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Nel sistema che risulta dalla legge costituzionale n. 527/1976 si

distinguono 3 casi che corrispondono a 3 diverse fasi di

avanzamento dell’iter elettorale:

 Se il decesso o l’impedimento permanente della persona che abbia

annunciato pubblicamente la decisione di candidarsi meno di 30 giorni

prima del termine ultimo per il deposito delle candidature avviene nei 7

giorni precedenti tale termine, il Conseil valutate le circostanze ha la

facoltà di decidere un rinvio delle elezioni;

 Se il candidato viene a mancare tra il termine ultimo per il deposito delle

candidature e la data del primo turno delle consultazioni, il Conseil ha

l’obbligo di rinviare la consultazione popolare;

 Se nelle due settimane comprese tra il 1° e il 2° turno elettorale il decesso

o l’impedimento permanente riguardano uno dei candidati ammessi al

ballottaggio, il Conseil deve prendere atto della necessità di ricominciare

ex novo l’intero procedimento elettorale.

Il Conseil non può vigilare sul corretto svolgimento della campagna

elettorale al quale sono preposte due autorità amministrative

indipendenti: la Commissione Nazionale di Controllo e il Consiglio

Superiore per l’Audiovisivo.

FASE DELLO SVOLGIMENTO DELLO SCRUTINIO E

:

PROCLAMAZIONE DEI RISULTATI

Il Conseil controlla la regolarità dello svolgimento delle votazioni

avvalendosi di delegati, da esso designati, inviati nelle varie circoscrizioni.

Terminate le operazioni di voto del 1° turno, la domenica sera, ne

proclama i risultati entro le ore 20.00 del mercoledì successivo. Prima

statuisce sui reclami che devono essere proposti entro le 48 ore dalla

chiusura dei seggi e devono avere ad oggetto la regolarità delle operazioni

di voto nel loro complesso o le modalità di svolgimento della

consultazione in una determinata circoscrizione. Sono legittimati a

proporre reclamo:

 Ciascun elettore a condizione che abbia dato conto del reclamo nel

verbale del seggio elettorale;

 Il Prefetto della circoscrizione in cui si asserisce che siano state commesse

delle irregolarità;

 Ciascun candidato.

Il Conseil può:

- rigettare la contestazione;

- pronunciare l’annullamento totale o parziale dello scrutinio;

-rettificare alcuni atti dello scrutinio.

Nella prassi si sono verificati alcuni annullamenti parziali cioè

relativi ad alcuni seggi ma fino ad oggi il Conseil non ha mai

ritenuto che le irregolarità riscontrate fossero tali da inficiare

.

il complesso delle votazioni

Nel 2° turno elettorale il procedimento si ripete in occasione

dell’eventuale ballottaggio ma in questo caso i risultati

definitivi sono proclamati dal Conseil, previo esame dei ricorsi

proposti, entro il 10° giorno successivo alla chiusura delle

urne.

Infine è il Conseil che deve stabilire il termine finale entro il

quale deve avvenire la sostituzione tra il Presidente uscente e

il Presidente neo-eletto.

IL CONTENZIOSO RELATIVO ALL’ELEZIONE

DI PARLAMENTARI

Prima del 1958 il contenzioso relativo all’elezione di deputati e senatori

era svolto dalle stesse assemblee che erano il solo giudice della regolarità

delle elezioni, dei titoli di ammissione dei loro membri e procedevano

all’invalidazione dei candidati irregolarmente eletti. Dalla prassi emerse

però un uso eccessivamente politico di tale prerogativa dato che le

camere, nell’assumere le rispettive deliberazioni, si basavano più che sulle

irregolarità riscontrate, sull’appartenenza partitica dei soggetti coinvolti.

Ad es. nel 1956 furono annullate le elezioni di 11 deputati poujadisti.

Al fine di rendere tale controllo ancorato a canoni di valutazione

esclusivamente giuridici, il Costituente del 1958 decise così di affidarlo al

Conseil Constitutionnel.

Ai sensi dell’art. 59 Cost. “Il Consiglio decide, in caso di contestazione, sulla

regolarità dell’elezione di deputati e senatori”.

Un’interpretazione restrittiva dell’art. 59 esclude ogni competenza del

consiglio sugli atti preparatori alla consultazione: la giurisprudenza

tradizionale del Conseil si limitava a conoscere delle contestazioni

sull’elezione di un parlamentare senza estendere il suo intervento agli atti

preparatori.

Il giudice più idoneo al riguardo, il Consiglio di Stato declinava la sua

competenza al riguardo, lasciando così sussistere una lacuna nel sistema

delle garanzie.

Per ovviare a questo stato di cose il Conseil nel 1981 con una decisione si è

autoinvestito della funzione di giudicare in via preventiva della regolarità

del procedimento elettorale, di sindacare la legittimità di un decreto di

convocazione degli elettori, configurandosi così come un GIUDICE DELLA

LEGITTIMITA’ DELLE OPERAZIONI AMMINISTRATIVE CHE CONDIZIONANO

LA REGOLARITA’ DELLE OPERAZIONI ELETTORALI.

Nel 1993 la materia è tornata di competenza del suo giudice naturale

quando il Consiglio di Stato ha abbandonato il suo indirizzo restrittivo.

Sotto il profilo procedurale si ha un rigido rispetto del PRINCIPIO DELLA

CORRISPONDENZA TRA CHIESTO E PRONUNCIATO in quanto si ritiene

impossibile ogni iniziativa officiosa del giudice costituzionale.

Il controllo ha natura giurisdizionale e investe la regolarità del procedimento

elettorale.

Sono legittimati al ricorso:

-gli elettori iscritti nelle liste elettorali della circoscrizione in cui è avvenuta

l’elezione;

-coloro che hanno presentato una candidatura nella circoscrizione medesima;

MA NON I PARTITI NE’ ALTRE ASSOCIAZIONI.

Il ricorso a pena di irricevibilità deve essere firmato e motivato ed avere per

oggetto obbligato la contestazione dell’elezione di un determinato deputato o

senatore. E’ privo di effetto sospensivo.

Il Presidente del Consiglio Costituzionale designa, per ciascun ricorso, un

relatore che esamina la richiesta e che è assistito da un relatore aggiunto

scelto tra i referendari al Consiglio di Stato e tra i consiglieri referendari alla

Corte dei Conti e che non ha alcun peso nella deliberazione.

In ogni fase dell’istruttoria le parti hanno accesso all’intero dossier. Il confronto

in contraddittorio avviene in forma scritta.

Terminata l’acquisizione probatoria il relatore aggiunto assegna la causa ad una

delle 3 sezioni del Consiglio la quale, se ritiene sufficiente l’istruttoria svolta,

invia il fascicolo al plenum del Consiglio per la decisione definitiva che può

assumere 4 diverse forme:

 Il rigetto della richiesta che implica la conferma dell’elezione;

 La mera rettifica dei risultati che non dà luogo all’annullamento dell’elezione;

 L’annullamento dell’elezione che rende necessaria la ripetizione dello

scrutinio;

 La riforma integrale dell’esito della consultazione con la quale

all’annullamento dell’elezione di un candidato fa seguito la proclamazione di

un altro candidato ingiustamente penalizzato.

Al 1° gennaio 1997 il Conseil

CIFRE: aveva reso 1883 decisioni sul

contenzioso elettorale a fronte

Delle oltre 2000 di sole 584 decisioni sul

decisioni rese in contenzioso normativo.

materia solo una

quota modesta (meno

del 3%) sono

rappresentate da

decisioni di

annullamento.

Il Conseil ha evitato di

porsi come un rigido

censore del

comportamento della

classe politica. IL CONTENZIOSO

RELATIVO AL REFERENDUM

L’ordinamento francese si è caratterizzato, storicamente, per una certa

diffidenza nei confronti degli istituti di democrazia diretta e soprattutto nei

confronti del referendum.

Il Costituente del 1958, superando questa concezione, ha riconosciuto al

referendum possibilità applicative molto estese.

Oltre al referendum locale obbligatorio ex art. 53, 3° comma, Cost. e al

referendum eventuale approvativo di una legge costituzionale ex art. 89

Cost l’art. 11 Cost prevede la possibilità, per il PdR, di sottoporre a

referendum su proposta del Governo o su proposta congiunta delle

Assemblee ogni disegno di legge concernente l’organizzazione dei pubblici

poteri, le riforme relative alla politica economica, sociale o ambientale

della Nazione e i servizi pubblici che vi concorrono o tendente ad

autorizzare la ratifica di un trattato internazionale che potrebbe incidere

sul funzionamento delle istituzioni.

Ai sensi dell’art. 60 “Il Consiglio Costituzionale vigila sulla

regolarità delle operazioni del referendum e ne proclama i

risultati”.

Questa competenza concerne solo il referendum legislativo di cui all’art. 11 e

il referendum costituente di cui all’art. 89.

Anche in materia di contenzioso referendario il Consiglio Costituzionale

interviene contemporaneamente in qualità di organo consultivo e di organo

giurisdizionale. COMPETENZA CONSULTIVA:

Il Consiglio fornisce obbligatoriamente al Governo pareri sull’organizzazione

del referendum e si pronuncia facoltativamente in sede consultiva su ogni

provvedimento che si ricolleghi al referendum. Viene messo a conoscenza

senza indugio di ogni misura in materia e può presentare osservazioni sulla

lista delle organizzazioni abilitate a utilizzare i mezzi ufficiali di propaganda.

Può presentare osservazioni sugli atti preparatori alla consultazione

referendaria ma non opera un controllo giurisdizionale sui testi che

disciplinano il referendum né sui testi sottoposti a referendum

COMPETENZA GIURISDIZIONALE:

Ha inizio contestualmente all’esito dello scrutinio su istanza:

- di un elettore;

- o di un rappresentante dello stato nel dipartimento entro le 48 ore successive la

proclamazione dei risultati.

Il Conseil può inviare dei propri delegati, da esso designati, nelle circoscrizioni, per

vigilare sul corretto svolgimento delle votazioni e delle operazioni di spoglio. Se

constata delle irregolarità può pronunciare l’annullamento totale o parziale dello

scrutinio.

Il Conseil proclama i risultati: ciò non significa che la legge referendaria faccia il

suo ingresso nell’ordinamento giuridico in quanto è necessaria la promulgazione

da parte del Capo dello Stato.

Il ruolo del Conseil in materia referendaria non va oltre queste attribuzioni: dalla

giurisprudenza del Conseil emerge un orientamento restrittivo.

Il Conseil ha negato la propria competenza relativamente agli atti preparatori alla

consultazione referendaria: la giurisprudenza del Conseil è stata ferma nel ritenere

il suo intervento limitato alla fase successiva al voto. A mitigare tale orientamento

è intervenuto il Consiglio di Stato che ha esteso la sua cognizione a questo delicato

momento dell’iter referendario.

ACCERTAMENTO DELLE SITUAZIONI

ECCEZIONALI

La decisione del Presidente della Repubblica di ricorrere all’attivazione dei

poteri presidenziali straordinari, disciplinati dall’art. 16 Cost., è un atto di

natura governativa.

Nel corso dell’esercizio dei poteri presidenziali straordinari il Conseil è

consultato in due momenti:

 quando il Presidente della Repubblica ha deciso di ricorrere all’art. 16;

 sulle misure di applicazione dei poteri presidenziali straordinari nel quadro

del medesimo articolo.

Ai sensi dell’art. 16, 1° e 2° comma Cost, “Quando le istituzioni della

Repubblica, l’indipendenza della Nazione, l’integrità del territorio o

l’esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave

ed immediata e il regolare funzionamento dei pubblici poteri costituzionali

è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste dalle

circostanze dopo aver ufficialmente consultato il Primo Ministro, i

Presidenti delle Assemblee e il Presidente del Consiglio Costituzionale. Ne

informa la nazione con messaggio”.

Quando il Consiglio è consultato in merito all’applicazione dell’art. 16 si

riunisce immediatamente ed emette un parere motivato sulla sussistenza

delle condizioni richieste dall’art. 16, pubblicato sul Journeil Officiel. Tale

pubblicazione consente all’opinione pubblica un controllo sulla decisione

presidenziale.

I pareri del Primo Ministro, dei Presidenti delle Assemblee e del Consiglio

Costituzionale sono obbligatori ma non vincolano il Presidente della

Repubblica.

Inoltre il Conseil rilascia un parere sulle misure di applicazione dei poteri

straordinari che sono finalizzate ad assicurare ai pubblici poteri di riassumere,

nel più breve tempo possibile, l’esercizio delle loro funzioni. In questo ambito il

parere del Conseil assume tre caratteristiche:

 Radica la competenza del PdR di adottare tali misure;

 Verifica l’oggetto delle misure richieste dalle circostanze che lasciano la più

ampia discrezionalità al Presidente;

 Verifica la sussistenza delle finalità delle misure che è quello di ripristinare il

regolare funzionamento delle istituzioni.


PAGINE

29

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Giustizia Costituzionale Comparata, tenute dalla Prof. ssa Vittoria Barsotti nell'anno accademico 2011.
Il documento descrive le competenze del Conseil Costitutionnel: elezione del Presidente della Repubblica, elezione dei parlamentari, referendum, funzione consultiva, funzione giurisdizionale, poteri eccezionali ex art. 16 Costituzione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giustizia Costituzionale Comparata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Barsotti Vittoria.

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