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RELAZIONE TRA R&D E STRUTTURA DI MERCATO

• Sia data la funzione di domanda p = a – Q

• Supponiamo che sia disponibile un’innovazione non drastica che consente di ridurre i

costi marginali da a .

c c

• Vogliamo capire quanto è disposta un’impresa a pagare per l’innovazione dato che

nessuna altra impresa può ottenerla!

• Consideriamo le due estreme forme di mercato: ossia paragoniamo un’impresa che

opera in concorrenza perfetta e un’impresa monopolista.

• Consideriamo un’impresa che opera in concorrenza perfetta. Prima dell’innovazione

e tutte le imprese realizzano profitti nulli: . Se un’impresa ottiene

si ha: p= Π =

c 0

i

l’innovazione, dato che l’innovazione è non drastica, può fissare in modo ottimale il

ε ε

prezzo al livello: p= (approssimando, trascurando ). A tale prezzo, l’impresa

− ≅

c c ε , e realizza profitti positivi pari a:

ottiene tutta la domanda, pari a: Q= − + ≅ −

a c a c

.

Π = − = − −

( p c )

Q ( c c ) ( a c )

i

Quindi la valutazione dell’innovazione dell’impresa in concorrenza perfetta è data da:

V = (profitti post-innovazione) – (profitti pre-innovazione), ossia:

CP = − −

V ( c c ) ( a c )

CP

• Consideriamo un’impresa monopolista. La scelta ottima del monopolista si ha quando

MR=MC. Prima dell’innovazione quindi abbiamo:

a – 2Q = c

a c

=

Q

M 2 − +

a c a c

= − =

p a

M 2 2

( )

2

a c

Π =

PRE

M 4

Analogamente otteniamo i profitti post-innovazione:

( )

2

a c

Π =

POST

M 4

Quindi la valutazione dell’innovazione dell’impresa monopolistica è data da:

V = (profitti post-innovazione) – (profitti pre-innovazione), ossia:

M 4

− − −

( c c ) ( 2 a c c )

=

V

M 4

• e V : quale è maggiore? E’ facile verificare che:

Studiamo la relazione tra V

CP M

V V se:

CP M − − −

( c c ) ( 2 a c c )

− − ≥

( c c ) ( a c ) 4

ossia:

≥ −

2 a 3

c c

Ricordando che:

- per ipotesi di non negatività

>

a c +

a c

- per ipotesi l’innovazione è non drastica, ossia vale che: , cioè , che

> >

P ( c ) c c

M 2

implica: ≥ −

a 2 c c

e sommando quindi tali due condizioni, otteniamo:

≥ −

2 a 3

c c

cioè che: V V

CP M

• Il risultato dell’analisi è che l’impresa in concorrenza perfetta è disposta a pagare di

più per ottenere l’innovazione!

• L’intuizione è la seguente: prima dell’innovazione l’impresa in CP ha profitti nulli e

quindi la sua valutazione dell’innovazione è pari a tutti i profitti futuri che potrà ottenere

grazie ad essa.

Il monopolista invece ha già profitti positivi prima dell’innovazione. L’innovazione

rimpiazza i vecchi profitti con dei nuovi (più elevati) profitti.

Solo la differenza nei profitti è però rilevante ai fini della valutazione del monopolista,

che quindi offre meno per poter ottenere l’innovazione rispetto all’impresa in CP.

• Questo risultato, trovato da Arrow nel 1962, prende il nome di effetto di rimpiazzo

(replacement effect).

• Un’ipotesi cruciale del modello di Arrow è che l’innovazione non sia offerta a nessuna

altra impresa nel mercato.

• Graficamente: 5

p A

P (c )

M B

P (c )

M D

H G

c F E

c Q

L’Area ( DE ), che rappresenta la valutazione dell’innovazione per l’impresa in

c c

concorrenza perfetta, è maggiore dell’Area [ BF ]–[ AH ], che rappresenta

P

P (c ) c (c ) c

M

M

la valutazione dell’innovazione per l’impresa in monopolio.

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo appunto tratta l'Innovazione e struttura di mercato, come sviluppato nel corso di lezioni di Economia dell'Organizzazione Industriale tenuto dalla professoressa Augusta Miceli. Nello specifico vengono trattati i temi delle innovazioni di processo e delle innovazioni di prodotto, la relazione tra reddito e domanda e la struttura di mercato in relazione di questi parametri.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'organizzazione industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Miceli Maria Augusta.

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