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Fienagione

Dispensa di sistemi colturali arborei per l'esame del prof Fagnano, della facoltà di Agraria, Corso di laurea in tecnologie agrarie, dell'Università degli Studi di Napoli Federico II sulla fienagione, la dispensa contiene inoltre immagini e figure dell'argomento trattato.

Esame di Sistemi colturali arborei docente Prof. M. Fagnano

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ESTRATTO DOCUMENTO

PERDITE DURANTE LA FIENAGIONE

1. Perdite per respirazione

cessa quando l'umidità scende al di sotto del 40%

perdite più elevate quanto più lungo è il processo di essiccamento

(normalmente 6 d in primavera e ~ 2 d in estate)

è proporzionale alla temperatura ambientale e alla umidità dell'erba

(sfalciare al mattino invece che nel pomeriggio)

entità delle perdite: 5-10%

2. Perdite meccaniche

sono costituite dalle parti della pianta che si distaccano con le operazioni di

rivoltamento, andanamento e carico del fieno

aumentano con

-velocità di essiccamento,

-abbondanza delle foglie,

-fragilità delle foglie,

-numero dei rivoltamenti

sono maggiori:

per le leguminose ( 35% delle foglie)

in estate

con stagione piovosa entità delle perdite: 5-10%

3. Perdite per fermentazione in fienile

sono dovute alla attività microbica (muffe) durante il periodo di conservazione

in fienile;

interessano principalmente i carboidrati e a volte le proteine;

aumentano con l'aumentare dell'umidità del fieno;

come conseguenza si ha un forte aumento di temperatura (anche 60%);

Si possono sviluppare micotossine dannose per la mandria e per i consumatori.

Perdita %

Condizioni

climatiche Sost. secca U.F. Prot. digerib.

Favorevoli 10-12 25-30 15-20

Normali 12-18 30-40 30-40

Sfavorevoli 20-30 40-50 50-60

Si possono quindi avere perdite:

dal 10 al 30% della sostanza secca (mediamente ~ 15%);

in condizioni molto sfavorevoli anche 40%

dal 25 al 50% del valore nutritivo

A) la respirazione e la fermentazione diminuiscono il contenuto di carboidrati

il fieno è più ricco di fibra e meno digeribile

B) le perdite meccaniche interessano prevalentemente le parti migliori (foglie)

C) aumenta il lavoro di masticazione e di digestione

dal 20 al 35% delle proteine

~ 80% del carotene

100% della vitamina C

il complesso B varia di poco

la vitamina D aumenta (la provitamina D si trasforma in vitamina D per effetto

dei raggi solari) INSILAMENTO

metodo di conservazione del foraggio allo stato

umido

Poggia su 2 processi:

1 - ANAEROBIOSI

2 - ACIDIFICAZIONE

1. La rarefazione dell'ossigeno riduce (fino all'arresto) la respirazione cellulare e

l'attività dei microrganismi aerobi,

2. Si sviluppa una flora microbica che, per fermentazione, trasforma gli

zuccheri in acidi organici,

3. Il pH della massa viene abbassato impedendo lo sviluppo dei microrganismi

anaerobi del deterioramento. 1) Raccolta: falcia-trincia-caricatric

ATTENZIONE:

epoca di raccolta (S.S. 30 - 50%)

2) Trasporto nel silo

ATTENZIONE:

Tempo (poche ore)

Riempimento del silo e compressione dell’insilato

compressione, copertura del silo e zavorramento del

telo 3) Compressione

ATTENZIONE:

Eliminare l’aria (soprattutto

con trinciato più secco)

4) Copertura con teli impermeabili

ATTENZIONE:

Evitare ingresso di aria e di

pioggia

Zavorrare il telo (sacchi di sabbia

copertoni, NO MATTONI)

5) Apertura silo

ATTENZIONE:

Ridurre tempo d’esposizione

all’aria della fetta tagliata

CARATTERISTICHE PER L'INSILAMENTO

Un foraggio si insila tanto più facilmente:

1. quanto minore è la sua umidità (alta % di s.s.)

2. quanto maggiore è il suo contenuto di

carboidrati solubili

3. quanto minore è il suo potere tampone (che si

oppone alla riduzione del pH)

Mais a maturazione cerosa

2. Contenuto in carboidrati solubili

(fermentescibili) e proteine

i carboidrati (soprattutto esosi) costituiscono il pabulum esclusivo per i

batteri lattici

le proteine vengono attaccate da batteri nocivi (clostridi) con liberazione di

NH3 che ostacola il processo di acidificazione

rapporto zuccheri/proteine

ottimale 1

accettabile 0.50

intollerabile 0.25

≅1

graminacee: rapporto Z/P buon insilamento

leguminose: rapporto Z/P = 0.2-0.3 insilamento difficile

3. Potere tampone (1)

capacità di un mezzo di opporsi alle variazioni di pH e quindi resistenza

del foraggio alla acidificazione

dipende:

principalmente dal contenuto di sali organici

in secondo luogo dal contenuto proteico

è più elevato nei tessuti giovani e nelle leguminose (vedere tabella)

([1]) milliequivalenti di NaOH necessari per innalzare da 4 a 6 il pH di 1 kg di sostanza secca

Contenuto % di sostanza secca e di Carboidrati Solubili in

Acqua (C.S.A.) e Potere Tampone di alcuni foraggi allo stadio

fenologico ottimale per lo sfalcio (1° ciclo di crescita annuale)

Potere

Sostanza C.S.A.

Stadio tampone

secca

SPECIE fenologico 1

(%) (% su s.s.) ( )

17 7 150

Medicago sativa Bottoni fiorali

Dactilys Inizio 17 8 85

glomerata spigatura

Festuca Inizio 19 10 80

arundinacea spigatura

Inizio 18 15 90

Lolium perenne spigatura

Inizio

Lolium italicum 18 17 95

spigatura

Maturaz. 33 10 60

Zea mays cerosa

TRINCIATURA

La rottura dei tessuti:

1. facilta l'uscita dei succhi cellulari = disponibilità di elementi nutritivi per i microrganismi

2. facilita la possibilità di compressione = riduzione della porosità della massa = riduzione della

respirazione

3. aumenta il peso specifico del foraggio = riduzione del volume necessario = riduzione dei

costi

Molto importante la lunghezza della trinciatura: deve essere tanto più ridotta quanto più il

foraggio è secco, dipende dal tipo di stelo: grandezza se cavo o meno, presenza di midollo

Mais e sorgo: 1-2 cm in maturazione lattea e cerosa, 0.5-1 cm successivamente

Cereali autunno-vernini: 0.5-1 cm stelo cavo e tessuti molto elastici

Graminacee da erbaio: 3-4 cm - stelo sottile (facilità di compressione)

Leguminose da erbaio: 4 cm

COMPRESSIONE

sempre molto energica con s.s.>30%

ridotta con s.s. < 25% (perdite per percolamento)

Trinciato di mais ceroso

FUNZIONE DEI MICRORGANISMI

NELL'INSILAMENTO

Il ruolo fondamentale è svolto da batteri lattici e clostridi

molto meno da enterobatteri, a volte funghi: lieviti e muffe

Batteri lattici

Attaccano prevalentemente gli zuccheri e formano acido lattico

§

§ Nelle piante in piedi la presenza di batteri lattici è limitata

Si dividono in:

§

1. OMOFERMENTATIVI

2. ETEROFERMENTATIVI


PAGINE

50

PESO

5.13 MB

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher darksoul98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi colturali arborei e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Fagnano Massimo.

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