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Vertice di Parigi (1972):

sancisce sia la pari dignità nelle

relazioni internazionali tra Paesi

europei e ACP, sia la necessità

di coniugare crescita e sviluppo

sostenibile.

Economia e politica della cooperazione 16

Stefano Mocio

Convenzione di Lomè (Togo, 1975, 1979,

1984, IV Convenzione 1995): accordo

preferenziale tra la Comunità europea, i

Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico (46 Paesi

ACP). Si sancisce un partenariato che

apre le frontiere comunitarie, in

franchigia doganale e senza reciprocità, ai

prodotti dei Paesi ACP.

Economia e politica della cooperazione 17

Stefano Mocio

La Convenzione di Lomè matura a livello UE:

1. per i crescenti timori sulla futura scarsità delle

materie prime;

2. per il mutamento degli scenari politici che, tra

l’altro, stavano comportando un allargamento

della Comunità;

3. per lo stravolgimento dei sistemi produttivi e

per la crescente interdipendenza tra gli Stati del

Mondo. Economia e politica della cooperazione 18

Stefano Mocio

Libro Verde CEE (Green Paper, 1996), sottolinea la

necessità di:

1. modificare le relazioni con i Paesi ACP, anche al

fine di rispondere al fenomeno della

Globalizzazione;

2. tener conto dei cambiamenti sociali intervenuti

nei Paesi ACP;

3. definire un nuovo approccio per la

cooperazione. Economia e politica della cooperazione 19

Stefano Mocio

Il dibattito sui contenuti del libro Verde concorre a

costituire le basi culturali dell’ Accordo di Cotonou

(Benin, 2000 – in vigore dall’aprile 2003), che

contiene tre obiettivi:

1. sradicamento della povertà;

2. sviluppo durevole;

3. integrazione progressiva dei Paesi ACP

nell’economia mondiale.

Economia e politica della cooperazione 20

Stefano Mocio

L’Accordo di Cotonou intende rafforzare sia la

dimensione politica della collaborazione (lotta alla

povertà, maggiore uso degli strumenti partecipativi),

sia quella economica (nuovi strumenti di

cooperazione economica, commerciale e

finanziaria). Si ritiene che lo sviluppo economico

possa passare attraverso: lo sviluppo settoriale

(industria, commercio, turismo, ecc), la promozione

e la protezione degli investimenti privati, la

liberalizzazione del regime commerciale (riforme

macroeconomiche e politiche di aggiustamento

strutturale). Economia e politica della cooperazione 21

Stefano Mocio

L’Accordo di Cotonou, che è stato rivisto nel giugno

2005, modifica profondamente gli accordi

precedenti, superando il regime delle preferenze

commerciali non reciproche. Nella negoziazione

vengono adottate le norme del WTO. Nella

sostanza, si sostiene la necessità che i Paesi ACP, per

sconfiggere la povertà, diventino parte di un

mercato liberalizzato su scala mondiale.

Economia e politica della cooperazione 22

Stefano Mocio

Dell’Accordo di Cotonou fanno parte i discussi EPAs

(Economic Partnership Agreements – Accodrdi di

Partenariato Economico). Sono accordi di libero

scambio proposti dall’UE, che intendono prevedere

il mantenimento di un regime preferenziale per i

Paesi ACP nel mercato europeo, in cambio della

reciprocità dell’accesso nei mercati ACP delle

imprese UE. Economia e politica della cooperazione 23

Stefano Mocio

PARLAMENTO CONSIGLIO DEI

EUROPEO: LINEE MINISTRI:

COMMISSIONE

GENERALI DI LINEE GENERALI

SVILUPPO DI SVILUPPO

DG RELEX: FORMULA DG DEVELOPMENT:

STRATEGIE PER LE REGIONI COORDINAMENTO DELLE

DI INTERESSE: Medio RELAZIONI COMUNITARIE

Oriente, Mediterraneo del CON: Paesi e Territori d’Oltre

sud, America del Nord, Mare, Paesi ACP firmatari

America Latina, Australia, dell’Accordo di Cotonou,

Corea, Giappone, Europa collabora con le commissioni

dell’Est, ecc. per i PVS e per i PTOM

Economia e politica della cooperazione 24

Stefano Mocio

Altri soggetti rilevanti:

ECHO: Ufficio per gli aiuti umanitari, che agisce

attraverso le ONG, le Agenzie dell’ONU ed altre

Organizzazioni Internazionali.

EuropeAid: dipartimento della Commissione che ha

come compito quello di attuare gli strumenti di

assistenza esterna, finanziati dal Bilancio della

Comunità Europea e dal Fondo Europeo di Sviluppo.

E’ responsabile della gestione del ciclo del progetto.

Economia e politica della cooperazione 25

Stefano Mocio

Le principali aree di intervento di EuropeAid sono:

sicurezza alimentare e sviluppo rurale sostenibile;

buon governo e stato di diritto; trasporti;

commercio; sviluppo e politiche macroeconomiche;

cooperazione per l’integrazione regionale.

L’identificazione, l’elaborazione e la gestione dei

progetti è garantita dalle delegazioni locali (uffici

decentrati della Commissione) presenti nei paesi in

cui vengono realizzati i progetti.

Economia e politica della cooperazione 26

Stefano Mocio

Le materie dei progetti e dei programmi di

EuropeAid, oltre a quelle riferibili direttamente alle

“aree di intervento”, riguardano: Fondo per la

Microfinanza, Fondo per l’Energia Acp-Ue, Fondo

per l’Acqua Acp-Ue, Cofinanziamento delle Ong,

Programma sull’ambiente e sulle foreste, Lotta alle

mine antiuomo, Salute, droga.

Questo dipartimento non si occupa di programmi di

preadesione (Ispa, Phare, Sapard), di iniziative

umanitarie, di politica estera e sicurezza comune

(Pesc) e di assistenza microfinanziaria.

Economia e politica della cooperazione 27

Stefano Mocio

Con riferimento alle grandi aree geografiche,

distinguiamo, tra l’altro:

Programma TACIS (Technical Assistance to the

Commonwealth of Indipendent States). Fornisce

l’assistenza tecnica per: le riforme istituzionali, le

infrastrutture, la sicurezza nucleare, lo sviluppo

socio economico, la tutela dell’ambiente e del

paesaggio rurale. (Europa Orientale, Balcani,

Caucaso, Asia);

Programma MEDA: Promuovere la pace e la stabilità

nell’intera regione. (Medio Oriente e Mediterraneo

meridionale); Economia e politica della cooperazione 28

Stefano Mocio

Programma ALA: riguarda la promozione economica

ed il trasferimento di competenze per migliorare la

competitività delle aziende locali. (Asia e America

Latina). Economia e politica della cooperazione 29

Stefano Mocio

Istituita con il Trattato di Roma, la Banca Europea

per gli Investimenti (BEI) è la più grande Istituzione

Finanziaria Internazionale. Ha un portfolio di

investimenti di 45 miliardi di euro l’anno. Presta

denaro ai propri membri e ad alcuni PVS. Con il

mandato esterno 2007 – 2013 è stata ampliata la

sua zona d’azione fino all’Asia centrale. Nella

sostanza, è una banca di sviluppo che risponde ai

suoi azionisti. Quest’ultimi garantiscono l’emissione

da parte della BEI di titoli obbligazionari sui mercati

internazionali con i quali finanzia il proprio operato.

Economia e politica della cooperazione 30

Stefano Mocio

La BEI finanzia anche grandi opere infrastrutturali

(dighe, ecc.) e importanti multinazionali. Molto si

discute sul fatto che, essendo la BEI parte

integrante dell’UE, i progetti finanziati debbano

promuovere uno sviluppo realmente sostenibile.

Economia e politica della cooperazione 31

Stefano Mocio


PAGINE

36

PESO

1.07 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Economia e politica della cooperazione del prof. Stefano Mocio, riguardante i seguenti argomenti: gli indici di sviluppo umano; la classificazione dei paesi in via di sviluppo secondo la Banca Mondiale; suddivisione dei PVS secondo la lista DAC e secondo la Morgan Stanley Capital International; l'Unione Europea e la cooperazione allo sviluppo (CAS); la Banca Europea per gli Investimenti (BEI).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Comunicazione, di scienze Politiche e di scienze Umanistiche)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica della cooperazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mocio Stefano.

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