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Inabissamento demografico Appunti scolastici Premium

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del menagement, tenute dal Prof. Piero Pagnotta nell'anno accademico 2011 e consiste nell'intervento di Nadio Delai al Convegno “Le politiche della fiducia: i Piani Locali Giovani e lo sviluppo del Paese” dell'aprile 2009, in cui è analizzata... Vedi di più

Esame di Filosofia del management docente Prof. P. Pagnotta

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inabissamento legato all’anomala durata del periodo

2) un

“preparatorio” giovanile. Lo schema della convivenza generazionale è

passato infatti:

– da una situazione tradizionale che vedeva un periodo giovanile

molto breve, un periodo adulto molto lungo ed attivo ed infine un

periodo di vita anziana sostanzialmente breve e declinante;

– ad una situazione come quella di oggi, in cui il periodo giovanile si è

allungato a dismisura e i giovani stentano ad abbandonare la casa

della famiglia di origine sino a ben oltre i 30 anni, mentre il periodo

adulto tende a restringersi e a frammentarsi anche in periodi di

inoccupazione, mentre contemporaneamente si prolunga a sua volta

periodo anziano (basti pensare a quest’ultimo

a dismisura il

proposito che nel Censimento del 1951 gli ultracentenari in Italia

erano 164 unità, mentre oggi superano largamente le 11.000 unità).

È evidente che l’inabissamento all’interno della famiglia di origine “fa

ruolo pubblico e incisività del mondo giovanile rispetto ai

scomparire”

lontani anni ’60. E contemporaneamente il mondo anziano che gode di

condizioni di vita migliorative rispetto al passato e rafforza

progressivamente la soggettualità dei suoi componenti tende a togliere

spazio alle generazioni più giovani;

inabissamento nell’attesa del ricambio generazionale.

3) un È evidente

che la demografia cambia i giochi anche sul piano lavorativo, favorendo

l’invecchiamento delle persone e la permanenza delle medesime nelle

posizioni di responsabilità occupate, siano essi titolari d’azienda,

dirigenti d’impresa o dirigenti della Pubblica Amministrazione. A

questo proposito si corre perciò il rischio di consumare una generazione

giovane che resta in attesa di poter sostituire la generazione che la

“sindrome

precede, dando origine ad una vera e propria di Carlo

d’Inghilterra” e creando le premesse per una successione dei nipoti

anziché dei figli di prima generazione;

4) un inabissamento nel sistema di protezione familiare (troppo)

“lungo”. È evidente che ormai da anni si gioca una partita di

condivisione degli spazi di vita all’interno della famiglia di origine,

cercando di eliminare le zone di conflitto e di trovare una convivenza

da una parte e dall’altra.

che sia soddisfacente 3

STUDI & STRATEGIE DI SISTEMA

Sono finiti i tempi di Edipo (con la contrapposizione all’autorità paterna

e a tutto ciò che ad essa assomigliava, tipica degli anni ’60), mentre si è

entrati nell’era di Narciso (in cui non c’è contrapposizione con la parte

un’“autorealizzazione

genitoriale, bensì alla ricerca di personale” piena,

con tutti i rischi del caso). Naturalmente il prolungamento della

permanenza dentro la famiglia di origine trova un chiaro “concorso di

colpa” da parte genitoriale e da parte dei giovani contemporaneamente:

non basta dire che manca il lavoro, manca la casa e così via; in realtà

manca abbastanza energia per uscire dallo schema e immaginare la fase

di vita adulta che ogni generazione deve saper interpretare a suo modo;

5) un inabissamento nella realtà locale. È fuori discussione che si è

davanti ad un problema di mobilità bassa sia sul piano sociale e

professionale sia sul piano educativo (con troppe università frammentate

e sotto casa), sia sul piano lavorativo (con la scarsa propensione a

trasferirsi). Il territorio è stato ed è certamente importante come

garanzia, sostegno, protezione, ma non è bastevole ad aprire gli orizzonti

possibili che un giovane può e deve avere davanti a sé;

L’esperienza ci dice quanto importante

6) un inabissamento nel virtuale.

è diventato il virtuale nel vissuto giovanile anche a scapito di un

disequilibrio evidente sul piano della relazionalità: questa si è infatti

arricchita sul fronte virtuale, ma si è parallelamente impoverita sul

fronte della relazionalità reale. Non c’è solo la chiusura all’interno della

propria camera presso la casa dei genitori, con tutti gli strumenti di

comunicazione a disposizione, ma c’è anche un mutamento di cultura

collettiva che porta all’estremo la spinta individualistica, molecolare

degli individui che sembrano diventare sempre più informati e autonomi

nel momento in cui si muovono nel virtuale e contemporaneamente

sempre più impacciati e a disagio quando si deve passare alla realtà delle

relazioni effettive tra le persone (senza contare che sempre più si perde

la capacità di giudizio e di critica nei confronti degli strumenti, pur

importanti, basati sul web: la frase “l’ho visto in Internet o l’ho letto in

Internet” sembra assumere una forma di autorevolezza autoconsistente

ingenuamente riconosciuta dagli utenti, che assomiglia sin troppo alla

frase dei nostri nonni quando affermavano, altrettanto ingenuamente,

“l’ha detto la televisione”);

7) un inabissamento nel presente. È fuori discussione che le giovani

generazioni vivono una situazione sostanzialmente presentista,

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STUDI & STRATEGIE DI SISTEMA


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia del menagement, tenute dal Prof. Piero Pagnotta nell'anno accademico 2011 e consiste nell'intervento di Nadio Delai al Convegno “Le politiche della fiducia: i Piani Locali Giovani e lo sviluppo del Paese” dell'aprile 2009, in cui è analizzata la condizione giovanile di inabissamento demografico, legato a:
[list]
l’anomala durata del periodo “preparatorio” giovanile;
il lento ricambio generazionale;
il toppo lungo sistema di protezione familiare.
[/list]


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Pagnotta Piero.

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