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Art. 59. – Un disegno od una proposta di legge diventa legge dopo l’approvazione da parte di

entrambe le Camere, salvo quanto altrimenti stabilito dalla presente Costituzione.

Un disegno od una proposta di legge che è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti e

respinto dalla Camera dei Consiglieri diventa legge quando è approvato una seconda volta dalla

Camera dei Rappresentanti con una maggioranza di due terzi, o più, dei membri presenti.

Nonostante le disposizioni del comma precedente, la Camera dei Rappresentanti può convocare

la riunione di una Commissione congiunta delle due Camere, così come previsto dalla legge.

Nel caso che la Camera dei Consiglieri non si sia pronunciata definitivamente nei 6 giorni dal

ricevimento di un disegno o di una proposta di legge approvato dalla Camera dei Rappresentanti,

non tenendo conto delle vacanze parlamentari, la Camera dei Rappresentanti può decidere che tale

omissione equivalga ad un rigetto del disegno o della proposta menzionati da parte della Camera dei

Consiglieri.

Art. 60. – Il bilancio deve essere presentato prima alla Camera dei Rappresentanti. Quando,

nell’esame del bilancio, la Camera dei Consiglieri assume una decisione diversa da quella della

Camera dei Rappresentanti, e nel caso in cui una Commissione congiunta di entrambe le Camere,

prevista dalla legge, non riesca a raggiungere un accordo, ovvero se la Camera dei Consiglieri non

riesca a pronunciarsi definitivamente nei 30 giorni successivi a quello del ricevimento del bilancio

approvato dalla Camera dei Rappresentanti (non comprendendovi le vacanze parlamentari), allora la

decisione della Camera dei Rappresentanti sarà considerata come decisione della Dieta.

Art. 61. –Il secondo comma dell’articolo precedente si applica anche all’approvazione, da parte

della Dieta, dei trattati che sono stati conclusi.

Art. 62. – Ciascuna Camera può svolgere delle inchieste in ordine alle questioni di governo e può

esigere la presenza e l’audizione di testimoni, nonché la presentazione di documenti.

Art. 63. – Il Primo Ministro e gli altri ministri di Stato possono in qualsiasi momento partecipare

alle sedute di ciascuna delle due Camere allo scopo di prendere parte ai dibattiti sui disegni e le

proposte di legge, senza tener conto se essi siano, o no, membri della Camera. Essi devono

comparire dinanzi alla Camera quando è richiesta la loro presenza per dare risposte o spiegazioni.

Art. 64. – La Dieta costituirà una Corte di accusa, con i membri di entrambe le Camere, allo

scopo di processare quei giudici contro i quali siano stati iniziati dei procedimenti di destituzione.

Le questioni relative alla messa in stato d’accusa saranno regolate dalla legge.

CAPITOLO V. - IL GABINETTO

Art. 65. – Il potere esecutivo spetta al Gabinetto.

Art. 66. – Il Gabinetto è costituito dal Primo Ministro, che ne assume la presidenza, e da altri

ministri di Stato, come stabilito dalla legge.

Il Primo Ministro e gli altri ministri di Stato devono essere dei civili.

Il Gabinetto, nell’esercizio del potere esecutivo, è collettivamente responsabile verso la Dieta..

Art. 67. – Il Primo Ministro è designato fra i membri della Dieta, con deliberazione della

medesima. E tale designazione ha la precedenza nell’ordine del giorno.

Se la Camera dei Rappresentanti e la Camera dei Consiglieri non si trovano d’accordo, e se una

Commissione congiunta di entrambe le Camere, come stabilito dalla legge, non riesce a raggiungere

un accordo, ovvero la Camera dei Consiglieri non designi alcuno nel termine di 10 giorni dalla

designazione compiuta dalla Camera dei Rappresentanti (non comprendendovi le vacanze

parlamentari), la decisione della Camera dei Rappresentanti verrà allora considerata come la

decisione della Dieta.

Art. 68. – Il Primo Ministro nomina i ministri di Stato. La maggioranza dei ministri deve essere

scelta fra i membri della Dieta.

Il Primo Ministro può revocare discrezionalmente i ministri di Stato.

Art. 69. – Se la Camera dei Rappresentanti approverà una mozione di sfiducia, o respingerà una

mozione di fiducia, l’intero Gabinetto dovrà presentare le dimissioni, a meno che la Camera dei

Rappresentanti non venga sciolta entro dieci giorni.

Art. 70. – In caso di vacanza nella carica di Primo Ministro, o dopo la convocazione della Dieta

in seguito ad un’elezione generale della Camera dei Rappresentanti, l’intero Gabinetto dovrà

presentare le dimissioni.

Art. 71. – Nei casi menzionati nei due articoli precedenti, il Gabinetto continua nelle sue funzioni

fino al momento in cui viene nominato un nuovo Primo Ministro.

Art. 72. – Il Primo Ministro, in rappresentanza dell’intero Gabinetti non sottopone alla Dieta

progetti di legge e relazioni su questioni attennenti alla vita nazionale e sulla politica estera; ed

esercita la sorveglianza e il controllo sui vari rami dell’amministrazione.

Art. 73. – Il Gabinetto, oltre alle funzioni amministrative di carattere generale, deve:

- applicare lealmente le leggi e condurre gli affari dello Stato;

- dirigere le relazioni con l’estero;

- concludere i trattati. Deve ottenere però la preventiva, o, in realizzo alle circostanze, successiva

approvazione della Dieta;

- emanare decreti allo scopo di tradurre in atto le disposizioni della presente Costituzione e delle

leggi. Però, esso non può includere disposizioni penali in tali decreti, a meno che non sia

autorizzato dalla legge;

- decidere in materia di amnistie generali, di amnistie speciali, di commutazioni di pena, di

grazia e di riabilitazione.

Art. 74. – Tutte le leggi e tutti i decreti saranno firmati dal ministro di Stato competente e

controfirmati dal Primo Ministro.

Art. 75. – I ministri di Stato, durante il periodo in cui sono in carica, non sono soggetti ad azione

giudiziaria senza il consenso del Primo Ministro; ma con ciò non si menziona il diritto di iniziare

tale azione. CAPITOLO VI. IL POTERE GIUDIZIARIO

Art. 76. – Il potere giudiziario nella sua totalità è attribuito alla Corte Suprema ed alle Corti

inferiori istituite dalla legge. Non verrà istituito alcun tribunale straordinario, né potranno essere

conferiti ad alcun organo o ente del Potere esecutivo poteri giudiziari in ultima istanza.

Tutti i giudici sono indipendenti nell’esercizio delle loro funzioni e sono tenuti ad osservare

soltanto la presente Costituzione e le leggi.

Art. 77. – La Corte Suprema è dotata di potestà regolamentare, la forza della quale essa stabilisce

le regole di procedura e di giurisdizione, le questioni relative agli avvocati, la disciplina interna dei

tribunali e l’amministrazione degli affari giudiziari.

I pubblici procuratori sono soggetti al potere di regolamentazione della Corte Suprema. La Corte

Suprema può delegare il potere di stabilire norme per le Corti inferiori alle Corti stesse.

Art. 78. – La rimozione dei giudici potrà essere effettuata soltanto in seguito alla formulazione di

una pubblica accusa, tranne il caso che essi vengano dichiarati giudizialmente incapaci, per motivi

mentali o fisici, di svolgere le loro funzioni. Nessuna azione disciplinare contro dei giudici può

essere svolta da un organo od ufficio dipendente dal Potere esecutivo.

Art. 79. – La Corte Suprema è composta da un Presidente e da giudici, nel numero stabilito dalla

legge; i giudici stessi, tranne il Presidente, sono nominati dal Gabinetto. La nomina dei giudici della

Corte Suprema sarà ratificata dal popolo in occasione della prima elezione generale della Camera

dei Rappresentanti successiva alla loro nomina; e sarà di nuovo sottoposta a ratifica in occasione

della prima elezione generale della Camera dei Rappresentanti dopo un periodo di carica di 10 anni,

e così via di seguito. Nei casi menzionati nel comma precedente, quando la maggioranza dei votanti

indica che essi sono favorevoli alla revoca di un giudice, questi deve essere dimesso. Le questioni

sottoposte a ratifica saranno stabilite dalla legge.

I giudici della Corte Suprema verranno posti in pensione quando raggiungeranno i limiti di età

stabiliti dalla legge.

Art. 80. – I giudici delle Corti inferiori saranno nominati dal Gabinetto scegliendoli in una lista

redatta dalla Corte Suprema.

Tutti questi giudici rimarranno in carica per un periodo di dieci anni, con il diritto ad essere

riconfermati, nell’intesa che saranno posti in pensione quando raggiungeranno l’età a tale scopo

stabilita dalla legge. Essi riceveranno ad intervalli regolarmente stabiliti compensi adeguati, che non

saranno diminuiti durante il periodo in cui resteranno in carica.

Art. 81. – La Corte Suprema è la Corte di ultima istanza; essa avrà il potere di decidere sulla

costituzionalità di qualsiasi legge, decreto, regolamento od atto ufficiale.

Art. 82. – I processi debbono svolgersi e le sentenze debbono esse- re emesse pubblicamente.

Però, nei casi in cui una Corte decida all’unanimità che la pubblicità è pericolosa per l’ordine

pubblico o per la morale, un processo può essere svolto in udienza segreta; ma i processi per i reati

politici e per i reati di stampa, nonché quelli concernenti i diritti del popolo sanciti nel Capitolo III

della presente Costituzione, dovranno sempre essere svolti in udienza pubblica.

CAPITOLO VII. LE FINANZE

Art. 83. – Il potere di amministrare le finanze pubbliche sarà esercitato nei modi che la Dieta

stabilirà.

Art. 84. – Non si potrà introdurre alcuna nuova imposta, né si potranno modificare quelle

esistenti se non ad opera della legge, o secondo le procedure stabilite dalla legge.

Art. 85. – Nessuna spesa sarà effettuata, né lo Stato assumerà obbligazioni, se non nei modi

autorizzati dalla Dieta.

Art. 86. – II Gabinetto preparerà e sottoporrà alla Dieta, perché sia discusso e deliberato, un

bilancio per ciascun anno finanziario.

Art. 87.– Allo scopo di premunirsi contro imprevisti deficit di bilancio, la Dieta può autorizzare

l’istituzione di un fondo di riserva, il cui impiego è deciso dal Gabinetto, sotto la propria

responsabilità.

Il Gabinetto deve ottenere l’approvazione successiva della Dieta per ogni pagamento effettuato

con prelevamenti dal fondo di riserva.

Art. 88. – Tutti i beni della Casa Imperiale sono proprietà dello Stato. Tutte le spese della Casa

Imperiale sono approvate dalla Dieta, che vota gli accrediti corrispondenti nel quadro del bilancio

statale.

Art. 89. – Nessuna parte del denaro o della proprietà pubblica può essere destinata per il

beneficio o il mantenimento di una qualsiasi istituzione o associazione religiosa, o per qualsiasi

scopo educativo, caritativo o di beneficenza che non sia sotto il controllo dello Stato.

Art. 90. – Una revisione finale di tutte le spese e di tutte le entrate dello Stato sarà effettuata ogni

anno da una Commissione per la revisione dei conti e sottoposta dal Gabinetto alla Dieta durante

l’anno finanziario immediatamente successivo al periodo cui la revisione si riferisce.

L’organizzazione e la competenza della Commissione per la revisione dei conti saranno determinate

dalla Dieta.

Art. 91. – Ad intervalli regolari ed almeno ogni anno, il Gabinetto presenterà alla Dieta ed al

popolo una relazione sullo stato delle finanze nazionali.

CAPITOLO VIII. L’AUTONOMIA LOCALE

Art. 92. – Le norme concernenti l’organizzazione ed il funzionamento degli enti locali saranno

stabilite dalla legge, in conformità ai principi dell’autonomia locale.

Art. 93. – Gli enti pubblici locali costituiranno delle assemblee, quali loro organi deliberativi, in

conformità alla legge.

I principali funzionari esecutivi di tutti gli enti pubblici locali, i membri delle loro assemblee e

tutti gli altri funzionari locali stabiliti dalla legge saranno eletti con voto popolare diretto

nell’ambito delle singole comunità.

Art. 94. – Gli enti pubblici locali hanno il diritto di gestire i propri beni, i propri affari e la

propria amministrazione e di redigere i propri statuti, nell’ambito delle leggi.

Art. 95. – La Dieta non può approvare una legge speciale applicabile soltanto ad un ente

pubblico locale senza il consenso della maggioranza degli elettori dell’ente pubblico locale in

questione, manifestata in conformità alla legge.

CAPITOLO IX. GLI EMENDAMENTI

Art. 96. – L’iniziativa per gli emendamenti da apportare alla presente Costituzione spetta alla

Dieta, mediante il voto concorde dei due terzi dei membri di ciascuna Camera. Tali emendamenti

saranno poi sottoposti al popolo per la ratifica, che richiederà il voto favorevole della maggioranza

di tutti i voti espressi a quel fine, in un referendum apposito ovvero in occasione di elezioni stabilite

dalla Dieta.


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AUTORE

Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale italiano e comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bonfiglio Salvatore.

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