le piccole particelle fondiarie devono

essere ricomposte in un’unica proprietà …

ricomposizione fondiaria

attuata con strumenti giuridici porta a un nuovo assetto fondiario che

assume forme geometriche regolari

Modelli di agricoltura predominanti in Europa

Il paesaggio agrario europeo è stato caratterizzato, nella storia, da

modelli molto diversi a seconda dell’area in cui si sono sviluppati

3 si sono mantenuti nonostante le innovazioni tecnologiche e

ma solo

ancora oggi caratterizzano delle regioni precise

orti mediterranei (paesaggio mediterraneo) = caratterizza i sistemi

1.

insediativi molto fitti, dominati da villaggi e case sparse, e le aree con

suoli fertili e con possibilità di essere irrigati (aree a clima mediterraneo e

in parte a clima atlantico) … utilizza appezzamenti piccoli, coltivati in

modo intensivo con colture varie specializzate (fiori, verdure …)

2. l’openfield = caratterizza le pianure centro-

europee e si caratterizza per l’estensioni di

campi privi di chiusure coltivati a seminativo

nudo

la struttura insediativa è accentrata, delimitata da una cintura di orti e giardini;

i terreni sono coltivati con il sistema a tre campi, dividendo il territorio agrario

in grandi quartieri di semina ciascuno dedicato a una singola produzione;

al di fuori dei coltivi si estendono i pascoli ed i boschi

3. il bocage (boschetto) = caratteristico

della Europa atlantica (Francia, Isole

Britanniche, Irlanda)

presenta un assetto a campi recintati da

chiusure vive (siepi, filari di alberi) e un

tipo di insediamento disperso

La distribuzione dei servizi

La rivoluzione industriale ha modificato radicalmente i modi del produrre, i

consumi e i mercati che ha avuto come effetto la trasformazione della

società dei paesi ricchi e avanzati sia dal punto di vista culturale che sotto

l’aspetto strutturale

risolto il problema della produzione del cibo e poi quello della produzione

di beni strumentali, la domanda si rivolge verso la produzione di servizi

tra i primi servizi creati dall’uomo troviamo il commercio, a cui seguono

l’amministrazione della società e del territorio, la difesa della comunità, la

gestione delle pratiche religiose …

oggi parliamo di rete dei servizi, varia e complessa a seconda della loro

tipologia, che copre le necessità legate alla vita quotidiana come la cultura,

l’informazione, la sanità, il commercio, l’economia, la mobilità, il tempo

libero …

La distribuzione dei servizi riguarda il rapporto fra la popolazione

distribuita su un dato territorio e i centri in cui i servizi sono erogati

la costruzione e la gestione di un punto di erogazione di un servizio ha

sempre costituito fonte di discussione a diversi livelli in quanto è soggetta

ad un costo che ricade sia sull’utente che sulla società

è quindi importante trovare il modo di costruire tanti servizi quanti

effettivamente servono e che possano essere sopportati dal punto di

vista economico da tutta la società

questo problema è stato affrontato per la prima volta da un geografo

tedesco, Walter Christraller

La teoria delle località centrali

assunti teorici

superficie spaziale omogenea e una popolazione proporzionalmente distribuita

sul territorio

costo di trasporto proporzionale alla distanza

comportamento razionale degli agenti economici

Il ragionamento di Christaller parte dal principio che ogni persona è disposta a

spostarsi solo per una data distanza, la cui lunghezza dipende dall’importanza

del servizio che vuole utilizzare

servizi di poco valore economico = breve distanza = distanze maggiori

servizi di maggiore interesse economico e sociale

Il territorio è coperto da una maglia regolare di punti di servizio e l’ordinamento

spaziale degli insediamenti, basato sul quantitativo e sul livello dei servizi che

essi forniscono, genera una gerarchia

Christaller individua tre serie di località di

servizio, ciascuna con una sua funzione

e con una sua area di competenza

le realtà che presentano servizi più

rari sono le città

attorno a esse sorgono una serie di

centri minori, le cittadine • insediamenti di ordine maggiore

e ancora attorno si trovano i centri più •

piccoli, i villaggi insediamenti di ordine intermedio

• insediamenti di ordine inferiore


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo materiale didattico si riferisce al corso di Geografia umana tenuto dalla dottoressa Nadia Carestiato. Più l’uomo progredisce nella sua azione di organizzazione del territorio, più si accorge che esso è non è un bene illimitato la percezione dello spazio e del suo valore di risorsa da sfruttare varia in base alla densità di popolazione che lo occupa
nelle aree della terra più densamente popolate lo spazio è un bene limitato, per questo il suo uso va pianificato. L’azione di razionalizzazione-pianificazione dello spazio deve considerare la dimensione temporale: la coordinazione spazio-tempo fra i membri di una comunità molto ampia può allargare la quantità di spazio a disposizione di ciascuno, in quanto consente a ciascuno una alternanza nel tempo dell’uso di uno stesso spazio. La pianificazione territoriale è un atto politico, attraverso il quale si cerca di realizzare un progetto sociale a livello statale, regionale e urbano.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Carestiato Nadia.

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