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l’origine, art. 2472 c.c. , regime della cessione del contratto ovvero la « posizione di socio » ,

del primo effetto (l’assunzione dell’obbligo), non sembra contestabile la deriva dall’art. 2472 del

secondo, la liberazione - decorso il triennio - del trasferente, questa potendo, nella cessione del

contratto, essere dal ceduto (soluzione coerente, allora, nelle società cd. personali; nelle

disattivata

società a rischio limitato, invece, la della liberazione del trasferente appare

costanza

19

sistematicamente fisiologica ). La seconda: l’eventuale ambulatorietà, se fattibile, pattizia della

cautela, qualora fosse concretamente prospettabile, è irrilevante per l’ente beneficiario e, perciò,

l’analisi della reazione del trasferimento della partecipazione sulla cautela è confinata nella

cessione, di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria.

ex latere debitoris,

Le osservazioni svolte consentono, infine, di porre l’accento su un altro profilo, quello del capitale

sociale; guardando, infatti, il conferimento d’industria, si può adottare una prospettiva interna ed

una esterna. Mentre, all’esterno, verso i creditori della società, la legge sembra reputare equivalente

la prestazione d’industria al denaro, all’interno, nei rapporti tra i soci ovvero tra il socio d’industria

e la società, la preminenza sembra attribuita alla prestazione d’industria. Potrebbe, pertanto,

20

risultare poco sostenibile la tesi che individua nel « valore » l’oggetto del conferimento , del resto

21

priva nell’ambiente normativo italiano di un sicuro aggancio testuale . Si potrebbe aggiungere che

(i) la funzionalità della cautela è da misurarsi nella dimensione del rapporto tra valori, quello

conferito e quello incamerato nell’adempimento della prestazione, di guisa che, in tesi equivalenti,

22

la recuperabilità (nuova prospettiva dell’espropriabilità ) dell’entità conferita è indifferente;

cosicché (ii) tende a sfumare la tra « funzione di garanzia » (: è la – concreta -

querelle indifferente

recuperabilità) e « funzione produttiva » (: è l’industria al denaro) del capitale sociale.

equivalente

3) Regimi applicabili: indicazioni e controindicazioni

Passando alla rassegna dei regimi applicabili al trasferimento, in assenza di disposizioni pattizie,

si possono indicare i seguenti.

16 Sull’art. 2356 c.c., d’Alessandro, p. 170 e ss.

op. cit.,

17 Santini, p. 169 e ss.

op. cit.,

18 Per Ferri, « la successione nel debito è la necessaria conseguenza della successione nella posizione di socio che

consegue normalmente alla circolazione dell’azione », 3° ed., in fondato

Le Società, Trattato di Diritto Civile Italiano,

da Vassalli, Vo. X, Tomo 3°, Torino, 1989, p. 464.

19 La essendo un espediente di carattere eccezionale, finalizzato a non « escludere del tutto la circolabilità dei

Spaltung

titoli emessi a fronte di » conferimenti di beni in godimento, Olivieri, I conferimenti in natura nelle società per azioni,

cit., p. 230.

20 Per un accenno, v. Portale, in

Profili dei conferimenti in natura nel nuovo diritto italiano delle società di capitali,

2003, p. 1670.

Corr. Giur.,

21 Si veda anche l’art. 151 della Legge Fallimentare che àncora l’escussione della cautela al ricorso dei « presupposti ».

Di conseguenza, parrebbe sottointendere la subordinazione dell’escussione delle cautele alla difettosa percezione delle

utilità ricavate (o ricavabili) dal conferimento d’industria, per cui, sembra esservi spazio circa una

a contrario,

valutazione sull’adempimento (lato e non per apprezzamenti circa la recuperabilità o meno dell’utilità del

sensu)

conferimento, il quale si esaurisce con la percezione delle utilità.

22 A cui è dedicata la monografia di Olivieri, cit.,

I conferimenti in natura nelle società per azioni, passim. 5

23

Intrasferibilità. E’ la disciplina per cui propende anche la dottrina francese nelle riflessioni

A)

conseguenti all’ammissione del conferimento d’industria nella SARL, l’accessibilità al quale, dal

24

2001, non è più limitata alle imprese artigianali a carattere familiare . Naturalmente, in tale ipotesi,

si elimina in radice il problema di liberazione del trasferente e di trasferimento dell’obbligo di

conferimento.

L’intrasferibilità potrebbe fondarsi su un divieto ovvero Il primo sembra

legale convenzionale.

prospettabile secondo una duplice graduazione. In senso assoluto, si dovrebbe ritenere esistente

un’implicita deroga legale all’art. 2469, I comma, c.c. non suscettibile, a sua volta, di deroga

pattizia (sull’esempio dell’inalienabilità delle azioni di cui all’art. 2343, III comma, c.c.): è ipotesi

di difficile accoglimento, non rinvenendosi elementi testuali o sistematici idonei a riconoscerne la

cittadinanza. In senso relativo, si dovrebbe ammettere la vigenza, nella s.r.l., di un precetto simile

all’art. 22, d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 96, prescrivendo, in regime legale derogabile, il consenso di

tutti i soci in caso di cessione, per atto tra vivi, di partecipazione sociale in una società tra avvocati.

Anche questa soluzione sembra contrastare significativamente con l’art. 2469, I comma, c.c. che,

invece, adotta una prospettiva esattamente rovesciata. L’ipotesi di un di

divieto convenzionale

trasferibilità dovrebbe fondarsi sulla stima della clausola dell’atto costitutivo abilitante il

conferimento d’industria quale « contraria disposizione » capace, ai sensi dell’art. 2469, I comma,

c.c., di derogare alla libera trasferibilità della partecipazione: sicché disporre una clausola di

gradimento mero o di intrasferibilità – si noti: relativamente ad una singola partecipazione - sarebbe

equivalente alla previsione di un socio d’industria. Oltre a questa evidente forzatura, la

controindicazione maggiore si annida nell’inderogabile riconoscimento, in capo al socio d’opera,

25 .

del diritto di recesso di cui all’art. 2469, II comma, c.c.

Ad un livello di analisi di più ampio respiro - mettendo da parte la circostanza che, qualora la

durata della prestazione d’industria non fosse coincidente con la durata della società, si dovrebbe

ipotizzare una intrasferibilità a tempo (fino all’esecuzione integrale della prestazione) - ad uno

sguardo più generale, si diceva, si deve sottolineare come il collegamento della personalità della

23 Le quote del socio d’industria sono « », 3, fasc. 73-10, p. 9.

incessibles, intransmissibles Juris Classeur, Sociétés,

Nello stesso senso, riferendosi al diritto vigente fino al 2001, 15° ed.,

Ripert-Roblot, Traite de Droit Commercial, Paris,

1993, p. 723; nonchè per le di in

parts d’industrie société civile professionnelle, Apports, ad Vocem, Encyclopédie

Vol. I, 1999, p. 31.

Dalloz, Sociétés, Paris,

24 La possibilità di apportare industria nelle SARL fu introdotta dalla 10 1982 n° 270 che, modificando l’art.

Loi juillet

223-7, specificò: «

Code de commerce, les parts sociales ne peuvent représenter des apports en industrie. Toutefois,

lorsque l'objet de la société porte sur l'exploitation d'un fonds de commerce ou d'une entreprise artisanale apporté à la

société ou créé par elle à partir d'éléments corporels ou incorporels qui lui sont apportés en nature, l'apporteur en

nature, ou son conjoint, peut apporter son industrie lorsque son activité principale est liée à la réalisation de l'objet

social. Sans préjudice de l'application du deuxième alinéa de l'article 1844-1 du code civil, la quote-part du conjoint

apporteur en industrie dans sa contribution aux pertes est déterminée par les statuts sans qu'elle puisse être supérieure

à celle de l'associé qui a le moins apporté. Les statuts déterminent les modalités selon lesquelles ces parts sociales sont

».

souscrites

25 Lo notano Cassottana-Pollio, in fasc. 2, 2003, p. 383.

I conferimenti di servizi, Analisi Giuridica dell’Economia, 6

prestazione (direi sempre indivisibile) con l’identità del soggetto tenuto ad eseguirla si riguarda

esclusivamente dal punto di vista dell’utilità economica ricavabile dalla prestazione quale

26

comportamento o risultato del comportamento del soggetto passivo : l’identità del quale si riflette

potenzialmente nella personalità della prestazione, capace di rendere la partecipazione refrattaria ad

27

una misurazione astratta . Il bilanciamento, cioè, tra contegno solutorio e risultato,

28 è una

l’apprezzamento della « necessità programmatica d’un adempimento personale » quaestio

29 : ciò che rileva, in definitiva, è l’acquisizione delle correlative utilità, la produzione

voluntatis 30 . Occorre,

delle quali è solo di norma esclusiva di un numero ristretto di soggetti

in potestate

infine, specificare che la soluzione della dottrina francese può risultare plausibile nella misura nella

quale si rammenti che, in quel sistema giuridico, il conferimento d’industria, sebbene renda il

31 32

conferente socio , non è imputato a capitale sociale ; meno plausibile, al contrario, appare nel

diritto italiano, il capitale sociale, nelle società a rischio limitato, rivendicando (anche) una funzione

33

volta a propiziare il trasferimento della partecipazione sociale .

Trasferibilità/intrasferibilità in funzione della fungibilità o meno della prestazione. Gli

B)

argomenti esposti, potrebbero consigliare, allora, la riconducibilità della trasferibilità o meno della

partecipazione d’industria ad una valutazione, caso per caso, della fungibilità o meno della

34

prestazione . Indipendentemente dalla ricostruzione giuridica della liberazione del trasferente e

dell’assunzione dell’obbligo del nuovo socio, questa soluzione, se manifesta il pregio della

26 Sistematicamente si noti che nel diritto comune il limite nell’adempimento del terzo non è rappresentato dalla volontà

del creditore bensì dal suo interesse: l’inesattezza soggettiva è tollerata e tutelata dell’ordinamento

ex latere solventis

purché vi sia esattezza oggettiva, soddisfacimento dell’interesse del creditore (per una completa ed aggiornata

panoramica sul punto v. Turco, in a cura di P. Schlesinger,

L’adempimento del terzo, Il Codice civile commentato,

Milano, 2002).

27 Si noti che la prestazione di servizi può essere (come accade di frequente) fornita non solo da una persona fisica ma

anche da una persona giuridica. Relega il conferimento d’industria alle sole persone fisiche, Le Cannu, Droit des

2° ed., 2003, n. 214.

Sociétés, Montchrestien,

28 Spada, Padova, 1974, p. 245.

La tipicità delle società,

29 È stato efficacemente scritto che « un “comportamento” del debitore è sempre » ed un « “risultato”

in obligatione

(…) è sempre necessario »; ciò che varia è « la proporzione dei due elementi, cosicché vi sono rapporti in cui il

“comportamento” prevale rispetto al “risultato” o viceversa, secondo una amplissima gamma di valori », Giorgianni,

3° ed., Milano, 1975, p. 227.

L’inadempimento. Corso di diritto civile,

30 Non sembra possibile reputare connotato essenziale del conferimento d’industria la sua (solo socio-

a priori

economicamente normale) infungibilità.

31 La legge 15 maggio 2001, modificando l’art. 223-7, al. 2, ha consentito il conferimento di

Code de commerce,

industria, idoneo, come visto, ad attribuire al socio « parts sociales, assimilées à celles attribuées aux autres associés,

», Guyon, Tomo I, 11° ed., Paris, 2001, p. 523 ; nonché in

mais qui ne font pas partie du capital Droit des affaires,

giurisprudenza, Cass. 30 2004, in 2004, p. 855.

mars Rev. Sociétés,

32 L’art. 1843.2, al. 2, recita «

Code Civil, les apports en industrie ne concourent pas à la formation du capital social

mais donnent lieu à l'attribution de parts ouvrant droit au partage des bénéfices et de l'actif net, à charge de contribuer

». La disposizione fu inserita dalla L. 10 1982 n° 270 per coordinare l’ammissione, nella SARL, del

aux pertes juillet

conferimento d’industria.

33 Sembra accennarlo Miola, in

Capitale sociale e conferimenti nella « nuova » società a responsabilità limitata, Riv.

2004, p. 708, nota 127.

Soc.,

34 In tema di compatibilità tra conferimento d’opera e clausola di libera circolazione della quota nelle società di persone,

distingue a seconda che la prestazione d’opera sia fungibile o meno e ne attribuisce il rilievo di Piscitello,

quaestio facti,

pp. 72 e ss..

op. cit., 7

35

flessibilità, si incentra su una distinzione tra le più enigmatiche e sconta un tasso di incertezza non

solo su chi debba compiere l’apprezzamento, ma anche la valutazione della

sincronico, diacronico,

fungibilità potendo variare nel tempo.

Dissociazione tra obbligo di conferimento e partecipazione sociale. Si potrebbe ancora

C)

immaginare una dissociazione, tra l’obbligo d’apporto, persistente sul trasferente, e le

Spaltung,

situazioni giuridiche soggettive attive, trasferite al nuovo socio, seguendo una teorica maturata

36

essenzialmente in tema di conferimenti in natura nelle società azionarie in connessione alla

circolazione della partecipazione azionaria al fine di gravare il conferente delle obbligazioni

derivanti dagli artt. 2254 e 2255 c.c.. Nel conferimento d’industria, stante l’inapplicabilità dell’art.

2472 c.c. – il connotato peculiare del quale è la liberazione del trasferente – la dottrina della

non sembra del tutto incompatibile, salvo due considerazioni: (i) nel diritto delle società a

Spaltung

rischio limitato, è una ricostruzione a valenza eccezionale ed in stretta connessione con la normale

conformazione dell’azione quale (ii) non sembra semplice individuare le

titolo di credito;

conseguenze di un eventuale inadempimento del conferente, dovendosi, probabilmente, ritenere

operanti, svolgendo un riflesso organizzativo, rimedi nei confronti del nuovo socio.

Trasferibilità con inadempimento. Le controindicazioni messe in luce nei regimi precedenti

D)

potrebbero immunizzarsi, forse, reputando il trasferimento della partecipazione sociale d’industria

quale inadempimento: il trasferimento della partecipazione sociale, pur sempre libero, è, in

quest’ottica, incompatibile con l’adempimento perché (salvo a ritenere operante la Spaltung)

impedisce l’acquisizione dell’utilità promessa. Si perverrebbe, quindi, ad una situazione di questo

tipo: (i) il socio d’industria sarebbe libero di cedere la partecipazione sociale – pienamente

operando il principio della libera trasferibilità – rendendosi inadempiente e, perciò, correndo il

rischio dell’attivazione della cautela; (ii) l’Ufficio di Amministrazione della società potrebbe

decidere, sotto la propria responsabilità, alternativamente, di (α) attivare la cautela, con la

conseguenza che l’obbligo d’apporto sarebbe dal nuovo socio ma

assunto contemporaneamente

(ß) non attivare la cautela, rendendo esigibile l’obbligo d’apporto gravante sul nuovo socio.

estinto

Tale ricostruzione, basata su un “inadempimento reversibile”, appare, aderente al dato

forse,

normativo e in grado di produrre, in termini di sintassi di interessi, una soluzione apprezzabile che

altresì risultare coerente con la disciplina regolante l’inadempimento per mancata

potrebbe

esecuzione della prestazione. Al socio d’industria inadempiente (: perché non esegue correttamente

la prestazione), infatti, sembra assai difficile reputare applicabile l’art. 2466 c.c. nella misura nella

quale si rifletta su ciò: all’inadempimento consegue l’attivazione della procedura di escussione della

cautela rendendo sostanzialmente inutile la cd. procedura di vendita in danno. I « decimi » da

35 Espressione di Mazzamuto riportata in di Majo, 4° ed., Milano, 2003, p. 305.

La tutela civile dei diritti,

36 V. Portale, Milano, 1974, p. 31 e ss.

I conferimenti in natura « atipici » nelle S.p.a.. Profili critici, 8


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Commerciale, tenute dal Prof. Luigi Salamone nell'anno accademico 2007.
Il documento riporta l'intervento del Dott. Maurizio Onza al Convegno del 26/01/2007. La relazione affronta i seguenti argomenti: circolazione e trasferimento quota di S.r.l., trasferimento quota di partecipazione del socio d'opera o di servizi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Cassino - Unicas
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cassino - Unicas o del prof Salamone Luigi.

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