Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Nel momento in cui si riflette in sé come la non-verità, la coscienza è però

anche capace di superare, di togliere, questa non-verità, cioè di sottrarsi alla

percezione. Sapersi come la non-verità, significa superare, sottrarre, questa

non-verità, nel tentativo di restaurare la verità oggettiva. La coscienza

unterscheidet, distingue, korrigiert, corregge, cioè si pone come il non-vero

e si sottrae al vero. Questa è la sua operazione caratteristica in quanto

percezione. Ma attenzione a ciò che subito Hegel aggiunge: insofern es

diese Berichtigung selbst vornimmt; in quanto essa stessa, la coscienza,

intraprende, si mette a fare, questa rettifica, questa correzione, questa

sottrazione; in quanto essa è l’artefice di tutto il movimento, della posizione

e della sottrazione; fällt allerdings die Wahrheit, als Wahrheit des

Wahrnehmens, in dasselbe; se le cose stanno così, allora la verità, in quanto

verità del percepire, non cade più nell’oggetto, ma cade nella coscienza

stessa, perché solo la verità può porre il non-vero, l’errore. La situazione,

dunque, si è capovolta: non l’oggetto, ma la coscienza si manifesta qui come

il principio della verità. Perciò, conclude Hegel, la coscienza non si limita a

percepire l’oggetto; ma percepisce anzi tutto sé stessa, si riflette in sé, e

abtrennt, separa, stacca, scuce, sottrae, sé stessa dalla Auffassung, dalla

semplice assunzione dell’oggetto.

Ora Hegel ricapitola e approfondisce. Nel passaggio che segue, torna in

primo piano il consueto movimento oscillatorio della coscienza, ma i

termini che costituiscono non sono più semplicemente la coscienza e la

cosa, bensì l’uno e il molteplice. Il molteplice si presenta ora come ciò che

deve essere sottratto alla verità, perché essa si manifesti nella sua unità

autentica. Infatti, perché la cosa sia la verità, essa deve presentarsi als Eines,

come una: il tavolo che io percepisco come vero, deve essere un tavolo.

Tuttavia, non posso percepire questo tavolo come uno e determinato (e non

come nulla) se non riconoscendo in lui molteplici proprietà. Ora, per

conservare l’unità dell’oggetto, perché esso non precipiti nella

contraddizione, la coscienza sottrae questa molteplicità all’oggetto, e la

carica su di sé: per il percipiente, la cosa ha molte proprietà, ciascuna

diversa dalle altre, ma in sé la cosa è una, non molteplice ma perfettamente

identica con sé stessa (l’eguale a sé):


PAGINE

4

PESO

1.83 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Filosofia dell'interpretazione, tenute dal Prof. Marcello Mustè nell'anno accademico 2011 e cerca di collocare l'opera di Hegel, Fenomenologia dello spirito, nel contesto storico del periodo in cui fu pubblicata e nel contesto delle altre opere hegeliane, e di assegnarle il significato vero che l'autore le voleva dare. In particolare riflette sui concetti di illusione, alterazione e paradosso.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia dell'interpretazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Mustè Marcello.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Filosofia dell'interpretazione

Nietzsche - Rapporto con Schopenhauer
Dispensa
Nietzsche - Essenza della musica
Dispensa
Fenomenologia dello spirito - Certezza sensibile
Dispensa
Nietzsche - Tentativo di autocritica
Dispensa