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• L’Unione europea è aperta a tutti i paesi europei che soddisfano i criteri

democratici, politici ed economici per l’adesione. lezioni

• Con una serie di allargamenti successivi l’UE è passata da 6 a 27 Stati

membri. Sono candidati all’adesione numerosi altri paesi. 12

in

• Per ogni nuovo trattato di adesione è necessaria l’unanimità di tutti gli L’Europa

Stati membri. Prima di ogni allargamento l’UE deve inoltre verificare la

propria capacità di assorbimento e la capacità di funzionamento delle

sue istituzioni.

• Gli allargamenti successivi hanno rafforzato la democrazia, garantito

una maggiore sicurezza e ampliato il potenziale di crescita economica

e commerciale.

I. L’unificazione di un continente c) Nuovi candidati all’adesione

La paese membro della NATO, da

Turchia,

tempo legata all’Unione europea da un

a) L’Europa dei 25

Il Consiglio europeo di Copenaghen del accordo di associazione, ha presentato la

dicembre 2002 inaugura una delle princi- propria domanda di adesione nel 987.

pali fasi storiche dell’unificazione europea. A causa della posizione geografica e della

Nel decidere l’adesione di altri dieci paesi a storia politica di tale paese, l’UE ha esitato

partire dal maggio 2004 l’Unione euro- a lungo prima di accettarne la candidatura.

o

pea non solo si espande geograficamente e Nell’ottobre 200 il Consiglio europeo ha

accresce la sua popolazione, ma pone fine infine aperto i negoziati per la sua adesio-

alla divisione che dal 94 separa il mondo ne, parallelamente a quelli per l’adesione di

libero dal blocco comunista. un altro paese candidato, la Non è

Croazia.

stata ancora fissata una data per l’entrata

Questo quinto allargamento ha una dimen- in vigore dei trattati di adesione di questi

sione politica e morale. Esso ha permesso due paesi al termine dei negoziati.

a paesi come la Repubblica ceca, l’Estonia,

Cipro, la Lettonia, la Lituania, l’Ungheria, d) I Balcani occidentali

Malta, la Polonia, la Slovenia e la Slovac- Questi paesi, la maggior parte dei quali ap-

chia, che sono fortemente europei, non solo parteneva un tempo alla Iugoslavia, guar-

dal punto di vista geografico, ma anche in dano sempre più all’Unione europea per

termini di cultura, storia e ideali, di entrare accelerare il processo di ricostruzione eco-

a far parte della famiglia democratica euro- nomica, migliorare le relazioni reciproche,

pea e di partecipare al grandioso progetto devastate dalle guerre etniche e religiose,

concepito dai padri fondatori dell’Unione e rafforzare le proprie istituzioni democrati-

europea. che. Nel dicembre 200 l’UE ha concesso lo

status di «paese candidato» all’ex Repubbli-

ca iugoslava di Macedonia. Altri potenziali

b) Un nuovo allargamento

La Bulgaria e la Romania si sono candidate candidati sono l’Albania, la Bosnia-Erzego-

all’adesione nel 99. Per questi due paesi vina, il Montenegro e la Serbia.

il processo è stato più lungo che per gli altri

dieci, ma essi sono finalmente entrati a far

parte dell’UE il gennaio 2007, portando

o

il numero di Stati membri a 27. 3

II. Condizioni di adesione poi essere ratificati dagli Stati membri e dai

paesi candidati conformemente alle proce-

dure costituzionali di ciascun paese.

a) Requisiti giuridici

Il processo politico ed economico che co-

stituisce l’integrazione europea è aperto a Negli anni dei negoziati l’UE concede ai

tutti i paesi d’Europa disposti ad aderire ai paesi candidati aiuti intesi ad agevolarne il

trattati istitutivi e a recepire l’intero acquis recupero economico. Per l’allargamento dei

comunitario. A norma dell’articolo 237 del 0 paesi del 2004, ad esempio, 4 miliardi

trattato di Roma, ogni Stato europeo può di euro sono stati destinati principalmente

domandare di diventare membro della Co- a finanziare progetti strutturali che hanno

munità. permesso ai nuovi paesi di far fronte agli

obblighi dell’adesione.

L’articolo F del trattato di Maastricht aggiun-

ge che i sistemi di governo degli Stati membri III. Fin dove si dice Europa

«si fondano sui principi democratici».

b) I criteri di Copenaghen a) Confini geografici

Nel 993, in seguito alle richieste degli ex Le discussioni che nella maggior parte degli

paesi comunisti di entrare a far parte del- Stati membri hanno accompagnato la ratifi-

l’Unione, il Consiglio europeo ha stabilito ca del trattato che adotta una Costituzione

i tre criteri fondamentali per l’adesione. Al per l’Europa hanno mostrato i dubbi di molti

momento dell’adesione, i nuovi membri de- cittadini europei sulla questione dei confini fi-

vono presentare:

• istituzioni stabili che garantiscano la

democrazia, lo Stato di diritto, i diritti uma-

ni, il rispetto delle minoranze e la loro prote-

zione;

• un’economia di mercato funzionante e

la capacità di far fronte alle pressioni della

concorrenza e alle forze di mercato all’inter-

no dell’Unione; Media

• la capacità di soddisfare gli obblighi

derivanti dall’adesione, contribuendo a Parys

perseguire gli obiettivi dell’Unione. I nuovi

membri devono inoltre disporre di un’ammi- Hogstrom/Van

nistrazione pubblica in grado di applicare la

legislazione comunitaria. Inger

c) Il processo di adesione

I negoziati di adesione si svolgono tra cia- ©

scun paese candidato e la Commissione Dubrovnik, la «perla dell’Adriatico», in Croazia.

europea, che rappresenta l’Unione euro-

pea. Una volta terminati, la decisione di

far entrare nell’UE un nuovo Stato va pre- nali dell’Unione europea e della sua identità.

sa all’unanimità dagli Stati membri riuniti Non esistono risposte semplici a tali interro-

in sede di Consiglio. Il Parlamento europeo gativi, tanto più che ogni paese ha una visio-

deve esprimere il proprio consenso median- ne diversa dei propri interessi geopolitici ed

te la procedura del parere conforme espres- economici. I paesi baltici e la Polonia sono fa-

so dalla maggioranza assoluta dei suoi vorevoli all’adesione dell’Ucraina. Il possibile

membri. Tutti i trattati di adesione devono ingresso della Turchia solleverà la questione

4 dello status di alcuni paesi caucasici come la di candidarsi all’adesione al termine di un

Georgia e l’Armenia. processo negoziale. I primi accordi di questo

tipo sono stati conclusi con la Croazia e con lezioni

L’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia e la la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, se-

Svizzera, pur soddisfacendo le condizioni per guite dall’Albania. Altri paesi che potrebbero

l’adesione, non sono membri dell’Unione euro- eventualmente candidarsi all’adesione in tale 12

pea in quanto l’opinione pubblica di tali paesi contesto sono la Bosnia-Erzegovina, il Monte- in

non è attualmente a favore dell’adesione. negro e la Serbia. L’Europa

Permane poi il problema della situazione poli- • Nel quadro della politica di prossimità

tica della Bielorussia e della posizione strate- l’UE conclude accordi commerciali e di coope-

gica della Moldova ed è evidente che l’even- razione con i paesi del Mediterraneo meridio-

tuale adesione della Russia comporterebbe nale, del Caucaso meridionale e dell’Europa

squilibri politici e geografici inaccettabili in dell’Est che per il momento non sono giudi-

seno all’Unione europea. cati ammissibili a candidarsi all’adesione.

b) Vincoli amministrativi

Le attuali istituzioni dell’Unione europea, a

partire dal trattato di Nizza del 2003, sono

inoltre concepite per un massimo di 27 Stati

membri. Per superare tale numero sarà neces-

sario un nuovo accordo intergovernativo che

definirà le relazioni tra gli Stati membri nel-

l’ambito delle diverse istituzioni.

Con più di 30 Stati membri la capacità del-

l’Unione di funzionare secondo i principi

fondamentali dei trattati (cfr. il capitolo 4,

«Come funziona l’Unione europea?») sarà

messa a dura prova. Le procedure decisionali

dovranno essere interamente riviste per evita-

re la paralisi e permettere all’Unione di man-

tenere la propria capacità di azione.

Dovranno inoltre essere risolte questioni de-

licate come quella delle lingue ufficiali. Con

l’adesione della Bulgaria e della Romania il

numero delle lingue ufficiali è passato a 23.

I cittadini europei non devono avere l’impres-

sione che la loro identità nazionale o regiona-

le si perda all’interno di un’Europa standar-

dizzata.

IV. Paesi candidati e non

candidati

Per gestire le relazioni con i paesi vicini, can-

didati all’adesione o non candidati, l’Unione

europea si avvale di due politiche parallele.

• Gli accordi di stabilizzazione e di asso-

offrono ai paesi vicini la possibilità

ciazione

• Il Consiglio dei ministri dell’Unione europea, che rappresenta gli

Stati membri, è il principale organo decisionale dell’Unione. Quando lezioni

si riunisce a livello di capi di Stato o di governo diventa il Consiglio

europeo, il cui ruolo è quello di fornire all’UE l’impulso politico per

le questioni fondamentali. 12

in

• Il Parlamento europeo, che rappresenta i popoli d’Europa, condivide il L’Europa

potere legislativo e di bilancio con il Consiglio dell’Unione europea.

• La Commissione europea, che rappresenta l’interesse comune dell’UE,

è il principale organo esecutivo dell’Unione. Dispone del diritto di

iniziativa e garantisce la corretta attuazione delle politiche europee.

I. Il triangolo decisionale normativi (il cosiddetto «diritto derivato»)

che incide direttamente sulla vita quotidia-

L’Unione europea, pur non essendo uno Sta- na dei cittadini europei. Il diritto derivato

to federale, è qualcosa di più di una sempli- comprende principalmente regolamenti,

ce confederazione di paesi. Si tratta, infatti, direttive e raccomandazioni adottate dalle

di un nuovo tipo di entità che non rientra istituzioni europee.

in nessuna categoria giuridica classica. Essa

si fonda su un sistema politico unico in co- Questi atti legislativi e, in maniera più gene-

stante evoluzione da oltre cinquant’anni a rale, le politiche dell’Unione sono il risultato

questa parte. delle decisioni prese dal triangolo istituzio-

nale costituito dal Consiglio (che rappre-

I trattati (che costituiscono il «diritto prima- senta i governi nazionali), dal Parlamento

rio») sono la base di un vasto corpo di atti europeo (che rappresenta i popoli d’Europa)

e dalla Commissione europea (organo indi-

pendente dai governi e garante dell’interes-

se comune degli europei).

a) Il Consiglio dell’Unione europea

e il Consiglio europeo

Il (Consiglio

Consiglio dell’Unione europea

dei ministri) è il principale organo decisio-

nale dell’UE. Ogni Stato membro ne assu-

me a turno la presidenza per un periodo

di sei mesi. Ad ogni riunione del Consiglio

partecipa un ministro per Stato membro in

funzione dei temi all’ordine del giorno: af-

fari esteri, agricoltura, industria, trasporti,

ambiente ecc.

Il Consiglio esercita il potere legislativo,

condiviso con il Parlamento europeo in base

alla «procedura di codecisione». Il Consiglio

è inoltre responsabile con il Parlamento

EC europeo dell’adozione del bilancio dell’UE.

© Esso conclude gli accordi internazionali pre-

ventivamente negoziati dalla Commissione.

Il Parlamento europeo: il suo voto esprime la

voce dei cittadini. 7

Numero di voti assegnati ad ogni Stato membro nel Consiglio 29

Germania, Francia, Italia, Regno Unito 27

Spagna, Polonia 4

Romania 3

Paesi Bassi 2

Belgio, Repubblica ceca, Grecia, Portogallo, Ungheria 0

Austria, Bulgaria e Svezia 7

Danimarca, Irlanda, Lituania, Slovacchia, Finlandia 4

Estonia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Slovenia 3

Malta

Totale 345

Sono necessari 2 voti su 34 (pari al 73,9 %) per raggiungere la maggioranza qualificata.

Inoltre:

• la decisione deve essere approvata dalla maggioranza degli Stati membri

(in alcuni casi, dai due terzi);

• ciascuno Stato membro può esigere la conferma che i voti a favore rappresentino almeno

il 2 % della popolazione totale dell’UE.

I trattati stabiliscono che il Consiglio delibe- necessario alle principali politiche e di risol-

ri a maggioranza semplice, a maggioranza vere questioni particolarmente delicate su

qualificata o all’unanimità secondo la mate- cui i ministri non sono riusciti a raggiungere

ria in discussione. un accordo in sede di Consiglio dell’Unione

europea.

Per questioni di fondamentale importanza,

come la modifica dei trattati, l’avvio di una Il Consiglio europeo affronta inoltre pressan-

nuova politica comune o l’adesione di un ti questioni di politica internazionale grazie

nuovo Stato, il Consiglio delibera all’unani- alla politica estera e di sicurezza comune

mità. (PESC), uno strumento che consente all’UE

di esprimere una diplomazia comune.

Nella maggior parte degli altri casi si usa

il voto a maggioranza qualificata, il che si- b) Il Parlamento europeo

gnifica che una decisione del Consiglio vie- Il Parlamento europeo è l’organo eletto che

ne adottata solo se ottiene un determinato rappresenta tutti i cittadini dei paesi mem-

numero di voti a favore. Il numero di voti di bri dell’Unione. Esso esercita il controllo po-

cui dispone ogni Stato membro è ponderato litico sulle attività dell’Unione e partecipa

sulla base della rispettiva popolazione. al processo legislativo. Dal 979 i deputati

europei sono eletti a suffragio universale di-

Il si riunisce generalmen- retto ogni cinque anni.

Consiglio europeo

te quattro volte all’anno. Esso è presieduto

dal capo di Stato o di governo del paese I deputati europei si riuniscono in seduta

che esercita la presidenza del Consiglio del- plenaria a Strasburgo, mentre alcune ses-

l’Unione europea e annovera, come membro sioni supplementari si svolgono a Bruxelles.

di diritto, il presidente della Commissione. Venti commissioni parlamentari preparano

i lavori delle sedute plenarie prevalente-

Con il trattato di Maastricht il Consiglio mente a Bruxelles, dove si riuniscono anche

europeo è diventato ufficialmente l’organo i gruppi politici. Il segretariato generale ha

incaricato di fornire all’Unione l’impulso sede a Lussemburgo.

8 Il Parlamento europeo esercita la funzione

Numero di rappresentanti degli Stati legislativa in base a tre procedure:

membri al Parlamento europeo

2007-2009 lezioni

• nel quadro della procedura di coopera-

8 istituita dall’Atto unico europeo nel

Austria zione,

987, il Parlamento europeo esprime un

24

Belgio 12

parere sui progetti di direttive e regolamen-

8

Bulgaria in

ti proposti dalla Commissione europea, alla

Cipro L’Europa

quale viene chiesto di modificare le proposte

4

Danimarca presentate per tenere conto della posizione

Estonia del Parlamento;

4

Finlandia 78

Francia • dal 987, con la procedura del parere

99

Germania occorre che il Parlamento europeo

conforme,

24

Grecia esprima un parere favorevole agli accordi

3 internazionali negoziati dalla Commissione

Irlanda 78 e alle proposte di allargamento dell’Unione

Italia europea;

9

Lettonia 3

Lituania • nel 992 il trattato di Maastricht ha in-

Lussemburgo trodotto la procedura di la quale

codecisione,

Malta ha posto il Parlamento in condizioni di parità

27

Paesi Bassi con il Consiglio per quanto riguarda l’eserci-

4

Polonia zio del potere legislativo in settori importanti

24

Portogallo quali la libera circolazione dei lavoratori, il

78

Regno Unito mercato interno, l’istruzione, la ricerca, l’am-

24

Repubblica ceca biente, le reti transeuropee, la cultura, la salu-

3 te, la tutela dei consumatori. In questi settori

Romania 4 il Parlamento europeo può respingere (solo

Slovacchia a maggioranza assoluta dei suoi membri) la

7

Slovenia posizione comune del Consiglio e porre fine

4

Spagna alla procedura. Il trattato prevede tuttavia

9

Svezia una procedura di conciliazione.

24

Ungheria

Totale 785

Gruppi politici nel Parlamento europeo

Totale: 785

Situazione all’ottobre 2006 9

Il Parlamento europeo condivide inoltre con Organo esecutivo dell’UE, la Commissione

il Consiglio il potere di bilancio, in quanto garantisce l’attuazione delle decisioni del

adotta il bilancio dell’Unione europea. Esso Consiglio in relazione, ad esempio, alla poli-

ha la facoltà di respingere il bilancio pro- tica agricola comune. Essa dispone di ampi

posto, come ha già fatto più volte in pas- poteri nella gestione delle politiche comuni

sato. In questo caso l’intera procedura deve dell’UE (ricerca e tecnologia, aiuti interna-

ricominciare dal principio. La Commissione zionali, sviluppo regionale ecc.) e ne ammi-

europea propone il progetto di bilancio, che nistra il bilancio.

viene discusso dal Consiglio e dal Parlamen-

to europeo. Quest’ultimo ha pienamente uti- La Commissione si avvale di una struttura

lizzato i suoi poteri in materia di bilancio per amministrativa composta da 3 direzioni

influire sulle politiche dell’Unione europea. generali (DG) e servizi, con sede principal-

mente a Bruxelles e Lussemburgo.

Il Parlamento svolge infine un ruolo di con-

trollo democratico sull’Unione. Esso può

destituire la Commissione mediante una II. Altre istituzioni e organi

mozione di censura, che deve essere appro-

vata a maggioranza dei due terzi dei voti a) La Corte di giustizia

espressi. Il Parlamento esercita inoltre un La Corte di giustizia delle Comunità europee,

controllo sulla gestione quotidiana delle po- con sede a Lussemburgo, è composta da un

litiche europee mediante interrogazioni ora- giudice per Stato membro e da otto avvocati

li e scritte alla Commissione e al Consiglio. generali, che sono nominati di comune ac-

Il presidente del Consiglio europeo riferisce cordo dai governi degli Stati membri per un

infine al Parlamento sulle decisioni adottate mandato di sei anni rinnovabile. La loro indi-

dal Consiglio. pendenza è garantita. La Corte ha il compito

di garantire il rispetto del diritto comunitario

c) La Commissione europea e la corretta interpretazione e applicazione dei

La Commissione costituisce il terzo polo trattati.

del triangolo istituzionale dell’Unione eu-

ropea. I suoi membri restano in carica per

cinque anni, sono nominati di comune ac- b) La Corte dei conti

cordo dagli Stati membri e devono ottenere La Corte dei conti, istituita nel 97 e avente

l’approvazione del Parlamento europeo. La sede a Lussemburgo, è composta da un mem-

Commissione risponde del suo operato di- bro per ogni paese dell’Unione, nominato da-

nanzi al Parlamento europeo ed è costretta gli Stati membri per un mandato di sei anni

alle dimissioni collettive qualora quest’ulti- previa consultazione del Parlamento europeo.

mo adotti una mozione di censura nei suoi La Corte dei conti esamina la legittimità e

confronti. la regolarità delle entrate e delle spese del-

l’Unione e accerta la corretta gestione finan-

Dal 2004 la Commissione comprende un ziaria del bilancio dell’UE.

commissario per ogni Stato membro. c) Il Comitato economico e sociale

La Commissione gode di notevole indipen- europeo

denza nell’esercizio delle sue funzioni. Essa Quando devono adottare decisioni in deter-

agisce nel solo interesse generale dell’Unio- minati campi, il Consiglio e la Commissione

ne e non riceve quindi istruzioni dai governi consultano il Comitato economico e sociale

degli Stati membri. In qualità di custode dei europeo (CESE). I membri di quest’ultimo sono

trattati, vigila sull’attuazione dei regola- rappresentanti delle varie componenti sociali

menti e delle direttive adottate dal Consi- ed economiche della società civile organizza-

glio e dal Parlamento e può adire la Corte ta e sono nominati dal Consiglio per quattro

di giustizia per esigere il rispetto del diritto anni.

comunitario da parte degli Stati membri.

20 f) La Banca centrale europea

La Banca centrale europea (BCE), con sede a

Francoforte, gestisce l’euro e la politica mone- lezioni

taria dell’Unione: cfr. il capitolo 7, «L’unione

economica e monetaria (UEM) e l’euro». 12

in

L’Europa

Images

Red/Getty

Maloy/Photodisc

Marcy

© La Corte di giustizia garantisce il rispetto della

legislazione dell’UE: è intervenuta, ad esempio,

per garantire un trattamento equo alle donne

che ricominciano a lavorare dopo la maternità.

d) Il Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni (CdR) è stato istituito

dal trattato sull’Unione europea ed è compo-

sto da rappresentanti degli enti regionali e

locali, che vengono proposti dagli Stati mem-

bri e nominati dal Consiglio per quattro anni.

In base al trattato il Comitato delle regioni è

consultato dal Consiglio e dalla Commissione

per questioni di pertinenza regionale, ma può

anche formulare pareri di propria iniziativa.

e) La Banca europea

per gli investimenti

La Banca europea per gli investimenti (BEI),

con sede a Lussemburgo, accorda prestiti e

garanzie destinati a valorizzare le regioni più

arretrate dell’UE e a rafforzare la competitività

delle imprese. 2

5. Di cosa si occupa

l’Unione europea?

• L’Unione europea interviene in numerosi settori (economico, sociale,

normativo e finanziario) in cui la sua azione va a beneficio degli Stati lezioni

membri:

• politiche di solidarietà (le cosiddette politiche di coesione) in ambito 12

regionale, agricolo e sociale; in

L’Europa

• politiche di innovazione, che favoriscono il ricorso a tecnologie di

punta in settori quali la protezione dell’ambiente, la ricerca e lo

sviluppo (R&S) e l’energia.

• L’Unione finanzia tali politiche grazie a un bilancio annuale di oltre

120 miliardi di euro, cui contribuiscono principalmente gli Stati membri.

Si tratta di un bilancio modesto rispetto alla ricchezza complessiva

dell’UE, in quanto rappresenta al massimo l’1,24 % del reddito

nazionale lordo della totalità degli Stati membri.

I. Politiche di solidarietà • L’obiettivo è quello di

Convergenza.

aiutare i paesi e le regioni più arretrati a

Le politiche di solidarietà hanno principal- recuperare rapidamente il ritardo rispetto

mente lo scopo di accompagnare il comple- alla media dell’UE grazie al miglioramento

tamento del mercato unico (cfr. il capitolo , delle condizioni di crescita e di occupazione.

«Il mercato unico»), oltre a quello di correg- Gli investimenti riguardano il capitale fisico

gere gli eventuali squilibri mediante misure e umano, l’innovazione, la società della co-

strutturali a sostegno delle regioni arretrate noscenza, l’adeguamento ai cambiamenti,

o dei settori industriali in difficoltà. L’esigen- l’ambiente e l’efficienza amministrativa.

za di una solidarietà fra gli Stati membri e

le regioni è diventata ancora più pressante • Competitività regionale e occupa-

dopo il recente ingresso nell’UE di 2 nuovi L’obiettivo è quello di accrescere la

zione.

paesi con un reddito notevolmente inferio- competitività, l’occupazione e l’attrattiva

re alla media dell’Unione. L’UE deve inoltre delle regioni, al di fuori di quelle più arre-

contribuire al recupero di settori economici trate, anticipando i cambiamenti economici

gravemente colpiti da una concorrenza in- e sociali e promuovendo l’innovazione, l’im-

ternazionale in rapida crescita. prenditorialità, la protezione dell’ambiente,

l’accessibilità, l’adattabilità e lo sviluppo di

mercati del lavoro inclusivi.

a) Aiuti a finalità regionale

La politica regionale dell’UE si basa su tra-

sferimenti di fondi dai paesi ricchi a quelli • Cooperazione territoriale europea.

più poveri. Le somme stanziate sono desti- Questo nuovo obiettivo mira a rafforzare la

nate allo sviluppo delle regioni arretrate, cooperazione transfrontaliera, transnaziona-

alla riconversione di zone industriali in de- le e interregionale e a trovare soluzioni co-

clino, all’inserimento professionale dei di- muni ai problemi condivisi da enti limitrofi

soccupati di lunga durata e dei giovani, alla in ambiti quali lo sviluppo urbano, rurale e

modernizzazione delle strutture agricole e costiero, lo sviluppo di relazioni economiche

allo sviluppo delle regioni rurali sfavorite. e la creazione di reti di piccole e medie im-

prese (PMI).

Gli stanziamenti assegnati alle attività re-

gionali nel bilancio 2007-203 sono fina- Tali obiettivi saranno finanziati da fondi

lizzati ai seguenti tre obiettivi. specifici dell’UE, che completano o stimola-

no gli investimenti del settore privato, dei 23

governi nazionali e delle regioni: i fondi

strutturali e il Fondo di coesione.

• Il Fondo europeo di sviluppo regiona-

è il primo fondo strutturale ed è

le (FESR)

destinato a rafforzare la coesione economi-

ca, sociale e territoriale riducendo le dispa-

rità fra le regioni e sostenendo lo sviluppo Images

e l’adeguamento strutturale delle economie

regionali, anche attraverso la riconversione Red/Getty

delle regioni industriali in declino. Windsor/Photodisc

• Il che è il

Fondo sociale europeo (FSE),

secondo fondo strutturale, finanzia iniziative

di formazione professionale e la creazione di

posti di lavoro. Chris

• Ai fondi strutturali si aggiunge il Fondo

che finanzia infrastrutture nel

di coesione, ©

settore dei trasporti e progetti ambientali

nei paesi dell’UE in cui il prodotto interno I prodotti che mangiamo: la qualità è altrettan-

lordo pro capite è inferiore al 90 % della to importante della quantità.

media europea. Il mondo agricolo ha ora il compito di ga-

rantire un certo livello di attività economica

b) La politica agricola comune (PAC)

Gli obiettivi della PAC fissati dal trattato di in ogni territorio rurale e di mantenere la di-

Roma del 97 garantire un tenore di versità dei paesaggi europei. Tale diversità e

vita equo alla popolazione agricola, stabiliz- il riconoscimento di uno «stile di vita rurale»,

zare i mercati, assicurare prezzi ragionevoli in cui gli uomini vivono in armonia con il

nelle consegne ai consumatori, modernizza- territorio, costituiscono una parte importan-

re le infrastrutture agricole sono stati am- te dell’identità europea.

piamente realizzati. Altri principi attuati nel

corso del tempo hanno dato ottimi risultati. L’Unione europea chiede che l’Organizzazio-

I consumatori possono contare su approvvi- ne mondiale del commercio (OMC) attribui-

gionamenti sicuri e su prezzi stabili, al riparo sca maggiore rilevanza alla qualità dell’ali-

dalle fluttuazioni che investono il mercato mentazione, al principio di precauzione e al

mondiale. La PAC è finanziata grazie al benessere degli animali. L’Unione ha inoltre

Fon- avviato una riforma della politica della pe-

do europeo agricolo di orientamento e di sca intesa a ridurre le sovraccapacità della

garanzia (FEAOG). flotta peschereccia, proteggere le risorse

La PAC è stata però vittima del suo stesso ittiche e fornire un sostegno finanziario a

successo: la produzione è aumentata assai quanti abbandonano il settore per riciclarsi

più velocemente dei consumi, il che ha ge- in altre attività.

nerato notevoli costi a carico del bilancio

dell’Unione. È stato quindi necessario ride- c) La dimensione sociale

finire la politica agricola e la riforma della La politica sociale dell’Unione intende cor-

PAC sta cominciando a dare i suoi frutti: reggere gli squilibri più manifesti presenti

la produzione è stata contenuta e gli agri- nella società europea. Il Fondo sociale eu-

coltori vengono incoraggiati ad utilizzare ropeo (FSE) viene implementato nel 9

pratiche agricole sostenibili che proteggano per favorire la creazione di posti di lavoro e

l’ambiente e il paesaggio e contribuiscano a migliorare le possibilità di occupazione dei

migliorare la qualità e la sicurezza dei pro- lavoratori, promuovendone la mobilità pro-

dotti alimentari. fessionale e geografica.

24 Il sostegno finanziario non è tuttavia l’unico • proteggere gli habitat naturali, la fauna

strumento di cui dispone l’Unione europea e la flora selvatiche;

per migliorare le condizioni sociali. Da solo lezioni

non basterebbe a risolvere tutti i problemi • affrontare i problemi legati all’ambien-

legati alla recessione e al ritardo di alcune te e alla salute;

regioni. Gli effetti dinamici della crescita de- 12

vono innanzitutto incoraggiare il progresso • preservare le risorse naturali e gestire in

sociale, che deve andare di pari passo con efficacemente i rifiuti. L’Europa

una legislazione intesa a garantire una base

minima di diritti. Alcuni di questi diritti, Nel periodo oggetto di questo programma

come il diritto alla parità di retribuzione fra e dei cinque programmi che lo hanno pre-

uomini e donne per lo stesso lavoro, sono ceduto, e in più di trent’anni di attività di

sanciti dai trattati, mentre altri sono stabiliti normazione, l’UE ha elaborato un sistema

dalle direttive sulla protezione dei lavoratori generale di protezione dell’ambiente.

(salute e sicurezza sul luogo di lavoro) e sul-

le norme essenziali di sicurezza. I problemi affrontati sono estremamente

vari: inquinamento acustico, rifiuti, prote-

Nel 99 il Consiglio europeo di Maastricht zione degli habitat naturali, gas di scarico,

ha adottato la prodotti chimici, incidenti industriali, quali-

Carta comunitaria dei diritti

che definisce i diritti tà delle acque di balneazione e creazione di

sociali fondamentali,

di cui devono beneficiare tutti i lavoratori una rete europea di informazione e assisten-

dell’UE: libera circolazione, equa retribuzio- za per le situazioni di emergenza, che inter-

ne, miglioramento delle condizioni di lavoro, viene in caso di catastrofi ecologiche come

protezione sociale, diritto di associarsi e di le maree nere o gli incendi forestali.

negoziare collettivamente, diritto alla for-

mazione professionale, parità di trattamen- Più di recente, un piano d’azione per l’am-

to tra uomini e donne, informazione, consul- biente e la salute, adottato per il periodo

tazione e partecipazione, sicurezza e igiene 2004-200, affronta le preoccupazioni per

sul lavoro, tutela dei bambini, degli anziani gli effetti dell’inquinamento sulla salute e

e delle persone portatrici di handicap. Nel stabilisce un legame fra salute, ambiente e

giugno 997, ad Amsterdam, la Carta è sta- politica di ricerca.

ta integrata al trattato ed è ora applicabile

in tutti gli Stati membri. La normativa europea garantisce lo stesso

livello di protezione in tutta l’Unione, ma è

sufficientemente flessibile da tenere conto

II. Politiche di innovazione delle circostanze locali. Essa è inoltre re-

golarmente aggiornata: è stato deciso, ad

Le attività dell’Unione incidono sulla vita esempio, di rielaborare la legislazione rela-

quotidiana dei cittadini europei affrontan- tiva ai prodotti chimici e di sostituire le vec-

do le sfide poste dalla società moderna: pro- chie norme, elaborate in maniera frammen-

tezione dell’ambiente, salute, innovazione taria, con un unico sistema di registrazione,

tecnologica, energia ecc. valutazione e autorizzazione dei prodotti

chimici (REACH).

a) Ambiente e sviluppo sostenibile

La pietra angolare dell’azione dell’UE in Questo sistema si fonda su una base dati

campo ambientale è il programma d’azione centrale che sarà gestita dalla nuova Agen-

«Ambiente 200: il nostro futuro, la nostra zia europea delle sostanze chimiche, con

scelta», che copre il periodo dal 200 al sede a Helsinki. L’obiettivo è quello di evita-

re la contaminazione dell’aria, delle acque,

200 e sottolinea la necessità di: del suolo e degli edifici, preservare la biodi-

• prevenire e rallentare i cambiamenti cli- versità e migliorare la salute e la sicurezza

matici e il riscaldamento planetario; dei cittadini europei senza incidere sulla

concorrenzialità dell’industria europea. 2

monucleare controllata (una fonte di ener-

b) L’innovazione tecnologica

I fondatori dell’Unione europea avevano gia potenzialmente inesauribile per il XXI

intuito che l’Europa, per garantire la prospe- secolo) e promuove la ricerca e lo svilup-

rità del proprio futuro, doveva conseguire e po tecnologico in settori industriali chiave

mantenere una posizione di leader mondia- come l’elettronica e l’informatica, sottoposti

le nel settore tecnologico. Consapevoli degli alla pressione di una forte concorrenza in-

ternazionale.

I programmi quadro sono il principale stru-

mento di finanziamento della ricerca euro-

pea. Il settimo programma quadro di ricer-

copre il periodo

ca e sviluppo tecnologico

compreso fra il 2007 e il 203. Gli oltre 0

miliardi di euro del suo bilancio saranno in

gran parte destinati a settori quali la salute,

Images l’alimentazione e l’agricoltura, le tecnologie

dell’informazione e delle comunicazioni,

Vision/Getty le nanoscienze, l’energia, l’ambiente, i tra-

sporti, la sicurezza, lo spazio e le scienze

socioeconomiche. Altri programmi valorizze-

Ross/Digital ranno le idee, il personale e le competenze,

grazie ad attività di ricerca alle frontiere del-

la conoscenza, al sostegno offerto ai ricerca-

tori e allo sviluppo delle loro carriere nonché

Andersen alla cooperazione internazionale.

© c) Energia

I combustibili fossili (petrolio, gas naturale e

La ricerca stimola la crescita economica. carbone) rappresentano l’80 % del consumo

enormi vantaggi derivanti da una ricerca energetico dell’UE. Una parte importante e

comune europea, nel 98 affiancarono in crescita di tali combustibili fossili provie-

alla CEE la Comunità europea per l’energia ne dai paesi extracomunitari. La dipendenza

atomica (Euratom), destinata alla gestione dalle importazioni di gas e petrolio, attual-

comune dell’energia atomica ad uso civile e mente pari al 0 %, potrebbe raggiungere

dotata di un proprio centro di ricerca. Il Cen- il 70 % entro il 2030. L’Unione diventerà

tro comune di ricerca (CCR) comprende set- quindi più vulnerabile di fronte a eventuali

te istituti in cinque diversi siti: Ispra (Italia), problemi di approvvigionamento o aumenti

Karlsruhe (Germania), Petten (Paesi Bassi), di prezzi provocati dalle crisi internaziona-

Geel (Belgio) e Siviglia (Spagna). li. Ma l’Unione deve ridurre il suo consumo

di combustibili fossili anche per invertire la

Con l’accelerarsi della corsa all’innovazione, tendenza al riscaldamento globale.

la ricerca europea ha dovuto diversificarsi e

avvalersi del lavoro di una grande varietà di In futuro sarà necessario combinare vari

scienziati e ricercatori, trovando nuovi stru- elementi: risparmiare energia utilizzandola

menti per finanziare le loro attività di ricerca in maniera più intelligente, sviluppare fon-

e moltiplicando le applicazioni industriali. ti energetiche alternative (soprattutto le

energie rinnovabili in Europa) e rafforzare

La ricerca comune a livello dell’Unione eu- la cooperazione internazionale. Modifican-

ropea è destinata a completare i programmi do il comportamento dei consumatori e uti-

di ricerca nazionali e favorisce i progetti che lizzando tecnologie in grado di migliorare

riuniscono più laboratori in vari Stati mem- l’efficienza energetica, il consumo energeti-

bri. Essa sostiene inoltre attività di ricerca co potrebbe diminuire di un quinto entro il

fondamentale in settori quali la fusione ter- 2020.

2 lezioni

12

in

L’Europa

Media

Parys

Targa/Van

© Lo sfruttamento delle risorse energetiche naturali del pianeta è un modo per combattere i

cambiamenti climatici.

III. Il bilancio dell’Europa Ogni bilancio annuale rientra nel quadro

di prospettive finanziarie programmate

Per finanziare le sue politiche l’Unione per un periodo di sette anni. Le prospet-

europea dispone di un bilancio annuale tive finanziarie vengono elaborate dalla

che ammonta a oltre 20 miliardi di euro. Commissione europea e devono essere ap-

Questo bilancio è finanziato dalle risorse provate all’unanimità dagli Stati membri,

proprie dell’UE, le quali non possono su- dopo negoziazione e accordo del Parla-

perare la percentuale dell’,24 % del red- mento europeo. Per il periodo 2007-203

dito nazionale lordo della totalità degli le prospettive finanziarie ammontano a

Stati membri. 84,4 miliardi di euro.

Tali risorse provengono principalmente:

• dai dazi doganali sui prodotti impor-

tati dall’esterno, compresi i prelievi agri-

coli;

• da una parte dell’imposta sul valore

aggiunto applicata ai beni e ai servizi in

tutta l’UE;

• dai contributi versati dagli Stati mem-

bri in funzione dei rispettivi redditi. 27

6. Il mercato unico

• Il mercato unico è una delle principali realizzazioni dell’Unione europea.

Le restrizioni agli scambi e alla libera concorrenza sono state gra- lezioni

dualmente eliminate fra gli Stati membri, il che ha contribuito

all’innalzamento del tenore di vita. 12

• Il mercato unico non è ancora diventato uno spazio economico unico: in

alcuni settori dell’economia, come i servizi pubblici, restano soggetti L’Europa

alle legislazioni nazionali.

• I singoli Stati membri dell’UE mantengono un’ampia sovranità in materia

fiscale e di protezione sociale.

• Al mercato unico contribuisce una serie di politiche correlate che l’Unione

ha attuato nel corso degli anni allo scopo di garantire che il maggior

numero possibile di consumatori e imprese potesse godere dei vantaggi

offerti dalla liberalizzazione dei mercati.

I. La realizzazione dell’obiettivo Lo strumento che ha consentito la creazione

del 1993 del mercato unico è l’Atto unico europeo,

entrato in vigore nel luglio del 987. Esso

prevedeva:

a) Limiti del mercato comune

Il trattato del 97 che istituisce la Comu-

nità economica europea ha permesso di • l’ampliamento dei poteri della Comuni-

abolire le barriere doganali all’interno della tà in alcuni ambiti (politica sociale, ricerca,

Comunità e di stabilire una tariffa doganale ambiente);

comune da applicare alle merci provenienti

dai paesi extracomunitari. Questo obiettivo • la graduale istituzione del mercato uni-

è stato realizzato il luglio 98. co entro la fine del 992 grazie ad un ampio

o programma legislativo basato sull’adozione

I dazi doganali sono tuttavia solo un aspet- di centinaia di direttive e regolamenti;

to del protezionismo. Negli anni settanta

altri ostacoli agli scambi impediscono la • l’uso più frequente della votazione a

completa realizzazione del mercato comu- maggioranza in seno al Consiglio dei mini-

ne. Norme di natura tecnica, prescrizioni in stri.

materia di salute e sicurezza, normative na-

zionali riguardanti il diritto di esercitare de- II. Il mercato unico oggi

terminate professioni e i controlli sui cambi

continuano a limitare la libera circolazione

delle persone, dei beni e dei capitali. a) Ostacoli fisici

All’interno dell’Unione europea sono sta-

ti aboliti tutti i controlli alle frontiere sulle

b) L’obiettivo del 1993

Nel giugno 98 la Commissione, allora merci e i controlli doganali sulle persone.

presieduta da Jacques Delors, pubblica un All’occorrenza vengono ancora effettuati

libro bianco che prevede l’abolizione, entro controlli puntuali di polizia nel quadro della

sette anni, di tutti gli ostacoli fisici, tecnici lotta alla droga e alla criminalità.

e fiscali alla libera circolazione in seno alla

Comunità. L’obiettivo è quello di stimolare L’accordo di Schengen, sottoscritto da un

l’espansione industriale e commerciale al- primo gruppo di Stati membri dell’UE nel

l’interno di un ampio spazio economico uni- 98 e successivamente esteso ad altri (ma

ficato, all’altezza del mercato americano. il Regno Unito e l’Irlanda non vi partecipa-

no), regola la cooperazione di polizia e una 29

politica comune d’asilo e di immigrazione al d) Appalti pubblici

fine di rendere possibile la totale abolizio- Alle gare per appalti pubblici aggiudicati a

ne dei controlli sulle persone alle frontiere livello nazionale, regionale o locale possono

interne dell’Unione europea (cfr. il capitolo partecipare offerenti di qualsiasi paese del-

0, «L’Europa della libertà, della sicurezza e l’Unione grazie alle direttive sugli appalti pub-

della giustizia»). I paesi che hanno aderito blici di servizi, forniture e lavori in settori quali

all’Unione dal 2004 si stanno progressiva- l’acqua, l’energia e le telecomunicazioni.

mente allineando alle norme dello spazio

Schengen. III. Attività in corso

b) Ostacoli tecnici

Per la maggior parte dei prodotti i paesi a) Servizi finanziari

dell’UE hanno adottato il principio del rico- Il piano d’azione dell’UE destinato a creare

noscimento reciproco delle norme nazionali. un mercato integrato per i servizi finanziari

Qualsiasi prodotto fabbricato e commercia- entro il 200 è ormai concluso. Esso con-

lizzato legittimamente in uno Stato membro sentirà di ridurre il costo dei prestiti per le

deve poter essere immesso sul mercato di imprese e per i consumatori e di offrire ai

tutti gli altri Stati membri. risparmiatori una gamma più ampia di pro-

dotti d’investimento, come piani di risparmio

Il riconoscimento reciproco e il coordinamen- e programmi pensionistici, con possibilità di

to delle norme nazionali relative all’accesso scegliere tra diversi fornitori europei. Sono

e all’esercizio di alcune professioni (diritto, state inoltre ridotte le spese bancarie per i

medicina, turismo, banche, assicurazioni pagamenti transfrontalieri.

ecc.) hanno reso possibile la liberalizzazio-

ne del settore dei servizi. La libera circola- b) Ostacoli tecnici ed amministrativi

zione delle persone non è tuttavia ancora alla libera circolazione

completa. Vari ostacoli continuano infatti a Gli Stati membri dell’UE spesso dimostrano

frapporsi al desiderio di risiedere in un altro ancora una certa riluttanza ad accettare gli

Stato membro dell’UE o di esercitarvi deter- standard e le norme degli altri paesi membri

minate attività. o, talvolta, a riconoscere l’equivalenza delle

qualifiche professionali. Anche la frammen-

Sono stati adottati provvedimenti per favo- tazione dei sistemi fiscali nazionali frena

rire la mobilità dei lavoratori e soprattutto l’integrazione e l’efficienza del mercato.

per garantire che i titoli di studio e le quali-

fiche (idraulici, falegnami ecc.) di uno Stato c) Pirateria e contraffazione

membro fossero riconosciuti in tutti gli altri. Una protezione è inoltre necessaria per pre-

venire la pirateria e la contraffazione dei

L’apertura dei mercati nazionali dei servizi prodotti dell’UE. La Commissione europea

ha consentito di ridurre le tariffe delle tele- ritiene che ogni anno nell’UE tali pratiche

fonate nazionali a una frazione del prezzo comportino una perdita di migliaia di posti

di dieci anni fa. Con l’ausilio delle nuove di lavoro ed è per questo che, in collabora-

tecnologie l’utilizzo di Internet per la telefonia zione con gli Stati membri, si adopera per

è in crescita. Le tariffe dei voli a basso costo rafforzare la tutela dei diritti d’autore e dei

in Europa sono diminuite in maniera signifi- brevetti.

cativa sotto la spinta della concorrenza. IV. Politiche a sostegno

del mercato unico

c) Ostacoli fiscali

Gli ostacoli fiscali sono stati ridotti grazie

alla parziale armonizzazione dei tassi del- a) Trasporti

l’IVA. La tassazione dei redditi da capitale Le attività dell’Unione europea si sono con-

è stata oggetto di un accordo tra gli Stati centrate principalmente sulla libera presta-

membri e alcuni paesi, fra cui la Svizzera, zione di servizi di trasporto terrestre e in

entrato in vigore nel luglio 200. particolare sul libero accesso al mercato dei

30 trasporti internazionali e sull’ammissione dei b) Concorrenza

trasportatori non residenti nel mercato dei La politica della concorrenza dell’Unione eu-

trasporti nazionali degli Stati membri. Sono ropea, già presente nel trattato di Roma, co- lezioni

state prese decisioni volte ad armonizzare le stituisce il corollario indispensabile alle nor-

condizioni della concorrenza nel settore dei me sul libero scambio all’interno del mercato

trasporti su strada, soprattutto per quanto unico europeo. Essa è attuata dalla Commis- 12

riguarda le qualifiche per l’esercizio della sione europea che, insieme alla Corte di giu- in

professione e l’accesso al mercato, la libertà stizia, ha il compito di garantirne il rispetto. L’Europa

di stabilimento e di prestazione di servizi, i

periodi di guida e la sicurezza stradale. Il principio alla base di questa politica è quello

di evitare che eventuali accordi fra società, aiu-

La politica comune dei trasporti aerei deve ti pubblici o monopoli abusivi falsino la libera

far fronte agli effetti della concorrenza in- concorrenza all’interno del mercato unico.

ternazionale. I cieli europei vengono libera-

lizzati a tappe, il che lascia ampio spazio a Qualsiasi accordo nel quadro delle norme del

una ripartizione delle capacità fra le princi- trattato deve essere notificato alla Commissio-

pali compagnie aeree, al reciproco accesso ne europea dalle imprese interessate. In caso

ai mercati e alla libera fissazione delle tarif- di violazione delle norme della concorrenza o

fe. A tutto questo si accompagnano clauso- di mancata notifica, la Commissione può deci-

le di salvaguardia che tengono conto delle dere di imporre direttamente un’ammenda.

responsabilità del servizio pubblico e delle

esigenze della suddivisione in zone. In caso di aiuti pubblici illegittimi o di man-

cata notifica degli stessi, la Commissione

può esigerne il rimborso. Qualsiasi fusione o

acquisizione che comporti la posizione domi-

nante di una società in un determinato setto-

re deve essere notificata alla Commissione.

c) Politica dei consumatori

Media La politica dei consumatori dell’Unione eu-

ropea permette ai suoi cittadini di acqui-

Parys stare in tutta tranquillità in qualsiasi Stato

membro. Tutti i consumatori godono dello

Strauss/Curtis/Van stesso elevato livello di protezione. I prodot-

ti e gli alimenti sono sottoposti a controlli e

verifiche per garantirne la totale sicurezza.

L’UE si adopera per evitare che i suoi cit-

tadini siano vittime delle truffe di operatori

© commerciali disonesti o di pubblicità false

ed ingannevoli. I diritti dei cittadini sono

tutelati ed esistono vari strumenti di ricorso

dovunque ci si trovi all’interno dell’Unione,

L’aumento della concorrenza ha provocato che si tratti di acquisti effettuati in negozio,

un calo delle tariffe aeree e ha reso più facile per corrispondenza, per telefono o su

viaggiare. Internet.

I trasporti marittimi sono soggetti alle norme

europee della concorrenza, che si applicano

sia alle società europee sia a quanti naviga-

no sotto la bandiera di un paese extracomu-

nitario. Tali norme intendono combattere le

pratiche tariffarie sleali (bandiere di comodo)

e affrontare le gravi difficoltà che attualmen-

te conosce l’industria cantieristica in Europa. 3

7. L’unione economica

e monetaria (UEM) e l’euro

• L’euro è la moneta unica dell’Unione europea. Dodici degli allora

quindici Stati membri dell’Unione lo hanno adottato per le operazioni lezioni

non in contanti dal 1999 e per tutti i pagamenti dal 2002, quando

sono entrati in circolazione le monete e i biglietti in euro. 12

• Tre paesi (Danimarca, Svezia e Regno Unito) non hanno preso parte in

a questa unione monetaria. L’Europa

• I nuovi Stati membri si stanno preparando ad entrare nella zona euro

non appena saranno in grado di soddisfare i criteri necessari.

• Parallelamente all’obiettivo della stabilità monetaria, di competenza

della Banca centrale europea, gli Stati membri perseguono gli obiettivi

di una crescita più sostenuta e della convergenza economica.

I. Le fasi storiche della b) Dallo SME all’UEM

cooperazione monetaria Il sistema monetario europeo ha avuto una

storia contrastata. Nel 992, in seguito alla

riunificazione della Germania e all’intensifi-

a) Il sistema monetario europeo carsi delle pressioni valutarie in Europa, la

(SME)

In seguito alla decisione degli Stati Uniti nel lira italiana e la sterlina britannica escono

97 di abolire il rapporto fisso fra il dollaro dallo SME. Nell’agosto 993 i paesi dello

e il prezzo ufficiale dell’oro, che aveva con- SME decidono di estendere provvisoriamen-

sentito di mantenere la stabilità monetaria te i margini di oscillazione al %. Nel frat-

dalla seconda guerra mondiale, termina il tempo, allo scopo di evitare forti fluttuazioni

sistema dei tassi di cambio fissi. Nella pro- dei tassi di cambio fra le monete europee

spettiva della creazione di un’unione mone- e di eliminare le svalutazioni competitive, i

taria, gli Stati membri dell’UE decidono di governi dell’UE decidono di rilanciare il pro-

ridurre al 2,2 % i margini di oscillazione getto di una vera e propria unione moneta-

fra le valute europee grazie ad un intervento ria e di introdurre una moneta unica.

concertato sui mercati valutari. Al Consiglio europeo di Madrid del giugno

Questo porta alla creazione del sistema mo- 989 i leader dell’Unione adottano un

netario europeo (SME), entrato in vigore nel piano in tre fasi per un’unione economica

marzo 979, le cui principali caratteristiche e monetaria. Tale piano viene integrato nel

sono: trattato di Maastricht sull’Unione europea

adottato dal Consiglio europeo nel dicem-

• una moneta di riferimento, l’ecu, che è bre 99.

un «paniere» costituito da tutte le valute de-

gli Stati membri; II. L’unione economica

e monetaria (UEM)

• un meccanismo di cambio: il tasso di

cambio di ogni valuta è legato all’ecu e nei

tassi di cambio bilaterali sono consentiti a) Le tre fasi

margini di oscillazione del 2,2 %; La che ha avuto inizio il luglio

o

prima fase,

990, prevede:

• un meccanismo di credito: ogni Stato

membro trasferisce a un fondo comune il • la libertà totale di circolazione dei ca-

20 % delle sue riserve in valuta e in oro. pitali all’interno dell’Unione (abolizione del

controllo sui cambi); 33

Skok/Corbis

Janez

©

I commercianti del mercato di Lubiana hanno sostituito il tallero sloveno con l’euro a partire

dal 1 gennaio 2007.

o

• l’aumento delle risorse destinate a cor- Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Pae-

reggere gli squilibri fra le regioni europee si Bassi, Portogallo e Spagna (seguiti dalla

(fondi strutturali); Grecia il gennaio 200). La Banca centra-

o

le europea (BCE) sostituisce l’IME e diventa

• la convergenza economica, grazie al responsabile della politica monetaria del-

controllo multilaterale delle politiche eco- l’Unione, che è definita e attuata in euro.

nomiche degli Stati membri. Il gennaio 2002 vengono messi in circo-

o

La che ha avuto inizio il lazione i biglietti e le monete in euro nei 2

o

seconda fase,

gennaio 994, prevede: paesi della zona euro. Le monete nazionali

vengono ritirate due mesi più tardi. Da allo-

• la creazione dell’Istituto monetario eu- ra, per tutte le operazioni in contanti e non,

ropeo (IME), con sede a Francoforte, compo- solo l’euro può essere utilizzato nei paesi

sto dai governatori delle banche centrali dei di «eurolandia», che rappresentano più dei

paesi dell’UE; due terzi della popolazione dell’Unione eu-

ropea.

• l’indipendenza delle banche centrali

nazionali; b) I criteri di convergenza

Per passare alla terza fase, ogni paese del-

• l’introduzione di norme per ridurre i de- l’UE deve soddisfare i cinque criteri di con-

ficit di bilancio. vergenza, che sono:

La è rappresentata dalla nascita • il tasso di inflazio-

terza fase stabilità dei prezzi:

dell’euro. Il gennaio 999 undici paesi ne non può superare di più dell’, % la

o

adottano l’euro, che diventa la moneta co- media dei tre Stati membri con l’inflazione

mune di Austria, Belgio, Finlandia, Francia, più bassa;

34 • i tassi di interesse a d) L’Eurogruppo

tassi di interesse:

lungo termine non possono variare di più del L’Eurogruppo è la riunione informale dei

2 % rispetto alla media dei tre Stati membri ministri dell’Economia e delle finanze degli lezioni

con i tassi di interesse più bassi; Stati membri della zona euro. Tali riunioni

hanno lo scopo di garantire un migliore

• il deficit di bilancio deve essere coordinamento delle politiche economiche

deficit: 12

inferiore al 3 % del PIL; e il controllo delle politiche finanziarie e di in

bilancio degli Stati membri della zona euro, L’Europa

• non può superare il oltre a quello di rappresentare l’euro nelle

debito pubblico:

0 % del PIL; istanze monetarie internazionali.

• i tassi di cambio e) I nuovi Stati membri e l’UEM

stabilità dei cambi:

devono aver rispettato i limiti di fluttuazio- Tutti i nuovi Stati membri dell’UE adotteran-

ne per almeno due anni. no l’euro non appena saranno in grado di

soddisfare i criteri stabiliti. Tra i paesi dell’al-

largamento del 2004 la Slovenia è stato il

c) Il patto di stabilità e di crescita

Nel giugno 997 il Consiglio europeo adot- primo a soddisfarli, entrando così a far parte

ta il patto di stabilità e di crescita, che è un della zona euro il gennaio del 2007.

o

impegno permanente di stabilità di bilancio

e permette di imporre penali ai paesi della

zona euro il cui deficit supera il 3 %. Il pat-

to, giudicato troppo severo, è stato riforma-

to nel marzo 200.

Media

Parys

Heinem/Van

Studio

Creativ

© L’euro: la moneta comune per oltre 310 milioni di persone nell’UE. 3

8. Verso una società

basata sulla conoscenza

Priorità alla crescita e all’occupazione lezioni

• L’Unione intende far fronte alle sfide poste dalla globalizzazione

rafforzando la competitività dell’economia europea (liberalizzazione

delle telecomunicazioni, dei servizi e dell’energia). 12

in

• L’Unione sostiene i programmi di riforma degli Stati membri agevolando L’Europa

lo scambio delle «buone pratiche».

• L’Unione si adopera per conciliare le esigenze di crescita e competitività

con gli obiettivi della coesione sociale e dello sviluppo sostenibile che

sono alla base del modello europeo.

• Nell’esercizio finanziario 2007-2013 i fondi strutturali dell’UE

investiranno maggiormente nella formazione, nell’innovazione

e nella ricerca.

All’inizio degli anni novanta due fenomeni la sempre maggiore interdipendenza delle

di vasta portata hanno cominciato a rivo- economie del mondo e, dall’altro, la rivolu-

luzionare l’economia e la vita quotidiana zione tecnologica, con l’arrivo di Internet e

del mondo intero, compresa l’Europa: da un delle nuove tecnologie dell’informazione e

lato, l’emergere della globalizzazione, con della comunicazione.

Images

Ltd/Getty

Co,

IMAGEMORE

© Gli europei devono attrezzarsi per l’attuale mercato del lavoro. 37

Media

Parys

Larrea/Van

Javier

©

È necessario mettere a punto oggi la sicurezza sociale per i pensionati di domani.

I. Il processo di Lisbona l’accesso a Internet e il commercio online.

Essa prevede inoltre una riforma dei sistemi

di sicurezza sociale europei: tali sistemi sono

a) Obiettivi

I leader dell’Unione europea si sono presto uno dei punti forti dell’Europa, in quanto

resi conto della necessità di una profonda consentono di far fronte senza eccessive

modernizzazione dell’economia europea per scosse ai necessari cambiamenti strutturali

essere in grado di competere con gli Stati e sociali, ma devono essere modernizzati per

Uniti e con le altre grandi nazioni del mon- poter diventare sostenibili affinché anche le

do. Riunitosi a Lisbona nel marzo 2000, il generazioni future possano beneficiarne.

Consiglio europeo ha conferito all’Unione

un nuovo ambizioso obiettivo: diventare Ogni anno, in primavera, il Consiglio euro-

entro il 200 «l’economia basata sulla co- peo si riunisce per accertarsi dei progressi

noscenza più competitiva e dinamica del compiuti nell’attuazione della strategia di

mondo, in grado di realizzare una crescita Lisbona.

economica sostenibile con nuovi e migliori

posti di lavoro e una maggiore coesione so- II. Maggiore rilievo alla crescita

ciale». e all’occupazione

b) La strategia

Il Consiglio europeo ha adottato una strate- Il Consiglio europeo della primavera 200

gia dettagliata per conseguire tale obiettivo. ha riconosciuto che il bilancio del proces-

La «strategia di Lisbona» prevede interventi so lanciato a Lisbona sei anni prima non

in numerosi settori, quali la ricerca scientifi- è entusiasmante. Esso ha quindi deciso di

ca, l’istruzione, la formazione professionale, affrontare il problema del tasso elevato

38 di disoccupazione che caratterizza ancora • potenziare gli investimenti destinati

molti Stati membri e di ricentrare le priorità alla ricerca e all’innovazione;

dell’UE sulla crescita e sull’occupazione. Per lezioni

accrescere la produttività delle sue econo- • accrescere il ruolo di coordinamento

mie e rafforzare la coesione sociale, l’Europa della Commissione europea presso gli Stati

deve continuare a puntare principalmente membri, grazie soprattutto alla diffusione 12

sul miglioramento dei risultati economici, delle buone pratiche in Europa; in

sull’innovazione e sulla valorizzazione delle L’Europa

competenze del suo capitale umano. • accelerare le riforme dei mercati finan-

ziari e dei sistemi di sicurezza sociale e la

Su iniziativa del presidente della Commis- liberalizzazione delle telecomunicazioni e

sione europea, José Manuel Barroso, gli Sta- del settore energetico.

ti membri dell’UE hanno pertanto deciso di: 39

9. L’Europa dei cittadini


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64

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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa appunto fa riferimento al corso di Diritto pubblico e dell'informazione tenuto dalla Prof.ssa Allegri. Qui di seguito gli argomenti più salienti: Come funziona l’Unione europea e di cosa si occupa; L’unione economica e monetaria (UEM) e l’euro; L’allargamento dell'Ue e la politica di prossimità; L’Unione europea sulla scena mondiale; il futuro per l’Europa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di DIRITTO PUBBLICO E DELL’INFORMAZIONE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allegri Maria Romana.

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