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15

Parte III - Lezione III - pag.

da essere approssimabile con una curva continua del tipo indicato nel Quadro III.10.

Quest’ultima segna quindi il confine fra le frequenze con cui gli speculatori si

ripartiscono fra la moneta e i titoli in un contesto più realistico di quello rappresentato

nel Quadro III.9. 100% frequenza con

cui gli

speculatori

scelgono i titoli

frequenza con cui

gli speculatori

scelgono la moneta r

1

Quadro III.10

Ma quale diventa il confine quando la popolazione di riferimento sia estesa dai

soli speculatori alla totalità degli investitori, cassettisti compresi? Facile rispondere che

se i cassettisti fossero, ad esempio, 70 e gli speculatori 30, il nuovo confine si otterrebbe

=

abbassando del 70% quello precedente. Perciò in la nuova ordinata sarebbe il

r 0

=

30% anziché il 100%, mentre all’estremo opposto, per , l’ordinata resterebbe nulla

1

r

per la buona ragione che, abbattendo lo 0%del 70%, si ottiene nuovamente lo 0%!

In generale, la nuova curva (rappresentativa del modo in cui gli investitori,

anziché gli speculatori soltanto, si ripartiscono fra la moneta e i titoli) si ottiene

abbassando quella del Quadro III.10 della percentuale con cui i cassettisti pesano sul

totale degli investitori. 16

Parte III - Lezione III - pag.

100%

frequenza con cui

i cassettisti frequenza con cui

pesano sul totale gli investitori

degli investitori scelgono i titoli

frequenza con cui

gli speculatori

pesano sul totale

degli investitori r

1

frequenza con cui

gli investitori

scelgono la moneta

Quadro III.11

Esercizi Nel contesto descritto dal diagramma accluso (tre speculatori) costruire una spezzata analoga a quella del

4.

Quadro III.9. r

1 r ( )

r A

( )

r B

( )

r C

r

Gli speculatori di Fantasyland sono 10 e i cassettisti 20. Gli speculatori A, B, C,..., L hanno i tassi normali,

5.

rispettivamente, del 2% , 3% , 4% ,..., 11%. Si chiede di riempire l’acclusa tabella:

numero frequenza

(assoluto)

tasso limite con cui gli

tasso (fino al degli investitori

speculatori

d'interesse secondo scelgono la

decimale) che scelgono moneta

la moneta

1,00% 1,01% 10 33,33%

2,00% 2,04% 9 30,00%

3,00% 3,09% 8 26,67%

4,00% 4,17% 7 23,33%

5,00% 5,26% 6 20,00%

6,00% 6,38% 5 16,67%

7,00% 7,53% 4 13,33%

8,00% 8,70% 3 10,00%

9,00% 9,89% 2 6,67%

10,00% 11,11% 0 0,00%

Gli speculatori sono 20 e i cassettisti 80. Qual è la frequenza relativa con cui gli investitori scelgono i titoli

6.

in presenza di un tasso d’interesse dello 0%? 17

Parte III - Lezione III - pag.

III.3.3.2 Come si ripartisce il patrimonio aggregato

Come è orizzontale il confine, rappresentato nel Quadro III.8, fra la moneta

posseduta e i titoli ugualmente posseduti così è decrescente il confine, rappresentato nel

diagramma inferiore del Quadro III.12, fra la moneta desiderata e i titoli ugualmente

desiderati. 100% frequenza con

cui gli

investitori

scelgono i 85%

titoli

frequenza

con cui gli 15%

investitori

scelgono la r

moneta +∞ patrimonio

aggregato delle

famiglie 1.000

titoli

desiderati 850

moneta P

desiderata 150 r

r

Quadro III.12

Per capire perché, occorre valutare che il nuovo confine (non più di fatto ma

desiderato) è costruito ‘piantando i paletti’ in base alle istruzioni impartite dal

‘diagramma delle frequenze’ già presentato nel Quadro III.11 e, non a caso, riprodotto

=

nel Quadro III.12. Ad esempio, per r r il diagramma delle frequenze indica che il

15% degli investitori sceglie la moneta mentre l’85% sceglie i titoli. In presenza (per

=

r r ) di un patrimonio di 1.000 euro, il paletto dev’essere quindi piantato nel punto P

che ‘dista’ 150 euro (il 15% di 1.000) dalle ascisse e 850 euro (l’85% di 1.000) dalla

18

Parte III - Lezione III - pag.

13

curva del patrimonio . Per valori di r inferiori il paletto dev’essere piantato ‘più a nord’

per due ragioni: il patrimonio è inferiore e gli speculatori preferiscono in maggior

numero la moneta. Per opposte ragioni, dev’essere invece piantato più a sud per valori

di r superiori.

Infine, per r che si approssima a 0, la curva di confine è costretta a ‘inseguire

all’infinito’ quella del patrimonio perché, applicando ad un patrimonio ‘smisurato’ le

=

frequenze indicate nel Quadro III.13 per (30% e 70% nell’esempio di cui sopra) si

0

r =

ottengono parti smisurate di esso. All’estremo opposto, cioè per , il confine tocca

1

r

le ascisse perché le frequenze con cui gli investitori si ripartiscono fra moneta e titoli

sono ormai, rispettivamente, dello 0% e del 100%. Tutto il patrimonio aggregato

( )

= × è insomma desiderato in forma liquida.

che per r 1 vale n C

i i come le famiglie di Fantasyland

Esercizi desiderano ripartire il loro patrimonio

aggregato

Dopo aver risolto gli esercizi 1 e 5, completare la tabella acclusa.

7. tasso moneta titoli

Lo speculatore A possiede titoli che, in presenza di un tasso

8. d'interesse desiderata desiderati

d’interesse dell’8%, valgono 2.000 euro mentre lo speculatore B 1,00% 17.333,33

possiede moneta per 8.000 euro. Inoltre, il tasso normale è, per lo 2,00% 7.500,00

speculatore A, del 5% mentre per lo speculatore B è del 10%. A quanto 3,00% 4.444,44

4,00% 2.916,67

ammonta la moneta complessivamente desiderata dai due speculatori? 5,00% 2.000,00

6,00% 1.388,89

Lo speculatore A possiede titoli che, in presenza di un tasso

9. 7,00% 952,38

d’interesse dell’8%, valgono 2.000 euro mentre lo speculatore B 8,00% 625,00

possiede moneta per 8.000 euro. Inoltre, il tasso normale è, per lo 9,00% 370,37

speculatore A, del 10% mentre per lo speculatore B è del 5%. A quanto 10,00% 0,00

ammonta la moneta complessivamente desiderata dai due speculatori?

III.4. Mercato dei titoli e tasso d’interesse

III.4.1. La domanda di titoli

Il diagramma superiore del Quadro III.13 confronta due ‘linee di confine’ che

‘tagliano’ diversamente il patrimonio delle famiglie:

• la retta orizzontale, già rappresentata nel Quadro III.8, è il confine di

fatto derivante dalle scelte compiute nel periodo precedente oltre che dal

risparmio corrente;

• la curva decrescente, già rappresentata nel diagramma inferiore del

Quadro III.12, è il confine desiderato.

Il confronto evidenzia tre aspetti:

• in un primo intervallo di ascissa, compreso fra 0 e r , gli investitori

posseggono più titoli/meno moneta di quelli/quella che desiderano;

• in un secondo intervallo, compreso fra r e l’unità, gli investitori

posseggono meno titoli/ più moneta di quelli/quella che desiderano;

• r gli investitori sono soddisfatti dei titoli e della moneta che

in

posseggono (i due confini si incontrano).

13 A rigore, la procedura è legittima solo nel caso che il patrimonio aggregato sia perfettamente

equidistribuito fra le famiglie. 19

Parte III - Lezione III - pag.

∞ titoli in eccesso

(moneta in difetto) titoli in difetto

A' (moneta in eccesso

A"

B' B" r

+∞

offerta di titoli domanda di titoli S+M s

r

r' r" 1 r

Quadro III.13

Le colorazioni delle aree comprese fra le due linee di confine evidenziano le

aspirazioni degli investitori. L’area di colore verde evidenzia l’aspirazione degli

investitori a convertire in moneta i titoli posseduti. L’area di colore azzurro evidenzia

l’aspirazione a convertire in titoli la moneta posseduta.

Per realizzare tali aspirazioni (e perciò ricondurre la composizione di fatto a

quella desiderata) gli investitori (in realtà i soli speculatori) devono intraprendere

operazioni in titoli. In particolare: ′

• < , occorre vendere titoli nella misura indicata

per ogni tasso del tipo r r

dalla distanza A’B’. Per r’ che sale verso r , la distanza diminuisce

progressivamente fino ad annullarsi, mentre per r’ che scende verso

l’origine la distanza cresce a dismisura (diventa infinita). Ciò significa

che gli investitori (progressivamente arricchiti dagli elevati prezzi dei

titoli) offrono valori mobiliari sempre più grandi (disposti ad accogliere

in portafoglio quantità sempre più grandi di moneta).

′′

• >

Per ogni tasso del tipo , occorre invece comprare titoli (contro

r r

moneta) nella misura indicata dalla distanza A”B”. Per r” che si avvicina

a r , la distanza diminuisce progressivamente fino ad annullarsi, mentre

per r” che si approssima all’unità la distanza cresce fino a coincidere con

la moneta posseduta (azzerandosi il desiderio di moneta, gli investitori

sono disposti ad accogliere in portafoglio soltanto titoli). 20

Parte III - Lezione III - pag.

Nel diagramma inferiore del Quadro III.13 sono derivate sia la curva dei titoli

domandati che, nel tratto di ascissa da 0 a r , ‘traduce’ l’area verde del diagramma

superiore, sia la curva dei titoli offerti che, nel tratto di ascissa da r a 1, traduce l’area

azzurra.

Convenendo di interpretare l’offerta di titoli come ‘domanda negativa’ (ovvero

accettando di concepire un’offerta, ad esempio, di 100 euro come una domanda negativa

di -100 euro) è possibile ‘ribaltare’, dal primo al quarto quadrante, la curva dell’offerta

ottenendo la ‘prosecuzione all’indietro’ della curva di domanda, come indicato nel

Quadro III.14. domanda offerta 'ribaltata'

di titoli nel quarto quadrante S+M s

1 r

r

domanda negativa

(in realtà offerta)

−∞ Quadro III.14

Dopo la convenzione, la curva di domanda dei titoli si ottiene (nell’intero campo

di variazione di r) per differenza fra il confine di fatto (orizzontale) e quello desiderato

(decrescente) salvo essere tale differenza negativa nell’intervallo di ascissa da 0 a r

dove il secondo termine della differenza sovrasta il primo.

Esercizi Con riferimento al diagramma accluso, indicare i segmenti rappresentativi:

10. • della moneta posseduta

• della moneta desiderata

• dei titoli posseduti

• dei titoli desiderati

in corrispondenza dei tassi d’interesse r’ ed r”.

Quanto vale la domanda di titoli in corrispondenza di ciascuno dei tassi d’interesse indicati nella figura

11.

acclusa?

Le famiglie posseggono moneta per 80 euro e domandano titoli per -20. Quale quantità di moneta

12.

desiderano?

Le famiglie posseggono moneta per 80 euro e domandano titoli per 20. Quale quantità di moneta

13.

desiderano? 21

Parte III - Lezione III - pag.

∞ D' 1.200 S+M

1.000 s

D"

C' W

C" S+M 300

s

B' B"

A' A" r

r' r" r 3%5% 25%

III.4.2. L’offerta di titoli

Alla domanda di titoli, esercitata dalle famiglie, si contrappone la offerta di titoli

esercitata dalle imprese. In base all’ipotesi di lavoro (assunta nella sezione III.1) che

esclude il concorso del capitale di rischio al capitale complessivo delle imprese, in ogni

periodo queste ultime offrono titoli obbligazionari per l’intero importo del capitale

14

nuovo (K ) di cui hanno bisogno per finanziare gli investimenti e adeguare la cassa . In

n

altre parole, l’ipotesi di esclusione del capitale di rischio consente di interpretare K n

come offerta di titoli.

Come ricorda una delle equazioni del Quadro III.5, K si ottiene per somma

n

dell’investimento (I) e dell’adeguamento ( L M ) delle scorte transattive di moneta (le

t t

imprese devono emettere titoli per finanziare entrambi i programmi). Un altra equazione

dello stesso quadro ricorda che I è una funzione (decrescente) del tasso d’interesse di

mercato mentre l’adeguamento non dipende in alcun modo da quest’ultimo (essendo la

differenza fra un’endogena che dipende dal reddito e un parametro). Ne segue che, sul

piano cartesiano recante r in ascissa, l’offerta di titoli (K ) si rappresenta come somma

n

di una curva decrescente (rappresentativa dell’investimento) e di una retta orizzontale

(rappresentativa dell’adeguamento).

Poiché l’adeguamento può essere negativo (le imprese possono desiderare di

ridurre le scorte transattive di moneta) l’offerta di titoli è suscettibile di diventare

negativa per valori di r sufficientemente elevati. Il caso è rappresentato nella Fig. 3 del

Quadro III.15 mentre le Figg. 1 e 2 rappresentano i casi in cui, rispettivamente,

l’adeguamento è positivo oppure nullo.

Il significato economico di un adeguamento negativo merita di essere ricordato.

Dalla Lezione 2 della Parte I sappiamo che, per ridurre la cassa, basta utilizzarla per

finanziare l’investimento. In corrispondenza di valori sufficientemente elevati del tasso

d’interesse, l’investimento può tuttavia essere così piccolo da risultare inferiore alla

riduzione di cassa desiderata. In tal caso, per completare quest’ultima non resta che

rimborsare capitale in misura pari alla differenza. Ad esempio, ove si desideri ridurre la

cassa di 100 euro e l’investimento da finanziare (a causa dell’elevato tasso d’interesse)

14 K , e perciò l’offerta di titoli è un aggregato che risulta dalla somma algebrica di emissioni

n

positive e negative (rimborsi). Le prime si rivolgono al segmento primario del mercato, le seconde al

segmento secondario. 22

Parte III - Lezione III - pag.

sia di soli 80 euro, occorre rimborsare capitale per 20. Lo strumento del rimborso è il

riacquisto di titoli emessi in precedenza.

Fig.1 Fig.3

Fig.2 ( )

I r

( ) ( )

I r = − >

K I r se L M 0

n t t r

− >

L M 0

t t r r − <

L M 0

t t

Quadro III.15

Configurando, in realtà, una domanda di titoli, la porzione negativa della curva

− <

di offerta (possibile solo quando sia L M 0 ) è speculare rispetto alla porzione

t t

negativa della curva di domanda (cfr. Quadro III.14).

Esercizi Al tasso d’interesse corrente, le imprese vogliono realizzare investimenti per 100 euro e ridurre le scorte

14.

liquide per 30. Qual è la loro offerta di titoli? Se la cedole valesse 1 euro per tutti i titoli (di tutte le imprese) e

l’interesse di mercato fosse del 10%, quanti titoli dovrebbero emettere?

Le imprese non offrono titoli quando:

15. offerta di

r I

non realizzano investimenti ma aumentano le scorte liquide

titoli

non adeguano le scorte liquide ma realizzano investimenti

0% 100

1% 90

non realizzano investimenti né adeguano le scorte liquide

2% 80

l’investimento è finanziato con la riduzione delle scorte liquide

3% 70

(barrare una o più caselle). 4% 60

5% 50

La funzione dell’investimento è tabulata nelle prime due colonne dalla

16. 6% 40

acclusa tabella. Indicare nella terza colonna l’offerta di titoli nel caso sia 7% 30

.

− =

L M 30

t t 8% 20

9% 10

Risolvere nuovamente l’esercizio 16 nel caso sia .

17. − =

L M 0 10% 0

t t

Risolvere nuovamente l’esercizio 16 nel caso sia .

18. − = −

L M 30

t t

III.4.3. Il tasso di interesse di mercato

Nel Quadro III.16, recante in ascissa il tasso d’interesse, sono congiuntamente

rappresentate la domanda di titoli delle famiglie (crescente) e l’offerta di titoli delle

imprese (decrescente). Sappiamo che la prima diventa senz’altro negativa per valori di r

sufficientemente bassi. Sappiamo altresì che la seconda può diventare negativa per

− <

valori di r sufficientemente alti, ma solo se L M 0 . Il Quadro III.16 assume

t t

− >

L M 0 ma nulla cambia sotto ipotesi differenti.

t t Nel quadro sono altresì indicati tre tassi d’interesse in corrispondenza del minore

dei quali, r’, il mercato registra un eccesso di offerta: gli investitori non assorbono

l’emissione di capitale di cui le imprese hanno bisogno per finanziare l’investimento e

adeguare le scorte transattive di moneta. Per stimolare la domanda, le stesse imprese

sono allora indotte ad aumentare il tasso d’interesse abbassando i prezzi dei titoli offerti.

23

Parte III - Lezione III - pag.

L’aumento dell’interesse, da un lato, accresce effettivamente la domanda perché la

regola decisionale (III-5) attrae gli speculatori i cui tassi normali sono sorpassati dal

nuovo tasso d’interesse. Dall’altro lato, contrae l’offerta di titoli perchè costringe le

stesse imprese che lo propongono a rinunciare a quei progetti d’investimento i cui

rendimenti sono sorpassati dal nuovo tasso. In tal modo, l’aumento dell’interesse

riequilibra la domanda e l’offerta fino a farle coincidere. Ciò accade quando è raggiunto

il tasso r* al quale le imprese riescono a collocare tutta l’emissione voluta e perciò a

mutuare tutti i fondi di cui hanno bisogno.

A' B' = eccesso di offerta

A"B" = eccesso di domanda domanda

di titoli

B' B" offerta

A" di titoli

A' r

r' r* r"

−∞ Quadro III.16

Al tasso r” il mercato registra invece un eccesso di domanda: le famiglie sono

disposte a investire in titoli più di quanto basta ad assorbire l’emissione di cui le

imprese hanno bisogno. Perché queste ultime dovrebbero allora mantenere così alto il

tasso d’interesse quando uno inferiore può bastare a generare una domanda sufficiente?

Le imprese sono perciò indotte a ridurre il tasso d’interesse proponendo prezzi dei titoli

inferiori. Come l’aumento, così la riduzione produce due effetti. Da un lato, contrae la

domanda distogliendo dai titoli gli speculatori i cui tassi normali vengono a superare il

nuovo tasso d’interesse. Dall’altro lato, accresce l’offerta incoraggiando le imprese a

intraprendere i progetti d’investimento che vengono a fruttare rendimenti superiori al

nuovo tasso d’interesse. La discesa del tasso si ferma quando è raggiunto (da destra) r*.

A quel punto, non ci sono più margini per ulteriori riduzioni. Se le imprese ci

provassero, la domanda di titoli non basterebbe più ad assorbire l’offerta.

tasso moneta domanda ti

d'interesse desiderata tioli

2% 6.000

Esercizi 3% 4.000

4% 3.000

Le imprese sono così pessimiste da non voler realizzare investimenti

19. 5% 2.000

perfino a tassi d’interesse molto bassi. Offrono tuttavia titoli per 1.000 6% 1.500

euro per adeguare le scorte transattive di moneta. Dal canto loro, gli … … …

investitori posseggono moneta per 4.000 euro e ne desiderano, in 24

Parte III - Lezione III - pag.

dipendenza del tasso d’interesse, con le modalità indicate nella tabella acclusa. Dopo aver indicato, nell’ultima

colonna, la domanda di titoli per ognuno dei tassi presenti nella prima, si individui, fra questi ultimi, quello che

garantisce l’equilibrio sul mercato dei titoli.

Ferma restando la tabella dell’esercizio precedente, come cambierebbe il tasso d’interesse se le imprese non

20.

volessero adeguare le scorte transattive di moneta?

III.5. Un diverso approccio alla teoria del tasso d'interesse

Lo sforzo non è concluso. Occorre rivisitare, con un approccio diverso, la teoria

della formazione del tasso d’interesse esposta nel § III.4. Si sottolinea l’importanza

della nuova impostazione di cui occorre dare conto per due motivi. In primo luogo,

perché consente di evidenziare aspetti, piuttosto interessanti, della teoria già sviluppata.

In secondo luogo, perché rappresenta lo standard con cui la teoria della formazione del

tasso d’interesse viene usualmente presentata.

III.5.1. La domanda speculativa di moneta

Si torni a considerare il confine desiderato fra moneta e titoli introdotto nel

§ III.3.3.2. Si tratta, in realtà, di una curva la cui ordinata indica la quantità di moneta

che gli investitori desiderano ospitare, nel loro patrimonio aggregato, in dipendenza del

tasso d’interesse espresso dal mercato dei titoli nel noto campo di variazione compreso

=

fra 0 e 1. Per gli speculatori, infinitamente arricchiti dai prezzi elevatissimi dei

0

r

titoli posseduti, sono disposti ad accogliere in portafoglio qualsiasi quantità di moneta.

= gli speculatori rifiutano totalmente la moneta, tant’è che la curva si abbassa

Per 1

r

fino a lambire le ascisse. Al crescere di r da 0 a 1, la moneta desiderata dagli speculatori

si riduce progressivamente perché un numero di loro sempre più piccolo teme che i

fruttino rendimenti a un anno negativi.

La moneta desiderata dagli speculatori è chiamata dagli economisti domanda

speculativa di moneta. Ancora una volta, il sostantivo ‘domanda’ è usato come

sinonimo di ‘desiderio’ mentre l’aggettivo ‘speculativa’ serve a ricordare sia il movente

della domanda (la speculazione nel senso non dispregiativo indicato nella Lezione II)

sia i soggetti che la esercitano (gli speculatori).

La domanda speculativa di moneta è indicata, per solito, con la notazione L s

dove L sta per liquidità ed S per speculativa.

Si noti che M è il valore che per L gli investitori hanno scelto nel periodo

s s

precedente, in dipendenza del tasso di interesse allora affermatosi sul mercato dei titoli.

La nuova domanda di moneta (L ) si aggiunge a quella (L ) già incontrata nel

s t

§ III.2 ed esercitata da altri soggetti (le imprese) con altre motivazioni (il superamento

delle asincronie attese fra incassi e pagamenti). La somma delle due domande di moneta

(transattiva e speculativa) è chiamata domanda di moneta tout court. La domanda di

moneta è quindi il desiderio complessivo di moneta che gli agenti economici (imprese e

famiglie) nutrono per soddisfare due diverse esigenze.

III.5.2. Il ‘mercato’ della moneta

Si è visto che, sul mercato dei titoli, si afferma il tasso di interesse che garantisce

l’equilibrio (l’uguaglianza) fra la domanda esercitata dalle famiglie e l’offerta esercitata

dalle imprese.

Si è visto altresì che la domanda di titoli è ottenuta per differenza fra due linee di

confine che tagliano diversamente il patrimonio (cfr. § III.4.1): 25

Parte III - Lezione III - pag.

• il confine di fatto la cui ordinata (costante) rappresenta, come si ricorderà,

la moneta M che gli investitori ereditano dal periodo precedente,

s

aumentata della moneta drenata dal risparmio corrente (S),

• il confine desiderato, ora interpretato come domanda speculativa di

moneta.

Si è visto infine che l’offerta di titoli (stante l’ipotesi di assenza del capitale di

rischio) coincide col capitale emesso dall’insieme delle imprese, a sua volta uguale alla

L M ) delle scorte transattive.

somma dell’investimento (I) e dell’adeguamento ( t t

Pertanto, il tasso di interesse di mercato realizza l’uguaglianza:

( ) ( )

+ − = + −

(III-6) .

I L M M S L

t t s s

offerta di titoli domanda di titoli

Il paradosso della parsimonia garantisce

=

(III-7) S I

ricavabile sostituendo l’equazione

1

=

Y I

1 c

nell’equazione ( )

= −

S c Y

1 ,

entrambe presenti nel Quadro III.4. Sostituendo la (III-7) nella (III-6) si ottiene

− = −

(III-8) L M M L

t t s s

da cui: + = +

(III-9) L L M M .

s t t s

domanda di offerta di

moneta moneta

Il risultato (III-9) è di fondamentale importanza in quanto dimostra che il tasso

d’interesse, mentre realizza l’equilibrio sul mercato dei titoli, garantisce anche

+

l’uguaglianza fra la domanda di moneta ( L L ) complessivamente esercitata dagli

s t

+

agenti e la quantità di moneta ( M M ) presente nel sistema economico (di cui gli

t s

agenti stessi complessivamente dispongono all’inizio del periodo). Quest’ultima è

chiamata offerta di moneta. Ove il contesto non richieda l’articolazione dell’offerta di

moneta nelle sue due componenti, l’offerta stessa può essere indicata con la notazione

M. Inoltre, si usa dire che la (III-9) esprime la condizione di equilibrio sul mercato della

moneta.

Occorre tenere presente che quello della moneta è un ‘mercato implicito’ dove,

in realtà, non si affacciano soggetti che offrono e altri che domandano. Occorre anche

tener prsente la natura di stock posseduta sia dalla (cosiddetta) domanda di moneta che

dalla (cosiddetta) offerta. La domanda e l’offerta di titoli hanno, invece, la natura di

flussi. Pur essendo equivalenti, le uguagliane (III-6) e (III-9) coinvolgono, quindi,

grandezze di natura diversa. 26

Parte III - Lezione III - pag.

III.5.3. Il ‘mercato’ della (sola) moneta speculativa

La (III-9) suggerisce un diverso approccio alla teoria della formazione del tasso

d’interesse. Per meglio formulare il secondo, conviene riscrivere la prima come segue:

( )

= + −

L M M L

s s t t

e perciò: = −

(III-10) L M L .

s t

Dall’offerta di moneta, il secondo membro della (III-10) deduce la domanda

transattiva di moneta. Si ottiene, in tal modo, una grandezza dal significato economico

pregnante. Infatti, si tratta dell’offerta residua di moneta che resta disponibile dopo che

le imprese ne hanno ‘consumato’ (assorbito) la parte destinata a formare le nuove scorte

transattive. Tale offerta residua è chiamata offerta speculativa restando essa a

disposizione degli speculatori. Al primo membro compare la domanda speculativa, cioè

la quantità di moneta che gli speculatori domandano (desiderano) effettivamente.

Il Quadro III.17 mostra il tasso di interesse r* che mette in equilibrio il mercato

della moneta speculativa, cioè convince gli speculatori ad accogliere in portafoglio tutta

e sola l’offerta di moneta rifiutata dalle imprese (che non serve loro a scopi transattivi).

Il nuovo r* deve necessariamente coincidere con quello che compare nel Quadro III.16

essendo stato spiegato che il mercato della moneta e quello dei titoli raggiungono

l’equilibrio simultaneamente.

Occorre infine chiedersi in quale nuova veste possano essere riproposti, nel

Quadro III.17, i ragionamenti con cui, nel Quadro III.16, è stata giustificata la

convergenza verso r*. Allo scopo, occorre preliminarmente convincersi che, come si

equivalgono le uguaglianze (III-6) e (III-10), così valgono le seguenti altre equivalenze:

( )

+ − < + − ⇔ > −

M S L I ( L M ) L M L

(III-11) s s t t s t

eccesso di domanda sul

eccesso di offerta sul mercato della moneta

mercato dei titoli speculativa

e ( )

+ − > + − ⇔ < −

M S L I ( L M ) L M L ,

(III-12) s s t t s t

eccesso di offerta sul

eccesso di domanda sul mercato della moneta

mercato dei titoli speculativa

dimostrabili tenendo ancora conto del paradosso della parsimonia (III-7). L’eccesso di

offerta (domanda) sul mercato dei titoli equivale dunque all’eccesso opposto sul

mercato della moneta speculativa. <

Con tali premesse, l’eccesso di domanda che il Quadro III.17 mostra per r ' r *

è perciò indicativo di un eccesso di offerta sul mercato dei titoli che, come si ricorderà,

spinge verso r*. Specularmente, l’eccesso di offerta che il Quadro III.17 mostra per

r '

′′ > è indicativo di un eccesso di domanda sul mercato dei titoli che spinge anche

r r *

′′ a convergere (da destra anziché da sinistra) verso r*.

r 27

Parte III - Lezione III - pag.

L

s

A'B' = eccesso di domanda sul mercato della moneta speculativa =

= eccesso di offerta sul mercato dei titoli

A''B'' = eccesso di offerta sul mercato della moneta speculativa =

= eccesso di domanda sul mercato dei titoli

B' −

M L

B" t

A' A"

r' r* r" r

Quadro III.17

III.6. Tasso d’interesse risparmio

versus

L’accluso Quadro III.18 mostra gli effetti che l’aumento del risparmio produce

sul tasso d’interesse. In primo luogo, eleva in modo ‘sbilenco’ la domanda speculativa

di moneta. Per capire perché, si immagini un maggior risparmio di 100 euro in presenza

di una popolazione di investitori che al 70% sono cassettisti e al 30% sono speculatori.

Tenendo in mente il Quadro III.11, è facile convicersi che

• = ,

la domanda speculativa cresce di 30 euro per r 0

• =

non cresce affatto per ,

r 1

• cresce sempre di meno al crescere di r da 0 a 1.

L’effetto successivo è un aumento del tasso d’interesse. La spiegazione economica

risiede nel fatto che, a parità di tasso d’interesse, gli speculatori pessimisti desiderano

accogliere, in un patrimonio aggregato che è più grande per effetto del maggior

risparmio, una quantità di moneta anch’essa più grande. Ma la moneta speculativa nelle

mani degli speculatori deve restare M L . Ecco, allora, che l’aumento del tasso

t t

d’interesse serve proprio allo scopo. 28

Parte III - Lezione III - pag.

S''

S' ′′ ′

>

S S ⇒ >

r ** r *

( r è funzione crescente del risparmio)

M L

t

r* r** r

Quadro III.18

Si perviene quindi alla conclusione che il tasso d’interesse è una funzione

crescente del risparmio. Indicheremo con

( )

=

r r S

(III-13)

l’equazione che definisce tale dipendenza funzionale.

Esercizi S''

1. Con riferimento al diagramma accluso, se, aumentando il S'

risparmio, il tasso d’interesse restasse invariato, quale significato

assumerebbe il segmento AB?

eccesso di domanda sul mercato dei titoli,

eccesso di offerta sul mercato dei titoli.

B

2. Facendo ulteriore riferimento al diagramma accluso all’esercizio −

M L

A C

precedente, se, diminuendo il risparmio, il tasso d’interesse t

restasse invariato, quale significato assumerebbe il segmento CD? D

eccesso di domanda sul mercato dei titoli,

eccesso di offerta sul mercato dei titoli.

r

III.7. Tasso d’interesse domanda transattiva di moneta

versus

L’accluso Quadro III.19 mostra gli effetti che l’aumento della domanda

transattiva di moneta produce sul tasso d’interesse. In primo luogo, l’aumento abbassa

l’offerta speculativa di moneta per la banale ragione che, dall’offerta di moneta totale,

una parte maggiore viene assorbita dalla domanda transattiva ed una minore resta quindi

a disposizione degli speculatori. L’effetto successivo è un aumento del tasso d’interesse.

La spiegazione economica risiede nel fatto che l’aumento del tasso d’interesse

deve convincere gli speculatori ad accogliere in portafoglio la nuova offerta speculativa

(ridotta rispetto alla precedente).


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico di macroeconomia per il corso di Economia Politica della Prof.ssa Simona Pergolesi. Al suo interno sono affrontati i seguenti argomenti: teoria della formazione del tasso di interesse; la domanda transattiva di moneta; le scelte di portafoglio; mercato dei titoli e tasso d’interesse; il modello IS - LM; la circolazione di moneta.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Pergolesi Simona.

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