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Figura 3: Innervazione dei genitali maschili e della vescica (Fonte: Dèttore, 2001, p. 33)

erezione riflessa

L’erezione è innervata da una via sacrale che si trova tra S e S (fig. 3). Ci può essere

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erezione psicogena

provocata da una stimolazione tattile del pene o in cui si ha uno stimolo centrale che

può essere visivo, olfattivo, ricordi ecc., che passa attraverso il sistema limbico, l’area ipotalamica mediale

preottica, a livello nervoso tra T e L e a livello sacrale. Queste due possibilità sono molto importanti per le

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persone con lesioni a livello di midollo spinale, che a seconda del luogo della lesione possono avere l’uno o

l’altro tipo di erezione e di orgasmo. Ad esempio se non è più possibile una connessione nervosa tra genitali e

zone corticali si potrà avere erezione e eiaculazione solamente tramite stimoli tattili, quindi sensoriali (orgasmo

riflesso), mentre se la lesione è più bassa e non c’è questa possibilità si può avere quello che viene definito

orgasmo fantasma, dove il ricordo degli orgasmi precedenti è sufficiente perché l’uomo sperimenti la

sensazione dell’orgasmo. Pensate a quando siete al ristorante, avete ordinato un cibo che vi piace molto e vi

pregustate di mangiarlo: avrete un po’ le stesse sensazioni che avrete poi nel mangiarlo, ad esempio avrete il

riflesso di salivazione. Questo paragone tra cibo e sesso è una cosa che si usa spesso in clinica, perché

entrambi sono situazioni che dovrebbero essere piacevoli.

Il Viagra (Sildenafil) e i farmaci successivi (Cialis ­ Tadalafil, Levitra ­ Vardenafil) agiscono inibendo una

sostanza che inibisce l’erezione, cioè non provocando l’erezione, ma impedendo la sua caduta una volta

ottenuta. È importantissimo spiegarlo alle coppie, che, se si aspettano un’erezione miracolosa, possono

erroneamente concludere che questi farmaci non funzionino. Essi vanno invece usati in concomitanza con una

energica stimolazione tattile dopo almeno 30 minuti dall’assunzione del farmaco. Le iniezioni di papaverina o

di PG (prostaglandine) che si usavano prima dell’avvento di questi farmaci provocavano invece direttamente

l’erezione, tanto che se le dosi erano sbagliate essa poteva durare troppo a lungo (priapismo), col rischio di

provocare danni permanenti (necrosi) nei corpi cavernosi e la necessità di rivolgersi al pronto soccorso per

farsi decomprimere il pene. L’effetto del Viagra sull’erezione è stato scoperto per caso: esso è stato immesso

sul mercato negli Stati Uniti come farmaco cardiaco, ma non funzionava ed è stato tolto dal mercato. Gli

uomini però continuavano a richiederlo e ciò ha suscitato la curiosità degli studiosi che si sono così accorti del

particolare “effetto collaterale” di tale farmaco. La differenza tra i diversi farmaci è la loro durata: il Viagra è

quello che dura di meno, il Cialis quello che dura di più, fino a 24/48 ore, per cui non si deve necessariamente

programmare il rapporto e ci può essere più spontaneità. Il problema è che a volte ci possono essere degli

effetti collaterali, quali cefalea, che è bene contenere nel tempo, per cui è preferibile prescrivere il farmaco ad

azione più rapida. C’è una controindicazione solo per i cardiopatici che prendono già altri tipi di nitrati (vedi il

paragrafo alla fine del capitolo sugli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5)

I testicoli

Anche i testicoli si inturgidiscono per vasocongestione aumentando di dimensioni e grazie alla contrazione del

muscolo cremasterico, dei muscoli darto e del funicolo spermatico si sollevano verso l'alto e arretrano verso la

zona anale. Il sollevamento dei testicoli si ha anche come reazione alla paura e al freddo; il testicolo sinistro,

che pende di più del destro nell’85% degli uomini, risponde in maniera indipendente dal destro. Il sollevamento

completo si avrà solo nella fase di plateau o di orgasmo. Durante la fase di eccitazione si alzano e si

abbassano più volte.

I testicoli aumentano di dimensione del 50% in seguito alla vasocongestione. Se la stimolazione è molto

prolungata possono aumentare di volume del 100%. Al tatto sono molto diversi quando l’uomo è eccitato

rispetto a quando è in stato di riposo.

L’orgasmo Fase 1 emissione: sensazione

di inevitabilità

dell’eiaculazione.

Si contraggono: a: prostata; b:

condotto deferente; c:

vescichette seminali e

raccolgono il seme in d: bulbo

uretrale.

Fase 2 espulsione: si

contraggono a: i muscoli

perineali e b: bulbocavernosi al

ritmo di 0,8 sec per 3-10 volte.

g: l’uretra peniena si contrae

Figura 4: Genitali maschili durante l’orgasmo (Fonte: Kaplan, 1976, p. 27) emissione

L’orgasmo (figura 4) nell'uomo avviene in due fasi: emissione ed espulsione. Nella fase di lo

sperma si raccoglie nel bulbo uretrale e riceve l’apporto delle vescichette seminali e della prostata, che si

contraggono insieme ai condotti deferenti. Questa è la fase in cui l'uomo avverte l'inevitabilità

espulsione

dell'eiaculazione. Nella fase di si contraggono i muscoli perineali e bulbocavernosi al ritmo di 0.8

secondi per 3­10 volte. Le prime contrazioni sono quelle più forti. L’eiaculato viene espulso all’esterno grazie

alle contrazioni dell’uretra: i primi getti possono arrivare anche a 60 cm di distanza, mentre gli ultimi sono

molto meno intensi e più distanziati tra loro. Il volume dell’eiaculato varia da 1 a 6 ml. Se non ci sono

patologie, maggiore è l’eiaculato maggiore è la sensazione di piacere sperimentata dall’uomo, e maggiore è

stato il periodo di astinenza dall’eiaculazione maggiore sarà il volume dell’eiaculato. Se avvengono più

eiaculazioni in sequenza le prime saranno più abbondanti delle successive.

I testicoli sono al massimo livello di sollevamento e arretramento verso la zona anale.

Risoluzione

risoluzione

La avviene in due stadi. Il primo è rapidissimo (pochi secondi), c’è la perdita immediata

dell’erezione (nel senso di rigidità), mentre le dimensioni diminuiscono di poco; nel secondo stadio il pene, lo

scroto e i testicoli tornano lentamente alle dimensioni di riposo.

periodo refrattario

Durante il alcuni uomini possono continuare le spinte pelviche anche dopo

l’eiaculazione se la compagna desidera raggiungere l’orgasmo in questo modo, ma non provano alcun

piacere; altri invece, se il glande viene stimolato in questa fase, provano dolore. Di conseguenza è

importantissimo parlare all’interno della coppia di questo come di tutte le altre preferenze sessuali, e invece

parlare di sesso è una delle cose che di solito non si fa mai, perché nella nostra cultura c’è l’idea che il sesso

è naturale, è istintivo, viene da sé, si può fare tutto quello che si vuole. È vero che il sesso è un istinto, però

non è un istinto primario come la fame e la sete, è un istinto secondario che serve alla sopravvivenza della

specie e non dell’individuo. Se abbiamo fame o sete non è che andiamo al bar e prendiamo il panino e la

bibita di chi ci sta accanto e ci mettiamo a mangiare, ma facciamo la fila e aspettiamo il nostro turno, pur

trattandosi di un istinto primario, perché essendo esseri umani siamo stati educati a rispettare delle regole

sociali. Non ho mai capito bene perché per il sesso, che è un istinto secondario, non dovremmo rispettare

nessuna regola. Forse perché c’erano troppa oppressione e troppi tabù e siamo passati all’estremo opposto,

che però crea grossi problemi perché non si tiene conto né delle preferenze del partner né delle possibili

conseguenze negative del sesso (gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili, rischio di

subire violenza con partner occasionali ecc.). C’è poi un altro problema: non è che nasco e so fare sesso;

come tutte le altre cose lo imparo. Ho fatto fatica a imparare a camminare, a imparare a parlare: ci sono solo

poche cose che sono riflessi, come il succhiare il seno, il grasping… Tutte le altre cose si imparano e si

impara anche a fare sesso. Ci vuole conoscenza di sé, conoscenza dell’altro e la comunicazione reciproca. È

difficile farlo perché magari ci si vergogna, si pensa di non essere normali, ma dovete sempre tenere presente

che non c’è una norma che stabilisca in cosa consiste l’attività sessuale normale, ma solo una norma che

dev’essere stabilita dalla coppia, per cui è importante che la coppia parli il più possibile di quello che piace e

non piace all’uno e all’altra.

Falsi miti smentiti da Masters e Johnson.

1) Il glande degli uomini non circoncisi sarebbe meno sensibile di quello dei circoncisi. Masters e

Johnson hanno dimostrato che non era vero, con uno studio in cui il pene veniva stimolato

meccanicamente con stimoli di intensità predeterminata e venivano registrate le reazioni fisiologiche,

misurando così la soglia di sensibilità. Bisogna anche tenere presente che, se non c’è fimosi, durante

il rapporto sessuale il glande degli uomini non circoncisi viene completamente scoperto e stimolato

nello stesso modo di quello di chi è stato circonciso.

2) Ci sarebbe una relazione diretta tra dimensioni del pene a riposo e del pene in erezione: come già

detto non c’è una relazione regolare.

3) Gli uomini più grandi avrebbero un pene più grande: anche questo non è vero, sia relativamente alla

robustezza che all’altezza.

4) L’eiaculazione nuocerebbe alla preparazione atletica. Questo non risulta da nessuno studio (vedete gli

studi del prof. Vidotto). È ovvio che se uno sta sveglio tutta la notte a fare sesso il giorno dopo rende

meno, ma questo non perché il sesso o l’eiaculazione nuociano, ma per l’attività fisica prolungata e la

mancanza di sonno. Se uno fa l’amore ed è soddisfatto il giorno dopo sarà più tranquillo.

Gli autori dicono che anche se il pene è stato visto e rivisto, in realtà non è stato visto veramente, perché ci

sono ancora tutti questi falsi miti. I testicoli e la parte inferiore del pene invece non sono osservabili

direttamente dall’uomo, per cui durante la terapia sessuale ho imparato a dare come mansione sia agli uomini

che alle donne di guardarsi i genitali con uno specchietto, sia per bilanciare le consegne (di solito viene

chiesto solo alle donne), sia perché effettivamente ci sono parti che anche nell’uomo non possono essere

viste dal “proprietario” senza l’aiuto di uno specchietto.

Gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE­5)

La fosfosfodiesterasi5 (PDE5) è abbondante nella maggior parte dei muscoli lisci e dei tessuti come le

piastrine, le cellule dell'epitelio gastrointestinale e a livello cerebrale. Recentemente sono stati sintetizzati

diversi composti che inibiscono potentemente la PDE5 e tre di questi vengono usati nel trattamento della

disfunzione erettile maschile: sildenafil, tadalafil e vardenafil.

Questi farmaci come già detto hanno sostituito, tranne che nei casi più gravi di disfunzione erettile, trattamenti

più invasivi, come le iniezioni di papaverina o di prostaglandine o l'impianto di protesi chirurgiche. Essi sono

efficaci, facili da assumere, hanno un effetto rapido e effetti secondari limitati. Il loro uso ha ridotto in maniera

drastica l'impatto psicologico della disfunzione erettile, rendendo risolvibile in pochi minuti un problema che

spesso segnava la vita di un uomo negli ultimi decenni della sua vita.

Il primo a essere scoperto è stato il sildenafil (Viagra), approvato per il trattamento della disfunzione erettile nel

1998, che ha immediatamente avuto un vasto utilizzo. Nel 2003 sono stati aggiunti il vardenafil (Levitra) e il

tadalafil (Cialis). I tre farmaci hanno la stessa azione, ma si differenziano per la rapidità e la durata d'azione,

gli effetti collaterali e i tempi di assunzione.

Fisiologia dell'erezione e azione degli inibitori della PDE­5

Il sangue arterioso fluisce nei corpi cavernosi e nel corpo spugnoso e defluisce tramite le venule

postcavernose. Le pareti dei vasi sanguigni del pene contengono uno strato di cellule muscolari lisce, il cui

rilassamento riduce la resistenza del flusso sanguigno nel pene e accresce il volume del pene. Come già

detto, l'espansione dei corpi cavernosi premendo contro la tunica albuginea riduce la fuoriuscita di sangue

venoso (vedi figura 5).


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Il materiale descrive la fisiologia della risposta sessuale maschile. Le immagini presenti illustrano i genitali maschili in fase di riposo, in fase di eccitazione-plateau, in fase di orgasmo e in fase di risoluzione. Vengono descritti i falsi miti smentiti da Masters e Johnson, la fisiologia dell'erezione e l'azione degli inibitori della PDE-5 (fosfodiesterasi di tipo 5).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinico-dinamica
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della Sessualità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Panzeri Marta.

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