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Scuotimenti del suolo

Una violenta percussione (terremoto, esplosione, fulmine o

semplicemente il passaggio di un treno o di un camion)

possono portare a un aumento della forza di taglio agente su

una massa di roccia e/o sedimento giacente su un pendio e

destabilizzarla. L’intenso e prolungato scuotimento dl suolo puo’

provocare anche una crescita della pressione

d’acqua negli interstizi di un sedimento sciolto e la

sua liquefazione.

Maggio 2009 R.Santacroce 21

La frana di Donghekou innescata dal

terremoto del Sichuan (Cina) del Maggio

2008 sepolse centinaia di persone e formò

una diga sul fiume Dong Ho.

Maggio 2009 R.Santacroce 22

Durante il grande terremoto (Mw

Turnagain Heights Alaska, 1964 = 9,2) del 27 Marzo 1964 un

sobborgo di Anchorage venne

spaccato in una serie di blocchi

che franarono verso l’oceano.

Substrato:

sabbia e ghiaia sopra argille marine,

nella parte inferiore costituite da argille

sensibili.

lo scuotimento indusse la

liquefazione dello strato

argilloso sensibile: tutto il

quartiere scivolo’ rapidamente

a valle con una dislocazione di

2-300 metri realizzata in non

piu’ di 5 minuti.

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Turnagain Heights Alaska, 1964

Maggio 2009 R.Santacroce 24

Turnagain Heights Alaska, 1964

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31 Maggio 1970

Nevados de Huascarán, Peru, 1970 terremoto M = 7.7

scuotimento’ : 45 sec

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Nevados de Huascarán, Peru, 1970

La cittadina di Yungay fu investita e distrutta

con i suoi 18.000 abitanti. Poco piu’ a valle la

frana raggiunse anche la valle del Rio Santa

(perpendicolare a quella fino ad allora percorsa),

la attraverso’ e ne risali’ in parte il pendio

uccidendo altre 600 persone

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Maggio 2009 R.Santacroce 28

Grand Banks, Newfoundland (Canada), 1929

Forti terremoti sono in grado di provocare

grandi frane sottomarine (correnti di

torbida, colate di detrito

Le correnti di torbida innescate dal terremoto del

1929 (Canada, Labrador) hanno viaggiato per

quasi 500 km tranciando numerosi cavi telefonici

poggiati sul fondo

Dalla sequenza e dalla localizzazione dei

punti di rottura si pote’ calcolare che il

terremoto aveva dato origine a una corrente

di torbida larga almeno 150 km, capace di

viaggiare a grande velocita’ (fino a oltre 90

km/ora) e di percorrere quasi 500 km dalla

zona di origine

Maggio 2009 R.Santacroce 29

Eruzioni vulcaniche

Le eruzioni vulcaniche hanno frequentemente funzionato da

meccanismi di innesco di grandi movimenti franosi

spinta deformativa

fusione di ghiacciai

invasione di bacini lacustri

esplosioni

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Mt St. Helens (USA) – 18 Maggio 1980

grande valanga di detrito innescata dalla lenta risalita di un

criptoduomo che rese progressivamente instabile il versante

settentrionale del vulcano, ne indusse il collasso e porto’ alla

decompressione esplosiva del criptoduomo.

Colate di fango prodotte

dall’invasione dello Spirit

lake (sia valanga di detrito

che colate piroclastiche)

Maggio 2009 R.Santacroce 31

Nevado del Ruiz (Colombia) 13 Novembre1985

una modesta eruzione indusse la fusione di grandi quantita’ di

ghiaccio e neve che dettero origine a veloci colate di fango

che coprirono totalmente la cittadina di Armero, uccidendone

quasi tutti i 23.000 abitanti

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Modificazione della pendenza e scalzamento

La modificazione della geometria di un versante puo’ avere

come risultato l’aumento della pendenza e la conseguente

instabilita’ del versante medesimo.

Il movimento franoso tendera’ a riportare l’angolo del

pendio sui valori dell’angolo di riposo

Analogo effetto destabilizzante puo’ risultare

dalla erosione al piede di una parete a

pendenza qualsiasi effettuata dalle acque

correnti o dalle onde del mare.

Maggio 2009 R.Santacroce 33

L’apertura di strade su versanti a forte pendenza comporta la

creazione di situazione di instabilita’ che i fenomeni franosi

tendono a compensare

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Elm, Svizzera, 11 Settembre 1881

Cava di ardesia per lavagne La cava era ubicata

alla base di una

ripida falesia alla cui

sommita’ (360 metri

al di sopra della

cava) comincio’, nel

a formarsi una

1876,

piccola fessura a

“V”

Nel settembre 1881 la cava era penetrata per 60 metri entro la collina e la fessura si era aperta sino

ad arrivare a oltre 30 metri. Vi era ormai un continuo cadere di massi e il rumore era continuo. Era

ormai evidente a tutti che lo scalzamento effettuato alla base aveva reso instabile il versante. I

minatori smisero di cavare l’ardesia nell’attesa del crollo. Questo avvenne l’11 Settembre, ma i 10

milioni di metri cubi di materiale piombati sul piazzale di cava non si fermarono li’. La valanga fu

quindi capace di scendere per oltre 2 chilometri, a velocita’ calcolata di 180 km/ora, e seppellire

anche il villaggio di Elm.

In totale 115 persone persero la vita.

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Cambiamenti delle caratteristiche idrologiche

Forti piogge possono saturare la copertura detritica dei

versanti riducendo i contatti granulo-granulo e riducendo di

conseguenza l’angolo di riposo del materiale fino alla

liquefazione.

Un contributo alla destabilizzazione dei versanti è dato

anche dall’aumento di carico (e quindi di shear stress)

indotto dall’acqua assorbita, indipendentemente dal

raggiungimento della saturazione.

Modifiche nel sistema di circolazione profonda

delle acque possono anch’esse indurre effetti

destabilizzanti sui versanti interessati.

Maggio 2009 R.Santacroce 36

Diga del Vajont (Friuli), 1963

Il 9 Ottobre 1963 alle ore 22,39 cadde un'immensa frana (con un fronte

di quasi due chilometri) nel bacino artificiale formato da una diga che

aveva sbarrato una forra posta poco a monte della confluenza del

torrente Vajont con il fiume Piave. L'effetto fu una ondata

di circa 30 milioni di

metri cubi di acqua e in

quasi 5 minuti di

apocalisse vennero rasi

al suolo o subirono

gravissimi danni il

paese di Longarone e le

borgate poste lungo la

valle e a monte della

frana. Le Vittime

furono oltre 2.000.

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La frana piombò giù dal versante settentrionale del monte Toc, in sinistra

del torrente Vajont, in un blocco unico, con una massa di circa 250

milioni di mc e con una velocità compresa tra i 60 e i quasi 100 Km/ora,

senza scompaginarsi. Raggiunto il fondovalle, la frana risalì la sponda

opposta (destra) sormontando di quasi 140 metri la diga stessa.

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Maggio 2009 R.Santacroce 39

Maggio 2009 R.Santacroce 40


PAGINE

46

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1.99 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie per l'ambiente (Facoltà di Agraria, di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di scienze della terra e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Santacroce Roberto.

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