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Figura 1.1: Immigration surplus

Nella figura vengono illustrate le conseguenze dell’arrivo di immigrati sul reddito del paese ospitante.Prima dell’arrivo degli

immigrati il reddito nazionale è pari all’area al di sotto della curva della produttività marginale del lavoro (ABN0). Dopo

l’arrivo degli immigrati la curva dell’offerta di lavoro, che si trovava in corrispondenza della quantità N, si sposta verso

destra. Il reddito nazionale sarà, dunque, pari all’area del trapezio ACL0: di tale quantità, l’area DCLN viene assorbita dai

nuovi lavoratori, mentre l’area del triangolo BCD rappresenta un aumento del reddito di cui beneficiano gli autoctoni.

Dollari Lavoratori

Parte di tale aumento viene chiaramente assorbito dai nuovi lavoratori, che guadagnano la quantità

M, pari all’area DCLN in figura. Sottraendo tale quantità, rimane comunque una parte dell’aumento

del reddito che va a totale beneficio degli autoctoni, ovvero l’area del triangolo BCD, che chiameremo

immigration surplus. Tale area può essere calcolata come:

2)

Ovvero la variazione dei salari per il totale di nuovi lavoratori stranieri diviso due.

curva dell’offerta di lavoro

Occorre sottolineare che tali risultati si ottengono solo se la è

1

anelastica e, di conseguenza i salari dei lavoratori calano con l’arrivo degli immigrati . Se così non fosse,

i lavoratori stranieri assorbirebbero per intero l’aumento dell’output e non ci sarebbe nessun beneficio per

1 L’elasticità esprime il rapporto fra la variazione percentuale di due variabili. Nello specifico l'elasticità dell'offerta di lavoro

misura la variazione percentuale dell’offerta dovuta ad una variazione del prezzo del lavoro. Quanto più la domanda è

anelastica, tanto più il prezzo del fattore è sensibile ad una variazione quantitativa del fattore stesso. 4

gli autoctoni. La perdita derivante dalla diminuzione dei salari è totalmente controbilanciata dal guadagno

per i possessori di capitale, derivanti da un aumento del prezzo del capitale r.

Come detto poco sopra, l’immigration surplus può essere calcolato come:

3) 2

l’immigration

Essendo surplus una parte del reddito nazionale, possiamo riscrivere tale formula come :

4) è l’elasticità del prezzo del lavoro;

Dove s è la parte del reddito nazionale corrisposta al lavoro; e m è la

frazione della forza lavoro di origine straniera.

Occorre sottolineare che il valore dell’immigration surplus è strettamente connesso al valore della

ovvero dell’elasticità. Se il prezzo del lavoro non fosse sensibile all’immissione di lavoratori

variabile e, con l’arrivo di lavoratori straniere; in questo caso la popolazione del

stranieri , i salari non scenderebbero

paese ospitante non avrebbe nulla da guadagnare dall’immigrazione e l’immigration surplus sarebbe

vicino allo zero, poiché l’aumento della produzione sarebbe assorbito per intero dalla remunerazione dei

nuovi addetti. Quanto più la domanda è anelastica, tanto più il prezzo del fattore produttivo è elastico,

ovvero sensibile ad una variazione quantitativa del fattore stesso.

Da ciò deriva anche che l’immigration surplus sarà tanto più ampio quanto più capitale e lavoro

Se lavoro e capitale fossero sostituibili, si deciderebbe di utilizzare l’uno o l’altro

sono complementari.

fattore; in tal caso, i detentori di capitale non guadagnerebbero affatto dall’arrivo di nuova manodopera.

L’immigration surplus si verifica proprio per la complementarità tra il lavoro degli immigrati e il

capitale degli autoctoni. Perciò, anche quando tale surplus non è elevato, l’immigrazione ha comunque

effetti rilevanti sul sistema economico del paese, soprattutto in termini di redistribuzione di reddito dal

lavoro al capitale. Nella fig.1, l’area e il triangolo BDC sono guadagnati per intero da fattori

diversi dal lavoro.

2 Considerando , allora possiamo riscrivere la formula dell’immigration surplus come:

= 5

Solitamente i dibattiti sulle politiche migratorie si focalizzano su questo aspetto. Si tende, perciò, a

considerare solo lo svantaggio di salari più bassi ai lavoratori e del trasferimento di risorse dal fattore

lavoro al capitale, probabilmente a causa della portata limitata del fenomeno dell’immigration surplus.

Per giungere a conclusioni più complete e precise occorre, senza dubbio, tenere conto di entrambe le

facce della medaglia per comprendere a pieno la portata del fenomeno e gli effetti reali dell’arrivo di

lavoratori stranieri sul sistema economico nazionale.

b) Lavoro qualificato e immigration surplus

effettuata fin’ora, abbiamo assunto che tutta la forza lavoro non fosse

Nell’analisi

specializzata; chiaramente questa era un’ipotesi semplificativa non applicabile al mondo nel quale

E’ necessario, a questo punto dell’analisi, introdurre differenze qualitative all’interno della forza

viviamo.

lavoro: consideriamo, quindi, l’esistenza di lavoratori qualificati (skilled workers) e di lavoratori non

qualificati (unskilled workers). In questa seconda parte analizzeremo la relazione fra immigration surplus

e la composizione qualitativa dei flussi migratori, escludendo in un primo momento il ruolo del capitale

per poi elaborare un modello più completo con due fattori della produzione.

 Modello con un solo fattore della produzione:

Consideriamo due classi di lavoratori: lavoratori qualificati ( e lavoratori non qualificati( ), tali

che β sia la frazione di lavoratori stranieri qualificati e b la frazione di lavoratori qualificati tra gli

autoctoni. Come già detto, consideriamo un solo fattore della produzione, ovvero il lavoro, ignorando il

ruolo del capitale. Ipotizziamo, inoltre, che l’offerta di lavoro sia anelastica e che la funzione di

produzione sia lineare, ovvero .

In questo caso l’immigration surplus risulterà positivo fintanto che la composizione qualitativa dei

e β sono

lavoratori stranieri differisce da quella dei lavoratori del paese ospitante, ovvero solo se b

diverse.

L’entità stessa del guadagno è positivamente correlata alle differenze nei due gruppi di lavoratori :

l’immigration surplus sarà maggiore quanto più saranno rilevanti le differenze qualitative fra i lavoratori.

6

Figura 1.2: Immigration surplus e composizione qualitativa dei lavoratori stranieri in un modello senza capitale.

La figura illustra la relazione fra composizione quantitativa della popolazioni in termini di percentuali di lavoratori

qualificati, e immigration surplus. Nel primo quadrante il 50% dei lavoratori autoctoni sono qualificati, perciò i guadagni

saranno massimizzati accogliendo lavoratori stranieri totalmente skilled o totalmente unskilled.

sono per lo più non qualificati, quindi l’ immigration surplus è

Nel secondo quadrante i lavoratori del paese ospitante

massimizzato accogliendo lavoratori qualificati; la situazione opposta è, infine, mostrata nell’ultimo quadrante, nel quale la

maggioranza dei lavoratori autoctoni sono qualificati quindi la migliore politica sarebbe quella di accogliere lavoratori

unskilled. Assumiamo che il 35% dei Assumiamo che il 65%dei

Assumiamo che il 50% dei lavoratori autoctoni siano lavoratori autoctoni siano

lavoratori autoctoni siano qualificati qualificati

qualificati

Surplus

Immigration Frazione di lavoratori immigrati qualificati

In questo caso l’immigration surplus, inteso sempre come frazione del reddito nazionale, sarà dato

dall’equazione: 5) l’elasticità del prezzo

Nella quale è la parte di reddito nazionale corrisposto al lavoro qualificato; è

del lavoro qualificato; è la frazione di forza lavoro composta da lavoratori qualificati, ovvero .

Come detto prima, e b sono la frazione di lavoratori qualificati rispettivamente tra gli immigrati e tra gli

autoctoni.

Tale relazione può essere rappresentate graficamente come in fig.2 . 7

Il primo quadrante illustra la situazione in cui la frazione di lavoratori qualificati tra gli stranieri è

pari al 50% e dunque l’immigration surplus è pari a zero se anche la frazione di lavoratori stranieri

qualificati è pari al 50%. In questo caso il guadagno sarà massimizzato da una politica migratoria che

assecondi i flussi di lavoratori esclusivamente qualificati o esclusivamente non qualificati. Nel quadrante

centrale, i lavoratori del paese sono relativamente poco qualificati; in questo caso i guadagni sarebbero

massimizzati se i flussi fossero composti per lo più da lavoratori qualificati. Se, invece,la forza lavoro del

paese fosse caratterizzata da un’alta qualificazione, il guadagno sarebbe massimizzato favorendo l’arrivo

di lavoratori poco qualificati, come mostrato nell’ultimo quadrante.

Possiamo concludere dicendo che il paese ospitante guadagna ogni qual volta che la composizione

3

degli immigrati differisce da quella dei lavoratori nativi. Tale conclusione è peraltro totalmente coerente

con le teorie del commercio internazionale, che rilevano maggiori benefici nel commercio tra due paesi

con diverse dotazioni fattoriali.

 Modello con due fattori della produzione:

Le conclusioni del capitolo precedente sono dipendenti dall’ignorare il ruolo del capitale nel processo

produttivo; cerchiamo ora di capire cosa succede considerando non uno ma due fattori della produzione.

Inserendo il capitale nel modello, avremo una funzione di produzione lineare del tipo .

Come prima, ipotizziamo che la domanda di fattori produttivi sia anelastica. Riconsiderando il

capitale, dobbiamo anche riconsiderare la possibilità che i due fattori della produzione siano

complementari tra loro, come visto nella prima parte del capitolo. Supponiamo che il 50% della dei

lavoratori di un paese siano qualificati, che il fenomeno migratorio sia di scarsa rilevanza e che anche la

frazione di lavoratori qualificati nella popolazione totale ( sia pari a 50%.

Nel paragrafo precedente abbiamo concluso che in tal caso l’immigration surplus sarebbe stato

massimizzato accogliendo flussi di lavoratori o totalmente qualificati o totalmente non qualificati.

Introducendo il capitale tra i fattori di produzione, però, le conclusioni cambiano.

3 Sottolineo che tali risultati derivano dall’ipotesi iniziale per cui abbiamo escluso il capitale come fattore della produzione. 8

Confrontiamo le due politiche che lo stato potrebbe attuare in questo caso: se si decide di

lavoratori stranieri qualificati, l’immigration

ammettere solo surplus sarà dato da:

6) è l’elasticità del prezzo del

In cui è la parte di reddito totale corrisposto al lavoro qualificato,

lavoro qualificato e la frazione della forza lavoro totale che risulta essere qualificata. Nel caso in cui si

lavoratori non qualificati, l’immigration

decida, invece, di ammettere solo surplus sarà dato da:

7) è l’elasticità del prezzo

In cui è la parte del reddito nazionale corrisposta al lavoro non qualificato, 4

del lavoro non qualificato e è la frazione di lavoratori non qualificati nel totale della forza lavoro.

Figura 1.3:Immigration surplus e lavoro qualificato in un modello con due fattori della produzione

La figura illustra la relazione fra immigration surplus e la frazione di lavoratori qualificati tra gli immigrati in un modello che

consideri il capitale. I guadagni, come si può vedere, sono al minimo nel caso in cui la composizione dei lavoratori sia mista.

Poiché i lavoratori qualificati sono più complementari con altri fattori della produzione rispetto ai lavoratori non qualificati,

surplus

il paese beneficerà di più accogliendo solo immigrati qualificati. Grazie alla presenza di capitale, però, l’immigration

non scendereà mia sotto una certa soglia.

Surplus

Immigration Frazioni di lavoratori immigrati qualificati

4 Entrambe le formule sono simili a quella usata nel paragrafo precedente, ma in questo caso la formula dipende

dall’elasticità del lavoro qualificato o non qualificato, piuttosto che dall’elasticità del lavoro totale. Allo stesso modo invece

che dipendere dalla parte del reddito corrisposta al lavoro, la formula dipende dalla parte di reddito corrisposta al lavoro

qualificato, nel primo caso, e al lavoro non qualificato, nel secondo caso. 9


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in consulente esperto per i processi di pace, cooperazione sviluppo
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof D'Addona Stefano.

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