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Impresa artigiana - Capitale garantito

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Commerciale, tenute dal Prof. Luigi Salamone nell'anno accademico 2007.
Il documento riporta l'intervento del Professore al Convegno del 26/01/2007. La relazione analizza i seguenti aspetti dell'impresa artigiana: conferimenti,... Vedi di più

Esame di Diritto Commerciale docente Prof. L. Salamone

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testuali, di indurre erroneamente alla “cristallizzazione” del valore del conferimento al

momento della sottoscrizione, anziché al momento della liberazione. Come è noto, per i

conferimenti in natura la stima legittimamente assume a riferimento il valore storico del

bene apportato, perché vige la regola della immediata liberazione (art. 2464.5, II periodo,

c.c.). Infatti, nella formulazione reticente dell’ art. 2476.1 c.c., soprattutto se comparata alle

previsioni, in tema di s.p.a. (v. art. 2381; art. 2392 c.c.), in presenza di una stima effettuata

ai sensi dell’art. 2465 c.c. gli amministratori potrebbero invocare una interpretazione

restrittiva delle disposizioni in tema di responsabilità (“gli amministratori sono solidalmente

responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti

dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società”), così da circoscrivere

il loro controllo alla sola verifica della esecuzione delle prestazioni d’opera e di servizi,

assumendo che la valutazione già è stata effettuata da un esperto. Naturalmente, la

interpretazione formalista non sarebbe inattaccabile anche in presenza della relazione

giurata, fermo restando l’obbligo di presentare una contabilità veritiera e corretta alla

compagine sociale; ma non si può del tutto escludere una qualche presa in sede giudiziaria.

7. Segue. La cristallizzazione del valore del conferimento ad un momento antecedente a quello

della liberazione contrasta apertamente con la volatilità dei valori pecuniari delle prestazioni

d’opera. Il conferimento d’opera è sottratto alla regola della immediata liberazione: altro è

valutare se la garanzia prestata a fronte di conferimenti d’opera costituisca un succedaneo

della liberazione idoneo a guadagnare la limitazione del rischio al socio unico (art. 2462.2

c.c.) nonché a legittimare l’aumento di capitale prima della esecuzione delle prestazioni

promesse (art. 2481.2 c.c.). Per i beni in natura e per i crediti la immediata liberazione rende

i medesimi “ricchezza presente”, scambiabile contro denaro dalla società e dunque dotata di

attuali valori di scambio; cosicché la stima non ha riguardo ad una prospettiva temporale,

ma si riferisce al valore (di scambio) del bene nel momento stesso in cui questo è acquisito

al patrimonio della società. Per le prestazioni d’opera e di servizi invece la stima ex ante non

può non essere “prospettica”, avendo per oggetto “ricchezza assente” (mi rallegro di

trovarne conferma in questo convegno nella relazione dell’aziendalista, Prof. Trequattrini);

sicché - come detto più sopra [punto n. 5] - non può legittimamente ricadere sulla società il

rischio della mancata conversione di quest’ultima in “ricchezza presente”.

8. Segue. Possiamo anche immaginare, in una versione meno formalista e più moderata della

interpretazione, che la perizia nulla sottragga ai doveri degli amministratori a) di confrontare

valori di libro e valori di acquisizione e b) di presentare una contabilità veritiera. Ma a

questo punto la perizia sarebbe del tutto inutile: peggio, rappresenterebbe un inutile costo

per la costituzione della società. Viceversa, in mancanza della perizia giurata gli

amministratori sono senz’altro spronati a continue verifiche sul valore pecuniario delle

prestazioni a mano a mano che esse sono acquisite al patrimonio sociale: sarebbe infatti del

tutto infondato interpretare il reticente art. 2476.1 c.c. nel senso che in questo non sia

compreso un generale obbligo di salvaguardia del patrimonio sociale, risalente all’obbligo

generale del compimento di ogni atto necessario od anche soltanto utile alla realizzazione

dell’interesse gestito (art. 1708.1; art. 1710; art. 1176 c.c.).

9. In ultima analisi: la interpretazione favorevole all’applicazione dell’art. 2465 c.c. conviene

ad amministratori, ad intermediari istituzionali che prestano garanzie; la interpretazione

contraria conviene alla società e ai suoi creditori. Collocherei invece in posizione neutrale

notai e professionisti della stima (dottori commercialisti e quant’altri): per i primi la

relazione giurata non attenua la responsabilità professionale, posto a) che la stima non è loro

La polizza di assicurazione o la fideiussione bancaria prestate ai sensi dell'art. 2464, comma 6, c.c., devono garantire l’adempimento

dell’obbligo di eseguire le prestazioni d’opera o di servizi, potendo pertanto essere escusse dalla società conferitaria in caso di

inadempimento parziale o totale dell’obbligo medesimo o in caso di sua impossibilità parziale o totale.

La mancanza di un espresso rinvio alla disciplina delle prestazioni accessorie nella s.p.a. (art. 2345 c.c.) non fa venir meno la

possibilità che l’atto costitutivo di s.r.l. stabilisca l’obbligo dei soci di eseguire prestazioni accessorie, determinandone contenuto,

durata, modalità e compenso. 3 SALAMONE-sintesi della relazione 26.1.07

competenza e b) che essi debbano tuttavia indicare tutti gli elementi della operazione

economica nell’atto rogando (ai sensi, al vertice, dell’art. 1346 c.c.); i secondi non perdono

lavoro, perché è lecito, anzi forse auspicabile che nella stima ex post gli amministratori si

avvalgano della loro collaborazione (senza comunque applicare l’art. 2465 c.c.). Insomma,

l’interpretazione estensiva dell’art. 2465 c.c. sembra inutile, quando non dannosa.

10. Quattro conseguenze, la prima di ordine sistematico, le altre di ordine applicativo.

11. Il capitale nominale e il conferimento. Impregiudicata restando la funzione di salvaguardia

del capitale nominale (= ripensare l’investimento e/o interrompere l’iniziativa sociale in

caso di sovraindebitamento non sostenibile; altri parla della regola “ricapitalizza o liquida”),

sarei propenso a correlare la disciplina del controllo sull’acquisizione dell’effettivo valore

del conferimento piuttosto alla tutela della integrità del capitale di rischio (l’unico del quale

è predicabile, semmai, una funzione produttivistica: Spada; non “rilancia”, invece, una

lettura produttivistica del nominale l’art. 2464.2 c.c., per cui “possono formare oggetto di

conferimento tutti gli elementi dell’attivo suscettibili di valutazione patrimoniale”; formula

che rievoca la II Direttiva e correlabile unicamente al capitale di rischio). Proprio su queste

basi immaginerei che oggetto del conferimento siano le prestazioni d’opera e di servizi, solo

in quanto mezzo di conversione di ricchezza assente in ricchezza presente, espressa in un

valore pecuniario che il socio al momento della sottoscrizione si impegna a prestare, in uno

od altro modo: la disciplina della integrità del capitale impone di pensare all’obbligo del

socio d’opera secondo la logica di un “debito di valore” (così, se ben intendo, Portale;

Sciuto) o, che è lo stesso, di prestare entità scambiabili contro denaro, seppure in un

momento differito nel tempo. Parlerei, in ultima analisi, di «conferimento di denaro con

facoltà alternativa»: l’impossibilità della seconda non determina estinzione dell’obbligo

principale, comunque assistito da garanzia (o da cauzione). Riprenderei così una lettura,

espressa peraltro in relazione al conferimento di denaro garantito ai sensi dell’art. 2464.4

c.c. (G. Olivieri): il conferimento (di denaro) con facoltà alternativa (prestazione d’opera o

di servizi) configura una operazione economica dalla funzione in senso lato creditizia. Il

socio, che pur obbligandosi a prestare denaro, si trovi in difetto di liquidità, può investire

sulla propria capacità lavorativa e reddituale. Ma laddove questa capacità non si traduca

anche in reddito della società, rimane il suo obbligo di prestare denaro. E se questo è il senso

della operazione si giustifica l’applicazione dell’art. 2466 c.c. anche ai casi di svalutazione

involontaria dell’apporto d’opera [retro, punto n. 5]. Resta inalterata, ad ogni modo, la

funzione del capitale nominale: la disciplina del conferimento con facoltà alternativa

permette soltanto di prevenire l’applicazione della regola “ricapitalizza o liquida” -

attraverso una procedura articolata, dapprima, nella escussione di garanzie / nel

trattenimento di cauzione, nonché, poi, se del caso, nella definizione dei rapporti per

mancata attuazione del conferimento - nella considerazione che il conferimento d’opera e di

servizi permette di procurare al patrimonio sociale attività il cui valore pecuniario potrà dirsi

certo soltanto al momento della effettiva acquisizione. Di qui il senso della iscrizione di

attività meramente contabili a conto economico, fino a quel momento (non mi conforta

affatto il contrario avviso, sul punto, del Prof. Spada).

12. La garanzia assicurativa. La seconda conseguenza è che assumendo che l’oggetto del

conferimento, e poi del conferimento d’opera, sia anzitutto il valore pecuniario espresso

dalle entità che si vincolano alla iniziativa sociale, si ottiene un importante risultato. Infatti,

identificando (erroneamente) l’oggetto del conferimento nella prestazione dovuta, allorché si

ricorra alla garanzia assicurativa (art. 2464.6 c.c.), il principio indennitario (art. 1905 c.c.) –

che non vedrei ragione di disapplicare nel caso in esame – potrebbe ridurre fino ad annullare

l’indennizzo alla società per mancata acquisizione del valore promesso, visto che ciò che è

indennizzabile è sempre e solo il valore effettivo (non quello promesso in sede di

sottoscrizione) della prestazione non acquisita. L’indennizzo coprirebbe insomma solo i casi

di mancata esecuzione della prestazione, in tutto od in parte, non i casi di svalutazione della

4 SALAMONE-sintesi della relazione 26.1.07


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Commerciale, tenute dal Prof. Luigi Salamone nell'anno accademico 2007.
Il documento riporta l'intervento del Professore al Convegno del 26/01/2007. La relazione analizza i seguenti aspetti dell'impresa artigiana: conferimenti, tutela dell'integrità del capitale, stima del capitale, sovrastima e svalutazione, garanzie assicurative, bancarie e a scalare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Cassino - Unicas
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cassino - Unicas o del prof Salamone Luigi.

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