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Gestione rifiuti - C. Cost. ord. n. 371/10

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza n. 371 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2010.
La Corte dichiara... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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un’incidenza sull’azione amministrativa di gestione dei rifiuti;

che il remittente afferma di non condividere tale interpretazione, in quanto «una volta appurata

l’esistenza di una univoca corrispondenza tra il testo di legge ed il significato che ne è ricavabile,

risulta evidente come non sia praticabile una diversa opzione ermeneutica, che distingua in

particolare tra controversie attinenti a comportamenti riconducibili all’esercizio dei poteri

autoritativi dell’amministrazione (devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo)

e controversie invece totalmente estranee all’esercizio di poteri pubblici (da ritenere quindi

attribuite alla giurisdizione del giudice ordinario, tra le quali quelle relative all’esecuzione di

rapporti contrattuali), atteso che l’attività dell’interprete, in presenza di un inequivoco dato testuale,

non può spingersi al punto da stravolgere il significato emergente dal testo normativo»;

che, in relazione alla non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale,

nell’ordinanza si sostiene il contrasto della norma censurata con l’art. 103, primo comma, Cost.;

che il giudice a quo sottolinea come questa Corte abbia affermato che tale norma

costituzionale non ha conferito al legislatore ordinario un’assoluta e incondizionata discrezionalità

nell’attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva, ma

gli ha solamente conferito il potere di indicare “particolari materie” rispetto alle quali la cognizione

di detto giudice investe anche posizioni di diritto soggettivo; ciò implicherebbe che «la mera

partecipazione dell’amministrazione al giudizio o il generico coinvolgimento di un interesse

pubblico nella controversia non possono considerarsi di per sé sufficienti a radicare la giurisdizione

esclusiva del giudice amministrativo» (si richiamano le sentenze n. 191 del 2006 e n. 140 del 2007);

che, alla luce di queste premesse, il remittente ritiene che la norma censurata, fondando

un’amplissima devoluzione di materie alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo,

devoluzione peraltro sganciata da qualsivoglia collegamento con l’esercizio di poteri autoritativi

della pubblica amministrazione e radicata piuttosto sulla mera inerenza della controversia alla

complessiva attività di gestione amministrativa di rifiuti, contrasti con il sistema di riparto della

giurisdizione contemplato a livello costituzionale;

che è intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso

dall’Avvocatura generale dello Stato, chiedendo che la questione venga dichiarata non fondata;

che la difesa statale osserva, infatti, che il riferimento «alla complessiva azione di gestione dei

rifiuti non necessariamente comprende tutto ciò che è relativo o soltanto conseguente a tale azione;

anzi, le parole utilizzate fanno propendere per una volontà del legislatore di limitare la devoluzione

della potestà giurisdizionale all’azione di gestione dei rifiuti, ove il termine gestione sta a

significare la scelta amministrativa di definizione, regolamentazione, trattamento e destinazione dei

rifiuti»;

che la difesa dello Stato aggiunge che non sembra esatto «il presupposto argomentativo del

remittente; nel senso che il termine “gestione dei rifiuti” non può ricomprendere il pagamento del

corrispettivo del contratto di servizio afferente la gestione stessa»;

che la stessa difesa osserva come questa Corte, con la sentenza n. 35 del 2010, abbia

confermato quanto sopra esposto, rilevando, in relazione alla norma censurata, che il riferimento in

essa contenuto ai comportamenti inerenti l’attività di gestione dei rifiuti deve essere inteso nel senso

che vengono in rilievo soltanto i comportamenti costituenti espressione di potere amministrativo.

Considerato che, con ordinanza del 1° dicembre 2009, il Tribunale ordinario di Napoli in

composizione monocratica, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4 del

decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90 (Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore

dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile),

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, per violazione dell’articolo 103,

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primo comma, della Costituzione;

che questa Corte, con la sentenza n. 35 del 2010, scrutinando la stessa norma oggetto del

presente giudizio – dopo avere sottolineato come l’art. 103 Cost. imponga che la giurisdizione

esclusiva verta su particolari materie in relazione alle quali l’amministrazione pubblica agisce come

autorità e cioè attraverso la spendita di poteri amministrativi – ha ritenuto che la norma impugnata

deve essere interpretata nel senso che l’espressione «comportamenti», in essa contenuta, deve

essere intesa nel senso che «quelli che rilevano, ai fini del riparto della giurisdizione, sono soltanto i

comportamenti costituenti espressione di un potere amministrativo e non anche quelli meramente

materiali posti in essere dall’amministrazione al di fuori dell’esercizio di una attività autoritativa»;

che l’espressione «azione di gestione dei rifiuti» va logicamente intesa «nel senso che l’attività

della pubblica amministrazione deve essere preordinata alla organizzazione o alla erogazione del

servizio pubblico di raccolta e di smaltimento dei rifiuti»;

che, di conseguenza, nella controversia all’esame del remittente, venendo in rilievo questioni

meramente patrimoniali connesse al mancato adempimento da parte dell’amministrazione di una

prestazione pecuniaria nascente da un rapporto obbligatorio, «i comportamenti posti in essere

dall’amministrazione stessa non sono ricompresi nell’ambito di applicazione della norma

impugnata, come sopra interpretata, e rientrano, invece, nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria

ordinaria, nella specie correttamente adita»;

che, del resto, lo stesso decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell’articolo 44

della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al Governo per il riordino del processo

amministrativo), abrogando la norma censurata (art. 4 dell’Allegato 4) − con effetti non incidenti

sul giudizio a quo − ne ha riprodotto il contenuto specificando, però, che i comportamenti posti in

essere dalla pubblica amministrazione devono essere «riconducibili, anche mediatamente,

all’esercizio di un pubblico potere» (art. 13, comma 1, lettera p);

che, pertanto, la questione sollevata deve essere dichiarata manifestamente infondata.

Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, e 9, comma 2, delle

norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale

Per Questi Motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4

del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90 (Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel

settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione

civile), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, sollevata, in riferimento

all’articolo 103, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Napoli con

l’ordinanza in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15

dicembre 2010. F.to:

Ugo DE SIERVO, Presidente

Alfonso QUARANTA , Redattore

Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 22 dicembre 2010.

Il Cancelliere

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza n. 371 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2010.
La Corte dichiara manifestamente infondata la questione relativa all'assegnazione al giudice amministrativo della giurisdizione esclusiva sui rifiuti, rimandando alle argomentazioni della sent. 35/10.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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