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ICT - Amministrazioni locali Appunti scolastici Premium

Questo documento si riferisce al corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica tenuto dalla prof.ssa Faccioli. L'indagine presenta i principali risultati della rilevazione sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) nelle Ammninistrazioni locali (Regioni e Province Autonome, Province, Comuni, Comunità... Vedi di più

Esame di TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA docente Prof. F. Faccioli

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(79,3 per cento) e quelli disponibili sul portale dei comuni dell’INPS (73,9 per cento); consistenti anche le

quote di comuni che usufruiscono dei servizi telematici dell’Istat – Istatel (58,6 per cento) e della Cassa

Depositi e Prestiti (66,4 per cento) (Figura 9).

Figura 9 – Utilizzo di servizi telematici offerti da pubbliche amministrazioni, per tipologia di servizio

Anno 2007 (percentuale sul totale delle amministrazioni locali )

SIATEL 82,6

INA - SAIA 79,3

Portale per i Comuni - INPS 73,9

Cassa Depositi e Prestiti - InCDP 66,4

ISTATEL 58,6

Registro automobilistico (ACI-PRA) 41,3

SISTER 39,6

Registro Imprese - CCIIAA 30,9

bd motorizzazione civile 30,8

5,9

portale cartografico 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0 70,0 80,0 90,0

Oltre la metà delle amministrazioni locali (61,5 per cento) dispone di un collegamento telematico con il

proprio tesoriere bancario per la gestione degli incassi e dei pagamenti, con frequenze d’utilizzo più

elevate nelle Regioni (90,9 per cento) e nelle Province (81,4 per cento) (Tavole 16a e 16b). In generale, tale

servizio risulta utilizzato più frequentemente dalle amministrazioni del Nord, e in particolare del Nord-est

(78,3 per cento), mentre la quota più contenuta si registra nel Centro (48,2 per cento).

Nel corso del 2006 appare ancora limitato il ricorso a procedure di acquisizione elettronica di beni e servizi

(e-procurement) da parte delle amministrazioni locali. Vi ricorre complessivamente appena il 14,8 per

cento, anche se si registrano percentuali significative per le Regioni (72,7 per cento) e per le

amministrazioni provinciali (59,8 per cento). Le amministrazioni del Nord-est (20,5 per cento) fanno

registrare, ancora una volta, un utilizzo superiore alla media complessiva (Tavole 17a e 17b; Figura 10). In

particolare, la modalità di acquisto più frequente è il negozio elettronico (62,5 per cento), ovvero la

transazione commerciale effettuata direttamente con il singolo fornitore per via telematica, seguita dal

Market place (55,1 per cento). 10

Figura 10 – Amministrazioni locali che hanno effettuato acquisti in modalità e-procurement per tipologia e

ripartizione geografica - Anno 2007 (valori percentuali)

100,0

90,0

80,0

70,0

60,0

50,0

40,0

30,0

20,0

10,0

0,0 Comuni Comunità Montane Province Regioni e Pr. Autonome

Nord-ovest Nord-est Centro Mezzogiorno

Il sito Web istituzionale è lo strumento principale che consente alle amministrazioni di fornire servizi

telematici a famiglie, imprese ed istituzioni e realizzare le politiche di e-government. E’ presente nel 78,9

per cento delle amministrazioni locali, con una diffusione generalizzata nelle Regioni e Province, con

percentuali più elevate nel Nord-est (88,9 per cento) e nel Centro (85,6 per cento) (Tavole 18a e 18b).

L’esistenza di un sito Web istituzionale è pressoché totale nei comuni con più di 10.000 abitanti; la

percentuale scende al 70,8 per cento nei piccoli comuni. Quasi tutte le amministrazioni con sito Web (99,0

per cento) consentono agli utenti l’accesso a servizi di sola visualizzazione e/o acquisizione delle

informazioni, mentre una quota consistente (81,8 per cento) offre servizi che permettono di scaricare la

relativa modulistica (Tavola 19 e Figura 11). Notevolmente più basse le percentuali di amministrazioni con

sito Web che erogano servizi telematici a livelli di interattività più elevati: il 17,4 per cento e il 16,7 per

cento dei siti Web offrono rispettivamente servizi di acquisizione e inoltro di modulistica on line e servizi di

accesso a banche dati o scambio di informazioni personalizzate. Soltanto il 3,2 per cento delle

amministrazioni dotate di sito Web offrono servizi che consentono l’avvio e la conclusione per via

7 .

telematica dell’intero iter procedurale relativo al servizio attivato

7 L’Osservatorio Servizi on line del Centro Nazionale per l’Informatica nelle Pubbliche Amministrazioni – Centri Regionali di

competenza per l’e-government e la Società dell’Informazione - CNIPA-CRC ha effettuato, tra novembre e dicembre 2006, una

rilevazione via Web sui comuni con oltre 10.000 abitanti. Sono stati analizzati i livelli di interattività dei principali 20 servizi comunali e i

canali telematici di erogazione quali sito web istituzionale, altro sito Web, portale progetto di e-government, portale SUAP ed altri.

11

Figura 11 – Amministrazioni locali con sito web istituzionale per tipologia e livello di interattività dei servizi telematici offerti

Anno 2007 (valori percentuali)

100,0

90,0

80,0

70,0

60,0

50,0

40,0

30,0

20,0

10,0

- Comuni Comunità Montane Province Regioni e Pr. Autonome

Servizi di informazione Acquisizione di modulistica

Acquisizione e inoltro di modulistica Accesso a bd/scambio di informazioni personalizzate

Servizi a piena interattività

In Italia le amministrazioni locali che consentono ai cittadini ed alle imprese di effettuare pagamenti on line

rappresentano il 9,1 per cento, con quote più consistenti nelle Regioni e nei Comuni. Le frequenze maggiori

si registrano nel Nord-est (13,3 per cento) e nel Centro (9,5 per cento) (Tavole 20a e 20b).

Nel complesso, risulta invece ancora limitata l’offerta da parte delle amministrazioni locali di servizi

telematici interattivi attraverso siti web diversi dal sito istituzionale o reti telematiche diverse da Internet

(5,6 per cento) (Tavole 21a e 21b).

Nel corso del 2006 la spesa complessiva per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione

sostenuta dalle amministrazioni locali è stimata intorno a 1,4 miliardi di euro, ossia lo 0,6 per cento delle

spese totali per il complesso delle amministrazioni considerate. Tale percentuale sale all’1,0 per cento nelle

Comunità montane ed allo 0,8 per cento nei Comuni e Province, mentre nelle Regioni risulta pari allo 0,4

per cento. La spesa per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione si concentra essenzialmente

nelle Regioni e Province autonome (47,1 per cento) e nelle amministrazioni comunali (44,4 per cento). Nel

2006, la spesa ICT complessiva si articola per il 54,4 per cento in spese correnti e per il 45,6 per cento in

spese in conto capitale. Vi sono tuttavia differenze significative fra le varie tipologie di amministrazioni

locali: nei Comuni e nelle Province vi è una netta prevalenza delle spese correnti, che costituiscono una

quota delle spese totali ICT rispettivamente del 62,6 e 59,3 per cento, mentre nelle amministrazioni

regionali e nelle Comunità montane si stimano quote più elevate per gli investimenti, dal momento che le

spese ICT in conto capitale rappresentano rispettivamente il 53,6 per cento e il 60,6 per cento della spesa

ICT complessiva (Figura 12). 12

Figura 12 – Distribuzione delle spese ICT per tipologia di amministrazione locale - Anno 2006

(percentuale delle spese ICT sostenute dalle amministrazioni locali)

100,0 100%

90,0 90%

80,0 80%

70%

70,0

60,0 60%

50%

50,0 40%

40,0 30%

30,0 20%

20,0 10%

10,0 0%

- Comuni Comunità Province Regioni e totale PA

Comuni Comunità Province Regioni e totale PA Montane Pr. locali

Montane Pr. locali Autonome

Autonome

% spese ICT correnti % spese ICT in conto capitale Hardw are Softw are Servizi ICT Altro ICT

Quanto alla ripartizione delle spese ICT per tipologia, si osserva che quelle sostenute per hardware,

software e per servizi ICT rappresentano complessivamente l’80 per cento delle spese ICT totali in tutte le

tipologie di amministrazioni. In particolare, nei Comuni e nelle Province la voce prevalente risulta quella

relativa ai servizi, che assumono un peso relativo sulla spesa totale ICT rispettivamente del 34,7 e 37,7 per

cento; nelle Comunità montane, invece, è la spesa per hardware (34,1 per cento) a rappresentare la quota

maggiore, mentre nelle amministrazioni regionali e nelle Province autonome la più alta percentuale di spese

ICT viene destinata all’acquisto di software (43,2 per cento) (Figura 12).

Considerando la spesa ICT per dipendente, è possibile osservare una marcata differenza fra le

amministrazioni regionali e le altre amministrazioni locali. A fronte di una spesa di 7.976 euro da parte

delle Regioni e Province autonome (soprattutto a causa di spese eccezionalmente elevate sostenute nel 2006

da alcune regioni del Nord), si rilevano valori decisamente più contenuti nei Comuni (1.396 euro), nelle

Province (1.730 euro) e delle Comunità montane (1.925 euro).

Figura 13 - Spesa ICT per dipendente per tipologia di amministrazione locale - Anno 2006 (in euro)

10.000

8.000

6.000

4.000

2.000

- Comuni Comunità Province Regioni e Pr. totale PA

Montane Autonome locali

13

Note informative

La rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle amministrazioni locali,

inclusa nel Programma Statistico Nazionale (cod. IST 02082), coinvolge le principali amministrazioni

pubbliche locali: le Amministrazioni regionali e le Province autonome (22), le Province (104), le Comunità

montane (358) e i Comuni. Essa è censuaria per tutte le tipologie di amministrazioni tranne i comuni, per i

quali è stata adottata una procedura campionaria.

Il disegno di campionamento adottato per i comuni è stratificato ad uno stadio. Gli strati sono stati definiti

sulla base delle modalità delle variabili regione e classe di ampiezza demografica. Il campione è stato

definito con il vincolo di includere tutti i comuni capoluogo di provincia e tutti quelli con popolazione

superiore a 20.000 abitanti; pertanto, l’effettiva parte campionaria della rilevazione ha riguardato i comuni

delle rimanenti classi di ampiezza demografica. La determinazione della numerosità campionaria e la sua

allocazione tra gli strati è avvenuta utilizzando una metodologia che è un’estensione al caso multivariato e

multidominio dell'allocazione di Neyman.

In assenza di informazioni preliminari sulle variabili di interesse, il campione è stato definito sulla base di

alcune ipotesi di stima di proporzioni e sulla base della popolazione residente. I domini di studio pianificati,

ovvero le sottopopolazioni per le quali si è previsto di produrre le stime, sono rappresentati dalle regioni e,

separatamente, dalle classi di ampiezza demografica. Per ciascun dominio e per le principali variabili di

interesse, la precisione attesa è stata fissata generalmente ad un livello inferiore al 7%, in termini di

coefficiente di variazione delle stime. La selezione delle unità campionarie è stata effettuata attraverso una

procedura di estrazione sistematica, ordinando le unità all’interno degli strati considerati in base

all’ampiezza demografica dei comuni in modo da garantire una maggiore rappresentatività delle unità

osservate.

Le stime sono state prodotte utilizzando dei coefficienti finali di riporto all’universo associati a ciascuna

unità campionaria, determinati sulla base delle probabilità di inclusione nel campione e della probabilità di

risposta in ciascuno strato. Inoltre, i coefficienti sono stati calibrati sulla base di totali noti di variabili

ausiliarie per singolo dominio.

Gli Uffici di statistica delle Regioni e delle Province autonome, ad eccezione di quattro di essi, hanno

partecipato alle operazioni di rilevazione in qualità di organi intermedi, ovvero come soggetti che

gestiscono la rilevazione nel proprio territorio di competenza. Fra questi, alcune Regioni e Province

autonome hanno volontariamente esteso il campo di rilevazione all’intero insieme delle amministrazioni

comunali presenti nel proprio territorio. Per tale motivo, la numerosità dei comuni utilizzati per le stime,

pari a 5.147, è risultata di gran lunga superiore alla dimensione campionaria inizialmente programmata.

I dati richiesti dal questionario hanno in generale come riferimento temporale l’anno 2007, tuttavia, per

alcune variabili è stato necessario richiedere le informazioni con riferimento all’anno 2006 al fine di

acquisire dalle amministrazioni coinvolte gli ultimi dati ufficiali disponibili.

La tecnica prescelta è quella dell’indagine postale con autocompilazione di un questionario cartaceo. Le

amministrazioni locali hanno la possibilità di compilare un questionario elettronico e di inviarlo

telematicamente attraverso l’accesso personalizzato al sito web dell’Istat dedicato all’indagine.

I risultati si basano complessivamente su 5.557 risposte validate, pari al 65,0 per cento dell’universo delle

8 , l’80 per

amministrazioni locali considerate (tutte le regioni e province autonome, 102 province su 104

cento delle comunità montane e il 63,5 per cento delle amministrazioni comunali)

La prima fase dei controlli sui dati registrati ha riguardato l’eliminazione dei doppioni, la presenza di errori

8 Non è stato possibile acquisire le informazioni relative a due province della Campania

14

nei domini dei valori, di errori di misura ed il rispetto delle regole di coerenza nelle risposte fornite dalle

imprese indagate. Si è quindi proceduto con controlli e correzioni puntuali sulle variabili. Relativamente ai

dati quantitativi sono stati adottati metodi correttivi per ridurre l’effetto dei non rispondenti e delle risposte

errate (controlli sulla coerenza dei dati tramite informazioni desumibili dagli archivi ufficiali disponibili sui

conti di bilancio delle amministrazioni e sul personale); per il trattamento delle risposte qualitative errate o

incomplete sono stati applicati metodi deterministici (imputazione logica) e probabilistici grazie all’utilizzo

di un software generalizzato sviluppato dall’Istituto per il controllo e la correzione dei dati rilevati

(CONCORD) e, in particolare, al sistema per il controllo e l’imputazione automatici dei dati categorici

(SCIA) secondo la metodologia Fellegi-Holt. 15

GLOSSARIO

Antivirus: applicazione dedicata alla prevenzione e all’eliminazione dei virus informatici

Banda larga: la modalità di trasmissione ‘veloce’ di contenuti informativi digitalizzati. Si parla di banda

larga in termini di tecnologia di accesso (xDSL, fibra ottica, satellite, wireless-LAN, UMTS, Tv via cavo e

TV digitale terrestre), di velocità di trasmissione (misurata in kbps o mbps) diversa a seconda del servizio

richiesto anche nell’ambito di uno stesso tipo di tecnologia (ad es. attuali offerte ADSL) e in termini di

contenuti forniti (trailer di film in alta definizione, animazioni, video giochi tridimensionali, video on

demand, Internet radio, video conferenze, ecc.).

Cad (Computer Aided Design): la progettazione assistita dal computer; indica genericamente programmi

software per il disegno tecnico vettoriale in 2 e/o 3 dimensioni.

Dipendenti ICT: dipendenti dell’amministrazione che, in maniera prevalente o esclusiva, svolgono attività

a livello professionale relative all’informatica e, in generale, alle tecnologie dell’informazione e della

comunicazione (ICT) indipendentemente dal proprio inquadramento formale in una qualifica o un profilo

tecnico informatico

Disaster recovery: il piano che definisce le procedure per il recupero e la salvaguardia dei dati in caso di

eventi imprevisti (attacco volontario del sistema, perdita involontaria dei dati, guasto ad un dispositivo di

memorizzazione dati, danneggiamento per calamità naturali).

ECDL (European Computer Driving Licence): il certificato, riconosciuto a livello comunitario, attestante il

possesso dell'insieme minimo delle abilità necessarie per poter lavorare col personal computer, in modo

autonomo o in rete, nell'ambito di un'azienda o di un ente pubblico. Il programma fa capo al CEPIS

(Council of European Professional Informatics Societies), l'ente che riunisce le Associazioni europee di

informatica.

e-Government (electronic Government): l’applicazione delle tecnologie dell’informazione della

comunicazione al rapporto tra cittadino. Impresa e amministrazioni pubbliche, con l'obiettivo di creare un

canale diretto di dialogo ed interazione con le istituzioni. Il risultato è quello di rendere più efficienti i

servizi della pubblica amministrazione, riducendo i costi e i tempi di erogazione.

e-Procurement (Electronic Procurement): l’insieme di tecnologie, procedure, operazioni e modalità

organizzative che consentono l’acquisizione di beni e servizi per via telematica, attraverso Internet e del

commercio elettronico (DPR. N. 101 del 4/04/2002).

Firewall: la componente hardware che permette di controllare e filtrare le connessioni e i flussi di

informazioni da e per la rete Internet. Non sono da considerare firewall gli applicativi installati sulle singole

postazioni.

Firma digitale: è un tipo di firma elettronica “avanzata o forte”. Il Certificato di autenticazione è il risultato

di una procedura informatica (validazione) basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia, una

pubblica e una privata, che consente al sottoscrittore tramite la chiave privata e al destinatario tramite la

chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un

16

documento informatico o di un insieme di documenti informatici. Il certificato di firma elettronica è

rilasciato da un “certificatore accreditato” presso l’elenco pubblico dei certificatori tenuto dal Centro

Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) (DPR n.445 del 28/12/2000, D.lgs

n.10 del 23/01/2002 e DPR n. 137 del 7/04/2003).

GIS (Geographical Information System): il sistema informativo geografico computerizzato che permette

l'acquisizione, la registrazione, l'analisi, la visualizzazione e la restituzione di informazioni e dati geo-

referenziati.

ICT (Information and Communication Technology): tecnologie relative all’informatica e alla

comunicazione.

Internet: la più grande rete attualmente operativa che si estende fisicamente a livello mondiale ed utilizza il

protocollo TCP/IP per connettere migliaia di reti e milioni di computer.

Intranet: rete locale, tipicamente aziendale, facente uso delle stesse tecnologie caratterizzanti la rete

Internet (protocollo TCP/IP, e-mail, trasferimento file, ecc.).

Lettore di smart card: il dispositivo hardware esterno che permette di utilizzare le funzionalità offerte

dalle carte elettroniche (smart card), ad esempio la Carta d’identità elettronica e la Carta nazionale dei

servizi

LAN (Local Area Network): insieme di dispositivi (workstation, periferiche, terminali, ecc.) connessi fra di

loro e appartenenti alla medesima struttura organizzativa (spesso comandati da un unico router).

Livello di informatizzazione delle attività

• informatizzazione in rete: utilizzo nei processi di lavoro di applicazioni specifiche e di database con

la condivisione in rete telematica fra postazioni di lavoro di procedure, strumenti tecnologici e basi

di dati.

• informatizzazione in locale: utilizzo nei processi di lavoro di applicazioni specifiche e di database

senza la condivisione in rete telematica fra postazioni di lavoro di procedure, strumenti tecnologici e

basi di dati.

• office automation: utilizzo nei processi di lavoro dei pacchetti comuni di Office automation (quali

word, excel, access o altri strumenti equivalenti).

Mainframe: i grandi elaboratori centrali caratterizzati da elevate capacità di calcolo e di ingente

disponibilità di memoria. Essi sono utilizzati al fine di governare i grossi sistemi di rete per la gestione di

servizi e l’elaborazione dei dati. I mainframe sono in grado di servire contemporaneamente un grandissimo

numero di utenti che prendono il nome di terminali e sono caratterizzati da sistemi e software proprietari

oltre che da sicurezza ed affidabilità elevate.

Open Source: la categoria di licenze d'uso volte a permettere la diffusione delle conoscenze, invece di

fornire restrizioni per il loro uso (www.opensource.org) . Le licenze che ricadono sotto questa definizione,

devono rendere disponibile il codice sorgente del software a tutti coloro che lo usano, e devono rendere

possibile la sua redistribuzione, la sua modifica e la redistribuzione delle modifiche stesse. La licenza,

inoltre, non deve contenere limitazioni sulle categorie di persone che ne possono trarre vantaggio, né deve

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo documento si riferisce al corso di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica tenuto dalla prof.ssa Faccioli. L'indagine presenta i principali risultati della rilevazione sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) nelle Ammninistrazioni locali (Regioni e Province Autonome, Province, Comuni, Comunità montane). Le informazioni sono riferite agli anni 2006-2007 e riguardano, le dotazioni, l'organizzazione e la gestione delle tecnologie ICT nonchè il loro utilizzo in relazione ai processi di produzione delle principali amministrazioni pubbliche e all'offerta di servizi all'utenza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Faccioli Franca.

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