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Evoluzione del giornalismo politico oggi

Oggi si parla sempre più spesso di “spettacolarizzazione” della politica e

della nascita di quella sfera pubblica politica, definita da Peter Dahlgren

(“Television and the Public Sphere: Citizenship, Democracy and the Media”):

«La sfera pubblica “politica” costituisce lo spazio discorsivo, istituzionale e

topografico, nel quale la popolazione nel ruolo di cittadini ha acceso a quello

che si potrebbe chiamare metaforicamente il dialogo sociale che tocca

questioni di interesse comune, in altre parole, la politica. Questo spazio, e le

condizioni per la comunicazione in esso, sono essenziali per la democrazia»

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Storia del giornalismo politico

1789: data in cui può essere collocata la nascita formale del giornalismo

politico. È il 26 agosto 1789 quando viene proclamata la “Dichiarazione dei

diritti dell’uomo e del cittadino”. L’articolo XI della carta recitava testualmente:

“La libera comunicazione del pensiero e delle opinioni è uno dei diritti più

preziosi dell’uomo: ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare

liberamente, salvo rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi

determinanti dalla legge”.

1796: Napoleone Bonaparte entra a Milano il 15 maggio. Sulla sua scia

esplode una grande fioritura di giornali che lui stesso vuole. Due giorni dopo,

infatti, scrive al Direttorio: “Di qui partiranno i giornali e gli scritti di ogni

genere che infiammeranno l’Italia, dove la tensione è al massimo.”

La stampa è finalmente libera e nei seguenti tre anni nascono numerosi

giornali in città come Roma, Napoli, Milano e Venezia.

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Storia del giornalismo politico

Nascono così le prime forme di giornalismo politico: i giornali del periodo

dedicano la maggior parte delle proprie pagine a notizie di politica.

1797: la costituzione dell’effimera Repubblica Cispadana sancisce all’articolo

secondo la libertà di stampa: “niuno può essere impedito a dire, scrivere, e

pubblicare anche colle stampe i suoi pensieri, fuorché ne’ casi determinati

dalla Legge, e non può, se non in questi, essere responsabile di ciò che ha

fatto, o pubblicato”.

1821: nasce a Firenze “l’Antologia, giornale di scienze, lettere ed arti” che

rappresenterà, per dodici anni, uno dei più efficaci esempi di quel lavoro

culturale e politico diretto a formare un’opinione in grado di premere sui

governi e spingerli alle riforme. Fondatore del nuovo mensile è Gian Pietro

Viesseux, il quale ha l’occhio lungo anche nello scoprire giovani scrittori

come Carlo Cattaneo e Giuseppe Mazzini.

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Storia del giornalismo politico

1850: in Italia i giornali mantengono una perdurante vocazione politica.

Tarda quindi a manifestarsi il fenomeno di una stampa popolare e di

intrattenimento, con la sua particolare attenzione per la cronaca e le alte

tirature. La stampa si conferma come lo strumento principe di una

comunicazione politica ristretta alle élite del paese.

1867: nasce “la Gazzetta piemontese” (che poi nel 1895 prenderà nome “la

Stampa”.

1876: nasce “Il Corriere della Sera”

Già allora la tendenza dell’attuale giornalismo politico, nello schierarsi a

destra o a sinistra, era ben presente.

Il direttore del “Corriere” Eugenio Torelli Violler, per esempio, volle

chiaramente un foglio che fosse “la versione di destra del Secolo”.

La maggior parte dei giornali che comparvero dopo il 1876 – come sostiene

N. Bernardini (Guida della stampa periodica italiana) – comparvero con

programmi di sinistra.

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Storia del giornalismo politico

Prima Guerra Mondiale e periodo fascista: il regime controlla tutti i mezzi

di informazione, dalla stampa alla radio, al cinema.

1946: il referendum del 2 giugno vede trionfare la Repubblica sulla

Monarchia e viene così redatta la nuova Costituzione Italiana. L’articolo sulle

libertà di opinione, stampa … (parte I, Titolo I, num. 21) così recita:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il loro pensiero con la parola,

lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere

soggetta ad autorizzazioni o censure …”

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Storia del giornalismo politico

Primi anni ’70: un periodo di crisi per quanto riguarda la vendita dei giornali.

Alla maggiore libertà di cronaca e di critica si accompagna un più forte e

diffuso coinvolgimento politico-ideologico di molti giornalisti, mentre nei

gruppi di potere aumenta l’interesse a controllare i media la cui importanza

politica e sociale sta aumentando considerevolmente.

In questi anni, lo scenario politico e sociale che si presenta, porta i leader

politici a influenzare fortemente il giornalismo italiano che diviene così

schierato e non obiettivo.

1974: nasce “il Giornale”, fondato da Indro Montanelli

1976: il 14 gennaio esce il primo numero relativo a “la Repubblica”, fondata

da Eugenio Scalfari.

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Storia del giornalismo politico

Scalfari dichiara fin da subito la posizione del suo giornale:

“Questo giornale è un po’ diverso dagli altri: è un giornale d’informazione il

quale, anziché ostentare una illusoria neutralità politica, dichiara

esplicitamente di avere fatto una scelta di campo. È fatto da uomini che

appartengono al vasto arco della sinistra italiana”.

L’obiettivo – come scrive sempre Scalfari nella presentazione del primo

numero – è comunque quello di “giudicare i fatti, positivi e negativi, anche se

si producono nell’area in cui si è scelto di militare”.

Negli anni successivi:

- Nascono nuove testate, ancora oggi molto importanti.

- La televisione viene consacrata come mezzo di comunicazione di massa

per eccellenza.

- I quotidiani approdano su internet.

Il primo quotidiano italiano a tiratura nazionale ad andare online è L’Unità

(1995), dopo l’esordio de L’Unione Sarda, che risale al 1994.

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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Giornalismo politico-economico tenuto dal Prof. Cavallina. Gli argomenti trattati qui, oltre ad una presentazione del corso, riguardano: una definizione del giornalismo politico;il decalogo del giornalista politico e la storia del giornalismo politico dal 1789 fino agli anni '90.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di GIORNALISMO POLITICO-ECONOMICO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cavallina Pierguido.

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