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Diritto costituzionale M-Z (a.a. 2007-2008)

La giustizia costituzionale in Spagna: il recurso de amparo dopo la riforma del

2007

Prof. Francisco Fernández Segado

(Università Complutense - Madrid)

Resoconto della Lezione del 28 aprile 2008 ( a cura di Luisa Cassetti)

La Costituzione spagnola del 1978 dedica un intero titolo alla giustizia costituzionale (Titolo IX,

artt. 159-165); la legge organica n. 2 del 1979 (così come riformata negli anni 1984, 1985, 1988,

1999, 2000 e 2007) disciplina in dettaglio le regole sulla composizione e sul funzionamento del

Tribunal Constitucional (TC), oltre a descrivere le diverse tipologie di giudizi attribuiti alla

competenza di tale organo.

La struttura

Il TC è composto di 12 membri nominati con decreto del Re su proposta di diversi organi: 4 sono

nominati su proposta del Congresso de los diputados (uno dei due rami del parlamento spagnolo) su

proposta del Senado (l’altro ramo del parlamento), 2 su proposta del Governo ed i restanti 2 sulla

base di una proposta formulata dal Consejo general del poder judicial (organo di autogoverno della

magistratura, art.122 Cost.).

Nella composizione dell’organo vi è una assoluta dominanza della politica, in quanto 10 membri su

12 sono espressione della volontà del parlamento e del governo (circuito dell’indirizzo politico).

L’obiettivo era quello di mantenere una composizione equilibrata tra i diversi poteri dello Stato

(potere legislativo, esecutivo e giudiziario), ma nella realtà la dominanza del potere legislativo è

evidente. Per quanto riguarda poi la partecipazione delle Comunità autonome, non si deve pensare

che la proposta del Senado garantisca la più o meno diretta “rappresentanza” della Comunità, in

quanto, come è noto, il Senado è solo formalmente il ramo del parlamento in cui sono rappresentate

le autonomie spagnole ed è piuttosto, al pari del Congresso, luogo di rappresentanza dei partiti

politici.

In realtà, la riforma della legge organica sul TC introdotta nel 2007 ha previsto che il Senado debba

assumere un ruolo determinante per garantire l’effettiva rappresentanza territoriale nella

designazione dei giudici in quanto le candidature per la selezione dei 4 membri la cui scelta spetta

al Senado debbano essere proposte dalle Comunità autonome (2 candidati per ognuna delle 17

Comunità autonome, per un totale di 34 candidati).

La dominanza del circuito dell’indirizzo politico nella selezione dei membri del TC ha in realtà

prodotto una sostanziale “politicizzazione” dei giudici costituzionali , anche se in verità non

mancano una serie di importanti contrappesi in grado di “mitigare” questa tendenza. Tali fattori

sono rappresentati da: 1) maggioranza qualificata (elezione da parte del Congresso con la

maggioranza dei 3/5 dei deputati) ; 2) previsione di un mandato con una lunga durata, pari a 9 anni

(mentre la legislatura dura 5 anni); 3) il TC non si rinnova in blocco, ma vi è un rinnovamento

progressivo per un terzo dei membri, ogni tre anni. (in questo modo nessuna contingente

maggioranza parlamentare può condizionare in toto la composizione del TC); 4) è esclusa la

immediata rieleggibilità , nel senso che i membri del TC non possono essere rieletti prima che siano

decorsi 3 anni dalla scadenza del primo mandato; 5) caratterizzazione “tecnica” dell’organo, nel

senso che la Cost.1978 specifica che possono essere nominati giuristi ( magistrati, professori

universitari, pubblici funzionarie avvocati) di chiaro prestigio e che abbiano esercitato la

professione per almeno 15 anni). Una volta nominati i giudici del TC acquisiscono la qualifica di

“magistrados”.Sono inamovibili, svolgono le loro funzioni in condizioni di piena indipendenza, non

possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Oggi, il problema della politicizzazione dei singoli giudici è molto sentito e spesso i media, prima

di talune decisioni di particolare rilievo, anticipano il “voto” dei singoli membri in base della loro

“provenienza” politica (selezione tra le fila del partito di maggioranza ovvero del partito che è

all’opposizione).

I membri del TC procedono alla elezione del Presidente che dura in carica 3 anni, mandato che può essere

rinnovato per altri 3 anni. Il ruolo del Presidente è molto delicato, non solo perché rappresenta all’esterno la

volontà dell’organo, ma anche perché il suo voto è determinante in caso di parità ( il suo voto in pratica vale

doppio). Il suo mandato può essere prorogato, in attesa della elezione di un successore alla presidenza; anche

il mandato dei giudici può essere prorogato (proroga che si rende necessaria quando ad es. la politica non

riesce ad accordarsi sui nomi dei futuri giudici da proporre).

Il TC può operare:

1) In seduta plenaria, nel Plenum con 12 membri

2) Nelle due Salas (ogni Sala opera con 6 giudici)

3) Nelle Sezioni (con 3 giudici)

Prima della riforma del 2007 nelle sezioni si poteva decidere in ordine alla sola ammissibilità del

recurso de amparo (valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti processuali del ricorso),

mentre dopo la riforma la sezione può anche deliberare sul merito del ricorso: questà novità è però

assai discussa poiché non appare coerente né rispettosa del principio di collegialità della decisione

del TC.

Il TC può adottare: 1) sentencia, con la quale decide nel merito e chiude il giudizio; 2) con auto (ordinanza)

con la quale si pronuncia sui presupposti processuali; 3) con providencia, che è una decisione priva di

motivazione. Dopo la riforma del 2007 la “providencia” può essere utilizzata per dichiarare

l’inammissibilità di tutti i ricorsi de amparo. Occorre altresì ricordare che dopo la riforma, l’ammissibilità

dell’amparo è legata alla dimostrazione in ordine alla sussistenza di un nuovo presupposto che è la “especial

trascendencia constitucional”, ovverosia lo specifico “valore” costituzionale.

Ruolo e funzioni del TC.

Il TC svolge una serie di funzioni che sono riconducibili:

1) Controllo normativo (giudice delle leggi)

2) Tutela dei diritti fondamentali

3) Conflitti tra poteri e conflitti territoriali


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cassetti Luisa.

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