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detta norma, nel devolvere alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le

controversie, anche in ordine alla fase cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di

gestione dei rifiuti, fa salve "le disposizioni di cui al D.L. 30 novembre 2005, n. 245, art. 2,

convertito, con modificazioni, dalla L. 27 gennaio 2006, n. 21", il quale, con disposizioni di cui è

stata riconosciuta la legittimità costituzionale (sentenza Corte Cost. n. 237 del 2007) ha previsto: al

comma 2 bis: "in tutte le situazioni di emergenza dichiarante ai sensi della L. 24 febbraio 1992, n.

225, art. 5, comma 1, la competenza di primo grado a conoscere della legittimità delle ordinanze

adottate e dei consequenziali provvedimenti commissariali spetta in via esclusiva, anche per

l'emanazione di misure cautelari, al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in

(OMISSIS)";

al comma 2 ter: " le questioni di cui al comma 2 bis sono rilevate d'ufficio. Davanti al giudice

amministrativo il giudizio è definito con sentenza succintamente motivata ai sensi della L. 6

dicembre 1971, n. 1034, art. 26 e successive modificazioni, trovando applicazione i commi 2 e

seguenti dell'art. 23 bis della stessa legge"; al comma 2 quater: "le norme di cui ai commi 2 bis e 2-

ter si applicano anche ai processi in corso. L'efficacia delle misure cautelari adottate da un

Tribunale amministrativo diverso da quello di cui al comma 2-bis permane fino alla loro modifica o

revoca da parte del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma, cui la parte

interessata può riproporre il ricorso;

pertanto il quesito al quale dare una risposta è il seguente: se il D.L. n. 90 del 2008, art. 4, per il

quale sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie,

anche in ordine alla fase cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei

rifiuti, seppure posta in essere con comportamenti dell'amministrazione pubblica o dei soggetti alla

stessa equiparati, si applichi anche alle controversie pendenti al momento della sua entrata in

vigore, ovvero se le stesse continuino ad appartenere alla giurisdizione ordinaria. (Fattispecie

relativa a controversia concernente il pagamento di interventi di deodorizzazione di una discarica

commissionati dal Commissario Straordinario di Governo per l'Emergenza Rifiuti in Campania);

deve propendersi nel senso del riconoscimento della giurisdizione del giudice ordinario;

in primo luogo la controversia in esame, avente ad oggetto una domanda di pagamento somme, non

configura una controversia "comunque attinente alla gestione dei rifiuti", presupponendo

quest'ultima l'esercizio di un potere autoritativo della P.a. (o dei soggetti a questa equiparati) che è

invece del tutto estraneo al rapporto obbligatorio dedotto in causa e che ha la propria fonte di

pattuizione di tipo negoziale intese a regolamentare gli aspetti patrimoniali della gestione; in tal

senso sono le prime pronunce in materia del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato (v., quanto alle

prime, la s.n. 1653/4 del 18.2.09; la s. n. 3482 dell'1.4.09, la 5677 del 16.6.09; quanto alle seconde,

la n. 1845 del 27.3.09); in secondo luogo il citato art. 4 non sembra avere natura retroattiva, valendo

quindi in difetto il principio generale sancito dall'art. 5 c.p.c., secondo il quale i mutamenti della

legge vigente o dello stato di fatto esistente al momento della domanda non hanno rilevanza rispetto

alla giurisdizione e alla competenza.

Sul. punto, l'art. 4 non contiene alcuna esplicita previsione: e questo sembra già un argomento di un

certo spessore, atteso che le eccezioni alle regole generali non possono desumersi per implicito;

del resto, a detta soluzione deve pervenirsi anche ove volesse seguirsi il ragionamento delle società

convenute, secondo cui il richiamo dell'art. 4 alle disposizioni di cui al D.L. n. 245 del 2005, art. 3

varrebbe ad attribuire alla norma efficacia retroattiva, dal momento che il comma 2 quater del citato

art. 3 sancisce l'applicazione dei precedenti commi 2 bis e 2 ter anche ai processi in corso;

invero, l'art. 3 è una norma sulla competenza, attribuita, nella materia in questione, in via esclusiva,

al Tar del Lazio, mentre il disposto dell'art. 4, che è una norma sulla giurisdizione, va letto nel senso

2 prof. Giorgio Costantino

D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 14126 emessa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nel 2011.
L'art. 4 del dl. 90/08 che assegna al giudice amministrativo la giurisdizione esclusiva in tema dei rifiuti, non ha efficacia retroattiva perciò non si applica alle controversie pendenti al momento della sua entrata in vigore (art. 5 cpc perpetuatio jurisditiones).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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