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(«quello di disapplicare una disposizione di legge per l’illegittimità costituzionale della stessa») che

non gli compete;

che, alla luce di tali rilevi, il remittente ritiene che l’art. 4 in questione, utilizzando

l’espressione «comunque» e ricomprendendo nel proprio campo di applicazione anche i

comportamenti, avrebbe un carattere omnicomprensivo e generale, operando la devoluzione della

giurisdizione al giudice amministrativo di tutte le controversie concernenti l’azione di gestione dei

rifiuti, comprese quelle in cui l’amministrazione non agisce nell’esercizio di un potere

amministrativo;

che, per il remittente l’intenzione del legislatore sarebbe stata quella di attribuire alla

cognizione del giudice amministrativo la totalità delle controversie attinenti all’attività posta in

essere nel campo della gestione dei rifiuti indipendentemente dalla situazione giuridica di volta in

volta rilevante;

che, in relazione alla non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale,

nell’ordinanza si sostiene il contrasto della norma censurata con l’art. 103, primo comma, Cost.;

che il giudice a quo sottolinea come questa Corte avrebbe affermato che tale norma

costituzionale non ha conferito al legislatore ordinario un’assoluta e incondizionata discrezionalità

nell’attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva, ma

gli ha solamente conferito il potere di indicare “particolari materie” rispetto alle quali la cognizione

di detto giudice investe anche posizioni di diritto soggettivo; ciò implicherebbe che «la mera

partecipazione dell’amministrazione al giudizio o il generico coinvolgimento di un interesse

pubblico nella controversia non possono considerarsi di per sé sufficienti a radicare la giurisdizione

esclusiva del giudice amministrativo» (si richiamano le sentenze n. 140 del 2007 e n. 191 del 2006);

che, alla luce di queste premesse, il remittente ritiene che la norma censurata, nella parte in cui

non esclude dalla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie – anche sub

specie di regresso, ripetizione ovvero ingiustificato arricchimento nei rapporti interni tra enti

condebitori – concernenti il pagamento di indennità, canoni ed altri corrispettivi connessi alla

complessiva azione di gestione dei rifiuti, contrasti con l’evocato art. 103, primo comma, Cost.

Considerato che, con ordinanza del 28 aprile 2009, il Tribunale ordinario di Torre Annunziata

– sezione distaccata di Gragnano – ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4

del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90 (Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel

settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione

civile), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, per violazione dell’articolo

103, primo comma, della Costituzione;

che questa Corte, con la sentenza n. 35 del 2010 e con l’ordinanza n. 371 del 2010,

scrutinando la stessa norma oggetto del presente giudizio – dopo avere sottolineato come l’art. 103

Cost. imponga che la giurisdizione esclusiva verta su particolari materie in relazione alle quali

l’amministrazione pubblica agisce come autorità e cioè attraverso la spendita di poteri

amministrativi – ha ritenuto che nella norma censurata l’espressione «comportamenti» deve essere

intesa nel senso che «quelli che rilevano, ai fini del riparto della giurisdizione, sono soltanto i

comportamenti costituenti espressione di un potere amministrativo e non anche quelli meramente

materiali posti in essere dall’amministrazione al di fuori dell’esercizio di una attività autoritativa»;

che l’espressione «azione di gestione dei rifiuti» va logicamente intesa «nel senso che l’attività

della pubblica amministrazione deve essere preordinata alla organizzazione o alla erogazione del

servizio pubblico di raccolta e di smaltimento dei rifiuti»;

che, di conseguenza, nella controversia all’esame del remittente, venendo in rilievo questioni

meramente patrimoniali connesse al mancato adempimento da parte dell’amministrazione di una

2 prof. Giorgio Costantino

D I (A – L)

IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza n. 54 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2011.
La Corte ribadisce la conformità a Costituzione dell'art. 4 dl.90/08 che assegna la questione rifiuti alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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