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Fenomenologia dello spirito - Mortificazione. Appunti scolastici Premium

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia dell'interpretazione, tenute dal Prof. Marcello Mustè nell'anno accademico 2011 e cerca di collocare l'opera di Hegel, Fenomenologia dello spirito, nel contesto storico del periodo in cui fu pubblicata e nel contesto delle altre opere hegeliane, e di assegnarle... Vedi di più

Esame di Filosofia dell'interpretazione docente Prof. M. Mustè

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X – 1) Nella conversazione di ieri,

RIEPILOGO DELLE PRECEDENTI LEZIONI

siamo tornati a commentare il brano di p. 176, dove Hegel pone il problema

della singolarità. La coscienza, come abbiamo visto, si manifesta, nella sua

Erhebung, nella sua ascesa, come singolarità. Al tempo stesso,

l’intrasmutabile entra nella coscienza ed è berührt, è toccato, dalla

singolarità. Questo Hervortreten, questo scaturire, della singolarità

nell’intrasmutabile, non genera due singolarità, ma una medesimezza di

forma: la coscienza riconosce nell’intrasmutabile la sua stessa figura, ma

continua ad avvertirlo come altro da sé: dunque persiste nella sua infelicità.

2) Commentando il brano della p. 179, abbiamo visto che la relazione della

coscienza con l’intrasmutabile singolarizzato si manifesta come una

dreifache Bewegung, come un triplice movimento. 3) In primo luogo, si

realizza l’esperienza della devozione. Abbiamo detto che la devozione ha

come centro l’evento inaudito della morte di Dio. Il Dio ebraico, che non

aveva la stessa forma della coscienza, che le rimaneva estraneo e

imperscrutabile, non poteva andare incontro al destino di morte. Ma il Dio

che ha la forma della singolarità, che si è fatto carne, che è un’immagine

sensibile, muore, e lascia dietro di sé il Grab, il sepolcro. La coscienza si

volge al sepolcro, al corpo morto dell’intrasmutabile, e può cogliere

l’universale soltanto lì. Il concetto che esprime questa situazione è quello

della Berühung, del contatto (cv. 51, pp. 179-180): la singolarità mette a

contatto l’universale e il particolare, ma non li unifica nello spirito vivente.

Perciò la coscienza è Andacht, devozione: la coscienza – scrive Hegel – geht

nur an das Denken hin und ist Andacht, soltanto va verso il pensare ed è

devozione (p. 180). 4) In secondo luogo, con la coscienza pia, si realizza

l’esperienza del mondo consacrato. Dio è morto, ma ha sacrificato la sua

Oberfläche, la sua superficie. Ha fatto dono di sé, qualcosa si è depositato nel

mondo sensibile. La realtà – scrive Hegel – è rotta in due lati (p. 182): è

mondo sensibile, ma è anche mondo consacrato. Il pane è il pane, ma è anche

il corpo del Cristo. L’intrasmutabile ha seine Gestalt preisgibt. Die

Preisgabe: il sacrificio, il dono, l’abbandono. Esso überläßt, lascia, cede,

abbandona, rimette, la propria forma alla coscienza. La coscienza non può

unificarsi con questa superficie simbolica, sacra, del mondo, ma dankt,

ringrazia, rende grazie. Con questo Danken, rendere grazie per il dono

ricevuto, essa rientra tuttavia in sé stessa, si afferma, e l’intero movimento si

riflette nella singolarità della coscienza. 5) In terzo luogo, la coscienza,

tornata in sé stessa, trova Dio non più in un corpo sensibile, non più nel

mondo consacrato, ma in sé stessa, nella forma di un’opposizione.

L’opposizione consiste nel fatto che la coscienza si avverte inadeguata

all’immagine divina che porta dentro di sé. La sua singolarità è il nemico che

non le consente di unificarsi con l’universale. Cerca perciò di liberarsi di

questo nemico, cioè di sé stessa. Questa è l’esperienza ascetica, mortificante,

della coscienza.

Hegel ha scritto che, non ostante “sembra accadere piuttosto il contrario”,

in realtà, “nello stesso rendere grazie”, “l’intero movimento si riflette

nell’estremo della singolarità”. Questo riflettersi della precedente dialettica

del fare dono di sé dell’intrasmutabile e del rendere grazie della coscienza

nella stessa singolarità della coscienza pia, lascia ora accadere la terza

relazione della coscienza all’intrasmutabile formato. Hegel avvia la

considerazione dell’ultimo momento della coscienza infelice con un

riepilogo delle tre fasi che la costituiscono. Il terzo momento, spiega,

scaturisce dal secondo, poiché la coscienza, infine, sich als selbständiges


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia dell'interpretazione, tenute dal Prof. Marcello Mustè nell'anno accademico 2011 e cerca di collocare l'opera di Hegel, Fenomenologia dello spirito, nel contesto storico del periodo in cui fu pubblicata e nel contesto delle altre opere hegeliane, e di assegnarle il significato vero che l'autore le voleva dare. In particolare in questa dispensa viene approfondito il tema della mortificazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'interpretazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mustè Marcello.

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