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ICT - Amministrazioni locali Appunti scolastici Premium

Questo documento si riferisce al corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica tenuto dalla prof.ssa Faccioli. L'indagine presenta i principali risultati della rilevazione sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) nelle Ammninistrazioni locali (Regioni e Province Autonome, Province, Comuni, Comunità... Vedi di più

Esame di TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA docente Prof. F. Faccioli

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frequentemente anche personale proprio; le Province, invece, sembrano preferire, per la maggior parte delle

funzioni ICT, la gestione con personale interno, associata all’esternalizzazione dei relativi servizi. In

generale, lo svolgimento delle funzioni ICT in cooperazione fra amministrazioni pubbliche è la forma di

gestione meno utilizzata; le funzioni meno presidiate nelle amministrazioni locali, tranne che nelle Regioni,

risultano gli Studi e progettazione, Sviluppo software e Formazione ICT.

L’analisi delle dotazioni tecnologiche e della loro utilizzazione mostra come il ricorso a sistemi informatici

basati su Mainframe sia ormai piuttosto limitato, fatta eccezione per le Regioni fra cui dichiarano di

disporne ben 13 amministrazioni (Tavole 4a e 4b). Il mainframe viene infatti usato dal 9,4 per cento dei

Comuni, dal 7,1 per cento delle Comunità montane e da circa 17 Province su 100. Il ricorso a tecnologie

client/server risulta diffuso pressoché in tutte le Regioni e Province, nell’80,5 per cento delle Comunità

montane e nel 78,1 per cento dei Comuni. In particolare, le amministrazioni delle regioni del Nord-est

rilevano percentuali di utilizzo di tali tecnologie superiori al 90 per cento.

I lettori di carte elettroniche (smart card), oltre ad essere presenti nella maggior parte delle Regioni e

Province, risultano disponibili nel 45,2 per cento delle Comunità montane e nel 30,9 per cento dei Comuni,

sebbene per questi ultimi la percentuale sia ancora poco frequente rispetto a quanto auspicato dalle politiche

nazionali. I picchi più alti, pari al 73,5, 69,6 e 61,2 per cento, si registrano per le amministrazioni comunali

ubicate, rispettivamente, nella Provincia autonoma di Trento, in Toscana e in Friuli-Venezia Giulia.

L’utilizzo di Sistemi Informativi Geografici (GIS) è diffuso nel 17,8 per cento dei Comuni italiani: si

registrano quote generalmente più contenute nel Mezzogiorno (9,8 per cento), mentre percentuali più

elevate si rilevano fra i comuni dell’Emilia-Romagna (48,5 per cento) e della Toscana (45,1 per cento).

L’utilizzo di sistemi GIS è più frequente nelle Comunità montane (42,9 per cento dei casi), come pure nella

maggior parte delle amministrazioni regionali e provinciali.

Nel complesso, fra le amministrazioni locali è più diffuso l’utilizzo di sistemi CAD (Computer Aided

Design) di cui dispone il 44,2 per cento dei Comuni (ben il 76,2 per cento dei comuni della Toscana e il

75,2 di quelli dell’Emilia-Romagna).

Le Regioni e le Province dispongono di sistemi CAD nella quasi totalità dei casi; consistente appare anche

la frequenza di utilizzo nelle Comunità montane (58,9 per cento).

Anche per i lettori di carte elettroniche e per i sistemi GIS e CAD, l’utilizzo da parte delle amministrazioni

comunali risulta crescente all’aumentare della loro dimensione demografica.

Nel 2007, nelle amministrazioni comunali vi sono in media 74,7 personal computer desktop o portatili

ogni 100 dipendenti, con valori massimi per i comuni della Sardegna (97,7 per cento) e del Veneto (92,8 per

cento) e minimi per quelli della Campania (52,5 per cento) e della Sicilia (51,8 per cento). In generale, i

valori tendono progressivamente a decrescere all’aumentare della dimensione demografica, passando da

91,5 personal computer per 100 dipendenti nei comuni con meno di 5.000 abitanti a 63,1 in quelli con oltre

60.000 abitanti. Il valore dell’indicatore risulta più elevato per le altre amministrazioni locali,

rispettivamente 80,4 personal computer per 100 dipendenti nelle Comunità montane, 84,2 nelle Regioni e

95,0 nelle Province (Figure 2 e 3). 3

Figura 2 – Personal computer per dipendente nelle amministrazioni locali - Anno 2007

(per 100 dipendenti)

100,0

80,0

60,0

40,0

20,0

- Comuni Comunità Province Regioni e Pr.

Montane Autonome

Figura 3 – Personal computer per dipendente nei comuni, per regione e classe di ampiezza demografica - Anno 2007

(per 100 dipendenti)

100,0

80,0

60,0

40,0

20,0

- Bas

Abr Ca

Um

Pi Tos Ma

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5.0

20.

Sar

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Il grado di “connettività interna” delle singole amministrazioni risulta piuttosto elevato. Nel 2007, tutte le

amministrazioni regionali e provinciali e oltre il 90 per cento delle Comunità montane e dei Comuni

dispongono di reti locali (LAN) (Tavole 5a e 5b). Particolarmente significativo è l’utilizzo di tecnologie

senza fili (wireless), che risultano presenti nel 68,2 per cento delle Regioni, 55,9 per cento delle Province,

29,8 per cento delle Comunità montane e 20,7 per cento delle amministrazioni comunali dotate di reti locali.

Dal punto di vista territoriale, le percentuali sono generalmente elevate e piuttosto omogenee. Rilevante è

anche la quota di personal computer connessi alle reti locali, pari a oltre il 90 per cento per ciascuna

tipologia di amministrazione, eccetto per le Comunità montane (86,0 per cento). Anche in questo caso la

variabilità territoriale appare abbastanza limitata.

Circa il 30 per cento dei Comuni in Italia dichiara di disporre di una rete Intranet (il 42,1 per cento nei

comuni del Nord-est) (Tavole 6a e 6b). Più elevate le percentuali riscontrate nelle Comunità montane (35,7

4

per cento), nelle Province (87,3 per cento) e soprattutto nelle Regioni (21 su 22). La quota di dipendenti con

accesso ad Intranet nelle amministrazioni ove tale rete è presente varia per tipologia di amministrazione e

per localizzazione geografica: si passa dal 57,3 per cento delle Comunità montane e il 62,0 per cento dei

comuni al 69,0 e 79,4 per cento rispettivamente delle Regioni e delle Province. Da notare che, per ciascuna

tipologia di amministrazione, le percentuali di dipendenti con accesso alla rete Intranet rilevate nel

Mezzogiorno si collocano sempre al di sotto delle altre aree geografiche.

L’utilizzo di sistemi di posta elettronica è pressoché totale: oltre a tutte le Regioni e Province, dispone di

sistemi di questo tipo il 98,5 e il 98,7 per cento rispettivamente dei Comuni e delle Comunità montane, con

una scarsa variabilità territoriale (Tavole 7a e 7b).

Soltanto il 29,9 per cento dei Comuni e il 31,2 per cento delle Comunità montane dichiara di utilizzare la

posta elettronica certificata per lo scambio di documenti elettronici con valenza legale. Fra le

amministrazioni comunali, si distinguono i comuni della Provincia autonoma di Bolzano e dell’Emilia-

Romagna che usano la posta elettronica certificata rispettivamente nel 99,1 e 65,3 per cento dei casi, a

fronte della media nazionale del 29,9 per cento.

La sicurezza informatica è un aspetto tecnologico di grande interesse per le amministrazioni locali: in tutte

le tipologie di amministrazioni è pressoché totale l’utilizzo di dispositivi e procedure di sicurezza di livello

più o meno avanzato (Tavola 8). In particolare, quasi tutte le amministrazioni prevedono la disponibilità di

software antivirus con aggiornamento frequente. L’uso di Firewall, per esempio, appare piuttosto diffuso ed

è presente in quasi tutte le Regioni e Province e in circa tre quarti dei Comuni e delle Comunità montane

(rispettivamente 75,6 e 73,8 per cento). Situazione analoga si riscontra per l’applicazione di procedure

standardizzate di protezione dei dati, che risulta utilizzata dalla gran parte delle amministrazioni. Fatta

eccezione per le regioni e in parte per le Province, che risultano sempre meglio dotate dal punto di vista

tecnologico, meno abituale risulta il ricorso da parte di Comunità montane e Comuni ad altri strumenti di

sicurezza, quali Server sicuri - SSL (Secure Socket Layer) (con quote intorno al 17 per cento per entrambi),

piani di disaster recovery, utilizzati dal 32,8 per cento dei Comuni e dal 27,5 delle Comunità montane, e

cifratura dei dati, adottata soltanto dal 7,3 per cento dei Comuni e dal 5,0 per cento delle Comunità

montane.

Il ricorso a soluzioni Open Source sembra essere una pratica ormai abbastanza presente nelle

amministrazioni locali, tanto che viene adottata da tutte le Regioni e da oltre i tre quarti delle Province (78,4

per cento) (Tavole 9a e 9b). Nel complesso, l’utilizzo di soluzioni open source sono più frequenti fra le

amministrazioni del Nord-est. La maggior parte delle amministrazioni locali vi ricorre per sistemi operativi

su server (54,8 per cento), software di office automation (49,3 per cento), posta elettronica (44,6 per cento)

e sicurezza informatica (39,9 per cento).

L’utilizzo di sistemi di e-learning per la formazione dei dipendenti non ha avuto finora una grande

diffusione fra le amministrazioni locali: nel corso del 2006 hanno adottato tale modalità di erogazione della

formazione soltanto il 9 per cento circa di Comuni e Comunità montane, il 25,5 per cento delle Province e

13 Regioni su 22 (Tavola 10).

Al fine di verificare l’uso delle tecnologie informatiche nei processi di produzione delle amministrazioni

locali, nell’ambito della rilevazione è stata condotta una ricognizione del livello di informatizzazione di

3 ,

alcune fra le principali attività con riferimento alle seguenti soluzioni: informatizzazione in rete

3 Utilizzo nei processi di lavoro di applicazioni specifiche e di database con la condivisione in rete telematica fra postazioni di lavoro di

procedure, strumenti tecnologici e basi di dati. 5

4 5

informatizzazione in locale , impiego di strumenti di office automation (Tavola 11).

Tra le attività considerate, l’uso di applicazioni informatiche e basi di dati mediante reti telematiche appare

diffuso in maniera consistente per la gestione della contabilità, il protocollo e la gestione dei pagamenti; se

per le stesse attività si considerano anche le amministrazioni che utilizzano procedure informatizzate in

locale, le percentuali superano o si collocano intorno al 90 per cento. Con riferimento alle amministrazioni

comunali, si distinguono la gestione della contabilità, dell’anagrafe e stato civile con quote che superano il

97 per cento. Seguono il protocollo (92,7 per cento), la gestione dei tributi (92,3 per cento) e dei pagamenti

(92,0 per cento). Fra le attività meno frequentemente informatizzate, risultano la gestione del provveditorato

e le attività dell’ufficio relazioni con il pubblico.

Figura 4 – Grado di informatizzazione delle attività dei Comuni - Anno 2007

(composizione percentuale)

100% Nessuna informatizzazione

80% office automation

60% informatizzazione in locale

40%

20% informatizzazione in rete

0% nti uti

rsi

tti

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Nel 2007, l’adozione del protocollo informatico, secondo quanto previsto dal DPR 445/2000, ha ormai

raggiunto una diffusione pressoché totale nelle amministrazioni locali (Tabella 12). Risulta attivo nell’88,8

per cento dei Comuni, nel 90,9 per cento delle Comunità montane, nel 95,1 per cento delle Province e in 21

delle 22 Regioni e Province autonome. Tuttavia, ad eccezione delle amministrazioni regionali, la maggior

parte delle amministrazioni locali ha realizzato unicamente lo stadio base del protocollo informatico, ovvero

6 , mentre assai meno frequente è la realizzazione dello stadio di gestione documentale e

il nucleo minimo

ancor meno quello dell’intera gestione del workflow documentale.

Considerando il livello di informatizzazione dello sportello unico nelle amministrazioni comunali, attivo

complessivamente nel 43,8 per cento dei comuni, si stima che per più della metà di questi (24,3 per cento)

non si ricorra ad alcuna procedura informatizzata, mentre soltanto il 3,5 per cento dei Comuni ha impiantato

4 Utilizzo nei processi di lavoro di applicazioni specifiche e di database senza la condivisione in rete telematica fra postazioni di lavoro di

procedure, strumenti tecnologici e basi di dati

5 Utilizzo nei processi di lavoro dei pacchetti comuni di Office automation (quali word, excel, access o altri strumenti equivalenti).

6 Il nucleo minimo prevede la registrazione delle informazioni riguardanti un documento (numero, data, mittente/destinatario, oggetto,

ecc) in un archivio informatico, la segnatura sul documento delle informazioni riguardanti il documento stesso (numero, data, Area

Organizzativa Omogenea) e la classificazione d’archivio per una corretta organizzazione dei documenti.

6

soluzioni tecnologiche che consentono una gestione integrata delle pratiche e la piena interattività con

l’utenza fino al rilascio dell’autorizzazione unica in modalità elettronica (Figura 5). Le restanti quote di

comuni consentono comunque alcuni tipi di interattività, come la possibilità di scambiare elettronicamente

documentazione e informazioni con l’utenza (8,7 per cento) e/o una gestione in rete telematica delle

pratiche fra le istituzioni coinvolte (7,3 per cento).

Figura 5 – Grado di informatizzazione dello Sportello unico (SUAP) nei Comuni - Anno 2007

(percentuale di comuni sul totale)

sportello unico

non attivo Sportello unico

56,2% non

informatizzato

24,3%

Rilascio

autorizzazione

unica in

modalità

elettronica

3,5%

gestione Scambio di

pratiche in rete informazioni

in uffici con l'utenza in

comunali o con modalità

altre PA elettronica

7,3% 8,7%

Oltre alle citate attività comuni alle differenti amministrazioni locali, sono state considerate le attività

istituzionali più importanti tipiche delle Regioni e delle Province, rispetto a cui osservare il livello di

informatizzazione (Figura 6). Nelle amministrazioni provinciali, le attività con il più elevato grado di

informatizzazione sono connesse alla gestione dei Centri per l’impiego e del Sistema informativo del

lavoro, ove si rileva un’informatizzazione in rete telematica pari rispettivamente all’84,3 e all’82,4 per

cento dei casi. Al contrario, è meno elevato il grado di informatizzazione delle attività di gestione del

patrimonio e dell’edilizia scolastica e di quelle connesse alla concessione di autorizzazioni in materia

ambientale: il 40,2 e il 35,3 per cento delle Province dichiarano infatti un’assenza di informatizzazione o un

utilizzo di base delle tecnologie informatiche (office automation).

7

Figura 6 – Grado di informatizzazione delle attività delle Province - Anno 2007

(composizione percentuale)

100%

80%

60%

40%

20%

0% Viabilità Autorizzazioni in

Pianificazione Patrimonio ed

centri impiego Sistema materia

territoriale edilizia

Informativo del ambientale

scolastica

Lavoro

informatizzazione in rete informatizzazione in locale Office Automation Nessuna informatizzazione

Quanto alle Regioni e Province autonome, risulta piuttosto elevato il livello di informatizzazione delle

attività istituzionali considerate; in particolare, l’utilizzo di applicazioni informatiche e basi di dati mediante

reti telematiche è più diffuso nell’ambito delle attività relative al settore agricolo e alla gestione del Sistema

informativo del lavoro (Figura 7).

Figura 7 – Grado di informatizzazione delle attività delle Regioni e Province autonome - Anno 2007

(composizione percentuale)

100%

80%

60%

40%

20%

0% catalo ghi Gestio ne Gestio ne Gestio ne Sistema A grico ltura

Fo rmazio ne Co ntributi Imprese P ro cedimenti Do manda/Offerta Info rmativo

pro fessio nale Valutazio ne di lavo ro (SIL) Territo riale

Impatto

A mbientale

informatizzazione in rete informatizzazione in locale Office Automation Nessuna informatizzazione

8

La connettività esterna delle amministrazioni locali, con particolare riguardo al collegamento a Internet, è

pressoché totale in tutte le amministrazioni (Tavole 13a e 13b). La connessione in banda larga è presente in

tutte le Regioni, in quasi tutte le Province, nel 70,8 per cento delle Comunità montane e nel 58,9 per cento

delle amministrazioni comunali. Fra queste ultime, l’utilizzo della banda larga risulta significativamente più

alto della media complessiva (58,9 per cento) nei comuni del Nord-est (69,4 per cento) e del Centro (69,1

per cento) (Figura 8).

Figura 8 – Comuni e Comunità montane con connessione in banda larga, per ripartizione geografica.

Anno 2007 (percentuale sul totale di Comuni e di Comunità montane con Internet)

100,0 83,9

90,0 78,9

80,0 69,4 69,1 69,1

70,0 61,5

54,8 53,6

60,0

50,0

40,0

30,0

20,0

10,0

- Comuni Comunità Montane

Nord-ovest Nord-est Centro Mezzogiorno

Tra le molteplici tipologie di connessione in banda larga, l’xDSL rappresenta la tecnologia più utilizzata in

tutte le tipologie di amministrazioni locali (79,0 per cento) (Tavola 13c); quote significative si rilevano

anche per i collegamenti in banda larga con tecnologie wireless (23,2 per cento) e con fibra ottica (13,1 per

cento). Nel complesso, le connessioni ad Internet sono assicurate prevalentemente tramite un provider

privato (73,7 per cento), mentre il 38,5 per cento delle amministrazioni locali utilizza anche il collegamento

con reti pubbliche territoriali.

Fra le amministrazioni con collegamento ad Internet, il 63,5 per cento dei dipendenti ha la possibilità di

accedere al web. Le quote più elevate si registrano per le Province (77,4 per cento), mentre quelle più

contenute per le Comunità montane (56,7 per cento) e, in generale, per le amministrazioni del Mezzogiorno

(49,8 per cento) (Tavole 13a e 13b).

Le connessioni telematiche esterne sono impiegate frequentemente dalle amministrazioni locali per

l’utilizzo di servizi forniti da altre pubbliche amministrazioni per lo scambio di dati, informazioni,

documenti o applicazioni informatiche. L’87,8 per cento delle amministrazioni locali dichiara di utilizzare

servizi telematici di pubbliche amministrazioni (Tavole 14a). I collegamenti sono più frequenti con i

ministeri (96,3 per cento), con altre pubbliche amministrazioni centrali (99,4 per cento) e con gli Enti di

previdenza (84,2 per cento) (Tavola 15). Meno frequenti le connessioni telematiche fra le amministrazioni

locali, anche se una percentuale significativa di queste utilizza i servizi telematici offerti dalle Regioni (56,6

per cento), Province (28,7 per cento) e Camere di commercio (35,2 per cento).

Con riferimento ai Comuni, i servizi telematici forniti da amministrazioni pubbliche centrali più utilizzati

sono quelli dell’Agenzia delle Entrate - SIATEL (82,6 per cento), del Ministero dell’Interno – INA-SAIA

9

(79,3 per cento) e quelli disponibili sul portale dei comuni dell’INPS (73,9 per cento); consistenti anche le

quote di comuni che usufruiscono dei servizi telematici dell’Istat – Istatel (58,6 per cento) e della Cassa

Depositi e Prestiti (66,4 per cento) (Figura 9).

Figura 9 – Utilizzo di servizi telematici offerti da pubbliche amministrazioni, per tipologia di servizio

Anno 2007 (percentuale sul totale delle amministrazioni locali )

SIATEL 82,6

INA - SAIA 79,3

Portale per i Comuni - INPS 73,9

Cassa Depositi e Prestiti - InCDP 66,4

ISTATEL 58,6

Registro automobilistico (ACI-PRA) 41,3

SISTER 39,6

Registro Imprese - CCIIAA 30,9

bd motorizzazione civile 30,8

5,9

portale cartografico 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0 70,0 80,0 90,0

Oltre la metà delle amministrazioni locali (61,5 per cento) dispone di un collegamento telematico con il

proprio tesoriere bancario per la gestione degli incassi e dei pagamenti, con frequenze d’utilizzo più

elevate nelle Regioni (90,9 per cento) e nelle Province (81,4 per cento) (Tavole 16a e 16b). In generale, tale

servizio risulta utilizzato più frequentemente dalle amministrazioni del Nord, e in particolare del Nord-est

(78,3 per cento), mentre la quota più contenuta si registra nel Centro (48,2 per cento).

Nel corso del 2006 appare ancora limitato il ricorso a procedure di acquisizione elettronica di beni e servizi

(e-procurement) da parte delle amministrazioni locali. Vi ricorre complessivamente appena il 14,8 per

cento, anche se si registrano percentuali significative per le Regioni (72,7 per cento) e per le

amministrazioni provinciali (59,8 per cento). Le amministrazioni del Nord-est (20,5 per cento) fanno

registrare, ancora una volta, un utilizzo superiore alla media complessiva (Tavole 17a e 17b; Figura 10). In

particolare, la modalità di acquisto più frequente è il negozio elettronico (62,5 per cento), ovvero la

transazione commerciale effettuata direttamente con il singolo fornitore per via telematica, seguita dal

Market place (55,1 per cento). 10


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo documento si riferisce al corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica tenuto dalla prof.ssa Faccioli. L'indagine presenta i principali risultati della rilevazione sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) nelle Ammninistrazioni locali (Regioni e Province Autonome, Province, Comuni, Comunità montane). Le informazioni sono riferite agli anni 2006-2007 e riguardano, le dotazioni, l'organizzazione e la gestione delle tecnologie ICT nonchè il loro utilizzo in relazione ai processi di produzione delle principali amministrazioni pubbliche e all'offerta di servizi all'utenza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Faccioli Franca.

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