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Fin qui abbiamo descritto ciò che è presente, l’unificarsi dei momenti nella

struttura dell’oggetto. Ora Hegel afferma che questo unificarsi, riflettersi in

sé, dell’oggetto, dà luogo a un duplicarsi dell’oggetto. L’unico oggetto di

cui stavamo ragionando diviene qui una dualità di oggetti diversi: abbiamo

di fronte due oggetti.

Il passaggio è rapido, contratto. L’oggetto è ormai l’unità di sé e

dell’alterità, è identità e differenza nello stesso tempo e sotto il medesimo

riguardo. È un opporsi: è e non è, è sé e non è sé stesso. Ma questa

negatività che è penetrata in lui, questo essere-altro che gli appartiene, è la

sua determinazione come differenza-da. L’oggetto è bianco proprio perché

non è non-bianco: non è nero, non è rosso, ecc. Attraverso questo momento

della negazione di altro, esso ha posto l’altro oggetto da sé diverso: e

dunque si è duplicato, è sé stesso nella presupposizione di un altro oggetto.

Per questo, la determinazione dell’oggetto “si distribuisce in due oggetti”.

Possiamo anche dire che, a questo livello del discorso, l’oggetto non

riesce a sostenere il peso della contraddizione che lo costituisce. Non può

più sciogliere questa contraddizione distribuendone i termini tra sé e la

coscienza; dunque, ripartisce i termini contraddittori tra una pluralità di

oggetti differenti. La differenza tra il per sé e il per altro cade in oggetti

diversi:

Con questo passaggio, noi abbiamo di fronte due oggetti. È presente la

differenza tra due cose. La pretesa della percezione è che la differenza della

cosa dall’altra cosa sia solo esterna, che non tocchi l’essenza dell’oggetto

(che la contraddizione, appunto, sia distribuita). Se io dico che questo

oggetto è e non è, affermo una contraddizione; ma se io dico (come ora

cerca di fare la percezione), che esso ora è e ora non è, che qui è e là non è,

io disciolgo la contraddizione, distribuendone i termini lungo il tempo o


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3

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1.80 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia dell'interpretazione, tenute dal Prof. Marcello Mustè nell'anno accademico 2011 e cerca di collocare l'opera di Hegel, Fenomenologia dello spirito, nel contesto storico del periodo in cui fu pubblicata e nel contesto delle altre opere hegeliane, e di assegnarle il significato vero che l'autore le voleva dare. In particolare riflette sui concetti di oggetto e movimento.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'interpretazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mustè Marcello.

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