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anche utilizzata dai “buoni”, ad esempio da chi viene discriminato per esserlo

oppure delle donne spacciatesi per uomini per poter fare il servizio militare.

Ci sono stati americani di “colore sul pallido” che hanno cercato di

spacciarsi per bianchi e alcuni hanno avuto successo o ancora ci sono stati dei gay

che si sono spacciati per eterosessuali per evitare discriminazioni o gli ebrei

polacchi che si sono spacciati per cristiani per evitare di essere catturati.

La casistica è veramente sterminata, ma è così sterminata che la mia

impressione è che nessuno si sia accorto che la mimica è un fenomeno diffuso: se

ne parla ovunque, se ne trova ovunque, nei film, nella mitologia del teatro antico,

nelle storie per bambini.

La mimica viene usata tantissimo nei film perché è un escamotage efficace

per far procedere una trama. Però nei libri di antropologia, sociologia, di storia non

ho trovato in nessun punto il trattamento di questo come un fenomeno che può

essere trattato sotto una stessa prospettiva. Non viene riconosciuto: è come ciò che

è successo per la cooperazione che non era considerata un fenomeno.

Questo è strano a fronte del fatto che invece è stato trattato come tale dagli

zoologi a partire dalla metà dell’Ottocento quando tre zoologi inglesi

identificarono e definirono la mimica tra alcuni tipi di insetti.

Secondo me si può trattare come un insieme, perlomeno alcuni dei pilastri

fondamentali possono essere usati per interpretare le varie micro istanze di mimica,

poi, i modelli possono essere diversi a seconda dei sistemi. Una domanda di fondo

che c’è dietro questo tipo di studi è: “Come può la comunicazione rimanere

possibile nonostante la minaccia di mimica?”. Questa è una sottodomanda della

domanda più generale: “Come facciamo a credere a quello che ci diciamo?”.

Questo è un testo piuttosto astratto e con pochi esempi e non c’è una storia

3 .

da raccontare è più un programma di studi con alcuni principi da seguire

Questa è la definizione di mimica: è un evento comunicativo, non è un’

imitazione, è un’altra cosa, è il momento in cui qualcuno cerca di persuadere

qualcun altro di qualcosa che non è vera e lo fa manifestando dei segni che

appartengono ad un terzo agente che ha quella proprietà.

3 Si riferisce al materiale distribuito per seguire i lavori del seminario.

Ci sono un sacco di proprietà non osservabili che vorremmo conoscere l’un

dell’altro e che solo noi sappiamo: ad esempio siamo onesti, siamo resistenti sotto

le minacce, siamo leali, paghiamo i nostri debiti e così via. Queste proprietà non

sono immediatamente visibili, sono visibili solo attraverso dei segni. Quello che il

mimico fa è quello di usare dei segni che il modello ha per persuadere il terzo

agente (chiamato dai biologi con il termine “dupe” e che io ho tradotto con

“gonzo”) di possedere questa proprietà.

Il mimico presenta dei segni che sono associati a queste proprietà non

osservabili. Bisogna fare una distinzione perché ci sono degli atti di mimicry in

senso lato in cui uno imita dei segni di un certo stato: uno può simulare di essere

morto, commosso, felice, può simulare vari stati d’animo o di essere affidabile

guardando direttamente negli occhi.

L’insieme dei fenomeni di cui mi sono interessato di più fino ad adesso è il

caso in cui noi segnaliamo le nostre proprietà segnalando chi siamo sia come

membri di gruppi sia come individui: “se sei un membro dell’onorata società mi fai

paura”. Io non ti segnalo che ti faccio paura, ma ti segnalo che sono un membro

dell’onorata società e quindi in modo da segnalarti che ti posso nuocere. Questo è

il meccanismo. La segnaletica attraverso l’identità è qualcosa che facciamo

costantemente. Non si copiano i segni diretti di uno stato o di una proprietà

osservabile ma si copiano i segni di identità di un individuo o di un gruppo

associati ad una proprietà.

Ho già detto che mimica e imitazione vengono confusi, in realtà non vanno

confusi perché l’imitazione è uno dei mezzi che la mimica può utilizzare per

persuadere ma ne può usare anche degli altri. Ora vorrei parlarvi di qualcosa che

non è molto chiaro nel libro: quali sono le cose minime che un mimico deve sapere

per riuscire nel suo atto.

Queste sono le condizioni elementari di cui deve disporre per potere aver

successo e cioè come individuare il gonzo, come agirebbe il gonzo verso il mimico

se fosse al corrente della sua vera identità, come invece il gonzo agisce verso il

modello e soprattutto come il gonzo identifichi il modello e come imitare o in

4 del modello.

qualche modo forgiare o presentare le “firme”

4 Il termine firma, signature, si riferisce Le firme sono i segni quando afferiscono all’identità di un

individuo e non a tutto il resto. Nello specifico si intende un segno manifesto utilizzato per

Una cosa interessante del mondo animale è che paradossalmente il più

intelligente dei tre attori deve essere gonzo perché deve avere una struttura

cognitiva capace di ricordare, di identificare nel futuro.

Questa è una cosa curiosa che non vale però per noi perché il mimico, nella

storia standard della biologia, sviluppa accidentalmente delle caratteristiche simili

al modello attraverso un processo di selezione e non attraverso un processo

intenzionale.

Comunque ci sono anche dei problemi in biologia perché le mutazioni in

genere sono piccole, pensiamo che ci sono degli insetti che assomigliano a pezzi di

letame e un biologo americano si è chiesto qual’è il vantaggio di assomigliare ad

un pezzo di letame.

Ci sono interessanti problemi in biologia per risolvere come

accidentalmente uno riesca per assomigliare a un pezzo di letame, perché la

mutazione non può essere radicale. Un altro aspetto interessante della mimica, che

vale non solo per noi ma anche per altre bestie, è che il mimico deve essere preciso

solo quanto è preciso il gonzo nell’identificare.

Non esiste un ottimo set di cose che il mimico può fare in assoluto ma

esiste solo in relazione al gonzo che vuole ingannare. Per cui se il gonzo usa solo

pochi tratti per identificare il modello il mimico può usare pochi tratti per

identificare il modello. Se la mimica ha successo dipende dal rapporto tra gonzo-

modello e il mimico e il modo con cui si riconoscono a vicenda.

I meccanismi di riconoscimento dell’identità che noi abbiamo sono

meccanismi che si sono evoluti insieme. Un altro aspetto della mimica è che

dipende dal mezzo di comunicazione nel senso che è più facile spacciarsi per

qualcun altro quando si è al buio, o al telefono o al computer. Ogni individuo

sviluppa mezzi diversi per “spacciarsi” e mezzi diversi di “combattere”, perché in

segnalare l’identità, manifestum che è tratto da un qualche stock specifico di caratteristiche

osservabili (manifesta) di un individuo, che in qualche modo sono definibili (la serie di tutti i

possibili nomi propri inglesi, o di tutte le possibili impronte digitali, o uniformi o emblemi, etc; per

firma (o signature) intenderemo tutti i manifesta utilizzati per segnalare l’identità (Bacharach e

Gambetta, 2001a: 164). È opportuno aggiungere che nelle interazioni faccia a faccia segnalare la

propria identità non comporta alcun costo, è assai difficile se non impossibile falsificare la firma:

ma quanto più ci allontaniamo dalla condizione di condivisione reciproca di spazio e tempo, tanto

più si aumenta la corruttibilità dei segni (NdC).

realtà la mimica non è un fatto statico: il modello e gonzo hanno dei mezzi per

difendersi e io ne ho elencati alcuni. Ci sono, per esempio, parecchi casi di mafiosi

che hanno controllato e punito l’uso - da loro giudicato improprio - del nome della

madre, della famiglia, del boss.

Poi sulle banconote c’è una lotta continua nell’arricchire di nuovi tratti, più

difficili da imitarsi, oppure le banche per essere sicure chiedono un numero sempre

crescente di parole chiave.

Si usano mezzi e costi diversi per proteggersi da un posto ad un altro. Una

cosa che va molto forte al momento è di scoprire cose che la natura ci ha dato in

modo latente e che ci differenziano in modo latente o sono uniche in quanto le

abbiamo solo noi (ad esempio. l’iride, l’impronta della mano).

Nel tempo stesso c’è questa battaglia che assomiglia alla lotta tra preda e

predatore, per cui il modello e il gonzo cercano di difendersi e il nemico a sua

volta cerca di rifarsi, cerca il modo di “aggirare” l’ostacolo.

Un aspetto su cui vi invito a riflettere particolarmente è la dinamica dei casi

in cui sono coinvolti molti individui, quando diventa una questione di gruppi.

Chiedetevi, ad esempio, come fate a sapere che “io sono io”. Adesso non ve lo

chiedete neanche perché la cosa non si pone. Ma la ragione per cui non si pone è

interessante. Voi mi avete visto arrivare. Avete ricevuto un paper firmato da me, e

adesso io ve lo sto raccontando e perlomeno devo aver fatto lo sforzo di averlo

studiato per farvi credere che fossi io. Ma avevo dei vantaggi dal fare questo? Mica

tanto. Quindi voi avete tutta una famiglia di segni intorno a me che non vi fanno

mettere in dubbio che io non sia io.

Questo nella buona parte delle relazioni quotidiane è così. Tutto questo per

dirvi che il meccanismo cruciale perché noi si possa credere alle informazioni che

riceviamo, anche nei casi in cui potrebbe esserci un incentivo a ingannarci, è la

condizione fondamentale che viene posta dalla teoria dei segnali che è complicata

in genere, ma io voglio darvi solo la condizione fondante.

Qui parliamo di attori razionali non di matti, la teoria dei segnali non ci

potrebbe difendere dai matti ma ci dice che possiamo credere nei segnali se il costo

di dare questi segnali per il vero modello è sufficientemente basso rispetto ai

benefici che il modello può acquisire perché il modello stesso emetta questi

segnali.

Ho da poco completato uno studio sul criterio adottato dai taxisti rispetto al

5

prendere a bordo i clienti in città pericolose dove rischiano la pelle .

Questo criterio viene fuori in maniera molto chiara ed è che la gente applica

in maniera molto intuitiva questo principio fondamentale della teoria dei segni.

Certo se uno è matto ed è preparato a sostenere qualsiasi tipo di costo! Una

delle città che abbiamo analizzato sui tassisti è stata Belfast dove c’è gente che

uccide per questioni di valore.

Una ventina di tassisti sono stati uccisi per ragioni puramente settarie: “sei

cattolico e allora ti ammazzo”.

Per cui il valore in questo caso non consiste nel rapinare per pochi soldi

come succede a New York, che è l’altra città analizzata, ma consiste nel “piacere”

di uccidere. A Belfast hanno investito tantissimo e hanno avuto successo

nell’individuare i segnali di un cliente vero.

La conclusione per capire il principio fondamentale della teoria dei segnali

è che “se tu bevi dal calice che mi stai dando è ovvio che questo calice non è

avvelenato”.

Intervento: E nel caso di una asimmetria informativa? Cioè io non ho gli

elementi per conoscere il perché lei si spaccia per un altro.

Gambetta: sono tutti casi di asimmetria. Uno poi può avere molteplici tipi.

Ad esempio. il cliente di un tassista può salire a bordo con diversi tipi ma questo

può essere un tassista vero, uno che ruba o un pervertito sessuale che mi porta in

giro per approfittare di me. Può giocare contro tanti tipi allo stesso tempo non

contro uno solo. Non solo si può distinguere tra buoni o cattivi ma anche tra tanti

tipi di cattivi

Intervento: In qualche caso qualcuno riesce ad avere la forza, l’energia,

l’ideologia, i valori, l’occasione per far credere quello che non è a costi altissimi e

quindi riesce “a bere dal calice avvelenato”. I 19 disgraziati che hanno buttato giù

le torri gemelle hanno bevuto dal calice avvelenato. Uno che si presenta

5 Si tratta di Gambetta D. Hammill H. (2005), Streetwise. How taxi drivers establish their

customers’ trustworthiness, Russell Sage Foundation, New York

all’aeroporto e sale su un aereo è un segnale chiaro che non vuole cadere con

l’aereo ma non è sempre così.

Intervento: questo in economia è ciò che si chiama meccanismo dello

strategic proof. Ma può sempre esistere una maniera di violare questo

meccanismo?

Gambetta: questo nella teoria dei segni si chiama equilibrio semi-separato,

vuol dire che nella maggior parte dei casi il segnale sarà vero, che il solo modello

potrà rappresentarlo ma in qualche caso ci sarà qualcuno che non è il modello ma

che è il mimico che potrà permettersi di farlo.

Tuttavia, ciò che possiamo dire è che non si possono fare ragionamenti

universali, nel senso che ogni situazione ha la sua dinamica. Supponete che un

terrorista riesca ad ingoiare un sacco di tritolo e riesca a farlo esplodere. Il giorno

dopo si sarà costretti ad installare una macchina a raggi x in tutti gli aeroporti.

Semplicemente passare per le barriere attuali non rivela più gli eventuali pericoli,

non è più sufficientemente discriminante. Dunque, la fiducia che il gonzo (le

autorità aeroportuali) ha nel modello (il passeggero normale) si corrompe e i due

devono pagare un costo: il gonzo deve mettere le macchine ai raggi x e il modello

deve esporsi ai raggi x ogni volta che si vola. Il costo si può alzare ma se troppo

alto si arriva ad un punto di rottura. Chi viaggia frequentemente e sa che i raggi x

sono dannosi dovrà rivedere tutto quanto. Comunque a parità di benefici un

aumento dei costi implicherà una diminuzione dei passeggeri. Un esempio. Se oggi

sei un uomo tra i 18 e i 35 anni con caratteristiche medio-orientali e ti presenti in

una scuola di volo americana chi vuoi che ti faccia lavorare? Questa diventa una

comunicazione impossibile e bloccata. I costi per provare di essere in buona fede

sono ben aldilà dei benefici di imparare a volare ed è meglio fare un altro mestiere.

Intervento: Vi sono dei casi in cui il problema dei costi diventa quasi

irrilevante perché ad esempio nel caso della preparazione di un agente segreto che

è al servizio di uno stato straniero i costi vengono sopportati direttamente

dall’intera collettività. L’agente segreto ha il doppio supporto: uno per la

preparazione tecnologica e l’altro per diventare agente da parte della collettività. Il

gonzo sarà la società che verrà penetrata continuamente dall’agente (il mimico) e il

costo sarà sbilanciato al massimo perché la collettività alimenterà all’infinito

l’attività dell’agente mentre gli sforzi economici per fare muro all’attività verranno


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Sociologia della Devianza, tenute dal Prof. Cirus Rinaldi, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta la relazione del dibattito con Diego Gambetta relativo alla tecnica mimicry.
In particolare, lo studioso riporta una serie di esempi di questa tecnica nel mondo umano (soprattutto tra i componenti della mafia) e animale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della Devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Rinaldi Cirus.

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