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Immobilizzazioni immateriali Appunti scolastici Premium

L'appunto analizza settorialmente le varie immobilizzazioni immateriali. Si parte da una definizione di immobilizzazioni materiali, per poi passare alle condizioni di iscrizione nel bilancio contabile dell'impresa e alla fondamentale distinzione tra valutazione dell'immobile iniziale o successiva. Infine vengono proposti... Vedi di più

Esame di Bilancio e comunicazione economico-finanziaria docente Prof. A. Tanzi

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Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

immateriali generate internamente

immateriali generate internamente

(fase di ricerca)

(fase di ricerca)

Nessuna attività immateriale derivante dalla ricerca (o dalla

fase di ricerca di un progetto interno) deve essere rilevata.

Le spese di ricerca (o della fase di ricerca di un progetto

interno) devono essere rilevate come costo nel momento in

cui sono sostenute

Nella fase di ricerca di un progetto interno, un’entità non

può dimostrare che esista un’attività immateriale che

genererà probabili benefici economici futuri. Perciò questa

spesa è rilevata come costo quando viene sostenuta

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Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

immateriali generate internamente

immateriali generate internamente

(fase di sviluppo)

(fase di sviluppo)

Un’attività immateriale derivante dallo sviluppo (o dalla fase di

sviluppo di un progetto interno) deve essere rilevata se, e solo se,

l’entità può dimostrare quanto segue:

• la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale in modo da

essere disponibile per l’uso o per la vendita;

• la sua intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o

venderla;

• la sua capacità di usare o vendere l’attività immateriale;

• in quale modo l’attività immateriale genererà probabili benefici

economici futuri. Tra le altre cose, l’entità può dimostrare l’esistenza

di un mercato per il prodotto dell’attività immateriale o per l’attività

immateriale stessa o, se deve essere usata per fini interni, l’utilità di

tale attività immateriale; 12

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

immateriali generate internamente

immateriali generate internamente

(fase di sviluppo)

(fase di sviluppo)

• la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate

per completare lo sviluppo e per l’utilizzo o la vendita dell’attività

immateriale;

• la sua capacità di valutare attendibilmente il costo attribuibile

all’attività immateriale durante il suo sviluppo.

Nella fase di sviluppo di un progetto interno, l’entità può in

alcuni casi, identificare un’attività immateriale e dimostrare che

l’attività genererà probabili futuri benefici economici. Ciò perché

la fase di sviluppo di un progetto è più avanzata della fase di

ricerca. 13

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

immateriali generate internamente

immateriali generate internamente

(fase di sviluppo)

(fase di sviluppo)

• Il costo di un’attività immateriale generata

internamente è rappresentato dalla somma delle

spese sostenute dalla data in cui per la prima volta

l’attività immateriale soddisfa i criteri previsti per la

rilevazione contabile.

• E’ vietata la capitalizzazione di costi in precedenza

rilevati come spese. 14

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

Condizioni per l’iscrizione in bilancio: attività

immateriali generate internamente

immateriali generate internamente

(fase di sviluppo)

(fase di sviluppo)

• Il costo di un’attività immateriale generata internamente

comprende tutti i costi direttamente attribuibili necessari

per creare, produrre e preparare l’attività affinché questa

sia in grado di operare nel modo inteso dalla direzione

aziendale.

• Con riferimento agli oneri finanziari specificatamente

sostenuti per generare internamente un’attività

immateriale, questi possono essere capitalizzati (si veda lo

Ias 23). 15

Valutazione delle immobilizzazioni immateriali

Valutazione delle immobilizzazioni immateriali

Si distingue una valutazione iniziale da quelle

successive:

1. il valore di prima iscrizione in bilancio è il

costo sostenuto;

2. successivamente, si può optare per il modello

del costo o della rivalutazione ossia il modello

della rideterminazione del valore.

16

Valutazione delle immobilizzazioni immateriali

Valutazione delle immobilizzazioni immateriali

Il trattamento contabile delle immobilizzazioni

immateriali è differente a seconda che si tratti di attività

a vita utile finita ovvero attività a vita utile indefinita.

Un’entità deve valutare se la vita utile di un’attività

immateriale è finita o indefinita e, se finita, la sua durata, o

la quantità di prodotti o simili misure che costituiscono la

vita utile. Un’attività immateriale deve essere considerata

dall’entità con una vita utile indefinita (attenzione che

indefinita non significa infinita) quando, sulla base di

un’analisi dei fattori rilevanti, non vi è un limite prevedibile

all’esercizio fino al quale si prevede che l’attività generi

flussi finanziari netti in entrata per l’entità .

17

Modello del costo

Modello del costo

Dopo la rilevazione iniziale al costo:

– un’attività immateriale a vita utile finita, deve essere

iscritta in bilancio al costo al netto degli ammontari

complessivi degli ammortamenti e delle perdite per

riduzione durevole di valore accumulati;

– un’attività immateriale a vita utile indefinita, deve

essere iscritta al costo al netto degli ammontari

delle perdite per riduzione durevole di valore

accumulati. 18

Modello della rideterminazione del valore

Modello della rideterminazione del valore

Dopo la rilevazione iniziale al costo:

– un’attività immateriale a vita utile finita, deve essere

iscritta in bilancio all’importo rideterminato, cioè al

fair value alla data di rideterminazione del valore e

al netto degli ammontari complessivi degli

ammortamenti e delle perdite per riduzione

durevole di valore accumulati;

– un’attività immateriale a vita utile indefinita, deve

essere iscritta all’importo rideterminato, cioè al fair

value alla data di rideterminazione del valore e al

netto degli ammontari delle perdite per riduzione

durevole di valore accumulati.

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Il modello della rideterminazione del valore

Il modello della rideterminazione del valore

• Il valore rivalutato è il fair value della

immobilizzazione immateriale alla data della

rivalutazione, determinato con riferimento ad un

mercato attivo.

• Solo se esiste un mercato attivo – dunque – è

possibile adottare il modello della rivalutazione per le

immobilizzazioni immateriali.

• Le rideterminazioni devono essere effettuate con una

regolarità tale da far si che alla data di riferimento del

bilancio il valore contabile dell’attività non si discosti

significativamente dal suo fair value.

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Il modello della rideterminazione del valore

Il modello della rideterminazione del valore

• Se il valore contabile di un’attività immateriale è aumentato a

seguito di una rideterminazione, l’incremento deve essere

accreditato direttamente a patrimonio netto alla voce

eccedenza (surplus) di rivalutazione. Tuttavia, l’aumento deve

essere rilevato a conto economico nella misura in cui esso

annulla una rideterminazione in diminuzione del valore della

stessa attività rilevata precedentemente a conto economico.

• Se il valore contabile di un’attività immateriale è diminuito a

seguito di una rideterminazione del valore, la diminuzione deve

essere rilevata a conto economico. Tuttavia, la diminuzione

deve essere addebitata direttamente al patrimonio netto come

riserva di rivalutazione nella misura in cui vi siano eventuali

saldi a credito nella riserva di rivalutazione in riferimento a

tale attività. 21

Il modello della rideterminazione del valore

Il modello della rideterminazione del valore

• L’ammontare complessivo dell’eccedenza di rivalutazione

inclusa nel patrimonio netto può essere trasferito

direttamente alla voce utili a nuovo quando l’eccedenza

viene realizzata. L’intera eccedenza può essere realizzata

quando l’attività è dismessa o ceduta. Tuttavia, parte

dell’eccedenza può essere realizzata anche in quanto

l’attività è utilizzata dall’entità; in tal caso, l’importo

realizzato dell’eccedenza è rappresentato dalla differenza

tra l’ammortamento basato sul valore contabile rivalutato

dell’attività e l’ammortamento che sarebbe stato rilevato

ove basato sul costo storico dell’attività. Il giroconto

dall’eccedenza di rivalutazione agli utili portati a nuovo

non transita dal conto economico.

22

Ammortamento ed immobilizzazioni

Ammortamento ed immobilizzazioni

immateriali a vita utile finita

immateriali a vita utile finita

• Il valore ammortizzabile è il costo di un’attività o altro

valore sostitutivo del costo (nel caso si applichi il

modello della rideterminazione), al netto del suo

valore residuo (ossia l’ammontare stimato che l’entità

otterrebbe attualmente dalla dismissione dell’attività

dopo avere dedotto i costi stimati della dismissione,

qualora l’attività avesse già l’età e fosse nella

condizione prevista alla fine della sua vita utile).

• Il valore delle immobilizzazioni immateriali a vita utile

finita deve essere ammortizzato in modo sistematico

nell’arco della vita utile. 23


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

L'appunto analizza settorialmente le varie immobilizzazioni immateriali. Si parte da una definizione di immobilizzazioni materiali, per poi passare alle condizioni di iscrizione nel bilancio contabile dell'impresa e alla fondamentale distinzione tra valutazione dell'immobile iniziale o successiva. Infine vengono proposti il modello del costo e il modello della rideterminazione del valore.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
Docente: Tanzi Anna
Università: Parma - Unipr
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio e comunicazione economico-finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Parma - Unipr o del prof Tanzi Anna.

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