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su proposta del Consiglio dei ministri.

4) L’amnistia per reati di diritto comune non può essere accordata, neppure per mezzo di una

legge.

Art. 48. – Il Presidente della Repubblica può, in caso di guerra o di mobilitazione a causa di

pericoli esterni, con un decreto controfirmato del Consiglio dei ministri, come pure in occasione di

gravi disordini o di minaccia evidente contro l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato a causa di

pericoli interni, e in tal caso con un decreto controfirmato dal Primo Ministro, sospendere su tutto o

su una parte del territorio il vigore delle disposizioni degli articoli 5 paragrafo 4), 6, 8, 9, 11

paragrafo 1) a 4), 12, 14, 19, 22, 23, 96 paragrafo 4) e 97 della Costituzione, o le disposizioni di

alcuni degli articoli stessi, disporre l’applicazione della legge sullo «stato di assedio» vigente in

quel momento ed istituire dei tribunali straordinari. Tale legge non potrà essere modificata per tutta

la durata della sua applicazione.

2) A datare dall’emanazione del menzionato decreto il Presidente della Repubblica può, alle

stesse condizioni, prendere inoltre i provvedimenti di natura legislativa o amministrativa necessari

per fronteggiare la situazione e per stabilire il più rapidamente possibile il funzionamento regolare

delle istituzioni costituzionali.

3) La validità del decreto emanato secondo il paragrafo 1) del presente articolo, qualora non

sia stato revocato precedentemente con un decreto identico, viene meno di pieno diritto in caso di

guerra, ed alla fine di questa ed in tutti gli altri casi entro i trenta giorni che seguono la sua

pubblicazione, a meno che la sua applicazione non sia prolungata oltre i trenta giorni con un decreto

presidenziale emesso col consenso della Camera dei deputati. La decisione che comporta questo

consenso è presa a maggioranza assoluta dei deputati presenti, conformemente alle disposizioni

dell’articolo 67.

4) Se l’emanazione del decreto secondo il paragrafo 1) interviene in un periodo in cui la

Camera non è in sessione, questa è convocata, anche se la legislatura è terminata o se la Camera è

stata sciolta, entro il termine fissato dal paragrafo precedente al fine di pronunciarsi sulla proroga

del decreto succitato.

5) A partire dalla pubblicazione del decreto emesso ai sensi del paragrafo 1) del presente

articolo e per tutta la durata della sua applicazione, vale di pieno diritto l’immunità parlamentare

prevista nell’articolo 62, anche se la Camera è stata sciolta o la legislatura è finita.

Capitolo III. Responsabilità speciali del Presidente della Repubblica

Art. 49. – 1) Il Presidente della Repubblica non è in alcun modo responsabile per gli atti

compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, salvo in caso di alto tradimento o di violazione deliberata

della Costituzione. Per gli atti che non hanno alcun rapporto con l’esercizio delle funzioni

presidenziali, l’incriminazione è sospesa fino alla scadenza del mandato presidenziale.

2) La proposta di mettere sotto accusa e di tradurre davanti agli organi giurisdizionali il

Presidente della Repubblica è sottoposta alla Camera dei deputati, firmata almeno da un terzo dei

suoi membri; essa è adottata con decisione presa a maggioranza di due terzi del numero

complessivo dei membri della Camera.

3) Se la proposta è adottata, il Presidente della Repubblica è tradotto in giudizio davanti al

tribunale previsto nell’articolo 86, le cui disposizioni sono applicabili all’occorrenza per analogia.

4) A partire dal suo deferimento davanti al tribunale, il Presidente della Repubblica si astiene

dall’esercizio delle sue funzioni e si applicano le norme sulla sua supplenza ai sensi dell’articolo 34;

egli riprende nuovamente le sue funzioni nel caso in cui sia stato assolto a partire dalla

pubblicazione della decisione favorevole del tribunale prevista nell’articolo 86, a condizione che il

suo mandato nel frattempo non si sia concluso.

5) Una legge, votata dall’assemblea plenaria della Camera, regola le modalità. d’applicazione

delle disposizioni del presente articolo.

Art. 50. – Il Presidente della Repubblica non ha altri poteri che quelli che espressamente gli

conferiscono la Costituzione e le leggi che ad essa sono conformi.

SEZIONE III. La Camera dei deputati

Capitolo I. Elezione e composizione della Camera dei deputati

Art. 5I. – 1) Il numero dei deputati è fissato per legge; esso non può tuttavia essere inferiore a

duecento né superiore a trecento.

2) I deputati rappresentano la Nazione.

3) I deputati sono eletti a suffragio diretto, universale e segreto dai cittadini aventi Il diritto di

voto, così come è previsto dalla legge; la legge non può limitare il diritto di voto se non per il

mancato raggiungimento dell’età minima richiesta o per ragioni d’incapacità civile, o per l’effetto

d’una condanna penale irrevocabile per determinati gravi reati.

4) Le elezioni legislative hanno luogo simultaneamente in tutto il territorio. La legge può

fissare le condizioni dell’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini che si trovano fuori del

Paese.

5) L’esercizio del diritto di voto è obbligatorio. La legge fissa le deroghe a tale obbligo e le

sanzioni penali.

Art. 52. – La manifestazione libera e inalterata della volontà popolare, quale espressione della

sovranità popolare, è garantita da tutti gli organi dello Stato che, in ogni circostanza, sono tenuti ad

assicurarla. La legge stabilisce le sanzioni penali contro tutti i contravventori a questa disposizione.

Art. 53. – 1) I deputati sono eletti per un periodo di quattro anni a partire dal giorno delle

elezioni generali. Alla scadenza della legislatura, il Presidente della Repubblica indice, con un

decreto controfirmato dal Consiglio dei ministri, le elezioni parlamentari generali, che hanno luogo

entro un termine di trenta giorni, e la convocazione della nuova Camera in sessione ordinaria entro

un nuovo termine di trenta giorni a datare dalle elezioni stesse.

2) Se un seggio di un deputato diviene vacante nel corso dell’ultimo anno della legislatura,

non è prevista un’elezione parziale, ma tale elezione è resa obbligatoria dalla legge nel caso in cui il

numero dei seggi vacanti superi il quinto del numero totale dei deputati.

3) In caso di guerra, la durata della legislatura è prolungata per tutta la durata del conflitto. Se

la Camera e stata sciolta, le elezioni legislative sono sospese fino alla fine della guerra; al termine

della medesima la Camera sciolta si riunisce di pieno diritto.

Art. 54. – 1) Il sistema elettorale e le circoscrizioni elettorali sono stabiliti dalla legge.

2) Il numero dei deputati di ciascuna circoscrizione elettorale è fissato con un decreto del

Presidente della Repubblica sulla base della popolazione legale della circoscrizione risultante

dall’ultimo censimento.

3) Una parte dei componenti della Camera, non superiore al ventesimo del numero

complessivo dei deputati, può essere eletta per l’insieme del territorio nazionale in funzione della

forza elettorale totale conseguita da ciascun partito nel Paese, così come è prescritto dalla legge

(c.d. «deputati di Stato»: n.d.t.).

Capitolo II. Ineleggibilità e incompatibilità dei deputati

Art. 55. – 1) Per essere eletto deputato bisogna essere cittadino greco, possedere la capacità

legale di esercitare il diritto di voto ed avere venticinque anni compiuti il giorno dell’elezione.

2) Ogni deputato che sia stato privato di uno di tali requisiti è, di pieno diritto, decaduto dal

suo mandato.

Art. 56. – 1) I funzionari e i dipendenti pubblici stipendiati, gli ufficiali delle forze armate e

dei corpi di sicurezza, gli impiegati delle collettività locali o di altre persone giuridiche di diritto

pubblico, i sindaci e i presidenti delle collettività locali, i governatori o i presidenti dei Consigli

d’amministrazione delle persone giuridiche di diritto pubblico o di imprese pubbliche o comunali, i

notai e i conservatori delle trascrizioni e delle ipoteche, non possono essere dichiarati candidati né

essere eletti deputati se non hanno rassegnato le dimissioni prima di presentarsi come candidati. La

domanda di dimissioni ha effetto da quando e presentata per iscritto. Il ritorno in servizio di

funzionari militari dimissionari è escluso; il rientro in servizio dei funzionari pubblici dipendenti

non può avvenire che dopo un anno a datare dalla loro domanda di dimissioni.

2) I professori degli istituti d’insegnamento universitario non sono sottoposti alle restrizioni

del paragrafo precedente. Durante la legislatura i professori eletti deputati non possono esercitare le

funzioni inerenti ai loro incarichi, e le modalità della loro sostituzione sono determinate dalla legge.

3) I dipendenti statali, i militari in servizio e gli ufficiali dei corpi di sicurezza, gli impiegati

delle persone giuridiche di diritto pubblico in generale, i governatori e gli impiegati delle imprese

pubbliche o comunali o delle istituzioni d’utilità, pubblica non possono presentarsi come candidati,

né essere eletti deputati nella circoscrizione elettorale nella quale essi hanno esercitato le loro

funzioni per più di tre mesi durante i tre anni che precedono le elezioni. Alle stesse restrizioni sono

sottoposti coloro che hanno prestato servizio, nel corso dell’ultimo semestre della legislatura

quadriennale, in qualità di Segretari generali dei Ministeri. Sono esclusi da queste restrizioni i

candidati ad un mandato di deputato di Stato, come pure i dipendenti di grado inferiore dei servi

pubblici centrali.

4) I dipendenti statali ed i militari in generale, che sono obbligati, secondo la legge, a

rimanere in servizio durante un periodo determinato di tempo, non possono presentarsi come

candidati, né essere eletti deputati, nel corso di tale periodo.

Art. 57. – 1) Le funzioni di deputato sono incompatibili con le attività, o la qualifica di

membro di un Consiglio d’amministrazione, di governatore, di direttore generale e di loro

supplente, o d’impiegato di società commerciali, o di imprese che godano di privilegi particolari o

d’una sovvenzione statale, o che abbiano ottenuto in concessione un servizio pubblico.

2) I deputati ai quali si applicano le disposizioni del paragrafo precedente devono entro gli

otto giorni successivi a quello in cui la loro elezione è divenuta definitiva dichiarare la loro opzione

tra il mandato parlamentare e le attività summenzionate. In mancanza di una tale dichiarazione fatta

in tempo utile, essi decadono di pieno diritto dal loro mandato.

3) I deputati che accettino una delle cariche o delle attività che del presente articolo sono

considerate cause d’ineleggibilità o d’incompatibilità con la carica di deputato decadono di pieno

diritto dal loro mandato.

4) I deputati non possono stipulare contratti di forniture, o di ricerche di mercato, o di

esecuzione di lavori per lo Stato, per lo collettività locali, o per altre persone giuridiche di diritto

pubblico, o in imprese pubbliche o municipali; essi non possono neppure prendere in appalto

l’esattoria delle imposte dello Stato o delle collettività locali, né prendere in affitto degli immobili

appartenenti agli enti summenzionati, né accettare concessioni di qualsiasi natura sui detti immobili.

La violazione delle disposizioni del presente paragrafo comporta a decadenza dal mandato

parlamentare e la nullità, degli atti. Tali atti sono nulli anche nel caso in cui essi siano stati messi in

esecuzione da società o imprese commerciali di cui il deputato sia direttore, o membro del

Consiglio d’amministrazione, o consulente legale, o alle quali egli partecipa come associato in

nome collettivo o in accomandita.

5) Una legge speciale determina le modalità di prosecuzione, o di cessione, o di risoluzione

dei contratti di lavoro e di studi menzionati nel paragrafo 4), che siano stati conclusi da un deputato

prima della sua elezione.

Art. 58. – La verifica ed il controllo delle elezioni legislative contro la regolarità delle quali

siano stati formulati dei ricorsi attinenti sia a infrazioni relative alle operazioni elettorali, sia a vizi

concernenti le condizioni di eleggibilità richieste dalla legge, sono deferiti alla speciale Alta Corte

prevista nell’articolo 100. Capitolo III. Doveri e diritti dei deputati

Art. 59. – 1) Prima d’entrare in carica i deputati prestano, davanti alla Camera e in seduta

pubblica, il giuramento seguente: «Io giuro in nome della Trinità Santa, Consostanziale e

Indivisibile di conservare la fedeltà alla Patria ed al regime democratico, di obbedire alla

Costituzione e alle leggi e di adempiere coscienziosamente le mie funzioni».

2)I deputati appartenenti ad un’altra religione, o ad un’altra confessione, prestano giuramento

secondo la formula della propria religione o confessione.

3)Coloro che sono stati proclamati deputati durante le vacanze della Camera prestano

giuramento davanti alla Sezione in funzione.

Art. 60. – 1) I deputati hanno il diritto illimitato di esprimere la loro opinione e di votare

secondo la loro coscienza.

2) Le dimissioni del deputato dal suo mandato parlamentare costituiscono un suo diritto; esse

hanno effetto da quando la dichiarazione scritta viene presentata al Presidente della Camera e non

sono suscettibili di revoca.

Art. 61. – 1) I deputati non possono essere incriminati, né in alcun modo sottoposti ad

un’inchiesta, a causa delle opinioni espresse o dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

2) I deputati possono essere incriminati solamente per diffamazione calunniosa nei casi

previsti dalla legge, previa autorizzazione della Camera. La giurisdizione competente è quella della

Corte d’appello. Si considera l’autorizzazione definitivamente rifiutata se la Camera non si

pronuncia al riguardo entro i quaranta giorni successivi alla notifica della querela al Presidente della

Camera. Nel caso che la Camera rifiuti d’accordare l’autorizzazione o scada il termine

summenzionato, l’atto incriminato non può costituire l’oggetto di una nuova querela. Questo

paragrafo non è applicabile che a partire dalla prossima legislatura.

3)I deputati non sono tenuti a testimoniare su informazioni da essi date o ricevute durante

l’esercizio delle loro funzioni, né sulle persone che hanno loro comunicato le informazioni stesse od

alle quali essi hanno fornito le informazioni medesime.

Art. 62. – Durante la legislatura nessun deputato può essere incriminato, arrestato, detenuto o

comunque privato della sua libertà, personale senza l’autorizzazione della Camera. Nessun membro

della Camera disciolta può essere in alcun modo incriminato per un reato politico nel periodo tra lo

scioglimento della Camera e la proclamazione dei deputati della nuova Camera.

L’autorizzazione si considera definitivamente rifiutata se la Camera non si pronuncia al

riguardo entro i tre mesi che seguono la trasmissione della domanda d’incriminazione da parte del

Pubblico ministero il Presidente della Camera.

Il termine di tre mesi è sospeso durante i periodi di aggiornamento della Camera.

Nessuna autorizzazione è richiesta in caso di flagranza.

Art. 63. – 1) I deputati hanno diritto ad un’indennità e al rimborso la parte del Ministero del

tesoro delle spese per l’esercizio delle loro funzioni; il loro importo e fissato per decisione

dell’assemblea plenaria della Camera.

2) I deputati hanno diritto all’uso gratuito dei mezzi di trasporto e godono d’una franchigia

postale e telefonica nei limiti fissati con decisione della Camera votata in seduta plenaria.

Capitolo IV. Organizzazione e funzionamento

della Camera dei deputati

Art. 64. – 1) La Camera dei deputati si riunisce di pieno diritto il primo lunedì del mese di

ottobre, a meno che il Presidente della Repubblica non l’abbia convocata anteriormente in

conformità al disposto dell’articolo 40.

2) La durata della sessione ordinaria non può essere inferiore a cinque mesi, senza contare il

tempo della sospensione deliberata (dal Presidente della Repubblica: n.d.t.), in base all’articolo 40.

La sessione ordinaria si prolunga obbligatoriamente fino all’approvazione del bilancio

preventivo, conformemente all’articolo 79, o fino al voto della legge speciale prevista da questo

stesso articolo.

Art. 65. – 1) La Camera determina le modalità del suo funzionamento libero e democratico

con un Regolamento votato in seduta plenaria secondo l’articolo 76 e pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale per ordine del suo Presidente.

2) La Camera eleggerà tra i suoi membri il Presidente e gli altri membri dell’Ufficio di

Presidenza, secondo le norme stabilite dal suo Regolamento.

3) Il Presidente e il vicepresidente della Camera sono eletti all’inizio di ciascuna legislatura.

Questa disposizione non si applica al Presidente e ai Vice-Presidenti eletti nel corso della

prima sessione della quinta Assemblea di revisione costituzionale.

La Camera può, su proposta di cinquanta deputati, adottare una mozione di censura nei

confronti del Presidente o di un membro dell’Ufficio di Presidenza: ciò che comporta la fine del

loro mandato.

4) Il Presidente dirige i lavori della Camera, sorveglia affinché il loro libero corso sia

assicurato e siano garantite le libertà d’opinione e d’espressione dei deputati ed il mantenimento

dell’ordine. Egli può adottare, a tal fine, contro il deputato che insista nel suo comportamento anche

delle misure disciplinari, conformemente alle disposizioni del Regolamento.

5) Il Regolamento può prevedere la creazione presso la Camera d’un Servizio giuridico,

avente come scopo l’assistenza all’attività legislativa.

6) Il Regolamento determina l’organizzazione dei servizi della Camera sotto la sorveglianza

del Presidente, come pure stabilisce tutte le norme concernenti il suo personale. Gli atti del

Presidente relativi al reclutamento ed alla carriera del personale della Camera sono suscettibili di un

ricorso di piena giurisdizione o di un ricorso per annullamento davanti al Consiglio di Stato.

Art. 66. – 1) Le sedute della Camera dei deputati sono pubbliche; tuttavia la Camera può

riunirsi a porte chiuse su richiesta del Governo o di quindici deputati, dopo aver così deciso in

comitato segreto ed a maggioranza dei membri presenti. Essa decide poi se la discussione sullo

stesso argomento debba essere ripresa in seduta pubblica.

2) I ministri e i segretari di Stato hanno accesso alle sedute della Camera; essi vi sono

ascoltati tutte le volte che chiedono la parola.

3) La Camera e le Commissioni parlamentari possono richiedere la presenza del ministro o

del segretario di Stato competente per le materie sulle quali esse deliberano.

Le Commissioni parlamentari hanno il diritto di convocare tramite il ministro competente tutti

i dipendenti pubblici la cui presenza sia considerata utile alla loro attività.

Art. 67. – Le decisioni della Camera dei deputati non possono essere prese che a maggioranza

assoluta dei membri presenti; tale maggioranza non può, in alcun caso, essere inferiore alla quarta

parte del numero complessivo dei deputati. In caso di parità dei voti, si procede ad un secondo

scrutinio; se esso dà lo stesso risultato, la proposta è respinta.

Art. 68. – 1) All’inizio di ciascuna sessione ordinaria la Camera costituisce delle Commissioni

parlamentari, i cui membri sono scelti tra i deputati, per l’elaborazione e l’esame dei progetti e delle

proposte di legge di competenza dell’assemblea plenaria o delle sue Sezioni.

2) La Camera, su proposta di un quinto del numero complessivo dei suoi membri e a

maggioranza di almeno i due quinti del numero totale dei deputati, può costituire delle Commissioni

d’inchiesta, formate dai suoi membri.

La costituzione delle Commissioni d’inchiesta su questioni relative alla politica estera e alla

difesa nazionale non può essere decisa che a maggioranza assoluta del numero complessivo dei

deputati.

La composizione e il funzionamento di tali Commissioni sono stabilite dal Regolamento della

Camera dei deputati.

3) Le Commissioni parlamentari e le Commissioni d’inchiesta, come pure le Sezioni della

Camera previste dagli articoli 70 e 71, sono formate tenendo conto della consistenza parlamentare

dei partiti, dei Gruppi e dei deputati indipendenti conformemente alle prescrizioni del Regolamento

della Camera.

Art. 69. – Nessuno può, senza essere stato convocato, presentarsi davanti alla Camera per

presentare una petizione orale o scritta. Le petizioni sono presentate per tramite di un deputato o

indirizzate al Presidente della Camera. La Camera ha il diritto di rinviare le petizioni che le sono

indirizzate ai ministri e ai segretari di Stato, i quali sono tenuti a dare dei chiarimenti tutte le volte

che ciò viene loro richiesto.

Art. 70. – 1) La Camera esercita le sue funzioni legislative in assemblea plenaria.

2) Il Regolamento della Camera conferisce alla Camera la possibilità di stabilire che

l’approvazione di alcuni progetti di legge sia compiuta da alcune Sezioni, il cui numero non potrà

superare le dieci, e nei limiti delle restrizioni dell’articolo 72. La costituzione e il funzionamento

delle Sezioni formano l’oggetto di una decisione presa dalla Camera all’inizio di ciascuna sessione,

a maggioranza assoluta del numero complessivo dei deputati.

3) Il Regolamento ripartisce tra le Sezioni le competenze legislative per Ministeri.

4) Salvo previsione contraria, le disposizioni della Costituzione concernenti la Camera dei

deputati sono applicabili al suo funzionamento sia in seduta plenaria che per Sezioni.

5) La maggioranza colla quale sono prese le decisioni delle Sezioni non può essere inferiore ai

due quinti del numero complessivo dei loro membri.

6) Il controllo parlamentare è esercitato dalla Camera in assemblea plenaria almeno due volte

alla settimana, conformemente alle disposizioni del Regolamento della Camera.

Art. 71. – Fuori sessione, l’attività legislativa della Camera, salvo quella che spetta alla

competenza dell’assemblea plenaria conformemente all’articolo 72, è esercitata da una Sezione,

composta e funzionante come è prescritto negli articoli 68 paragrafo 3), e 70.

Il Regolamento può demandare l’elaborazione dei progetti o delle proposte di legge ad una

Commissione parlamentare composta di membri della stessa Sezione.

Art. 72. – 1) Sono discussi e votati in assemblea plenaria i Regolamenti della Camera, i

progetti e le proposte di legge concernenti l’elezione dei deputati, le materie indicate negli articoli

3, 13, 27, 28 e 36 paragrafo 1), l’esercizio e la protezione dei diritti individuali, il funzionamento

dei partiti politici, la delega legislativa secondo l’articolo 43 paragrafo 4, la responsabilità

ministeriale, lo stato d’assedio, la lista civile del Presidente della Repubblica e l’interpretazione

delle leggi in modo obbligatorio per tutti secondo l’articolo 77, nonché qualsiasi altro argomento

che, conformemente a una disposizione speciale della Costituzione, rientri nella competenza

dell’assemblea plenaria della Camera o per la cui regolamentazione sia richiesta una maggioranza

qualificata.

Sono anche votati in seduta plenaria il bilancio preventivo e la legge dei rendiconti dello Stato

e della Camera dei deputati.

2) La discussione e il voto, in via preliminare, articolo per articolo e nell’insieme, di tutti gli

altri progetti o proposte di legge possono essere deferiti a una Sezione della Camera,

conformemente alle prescrizioni dell’articolo 70.

3) La Sezione investita del voto di un progetto o di una proposta di legge si pronuncia a titolo

definitivo sulla sua competenza; essa ha il diritto di decidere, a maggioranza assoluta del numero

complessivo dei suoi membri, il rinvio di ogni contestazione a questo riguardo all’assemblea

plenaria della Camera. La decisione della Camera presa in seduta plenaria è obbligatoria per le

Sezioni.

4) II Governo può rimettere all’assemblea plenaria della Camera un progetto di legge di

particolare importanza ai fini della discussione e del voto.

5) L’assemblea plenaria della Camera può chiedere, con decisione presa a maggioranza del

numero complessivo dei deputati, che un progetto o una proposta di legge pendente davanti ad una

delle Sezioni sia discussa e votata in via preliminare, articolo per articolo e nel suo insieme

dall’assemblea stessa. Capitolo V. Attività legislativa della Camera dei deputati

Art. 73. – 1) L’iniziativa delle leggi spetta alla Camera ed al Governo.

2) I progetti di legge, di qualsiasi specie essi siano, relativi alla concessione di una pensione e

alle condizioni di questa, sono esclusivamente presentati dal Ministro delle finanze, su parere della

Corte dei Conti. Nel caso di pensioni che gravino sul bilancio preventivo delle collettività locali o di

altre persone giuridiche di diritto pubblico l’iniziativa appartiene al ministro competente ed a1

Ministro delle finanze. I progetti di legge relativi alle pensioni non possono disciplinare altre

materie; l’inserzione di clausole concernenti le pensioni nelle leggi miranti alla regolamentazione di

altre materie è esclusa sotto pena di nullità.

3) Nessuna proposta di legge, nessun emendamento o articolo aggiuntivo d’iniziativa

parlamentare e messo in discussione se comporta spese a carico dello Stato, delle collettività locali

o di altre persone giuridiche di diritto pubblico, o una riduzione delle loro entrate o del loro

patrimonio, allo scopo di accordare un trattamento o una pensione o comunque un qualsiasi

vantaggio ad una persona.

4) Sono, tuttavia, ammissibili gli emendamenti o gli articoli aggiuntivi presentati dal capo di

un partito o dal rappresentante di un Gruppo parlamentare, conformemente alle prescrizioni del

paragrafo 3) dell’articolo 74, concernenti i progetti di legge sull’organizzazione dei servizi pubblici

e degli organismi d’interesse pubblico, lo statuto generale dei dipendenti statali o dei militari e degli

agenti dei corpi di sicurezza o degli impiegati delle collettività locali e di altre persone giuridiche di

diritto pubblico e d’imprese pubbliche in generale.

5) I progetti di legge che istituiscono tasse locali o speciali, o un onere qualsiasi a vantaggio

di organismi o di persone giuridiche di diritto pubblico o privato devono portare, tra l’altro, la

controfirma dei Ministri del coordinamento e delle finanze.

Art. 74. – 1) Tutti i progetti e tutte le proposte di legge sono obbligatoriamente accompagnati

da una relazione; prima della loro presentazione all’assemblea plenaria o ad una delle Sezioni della

Camera essi possono essere inviati, per una eventuale elaborazione dal punto di vista della tecnica

giuridica, al Servizio previsto nel paragrafo 5) dell’articolo 65 non appena questo sarà istituito

conformemente alle prescrizioni del Regolamento della Camera.

2) I progetti e le proposte di legge presentati alla Camera sono trasmessi alla Commissione

parlamentare competente. Dopo la presentazione, della relazione della Commissione o la scadenza

del termine issato a questo scopo, i progetti e le proposte di legge sono presentati alla Camera per

esservi discussi tre giorni dopo la presentazione, o meno, che essi non siano stati qualificati urgenti

dal ministro competente. Il dibattito viene iniziato dopo una relazione introduttiva orale compiuta

dal Ministro competente e dai relatori della Commissione.

3) Gli emendamenti dei deputati vertenti sui progetti o sulle proposte di legge di competenza

della Camera o delle Sezioni non sono messi in discussione se non sono stati depositati entro la

vigilia del giorno in cui la discussione s’inizia, a meno che il Governo non acconsenta egualmente

alla loro discussione.

4) La discussione di un progetto o di una proposta di legge mirante alla modifica di una

disposizione di una legge esistente non può essere iniziata se l’intero testo della disposizione

modificata non sia stato incluso nella relazione assieme a quello della nuova disposizione, tale quale

essa risulta dopo la modifica nel testo del progetto o della proposta di legge.

5) Un progetto o una proposta di legge contenente disposizioni che non hanno attinenza con il

loro argomento principale non è messo in discussione.

Nessun articolo aggiuntivo e nessun emendamento sono messi in discussione se non hanno

attinenza con l’argomento principale del progetto o della proposta di legge.

In caso di contestazione spetta alla Camera di pronunciarsi.

6)Una volta a1 mese, nel giorno fissato dal Regolamento, sono iscritte all’ordine del giorno

con priorità e sono discusse tutte le proposte di legge pendenti.

Art. 75. – 1) Tutti i progetti e tutte le proposte di legge che gravino sul bilancio preventivo

presentate dai ministri non sono messe in discussione se non sono accompagnate da una relazione

della Direzione generale della contabilità pubblica che definisce la spesa ch’esse implicano; quando

la proposta è presentata dai deputati, è inviata, prima di ogni discussione, alla Direzione generalo

della contabilità pubblica, che è tenuta a presentare la sua relazione entro quindici giorni. Alla

scadenza di tale termine, la proposta di legge è messa in discussione anche senza la suddetta

relazione.

2) La stessa norma vale per gli emendamenti, allorché i ministri competenti lo richiedano. In

tal caso, la Direzione generale della contabilità pubblica deve sottoporre la sua relazione alla

Camera entro il termine di tre giorni. È soltanto alla scadenza di tale termine che il dibattimento si

può iniziare, anche in mancanza della suddetta relazione.

3) I progetti di legge che comportano una spesa o una diminuzione delle entrate non sono

posti in discussione se non sono accompagnati da una relazione speciale vertente sul loro recupero,

firmata dal Ministro delle finanze.

Art. 76. – 1) Ogni progetto e ogni proposta di legge presentati all’assemblea plenaria o alle

Sezioni della Camera è discusso e votato in una sola lettura, in via preliminare, articolo per articolo

e nel suo insieme.

2) Alcuni progetti e alcune proposte di legge sono a titolo eccezionale discussi e votati in

seduta plenaria dalla Camera per due volte e nel corso di due sedute diverse, separate tra loro da un

intervallo di almeno due giorni, se ciò è richiesto, prima dell’apertura della discussione generale, da

un terzo del numero complessivo dei deputati; in tal caso la discussione e la votazione si fanno in

via preliminare e poi articolo per articolo nella prima seduta, articolo per articolo e nel suo insieme

nella seconda seduta.

3) Se, nel corso dei dibattiti, sono stati adottati degli emendamenti, il voto sull’insieme è

aggiornato di ventiquattr’ore a partire dalla distribuzione del progetto o della proposta di legge

emendata.

4) Il Governo può qualificare molto urgente un progetto od una proposta di legge. In tal caso

tale progetto o proposta sono posti in votazione dopo un dibattito limitato, al quale partecipano,

oltre ai relatori, il Primo Ministro, il ministro competente, i capi dei partiti rappresentati alla Camera

e un portavoce di ciascuno di essi. Il Regolamento della Camera può limitare la durata dei discorsi e

il tempo del dibattito.

5) Il Governo può chiedere che un progetto od una proposta di legge di particolare importanza

o di carattere urgente sia discusso in un numero determinato di sedute, non superiore a tre. La

Camera può, su proposta di un decimo del numero totale dei deputati, prolungare la discussione per

due sedute in più. La durata di ciascun intervento è fissata dal Regolamento della Camera.

6) L’adozione di codici giudiziari o amministrativi redatti da Commissioni speciali costituite

con leggi speciali può essere decisa in assemblea plenaria con una legge particolare, che statuisca la

ratifica di questi codici nel loro insieme.

7) Si può nello stesso modo procedere alla codificazione di leggi esistenti mediante una

semplice loro raccolta in un modo organico o alla rimessa in vigore, nell’insieme, di leggi abrogate,

eccezion fatta per le leggi fiscali.

8) Un progetto od una proposta di legge respinta dalla Camera in assemblea plenaria o da una

delle sue Sezioni non può essere presentata di nuovo nel corso della stessa sessione, né della

sessione immediatamente successiva.

Art. 77. – 1) L’interpretazione delle leggi in modo obbligatorio per tutti appartiene al Potere

legislativo.

2) Una legge che non è realmente di carattere interpretativo non entra in vigore che a partire

dalla sua pubblicazione. Capitolo VI. Tassazione e amministrazione finanziaria

Art. 78. – 1) Nessuna imposta può essere istituita o riscossa senza una legge formale che

determini l’oggetto dell’imposizione ed i redditi, i tipi di proprietà, le spese e le categorie di

transazioni cui l’imposta stessa si riferisce..

2) Nessuna imposta, né qualunque onere economico può essere stabilito da una legge ad

effetto retroattivo che si estenda al di là dell’anno fiscale precedente.

3) Eccezionalmente, allorché si tratti dell’istituzione o dell’aumento dei dazi d’importazione o

di esportazione, o di una imposta sul consumo, la loro riscossione è autorizzata a partire dal giorno

in cui la proposta di legge rispettiva è stata depositata alla Camera, a condizione che la legge sia

pubblicata nel termine previsto dall’articolo 42 paragrafo 1), e, in ogni caso, entro i dieci giorni che

seguono la chiusura della sessione parlamentare.

4) L’oggetto delle imposte, il coefficiente fiscale, le riduzioni e le esenzioni dalle imposte e

l’assegnazione di pensioni non possono formare l’oggetto di una delega legislativa. È però ammessa

la determinazione, per legge, delle procedure idonee a consentire una partecipazione dello Stato e

degli organismi pubblici in generale alle plusvalenze automaticamente conseguite dalle proprietà

immobiliari private in seguito all’esecuzione di lavori pubblici.

5)Eccezionalmente è permessa, per mezzo di leggi cornice, l’istituzione d’imposte e tasse di

livellamento o compensatorie, come pure l’assunzione di misure economiche nel quadro dei

rapporti internazionali del Paese nei confronti di organizzazioni economiche o di misure che

consentano di salvaguardare la posizione del Paese in rapporto alle valute estere.

Art. 79. – 1) La Camera vota, nel corso della sessione ordinaria annuale, il bilancio preventivo

delle entrate e delle uscite dello Stato per l’anno successivo.

2) Tutte le entrate e le uscite dello Stato devono essere inserite nel bilancio preventivo

annuale e nella legge dei rendiconti.

3) Il bilancio preventivo è presentato alla Camera dal Ministro delle finanze almeno un mese

prima dell’apertura dell’anno fiscale ed è votato secondo le disposizioni del Regolamento della

Camera, che assicurano il diritto di esprimersi a tutte le frazioni politiche in seno alla Camera

stessa.

4) Se per una ragione qualsiasi la gestione delle entrate e delle spese del bilancio preventivo

approvato diventa impossibile, essa è effettuata in base ad una legge speciale emanata a tale scopo.

5) Se Il bilancio preventivo o la legge speciale citata nel paragrafo precedente non possono

essere votate, essendo la legislatura giunta al suo termine, il bilancio preventivo dell’esercizio

terminato, o che sta per giungere al suo termine, resta in vigore per quattro mesi per decreto

emanato su proposta del Consiglio dei ministri.

6) La legge può istituire un bilancio preventivo per un esercizio biennale.

7) I rendiconti dell’esercizio chiuso, come pure il bilancio generale dello Stato, sono

depositati alla Camera al più tardi entro il termine di un anno dopo la fine dell’anno fiscale; essi

sono verificati da una Commissione speciale di deputati e ratificati dalla Camera conformemente

alle disposizioni del suo Regolamento.

8) I programmi di sviluppo economico e sociale sono approvati dalla Camera dei deputati in

seduta plenaria, conformemente alla legge.

Art. 80. – 1) Nessuna retribuzione, nessuna pensione, assegno o compenso è iscritto nel

bilancio preventivo dello Stato, né è accordato, se non per mezzo di una legge organica o di un’altra

legge speciale.

2) La legge fissa le modalità per la coniazione e l’emissione delle monete.

SEZIONE IV. Il Governo

Capitolo I. Composizione e funzioni del Governo

Art. 81. – 1) IL Governo è formato dal Consiglio dei ministri, composto dal Primo Ministro e

dai ministri. La legge determina le modalità della composizione e del funzionamento del Consiglio

dei ministri. Uno o più ministri possono essere nominati Vice-Presidenti del Consiglio, con decreto

emanato su proposta del Primo Ministro.

La legge determina la posizione dei ministri supplenti e dei segretari di Stato, che possono

avere la qualifica di membri del Governo, come pure quella dei segretari di Stato permanenti.

2) Nessuno può essere nominato membro del Governo o segretario di Stato se non possiede i

requisiti previsti dall’articolo 55 per l’eleggibilità a deputato.

3) Ogni attività professionale dei membri del Governo, dei segretari di Stato e del Presidente

della Camera dev’essere sospesa durante l’esercizio dello loro funzioni.

4) La legge può stabilire l’incompatibilità delle funzioni di ministro e di segretario di Stato

con altre attività.

5) In mancanza di un Vice-Presidente, Il Primo ministro designa, allorché ciò sia necessario, il

suo supplente interinale tra i ministri.

Art. 82. – 1) Il Governo determina e dirige la politica generale del Paese, conformemente alle

disposizioni della Costituzione e delle leggi.

2) Il Primo Ministro assicura l’unita del Governo e ne dirige l’azione, come pure quella dei

servizi pubblici in generale, in funzione dell’applicazione della politica governativa nel quadro delle

leggi. Art. 83. – 1) Ogni ministro esercita le competenze stabilite dalla legge. I ministri senza

portafoglio esercitano le competenze che sono loro devolute per decisione del Primo Ministro.

2) I segretari di Stato esercitano le competenze che sono loro attribuite per decisione comune

del Primo Ministro e del ministro presso il quale essi sono stati nominati.

Capitolo II. Rapporti tra la Camera dei deputati ed il Governo

Art. 84. – 1) Il Governo deve godere della fiducia della Camera. Entro i quindici giorni che

seguono la prestazione del giuramento da parte del Primo Ministro, il Governo deve chiedere alla

Camera un voto di fiducia. Tale voto di fiducia può essere chiesto alla Camera da parte del Governo

in qualsiasi altro momento. Se, al momento della formazione del Governo, i lavori della Camera

sono interrotti, questa è convocata entro quindici giorni al fine di pronunciarsi in ordine alla

mozione di fiducia.

2) La Camera può, con una sua decisione, ritirare la sua fiducia al Governo o ad uno dei suoi

membri. Nessuna mozione di censura può essere depositata entro i sei mesi che seguono la

reiezione di una simile mozione da parte della Camera.

La mozione di censura dev’essere firmata da un sesto almeno dei deputati e stabilire

chiaramente le materie sulle quali verterà il dibattito.

3) Eccezionalmente, una mozione di censura può essere presentata anche prima della

scadenza del menzionato termine di sei mesi, su condizione che sia firmata dalla maggioranza

assoluta del numero complessivo dei deputati.

4) Il dibattito su una mozione di fiducia o di censura inizia due giorni dopo la data in cui essa

è stata depositata, salvo che il Governo non chieda l’apertura immediata del dibattito. Tale dibattito

non può essere prolungato oltre i tre giorni successivi alla sua apertura.

5) Il voto su una mozione di fiducia o di censura ha luogo immediatamente dopo 1a fine del

dibattito: esso può, tuttavia, essere aggiornato per quarantotto ore su richiesta del Governo.

6) Non può essere adottata alcuna mozione di fiducia se essa non è votata dalla maggioranza

assoluta dei deputati presenti alla votazione; tale maggioranza non può tuttavia essere inferiore ai

due quinti del numero complessivo dei deputati. Nessuna mozione di censura può essere adottata se

essa non è votata dalla maggioranza assoluta del numero complessivo dei deputati.

7) Possono prendere parte alla votazione sulle mozioni suddette ministri e i segretari di Stato

che sono membri della Camera.

Art. 85. – I membri del Governo, ivi compresi i segretari di Stato, sono collettivamente

responsabili della politica generale del Governo; ciascuno di essi è parimenti responsabile dei

provvedimenti e delle omissioni compiute durante l’esercizio della propria funzione secondo le

disposizioni delle leggi sulla responsabilità dei ministri. In nessun caso un ordine scritto o verbale

del Presidente della Repubblica può sottrarre i ministri ed i segretari di Stato alle loro

responsabilità.

Art. 86. – 1) La Camera ha il diritto di mettere sotto accusa davanti ad una Corte speciale i

membri del Governo e i segretari di Stato in funzione o che abbiano assunto tali funzioni in passato,

in virtù delle leggi sulla responsabilità dei ministri. Tale Corte speciale è presieduta dal Presidente

della Corte di Cassazione ed è composta da dodici magistrati sorteggiati, in seduta pubblica, dal

Presidente della Camera tra tutti i giudici della Corte di Cassazione e i Presidenti delle Corti

d’appello nominati anteriormente all’incriminazione, così come è prescritto dalla legge.

2) Nessuna incriminazione, istruttoria o inchiesta preliminare contro le persone citate nel

paragrafo 1) per atti od omissioni commessi durante l’esercizio delle proprie funzioni è autorizzata

se non dopo una decisione ad hoc della Camera.

Se, nel corso di un’inchiesta amministrativa, sono stati accertati degli elementi suscettibili di

stabilire la responsabilità di un membro del Governo o di un segretario di Stato secondo le

disposizioni della legge sulla responsabilità dei ministri, coloro che conducono l’inchiesta devono,

dopo la fine di questa, trasmettere tali elementi alla Camera, per il tramite del Pubblico ministero.

Solo la Camera ha il diritto di sospendere il procedimento penale.

3) Nel caso in cui la procedura iniziata in seguito ad una azione diretta contro un ministro o

un segretario di Stato non sia condotta a termine per una ragione qualsiasi, ivi compresa la

prescrizione, la Camera può, a richiesta dell’accusato, costituire con una propria decisione una

Commissione speciale, composta di deputati e di alti magistrati, per esaminare l’accusa come è

prescritto dal Regolamento. SEZIONE V. Il Potere Giudiziario

Capitolo I. Magistrati e funzionari giudiziari

Art. 87. – 1) La giustizia è esercitata da tribunali composti di giudici ordinari, che godono

d’indipendenza personale e funzionale.

2) Nell’esercizio delle loro funzioni, i giudici sono sottoposti soltanto alla Costituzione ed alle

leggi; in nessun caso essi sono tenuti a conformarsi a disposizioni stabilite dopo che sia stata abolita

la Costituzione.

3) La vigilanza sui giudici ordinari compete ai giudici di grado superiore, nonché al

Procuratore generale ed al Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione. La

vigilanza nei confronti dei Procuratori compete ai Consiglieri della Corte di Cassazione ed ai

Procuratori di grado superiore. Le modalità d’applicazione delle disposizioni suddette sono

determinate dalla legge.

Art. 88. – 1) Tutti i magistrati sono nominati a vita con decreto presidenziale, a norma di una

legge che ne determina i requisiti attitudinali e la procedura per la loro selezione.

2) Il compenso dei magistrati è in rapporto con le loro funzioni. Tutto ciò che concerne la loro

collocazione nel grado gerarchico e il loro trattamento, nonché il loro statuto generale, è regolato da

leggi speciali.

3) La legge può prevedere per le persone indicate nel paragrafo 1), e prima della loro nomina

quali magistrati ordinari, un periodo d’apprendimento e di prova, non superiore a tre anni. Durante

tale periodo essi possono anche esercitare le funzioni di un magistrato ordinario, secondo le

modalità specificate dalla legge.

4) I magistrati non possono essere revocati se non mediante una decisione giudiziaria, a

seguito di una condanna penale o a causa di una grave mancanza disciplinare, di una malattia, di

un’infermità o di un’inattitudine professionale constatata conformemente alle disposizioni della

legge e a quelle dei paragrafi 2) e 3) dell’articolo 93.

5) I magistrati fino al grado di consigliere di Corte d’appello o di Sostituto Procuratore presso

la stessa Corte e tutti quelli di grado equivalente lasciano obbligatoriamente il servizio all’età di

sessantacinque anni compiuti; tutti i magistrati di grado superiore a quelli summenzionati, come

pure tutti i magistrati di grado assimilato ai medesimi, lasciano obbligatoriamente il servizio all’età

di sessantasette anni compiuti. Per l’applicazione di tale disposizione il 30 giugno dell’anno del

collocamento a riposo è in ogni caso considerato come la data nella quale si raggiunge il limite

d’età summenzionato.

6) Il mutamento di ruolo tra magistrati ordinari è proibito. Esso è eccezionalmente autorizzato

in vista di un trasferimento di giudici ordinari nei ruoli dei Sostituti Procuratori generali presso la

Corte di Cassazione e ciò fino alla metà del loro numero, nonché nei ruoli dei magistrati aggiunti e

dei Procuratori presso i tribunali di prima istanza. Il cambiamento di ruolo è effettuato sempre su

richiesta dell’interessato, come è prescritto dalla legge.

7) La Presidenza delle Corti o dei Consigli specificamente previsti dalla Costituzione, dei

quali facciano parte consiglieri di Stato e consiglieri della Corte di Cassazione, è assicurata da colui

che, tra essi, goda della maggiore anzianità nel grado.

Clausola interpretativa: In base al preciso disposto dell’articolo 88, la nomina diretta alle

cariche di consigliere e di relatore sui ricorsi alla Corte dei Conti è disposta in conformità alle

prescrizioni della legge.

Art. 89. – 1) Ai magistrati è vietata la prestazione di qualsiasi altro servizio remunerato, come

pure l’esercizio di qualsiasi altra professione.

2) A titolo eccezionale, è autorizzata la nomina dei magistrati a membri dell’Accademia od

alle cariche di professore o professore aggregato di una Facoltà universitaria, come pure la loro

partecipazione a tribunali amministrativi speciali, a consigli o commissioni, eccettuati i consigli

d’amministrazione d’imprese pubbliche o di società commerciali.

3) È ugualmente consentito affidare ai magistrati talune funzioni amministrative da esercitarsi

sia contemporaneamente alle loro funzioni principali, sia esclusivamente durante un periodo

determinato, così come prescritto dalla legge.

4) È vietato ai magistrati assumere le funzioni di membri del

Governo.

5)Può essere costituita un’Unione dei magistrati, come è prescritto dalla legge.

Art. 90. – 1) Le promozioni, le destinazioni, i trasferimenti, i comandi e i mutamenti di ruolo

di tutti i magistrati sono disposti con decreto presidenziale, emanato previa decisione del Consiglio

Superiore della Magistratura. Quest’ultimo è formato dal Presidente del corrispondente Tribunale

supremo e da membri dello stesso tribunale designati per sorteggio tra quelli che vi hanno prestato

servizio per almeno due anni, alle condizioni stabilite dalla legge. Al Consiglio Superiore della

Magistratura civile e penale partecipa inoltre il Procuratore generale della Corte di Cassazione e a

quello della Corte dei Conti il Commissario generale dello Stato presso la stessa Corte.

2) Quando si tratti del giudizio di avanzamento ai gradi di consigliere di Stato, di consigliere

della Corte di Cassazione, di Sostituto Procuratore generale, di Presidente o consigliere della Corte

d’Appello e di consigliere della Corte dei Conti la composizione del Consiglio previsti nel

paragrafo 1) è rafforzata, così come prescritto dalla legge. La disposizione dell’ultimo capoverso

del paragrafo 1) si applica quando necessario.

3) Se il Ministro della giustizia è in disaccordo con il giudizio del Consiglio Superiore della

Magistratura, può rimettere il procedimento e il giudizio relativo davanti all’Assemblea plenaria del

Tribunale Superiore competente, così come prescritto dalla legge. Il diritto di ricorso all’Assemblea

plenaria spetta anche al magistrato che si ritiene leso, alle condizioni prescritte dalla legge.

4) Le decisioni dell’Assemblea plenaria sul procedimento rinviato, come pure le decisioni del

Consiglio Superiore della Magistratura non deferite all’Assemblea plenaria, sono vincolanti per il

Ministro della giustizia.

5) Le promozioni alla carica di Presidente e di Vice-Presidente del Consiglio di Stato, della

Corte di Cassazione e della Corte dei Conti avvengono per decreto presidenziale, emanato su

proposta del Consiglio dei ministri, e dopo una selezione tra i membri del Tribunale Supremo

corrispondente, alle condizioni fissate dalla legge.

La promozione alle cariche di Procuratore generale avviene ugualmente con decreto, dopo

una selezione tra i membri della Corte di Cassazione e tra i Sostituti Procuratori generali presso di

essa. 6)Le decisioni o gli atti emanati conformemente alle disposizioni del presente articolo non

sono suscettibili di ricorso davanti al Consiglio di Stato.

Art. 91. – 1) Il potere disciplinare sui magistrati, a partire dal grado di consigliere della Corte

di Cassazione o di Sostituto Procuratore generale, o su quelli di un grado corrispondente o superiore

ad essi, è esercitato, così come la legge dispone, da un Consiglio Superiore Disciplinare.

2) Il Consiglio Superiore Disciplinare e formato: dal Presidente del Consiglio di Stato, in

qualità di Presidente; da due Vice-Presidenti del Consiglio di Stato o consiglieri di Stato, da due

Vice-Presidenti della Corte di Cassazione o consiglieri della stessa Corte, da due Vice-Presidenti

della Corte dei Conti o consiglieri della stessa Corte ed infine da due professori ordinari di materie

giuridiche appartenenti al corpo insegnante di una Facoltà di giurisprudenza, quali membri. Ne

divengono membri coloro che sono in servizio da più di tre anni presso i Tribunali Supremi indicati

o presso una Facoltà di giurisprudenza; sono esclusi, dal Consiglio, al momento del giudizio su una

vertenza, quei suoi membri che appartengano al tribunale, un membro del quale, o Procuratore o

Commissario, è chiamato per essere giudicato davanti al Consiglio stesso. Allorché un membro del

Consiglio di Stato è implicato in un’azione penale disciplinare, la presidenza del Consiglio

Superiore Disciplinare è assunta dal Presidente della Corte di Cassazione.

3) Il potere disciplinare sugli altri magistrati è esercitato in primo e in secondo grado da

Consigli formati da magistrati ordinari designati per sorteggio secondo le disposizioni della legge.

L’azione disciplinare può essere esercitata anche dal Ministro della giustizia.

4) Le decisioni disciplinari prese conformemente alle disposizioni del presente articolo non

sono suscettibili di ricorsi davanti al Consiglio allo Stato.

Art. 92. – 1) I cancellieri di tutti i tribunali e le procure della Repubblica sono funzionari di

ruolo. Essi non possono essere revocati se non mediante una decisione giudiziaria a seguito di una

condanna penale o per decisione di un Consiglio giudiziario, sia per grave mancanza disciplinare,

sia per causa di malattia o d’infermità o d’inattitudine professionale constatata nel modo stabilito

dalla legge.

2) Le qualifiche richieste per i cancellieri di tutti i tribunali e le procure della Repubblica,

come pure il loro statuto generale, sono definiti dalla legge.

3) Le, promozioni, le destinazioni, i trasferimenti e i mutamenti di ruolo dei cancellieri sono

effettuati su parere conforme dei Consigli giudiziari; il potere disciplinare è esercitato, per quanto li

concerne, dai giudici loro superiori gerarchici, dai Procuratori o dai Commissari, come pure dai

Consigli giudiziari, secondo le disposizioni della legge.

Il ricorso contro le decisioni di promozione e le decisioni disciplinari è consentito a norma di

legge.

4) I notai, i conservatori delle ipoteche e delle trascrizioni non stipendiati lasciano

obbligatoriamente il servizio all’età di settant’anni compiuti; tutti gli altri lasciano il servizio al

limite d’età fissato dalla legge.

Capitolo II. Organizzazione e competenze dei tribunali

Art. 93. – 1) I tribunali si distinguono in amministrativi, civili e penali; essi sono organizzati

da leggi speciali.

2) Le sedute di tutti i tribunali sono pubbliche, salvo il caso in cui il tribunale, con proprio

decreto, decida che la pubblicità sarebbe pregiudizievole ai buoni costumi, o che vi siano in quel

caso delle ragioni particolari per proteggere la vita privata o familiare delle parti.

3) Ogni decisione giudiziaria dev’essere analiticamente documentata e motivata; essa è

pronunciata in seduta pubblica. L’opinione della minoranza dissenziente dev’essere resa pubblica.

La legge fissa le modalità dell’inserimento dell’opinione dissenziente nel processo verbale, nonché

le condizioni e i termini della sua pubblicità.

4) I tribunali sono tenuti a non applicare una legge il cui contenuto sia contrario alla

Costituzione.

Art. 94. – 1) Il giudizio sulle controversie amministrative di pieno contenzioso appartiene ai

tribunali amministrativi ordinari già esistenti. Quelle tra tali controversie che non sono ancora state

sottoposte a questi tribunali lo devono essere obbligatoriamente entro un termine di cinque anni a

partire dall’entrata in vigore della presente Costituzione; tale termine può essere prorogato per

legge.

2) Fino al trasferimento ai tribunali amministrativi ordinari di tutte le controversie

amministrative di pieno contenzioso, o di talune foro categorie, le contestazioni stesse continuano a

risultare di competenza dei tribunali civili, salvo quelle per le quali delle leggi speciali abbiano


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bonfiglio Salvatore.

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