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XXII

La dialettica interna dello Erklären ha rivelato uno scambio tra l’unicità

della forza e la differenza di cui l’intelletto si fa carico per spiegare la forza

stessa. Ma nello Erklären questo scambio è ancora segnato dal fatto che,

mentre l’unità della forza cade nella cosa, il racconto di essa (la differenza)

è assunto dall’intelletto nel proprio orizzonte soggettivo. Quando questo

scambio diventa il movimento interno della cosa, assistiamo al curioso

fenomeno della verkehrte Welt, del mondo invertito. Questo mondo si dice

invertito perché l’in-sé, l’ultrasensibile, l’al di là del fenomeno, ha ormai lo

stesso contenuto del fenomeno, ma la sua forma è inversa, cioè ha la forma

dell’opposizione. Ma un medesimo contenuto, una stessa cosa, che ha la

forma dell’opposizione, è in verità una cosa che si contraddice, che è e non

è al tempo medesimo. La cosa che si contraddice ha ormai superato la

differenza tra sensibile e ultrasensibile: cioè ha superato la figura della

coscienza, e, attraverso l’infinità che la esprime, introduce nella situazione

dell’autocoscienza.

In primo luogo, però, il mondo invertito si presenta ancora come il

mondo ultrasensibile. Scrive Hegel:

Questa espressione – verkehrte, invertito – assume qui un duplice senso. Da

un lato (ed è il modo più semplice, ma anche – come vedremo – il più

equivoco, di intenderlo), questo mondo è invertito perché inverte

l’apparenza sensibile del fenomeno: ciò che, nell’apparenza fenomenica, mi

sembra nero, è in verità bianco. Ma il discorso di Hegel è più complesso.

L’inversione, infatti, non accade tra la legge e il fenomeno, ma accade nella

legge. È la prima accezione della legge – quella che si presenta come calma

copia del fenomeno, come l’essenza quieta del suo divenire – che qui

mostra l’opposizione. È la legge per cui la cosa è nera che rinvia alla

seconda legge per cui la cosa è bianca. L’inversione, ormai, accade nel

dominio della legge, non più soltanto tra legge e fenomeno. Per questo

Hegel scrive:

“Un lato”, cioè un lato dell’opposizione (il nero), già costituisce la legge:

dunque l’inversione è già inversione della legge, non del solo sensibile ma

dell’ultrasensibile. Ecco perché l’interno ist damit als Erscheinung

vollendet, è con ciò compiuto come apparenza. È solo nell’inversione,

nell’accoglimento in sé dell’opposizione, che l’ultrasensibile supera la

differenza dal sensibile, e realizza la Erfüllung, il riempimento,

l’adeguazione e il pareggiamento tra fenomeno e interno, tra fenomeno e

legge.


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3

PESO

1.46 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia dell'interpretazione, tenute dal Prof. Marcello Mustè nell'anno accademico 2011 e cerca di collocare l'opera di Hegel, Fenomenologia dello spirito, nel contesto storico del periodo in cui fu pubblicata e nel contesto delle altre opere hegeliane, e di assegnarle il significato vero che l'autore le voleva dare. In particolare riflette sui concetti di mondo invertito e mondo ultrasensibile.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'interpretazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mustè Marcello.

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