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Verso la complementarità…

complementarità

Alcune iscrizioni pompeiane dimostrano che già

nel I secolo d.C. il sistema fonologico del latino

volgare si era semplificato: l’opposizione tra

vocali lunghe e brevi non era più distintiva, ma

era diventata predicibile in base al contesto

sillabico. Si è raggiunta cioè la complementarità

di vocale e consonante: se la consonante è lunga,

la vocale è breve, e viceversa. Così nel latino

volgare si avevano solo due tipi:

vocale lunga + consonante breve

vocale breve + consonante lunga

L’ accento in latino

In latino la posizione dell’ accento

dipendeva dalla cosiddetta “legge della

penultima”: l’accento cadeva sulla

penultima”

penultima sillaba se questa era lunga,

mentre passava sulla terzultima se la

penultima sillaba era breve. Dunque le

parole in latino potevano essere

parossitone (piane) o proparossitone

(sdrucciole).

Fonologizzazione dell’accento

La perdita del carattere distintivo della lunghezza

vocalica ha avuto delle conseguenze notevoli

sull’accento, perché in questo modo la “legge della

penultima” è venuta a perdere il fondamento su cui

si appoggiava. Nelle lingue romanze l’accento si è

fissato (con poche eccezioni) sulla sillaba che

occupava prima che venisse meno l’opposizione

tra vocali lunghe e brevi. Per es. nel latino classico

pervěnit ‘arriva’ si opponeva a pervēnit ‘arrivò’;

nel latino volgare la stessa opposizione è data

dall’accento.

Vocalismo tonico

(sistema ‘romanzo comune’)

Esempi in italiano

Il sistema ‘sardo’ (Sardegna, Corsica

meridionale e parte della Basilicata, a

confine con la Calabria, detta ‘zona

Lausberg’)

Ī Ĭ Ē Ĕ Ă Ā Ŏ Ō Ŭ Ū

i è a ò u

Sistema ‘romeno’

Ī Ĭ Ē Ĕ Ă Ā Ŏ Ō Ŭ Ū

i é è a ò u

Sistema ‘siciliano’ (Sicilia,

Calabria meridionale, Salento)

Ī Ĭ Ē Ĕ Ă Ā Ŏ Ō Ŭ Ū

i è a ò u

Rima siciliana

Secondo l’uso della Scuola poetica siciliana

alla corte di Federico II di Svevia, tiniri <

Svevia

TENĒRE e veniri < VENĪRE potevano trovarsi

in rima, così anche vuci < VŌCE(M) e luci <

LŪCE(M). I poeti toscani, nel momento in cui

trascrissero nei loro volgari le liriche dei

siciliani, adattarono queste rime al loro sistema

fonologico, per cui nei mss. troviamo amico

che rima con meco, ecc.

Il dittongamento

I dittonghi latini:

 La riduzione del dittongo lat. ae > è (e aperta) è stata

molto precoce, come attestano forme del tipo egrotes per

aegrotes ‘ammalati’, eris per aeris ‘bronzo’ o

ipercorrettismi del tipo aegisse per egisse ‘aver fatto’,

presenti nei graffiti pompeiani. In questo modo nel latino

volgare lo sviluppo di ae è venuto a coincidere con quello

di ě (e breve lat.). E ne ha seguito poi lo stesso sviluppo,

evolvendo in gran parte delle lingue romanze nel dittongo

iè: CAELUM > it. sp. cielo, fr. ciel, ecc.

 Nel latino volgare si conserva invece il dittongo au, che

successivamente si è monottongato in o nell’it., fr. e sp.:

AURUM > it. sp. oro, fr. or; ma romeno e prov. aur, pg.

ouro.

Le vocali toniche delle lingue romanze sono state esposte al

dittongamento (detto spontaneo):

spontaneo

 in italiano dittongano le vocali medio-basse (è e ò) in

sillaba libera: MĔLE, PĔDE > miele, piede; FŎCU, NŎVO,

RŎTA > fuoco, nuovo, ruota;

 in francese dittongano le vocali medio-basse (quindi

miel, pied, feu, nuef, ant. fr. ruede) e le vocali medio-alte

sempre in sillaba libera: HABĒRE > fr. ant. aveir, mod.

avoir ‘avere’, TĒLA > fr. ant. teile, mod. toile ‘tela’, VĒLU

> fr. ant. veile, mod. voile ‘velo’;

 in castigliano (o spagnolo) dittongano solo le vocali

medio-basse (come in italiano), ma sia in sillaba libera che

in sillaba bloccata: miel e pie, ma anche siete < SEPTEM,

hierro < FĚRRU; fuego, nuevo, rueda, ma anche cuende <

COM(I)TE, puerco < PORCU, puerta < PORTA.

Armonizzazione o metafonesi

Oltre al dittongamento spontaneo, ne esiste un altro, ad

esso alternativo, quello risultante da armonizzazione o

metafonesi. In Italia meridionale, ad es., abbiamo da è >

metafonesi

ie e da ò > uo solo se la vocale finale lat. era Ī o Ŭ

(quindi a Napoli si ha vientu, liettu, viecchiu ma vecchia,

gruossu, muortu ma grossa e morta). Un’area meno

estesa dell’Italia meridionale conosce anche la metafonia

delle vocali medio-alte, ma in questo caso non risulta un

dittongo ma la chiusura di un grado della vocale: misi,

siccu ma secca, virdi, russu, surdu ma rossa e sorda.

Vocalismo tonico in francese

( particolarità)

particolarità

Oltre a seguire il sistema ‘romanzo comune’,

 in sillaba libera, a (tonica) > ε (MARE > mer),

che dittonga quando è seguita da nasale: PANE >

pain, ecc., o quando è condizionata da palatale:

CANE > chien, CAPUT > chief, REGALEM >

regiel, ecc.

 nasalizzazione (anch’esso fenomeno di

armonizzazione) = adeguamento delle vocali alle

condizioni di pronuncia della successiva

consonante nasale.

Vocalismo atono

(l’ arcifonema)

arcifonema

Esempi dall’italiano

Sincope

Già in Orazio è attestata la forma soldus

per sŏlĭdus (it. soldo; fr. ant. sol, fr. mod.

sou; sp. sueldo); a Pompei troviamo

fridam per frĭgidam (*FRIGDUM > it.

freddo, fr. froid, sp. frío), masclus per

mascŭlus (> it. maschio; fr.a. masle, fr.

mod. mâle, sp. macho), ecc. Cfr. Appendix

Probi (auris non oricla > it. orecchia;

oculus non oclus > it. occhio.

ĭ, ĕ + voc. > j (= jod)

Tendenza alla semplificazione delle

vocali in iato (= incontro di due vocali

appartenenti a due sillabe contigue).

Nell’Appendix Probi:

vinea non vinia (ĕ > i),

cavea non cavia,

lancea non lancia,

calceus non calcius, ecc.

Vocalismo atono (francese)

 le vocali finali se precedute da nesso impronunciabile si

indeboliscono in e: es. FEBRE > fièvre; DUPLUM >

doble, altrimenti cadono (esclusi -u e -i se a contatto con

vocale tonica con cui formano dittongo: es. FUI > fui);

 vocali postoniche: sincope generale (es. ASINU > asne);

 vocali atone in sillaba iniziale: si conservano.


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43

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1.56 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo appunto si riferisce al corso di Filologia Romanza tenuto dalla professoressa Ilaria Zamuner. Vocalismo tonico delle lingue romanze:
- sistema romanzo comune;
- sistema sardo;
- sistema romeno;
- sistema siciliano.
Altri fenomeni fonetici del vocalismo:
- dittongamento;
- metafonesi;
- sincope.
Fenomeni fonetici del consonantismo:
- palatalizzazione;
- lenizione;
- sincope delle consonanti finali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Zamuner Ilaria.

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