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In tale situazione compaiono due elementi: das Jetzt e die Nacht, l’ora e la

notte. La notte è questa notte solo perché coincide con l’ora. Il suo questo è

legato a tale coincidere. Se la notte non fosse nell’adesso, essa non sarebbe

questa notte. Ma così, la questità della notte è legata al destino di un

elemento – l’adesso – che non è una questità, ma che invece permane nel

mutare di ogni questità. L’ora è tanto il giorno quanto la notte, tanto il

tavolo quanto la finestra. L’ora permane nella sua essenza, ed è indifferente

al questo dell’oggetto. Se l’ora è il fondamento dell’intuizione sensibile, la

verità non è questo oggetto, ma un astratto, un universale, e dunque una

negatività.

Il questo, che dovrebbe rappresentare la verità della coscienza, si

scinde dunque nei due elementi che lo costituiscono, e che mostrano un

diverso destino. Da un lato, infatti, das Jetzt, l’ora, è (come vedremo fra

breve) una nozione indeterminata, generale e negativa, che non è in grado di

restituire la questità del questo. D’altro lato, die Nacht, la notte, indica bensì

la determinazione dell’oggetto, ma come un mero accadere, del tutto

indifferente a quella situazione di presenza che, attraverso l’ora, dovrebbe

caratterizzarlo. Il questo si divide, perciò, e si frantuma, nella diversa

prospettiva di una generalità indeterminata e di un singolare accadere privo

di ragione. Torniamo ora sul testo di Hegel:

Hegel ricorre a un semplice Versuch, esperimento. Propone di aufschreiben,

di scrivere, annotare, la verità della coscienza. Questo riferimento alla

scrittura anticipa quello che vedremo fra breve a proposito del linguaggio.

Si faccia attenzione alla struttura dell’esperimento mentale proposto da

Hegel. Non vuole dire che al primo ora è seguito un ora ulteriore, secondo

una successione nella linea temporale, ma che l’ora si mantiene, permane

sempre eguale a sé stesso. A questo permanere fa riscontro un diverso

accadere dell’oggetto, che da notte si è fatto giorno. Infatti aggiunge:

La notte è tramontata nell’accadere del giorno, ma l’ora wird aufbewahrt, si

è conservata eguale a sé. Considerata in sé stessa, dunque, l’ora è un essere

identico a sé e indifferente ad altro. Ma considerata nella situazione della

coscienza, l’ora – aggiunge Hegel – è piuttosto ein Nichtseiendes, un non-

essente, ein Negatives überhaupt, un negativo in generale: è sempre eguale

a sé, ma sempre in relazione a ciò che essa non è, al giorno e alla notte.

Nella prospettiva della certezza sensibile, l’ora è determinata da qualcosa

(l’accadere dell’oggetto) che è sempre diverso da ciò che essa è.

Si torna con ciò al Beispiel, all’esempio, al giocare accanto della

determinazione rispetto all’essere della cosa. Qui, è ormai l’accadere

dell’oggetto (il giorno e la notte) che gioca accanto al puro, indeterminato

essere dell’ora.

Das Jetzt, l’ora, si conserva indifferente gegen das, was noch bei ihm

herspielt; verso ciò, che ancora gioca presso di lui. Rimane indifferente

verso l’accadere dell’oggetto, del giorno e della notte; e, conservandosi, non

si determina nella cosa. Così, a fondamento della questità dell’oggetto vi è,

in realtà, un Nichtdieses, un non-questo, la negazione del questo. Ciò che

possiamo definire ein Allgemeines, un universale, nel senso di una

generalità vuota di contenuto e incapace di accoglierlo.

Il risultato dell’analisi a cui Hegel ha sottoposto la certezza sensibile

giunge quindi a spezzare l’unità del questo, della verità della coscienza. Il

questo si spezza nell’impossibile convivenza degli elementi che lo

costituiscono. Da un lato, esso è fondato su ein Nichtdieses, sul non-questo,

cioè su un universale privo di determinazione. D’altro lato, incontra la

questità solo nel vario e ingiustificato accadere dell’oggetto, che gioca

accanto all’ora, come un diverso e un negativo.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia dell'interpretazione, tenute dal Prof. Marcello Mustè nell'anno accademico 2011 e cerca di collocare l'opera di Hegel, Fenomenologia dello spirito, nel contesto storico del periodo in cui fu pubblicata e nel contesto delle altre opere hegeliane, e di assegnarle il significato vero che l'autore le voleva dare. In particolare riflette sui concetti di opinione della coscienza, linguaggio, questità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'interpretazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mustè Marcello.

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