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Operazioni in valuta estera

Le operazioni in valuta estera influenzano i tassi di cambio e le condizioni di liquidità interna, due

variabili importanti per la politica monetaria. L’assegnazione della competenza all’Eurosistema

appare pertanto logica, tanto più che le banche centrali possiedono le strutture necessarie per il suo

assolvimento. Inoltre, se è la banca centrale a condurre tali operazioni, essa ne assicurerà la

coerenza con le finalità della politica monetaria.

Promozione del regolare funzionamento dei sistemi di pagamento

I sistemi di pagamento consentono di effettuare trasferimenti di denaro fra enti creditizi e altre

istituzioni monetarie; tale funzione li colloca al centro dell’infrastruttura finanziaria di

un’economia. Conferendo all’Eurosistema il compito di promuoverne il regolare funzionamento, si

riconosce l’importanza di disporre di sistemi solidi ed efficienti, non solo per la conduzione della

politica monetaria ma anche ai fini della stabilità finanziaria e, quindi, a beneficio dell’economia nel

suo insieme.

Detenzione e gestione delle riserve ufficiali

Una delle principali ragioni per le quali si effettua la gestione del portafoglio delle riserve ufficiali è

assicurare che la BCE disponga di liquidità sufficiente per la conduzione delle operazioni in valuta

estera. Al momento tale funzione viene svolta a livello decentrato dalle BCN che decidono di

partecipare alla gestione operativa delle riserve ufficiali della BCE, agendo per conto di

quest’ultima in linea con le istruzioni da essa ricevute. Sebbene le BCN gestiscano le proprie riserve

in modo indipendente, le operazioni condotte sui mercati valutari sono soggette, oltre un certo

limite, all’approvazione della BCE, al fine di assicurarne la coerenza con la politica monetaria e del

cambio dell’Eurosistema.

Ripartizione dei compiti nell’Eurosistema

L’Eurosistema è costituito dalla BCE e dalle banche centrali nazionali (BCN) dei paesi dell’UE che

hanno adottato l’euro. Conformemente all’articolo 8 dello Statuto del Sistema europeo di banche

centrali (Statuto del SEBC), sono gli organi decisionali della BCE a governare l’Eurosistema

assumendo, nei rispettivi ambiti di competenza, tutte le decisioni necessarie affinché quest’ultimo

sia in grado di svolgere i propri compiti.

Salvo per le mansioni che lo Statuto del SEBC assegna in via esclusiva alla BCE, non viene

indicato in quale misura le politiche adottate da quest’ultima debbano essere attuate mediante

attività svolte dalla stessa oppure tramite le BCN. Per la maggior parte, l’effettiva ripartizione dei

compiti all’interno dell’Eurosistema è stata improntata al principio del decentramento: per quanto

possibile ed opportuno, la BCE si avvale delle banche centrali nazionali per eseguire operazioni che

rientrano nei compiti dell’Eurosistema (cfr. articolo 12.1 dello Statuto del SEBC).

La BCE e le BCN operano, pertanto, congiuntamente al fine di raggiungere gli obiettivi comuni

dell’Eurosistema. Tuttavia, conformemente all’articolo 9.2 dello Statuto del SEBC, la BCE è tenuta

ad assicurare che tutti i compiti siano assolti in modo adeguato e coerente all’interno dell’area

dell’euro; a tal fine, la BCE ha la facoltà di fornire indirizzi e istruzioni alle BCN. A differenza

delle banche centrali nazionali (BCN), la BCE svolge solo un limitato numero di operazioni,

concentrandosi piuttosto sulla formulazione delle politiche e sulla funzione di assicurare che le

decisioni siano coerentemente applicate dalle BCN. 11

In particolare, alla BCE spettano le seguenti competenze.

Formula le politiche dell’Eurosistema: il Consiglio direttivo della BCE conduce la

• politica monetaria per l’euro. Tale compito include, ad esempio, la definizione di stabilità

dei prezzi e l’impostazione dell’analisi dei rischi inflazionistici.

Decide, coordina e verifica l’esecuzione delle operazioni di politica monetaria: la BCE

• impartisce alle BCN istruzioni dettagliate sulle operazioni da effettuare (ammontare, ora,

data, ecc.) e verifica il positivo completamento di queste ultime.

Adotta atti giuridici: entro limiti chiaramente definiti, gli organi decisionali della BCE

• hanno il potere di emanare atti giuridici aventi carattere vincolante all’interno

dell’Eurosistema (segnatamente indirizzi e istruzioni), al fine di assicurare che le operazioni

decentrate siano eseguite in modo coerente dalle BCN. Inoltre, possono adottare, nei limiti

stabiliti, regolamenti e decisioni di natura vincolante anche al di fuori dell’Eurosistema.

Autorizza l’emissione di banconote: alla BCE competono la pianificazione strategica e il

• coordinamento delle funzioni di produzione ed emissione delle banconote in euro; essa

organizza, inoltre, le attività di ricerca e sviluppo dell’Eurosistema e cura gli aspetti

qualitativi e di sicurezza della fabbricazione dei biglietti. La BCE ospita il Centro di analisi

della contraffazione, incaricato di esaminare e classificare le banconote in euro false,

l’archivio centrale dei dati sulla contraffazione dell’euro e il centro internazionale per la

lotta alla contraffazione (International Counterfeit Deterrence Centre), che partecipa alla

cooperazione fra banche centrali a livello mondiale in materia di deterrenza, sotto l’egida dei

governatori del G10.

Interviene sui mercati dei cambi: le operazioni condotte dalla BCE sui mercati dei cambi,

• se necessario congiuntamente con singole BCN, implicano l’acquisto e/o la vendita di titoli.

Coopera a livello europeo e internazionale: per far conoscere il proprio punto di vista in

• ambito europeo e internazionale, la BCE partecipa alle riunioni di diversi consessi. Dal

dicembre 1998 è l’unica banca centrale al mondo con statuto di osservatore presso il Fondo

monetario internazionale (FMI); a questo titolo, assiste a tutte le riunioni del Consiglio di

amministrazione dell’FMI che vertono su questioni attinenti all’Unione economica e

monetaria. Per tale ragione, la BCE ha istituito una rappresentanza permanente a

Washington D.C. Inoltre, partecipa agli incontri del G7, del G20 e del Forum per la stabilità

finanziaria. A livello europeo, il Presidente della BCE è regolarmente invitato alle riunioni

mensili dell’Eurogruppo, il consesso informale dei ministri economici e finanziari dei paesi

dell’area dell’euro. La BCE può altresì intervenire alle riunioni del Consiglio dell’UE in cui

vengono discusse questioni connesse agli obiettivi e ai compiti dell’Eurosistema.

La BCE assolve, inoltre, i seguenti compiti.

Elabora i rapporti e i resoconti previsti dallo Statuto: gli obblighi di rendiconto sono

• definiti nello Statuto del Sistema europeo di banche centrali (articolo 15). La BCE pubblica

un bollettino mensile, una situazione contabile consolidata dell’Eurosistema con cadenza

settimanale e un rapporto annuale.

Effettua un’attenta verifica dei rischi finanziari: questa funzione concerne la valutazione

• dei rischi inerenti sia ai titoli acquistati nel quadro delle operazioni di investimento dei fondi

propri e delle riserve ufficiali della BCE, sia ai titoli accettati come garanzia nelle operazioni

di finanziamento dell’Eurosistema.

Svolge funzioni consultive a favore delle istituzioni comunitarie e delle autorità

• nazionali: la BCE adotta pareri su proposte legislative comunitarie e nazionali nei suoi

ambiti di competenza.

Cura il funzionamento dei sistemi informatici: la BCE e le BCN hanno posto in essere

• una serie di sistemi comuni volti a facilitare l’esecuzione delle operazioni decentrate e a

fornire il supporto logistico necessario per l’integrità funzionale dell’Eurosistema. Queste 12

strutture, che includono sistemi informatici, applicazioni e procedure, sono organizzate

secondo un modello “a raggiera” (hub-and-spokes), il cui nodo centrale è situato presso la

BCE.

Provvede alla gestione strategica e tattica delle riserve ufficiali della BCE: tale compito

• consiste nel definire le preferenze di rischio/rendimento a lungo termine per le attività di

riserva (allocazione strategica), nel regolare il profilo di rischio/rendimento sulla base delle

condizioni del mercato (allocazione tattica) e nello stabilire gli indirizzi di investimento e il

quadro operativo generale.

Compiti delle banche centrali nazionali

L’assetto operativo dell’Eurosistema tiene conto del principio di decentramento: le banche centrali

nazionali (BCN) assolvono la quasi totalità dei compiti operativi dell’Eurosistema, dando attuazione

alle decisioni assunte dal Consiglio direttivo della BCE a livello centrale.

Alle BCN spettano le seguenti competenze.

Eseguono le operazioni di politica monetaria: le transazioni effettive sono condotte dalle

• BCN, ad esempio per fornire denaro di banca centrale alle banche commerciali.

Provvedono alla gestione operativa delle riserve ufficiali della BCE: questo compito

• riguarda l’esecuzione e il regolamento delle operazioni di mercato finalizzate

all’investimento delle riserve ufficiali della BCE.

Gestiscono le proprie riserve ufficiali: le operazioni programmate dalle BCN in tale

• ambito devono essere approvate dalla BCE qualora superino i limiti prescritti negli indirizzi

di quest’ultima e siano di portata tale da poter influire sui tassi di cambio o sulle condizioni

interne di liquidità. Lo scopo è assicurare la coerenza con la politica monetaria e del cambio

della BCE.

Si occupano del funzionamento e della vigilanza dei sistemi di pagamento: i sistemi di

• pagamento consentono di trasferire denaro all’interno del sistema bancario. Le BCN

assicurano il funzionamento e la vigilanza dei rispettivi schemi nazionali, che sono fra loro

interconnessi e insieme formano Target, il sistema di pagamento per l’euro. Al tempo stesso

esistono schemi privati di pagamento e regolamento delle transazioni in titoli, che sono

sottoposti a vigilanza al fine di garantirne l’ordinato funzionamento.

Emettono le banconote in euro congiuntamente con la BCE: l’emissione delle banconote

• è di competenza sia della BCE sia delle BCN; queste ultime si occupano dell’immissione in

circolazione dei biglietti. Le BCN soddisfano la domanda di banconote in euro attraverso gli

ordini di produzione annuali e la gestione delle scorte a livello di Eurosistema; entrambe le

funzioni sono coordinate dalla BCE. Le BCN adottano, infine, le misure utili al

conseguimento di un’elevata qualità dei biglietti in circolazione e all’analisi delle

contraffazioni.

Raccolgono dati e forniscono assistenza alla BCE in campo statistico: per condurre la

• politica monetaria e assolvere gli altri compiti dell’Eurosistema, la BCE necessita di

un’ampia gamma di dati economici e finanziari. Gli ambiti principali in cui le BCN

forniscono un contributo raccogliendo dati presso le istituzioni finanziarie nazionali sono: a)

il mercato monetario, bancario e finanziario, b) la bilancia dei pagamenti e le riserve

ufficiali dell’Eurosistema, c) i conti finanziari.

Svolgono funzioni non inerenti al Sistema europeo di banche centrali: le BCN possono

• anche assolvere funzioni diverse da quelle specificate nello Statuto, purché il Consiglio

direttivo non concluda, con decisione presa a maggioranza dei due terzi dei votanti, che

queste interferiscono con gli obiettivi e i compiti del SEBC. Tali funzioni sono svolte dalle

13

BCN sotto la propria piena responsabilità e non sono considerate come facenti parte dei

compiti del SEBC.

Organi decisionali della BCE

Assolvimento dei compiti

L’adempimento di un compito richiede innanzitutto l’assunzione di una decisione, che deve essere

quindi attuata, ossia tradotta in azioni concrete. I tre organi decisionali della BCE sono:

il Consiglio direttivo

• il Comitato esecutivo

• il Consiglio generale, che cesserà di esistere nel momento in cui tutti gli Stati membri

• dell’UE avranno adottato l’euro come propria moneta.

Oltre ai compiti da svolgere, lo Statuto del Sistema europeo di banche centrali (Statuto del SEBC)

specifica anche l’impostazione del processo decisionale.

Processo decisionale centralizzato

La BCE si colloca al centro del processo decisionale dell’Eurosistema. Spetta infatti al Consiglio

direttivo, al Comitato esecutivo e al Consiglio generale della BCE assumere tutte le decisioni

necessarie affinché l’Eurosistema e il SEBC possano assolvere i rispettivi compiti. Tali decisioni

non riguardano soltanto la formulazione delle politiche (fra cui la politica monetaria per l’area

dell’euro), ma anche le relative modalità di attuazione.

Principio di decentramento

Lo Statuto del SEBC non specifica se l’attuazione delle politiche e delle decisioni della BCE spetti

a quest’ultima o alle banche centrali nazionali. L’articolo 12.1 si limita ad affermare che, ove

possibile e opportuno, la BCE deve avvalersi delle banche centrali nazionali (BCN) per

l’esecuzione delle operazioni.

Il principio di decentramento non va confuso con il “principio di sussidiarietà” definito all’articolo

5 del Trattato che istituisce la Comunità europea. La sussidiarietà implica che l’esigenza di ricorrere

a un’azione centralizzata venga provata in modo inoppugnabile prima di poter intervenire sul piano

comunitario. Nella Terza fase dell’Unione economica e monetaria, tuttavia, la politica monetaria è

condotta esclusivamente a livello sovranazionale, sotto l’autorità del Consiglio direttivo della BCE.

La politica monetaria è dunque centralizzata per definizione e ciò non richiede giustificazioni. Per

contro, spetta alla BCE valutare in quale misura sia possibile e opportuno decentrarne l’attuazione.

Esecuzione decentrata delle operazioni

Per la maggior parte delle attività dell’Eurosistema, esiste di fatto una ripartizione dei compiti

improntata al principio di decentramento. Le BCN svolgono la quasi totalità delle funzioni

operative dell’Eurosistema; in particolare, eseguono le operazioni di politica monetaria e, per conto

della BCE, conducono anche la maggior parte di quelle in valuta estera, forniscono servizi di

pagamento e di regolamento delle transazioni in titoli, assicurano l’approvigionamento e

l’emissione delle banconote in euro e gestiscono le attività post emissione. Raccolgono, inoltre, dati

statistici per la BCE, collaborano con quest’ultima alla traduzione e alla produzione di

pubblicazioni e contribuiscono all’analisi e alla ricerca economica. 14

La BCE svolge, invece, un numero limitato di attività operative, esercitando piuttosto una funzione

di sorveglianza sull’insieme delle operazioni effettuate nell’ambito dell’Eurosistema, al fine di

assicurarne la coerente esecuzione da parte delle BCN dell’area dell’euro.

Consiglio direttivo

Membri

Il Consiglio direttivo della BCE è il principale organo decisionale dell’Eurosistema; è composto da:

tutti i membri del Comitato esecutivo della BCE,

• i governatori o presidenti delle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro, ossia

• degli Stati membri dell’UE che hanno adottato la moneta unica.

Il Trattato che istituisce la Comunità europea e lo Statuto del Sistema europeo di banche centrali

(Statuto del SEBC) attribuiscono al Consiglio direttivo il potere di assumere le decisioni più

rilevanti e di maggior significato strategico per l’Eurosistema. Nell’adozione delle decisioni relative

alla politica monetaria e agli altri compiti dell’Eurosistema, i membri del Consiglio direttivo non

agiscono in veste di rappresentanti nazionali, ma in piena indipendenza.

Attualmente il Consiglio direttivo viene convocato due volte al mese, di solito il primo e il terzo

giovedì. In genere, le decisioni sui tassi di interesse sono discusse soltanto nella prima riunione.

Agli incontri possono assistere, ma senza diritto di voto, il Presidente del Consiglio

dell’UE/dell’Eurogruppo e un rappresentante della Commissione europea. Ciascun membro del

Consiglio direttivo ha diritto a un voto e, salvo diversa indicazione nello Statuto del SEBC, l’organo

decide a maggioranza semplice; in caso di parità, prevale il voto del Presidente. Sebbene i verbali

dei lavori siano riservati, il Consiglio direttivo rende pubbliche le proprie deliberazioni, in

particolare quelle sui tassi di interesse di riferimento, nel corso di una conferenza stampa che si

tiene dopo la prima riunione di ogni mese. Da dicembre 2004 vengono pubblicate mensilmente nei

siti Internet delle banche centrali dell’Eurosistema anche le decisioni del Consiglio direttivo diverse

da quelle che fissano i tassi di interesse.

Compiti

Le principali funzioni del Consiglio direttivo sono:

definire la politica monetaria dell’area dell’euro, assumendo le necessarie decisioni e

• adottando gli indirizzi per la sua attuazione;

emanare i regolamenti che sono di competenza della BCE in applicazione del Trattato o per

• delega del Consiglio dell’UE;

agire come seconda e ultima istanza in caso di ricorso da parte di terzi contro una decisione

• della BCE adottata dal Comitato esecutivo;

emanare indirizzi concernenti le operazioni che le BCN possono eseguire con le riserve

• ufficiali non trasferite alla BCE, nonché le transazioni effettuate dai paesi membri dell’area

dell’euro con i rispettivi saldi operativi in valuta estera; 15

prendere le misure necessarie ad assicurare il rispetto degli indirizzi e delle istruzioni della

• BCE e specificare le informazioni utili che le BCN devono trasmettere;

esercitare il diritto di iniziativa legislativa a livello comunitario e assolvere le funzioni

• consultive attribuite alla BCE;

autorizzare l’emissione di banconote in euro nonché i quantitativi di monete metalliche in

• euro destinate all’immissione in circolazione nello spazio monetario unico;

stabilire le norme necessarie per la standardizzazione delle procedure di rilevazione e

• rendicontazione contabili relative alle operazioni effettuate dalle banche centrali nazionali;

adottare le regole che discliplinano la distribuzione del reddito monetario fra le BCN

• dell’Eurosistema;

adottare il Rapporto annuale della BCE.

Inoltre, il Consiglio direttivo è l’organo decisionale supremo per quanto concerne l’amministrazione

e il funzionamento della BCE; in particolare, ne adotta il Regolamento interno ed è competente in

materia di finanze, bilancio e destinazione dei risultati finanziari annuali dell’istituzione.

Comitato esecutivo

Il Comitato esecutivo è l’organo decisionale della BCE e dell’Eurosistema investito di funzioni

operative. Assume la competenza per tutte le decisioni necessarie ai fini dell’amministrazione

corrente. La BCE deve essere in grado di reagire e adattarsi al rapido mutare delle condizioni sui

mercati monetari e dei capitali, di affrontare situazioni specifiche e di trattare problemi che

rivestono carattere di urgenza. Un organo può assolvere tali funzioni unicamente se i suoi membri

sono coinvolti in via permanente ed esclusiva nell’attuazione delle politiche della BCE. Il Comitato

esecutivo si riunisce in genere una volta a settimana.

Membri

Fanno parte del Comitato esecutivo:

il Presidente della BCE

• il Vicepresidente della BCE

• altri quattro membri.

I membri del Comitato esecutivo sono scelti fra personalità di riconosciuta levatura ed esperienza

professionale nel settore monetario o bancario. Sono nominati di comune accordo dai governi degli

Stati membri partecipanti a livello di capi di Stato o di governo, su raccomandazione del Consiglio

dell’UE previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE.

Fra i membri del Comitato esecutivo, il Presidente della BCE ha un ruolo preminente ed esercita

alcune funzioni di sua esclusiva competenza (assolte in sua assenza dal Vicepresidente): presiede le

riunioni del Consiglio direttivo, del Consiglio generale e del Comitato esecutivo, rappresenta la

BCE all’esterno e ne illustra il Rapporto annuale dinanzi al Consiglio dell’UE e al Parlamento

europeo. Il Presidente è inoltre invitato a partecipare alle riunioni del Consiglio dell’UE in cui

vengono discusse questioni attinenti agli obiettivi e ai compiti dell’Eurosistema e assiste agli

incontri dell’Eurogruppo, il consesso informale dei ministri economici e finanziari dei paesi

aderenti all’area dell’euro.

Compiti

Le principali competenze del Comitato esecutivo sono: 16

preparare le riunioni del Consiglio direttivo;

• attuare la politica monetaria nell’area dell’euro conformemente agli indirizzi e alle decisioni

• del Consiglio direttivo e, a tal fine, trasmettere istruzioni alle banche centrali nazionali;

provvedere alla gestione corrente della BCE;

• esercitare determinati poteri, anche di regolamentazione, ad esso delegati dal Consiglio

• direttivo.

Consiglio generale

Membri

Il Consiglio generale della BCE comprende:

il Presidente e il Vicepresidente della BCE

• i governatori o presidenti delle banche centrali nazionali dei 27 Stati membri dell’UE.

Il Consiglio generale si riunisce solitamente con frequenza trimestrale. Le decisioni sono adottate a

maggioranza semplice, salvo diversa indicazione nello Statuto del Sistema europeo di banche

centrali (Statuto del SEBC). Il Presidente della BCE deve informare il Consiglio generale delle

decisioni assunte dal Consiglio direttivo.

Conformemente allo Statuto del SEBC, il Consiglio generale cesserà di esistere nel momento in cui

tutti gli Stati membri dell’UE avranno adottato l’euro.

Compiti

Il Consiglio generale può essere considerato un organo “di transizione” in quanto svolge i compiti,

assolti in passato dall’Istituto monetario europeo, ai quali la BCE deve provvedere nella Terza fase

dell’Unione economica e monetaria (UEM) poiché vi sono ancora Stati membri dell’UE che non

hanno adottato l’euro.

Le competenze primarie del Consiglio generale sono:

elaborare rapporti sui progressi compiuti in materia di convergenza dai paesi dell’UE che

• non hanno ancora introdotto la moneta unica;

svolgere una funzione consultiva riguardo ai preparativi necessari per la fissazione

• irrevocabile dei tassi di cambio delle valute di tali Stati membri rispetto all’euro;

tenere sotto osservazione il funzionamento dei nuovi Accordi europei di cambio (AEC II) e

• la sostenibilità dei rapporti di cambio bilaterali tra ciascuna valuta partecipante e l’euro;

offrire una sede per il coordinamento della politica monetaria e del cambio all’interno

• dell’UE;

amministrare i meccanismi di intervento e di finanziamento degli AEC II;

• contribuire ad attività specifiche, ad esempio alle funzioni consultive della BCE;

• raccogliere dati statistici.

Il Consiglio generale viene anche consultato in caso di modifiche alle norme di rilevazione e

rendicontazione contabili, allo schema di sottoscrizione del capitale della BCE e alle condizioni di

impiego del personale dell’istituzione. 17

Comitati dell’Eurosistema/SEBC

Gli organi decisionali della BCE possono richiedere ai comitati qualsiasi informazione nei rispettivi

ambiti di competenza, al fine di agevolare l’assunzione e l’esecuzione delle decisioni.La

partecipazione è generalmente ristretta agli esperti delle banche centrali dell’Eurosistema;

tuttavia, ove opportuno, possono prendere parte alle riunioni di un comitato anche le banche

centrali nazionali (BCN) degli Stati membri dell’UE che non hanno ancora adottato l’euro.

Possono, inoltre, essere invitati i rappresentanti di altri organismi competenti (ad esempio

delle autorità di vigilanza nazionali nel caso del Comitato per la vigilanza bancaria).

Il Comitato per le questioni contabili e il reddito monetario (AMICO) fornisce

• consulenza su tutte le problematiche interne all’Eurosistema nel settore della rilevazione e

rendicontazione contabili e della distribuzione del reddito monetario.

Il Comitato per le banconote (BANCO) esercita funzioni consultive su tutti gli aspetti

• attinenti alle politiche in materia di banconote e assiste nella pianificazione strategica dei

processi di produzione ed emissione dei biglietti.

Il Comitato per la vigilanza bancaria (BSC) supporta le attività tese a contribuire alla

• vigilanza prudenziale degli enti creditizi e alla stabilità del sistema finanziario.

Il Comitato per le comunicazioni dell’Eurosistema/SEBC (ECCO) opera a sostegno

• della politica di comunicazione verso l’interno e l’esterno del sistema.

Il Comitato per le tecnologie informatiche (ITC) offre assistenza per quanto concerne lo

• sviluppo, la realizzazione e la manutenzione delle reti informatiche e delle infrastrutture di

comunicazione che supportano i sistemi operativi congiunti.

Il Comitato dei revisori interni (IAC) elabora gli standard di revisione comuni per le

• operazioni dell’Eurosistema e verifica i progetti e i sistemi operativi congiunti a livello

dell’Eurosistema/SEBC.

Il Comitato per le relazioni internazionali (IRC) coadiuva nell’espletamento dei compiti

• statutari della BCE in materia di cooperazione internazionale e offre una sede per lo scambio

di opinioni su questioni d’interesse comune nel medesimo settore.

Il Comitato legale (LEGCO) fornisce consulenza legale ai fini dell’adempimento della

• missione statutaria della BCE e predispone gli atti giuridici che disciplinano il

funzionamento dell’Eurosistema.

Il Comitato per le operazioni di mercato (MOC) supporta l’esecuzione delle operazioni di

• politica monetaria e delle operazioni in valuta, comprese le transazioni effettuate nel quadro

degli AEC II e quelle per la gestione delle riserve ufficiali della BCE.

Il Comitato per la politica monetaria (MPC) esercita principalmente funzioni consultive

• su questioni strategiche e a più lungo termine concernenti la formulazione della politica

monetaria e del cambio ed è competente per le proiezioni macroeconomiche degli esperti

dell’Eurosistema.

Il Comitato per i sistemi di pagamento e regolamento (PSSC) offre assistenza per quanto

• riguarda l’operatività e il mantenimento di Target, la politica generale dei sistemi di

pagamento, aspetti di sorveglianza e questioni di interesse per le banche centrali nel settore

della compensazione e del regolamento delle transazioni in titoli.

Il Comitato per le statistiche (STC) coadiuva principalmente nella definizione e nella

• compilazione delle statistiche che vengono raccolte dalla BCE con l’ausilio delle BCN.

Nel 1998 il Consiglio direttivo ha inoltre istituito un Comitato per il bilancio preventivo

• (BUCOM), formato da rappresentanti della BCE e delle BCN dell’Eurosistema, che

fornisce assistenza e riferisce direttamente al Consiglio direttivo su questioni attinenti al

bilancio della BCE.

La Conferenza per le risorse umane (HRC), creata nel 2005, riunisce i capi del personale

• di tutte le banche centrali dell’UE. 18

Stabilità dei prezzi: obiettivo dell’Eurosistema

La disposizione principale del Trattato che istituisce la Comunità europea (Trattato CE) in materia

di politica monetaria sancisce che l’obiettivo primario dell’Eurosistema è il mantenimento della

stabilità dei prezzi. Incentrando su tale obiettivo la politica monetaria della BCE, il Trattato riflette

il pensiero economico moderno per quanto concerne il ruolo, la portata e i limiti della politica

monetaria e stabilisce il fondamento per l’assetto istituzionale e organizzativo del sistema di banche

centrali nell’Unione economica e monetaria.

Vi sono valide ragioni per la definizione dell’obiettivo di preservare la stabilità dei prezzi.

Innanzitutto, come confermano decenni di esperienza pratica e numerosi studi economici, il

conseguimento di una stabilità durevole dei prezzi rappresenta il maggiore contributo che la politica

monetaria possa offrire al miglioramento delle prospettive economiche e all’innalzamento del

tenore di vita dei cittadini.

In secondo luogo, i fondamenti teorici e l’esperienza dimostrano che la politica monetaria può

incidere, in ultima istanza, esclusivamente sul livello dei prezzi, mentre non esercita alcuna

influenza durevole sulle variabili dell’economia reale, se non attraverso gli effetti positivi della

stabilità dei prezzi. Mantenere stabili i prezzi rappresenta, quindi, il solo obiettivo realizzabile per la

politica monetaria unica nel medio periodo.

L’Eurosistema deve operare in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in

libera concorrenza, favorendo un’efficiente allocazione delle risorse.

Stabilità dei prezzi: definizione

Pur indicando chiaramente che l’obiettivo principale della BCE è il mantenimento della stabilità dei

prezzi, il Trattato che istituisce la Comunità europea non ne precisa il significato. Nell’ottobre 1998

il Consiglio direttivo della BCE ha, pertanto, annunciato una definizione quantitativa.

Il Consiglio direttivo ha definito la stabilità dei prezzi come “un aumento sui dodici mesi

dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) per l’area dell’euro inferiore al 2%” e ha

specificato che deve essere preservata “su un orizzonte di medio termine”.

Nel maggio 2003, in seguito a un’approfondita valutazione della strategia di politica monetaria della

BCE, il Consiglio direttivo ha confermato tale definizione e ha chiarito che, nell’ambito di

quest’ultima, si prefigge di mantenere l’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio

periodo.

Il riferimento allo “IAPC per l’area dell’euro” indica che la finalità della politica monetaria della

BCE è preservare la stabilità dei prezzi nell’insieme dell’area, mirando a salvaguardare pienamente

e con efficacia il potere d’acquisto della moneta. Lo IAPC è la misura che rende con la migliore

approssimazione le variazioni di prezzo registrate nel tempo da un paniere rappresentativo di beni e

servizi al consumo acquistati dalle famiglie dell’area dell’euro.

L’espressione “inferiore al 2%” stabilisce in modo chiaro il limite superiore dell’inflazione misurata

sullo IAPC compatibile con la stabilità dei prezzi nel medio termine. Nel contempo, il 19

perseguimento di un tasso di inflazione positivo ma contenuto, “prossimo al 2%”, fornisce “un

margine adeguato a salvaguardia dai rischi di deflazione”. La definizione quantitativa di stabilità dei

prezzi data dalla BCE tiene conto, del pari, di possibili distorsioni nella misurazione dello IAPC e

delle implicazioni dei differenziali di inflazione di natura strutturale presenti nell’area.

L’espressione “su un orizzonte di medio termine” indica che la politica monetaria non può regolare

in maniera puntuale l’andamento dei prezzi e dell’inflazione nel breve arco di alcuni mesi. Le

manovre di politica monetaria esplicano sempre i loro effetti con un significativo sfasamento

temporale e l’entità complessiva dell’esito è incerta. Di conseguenza, la politica monetaria non è in

grado di neutralizzare in poco tempo tutti gli shock imprevisti al livello dei prezzi. Una certa

variabilità dell’inflazione nel breve periodo è pertanto inevitabile.

Ragioni di una definizione quantitativa

La decisione di annunciare una definizione quantitativa di stabilità dei prezzi è riconducibile a tre

considerazioni principali:

Chiarendo gli obiettivi della politica monetaria, la definizione contribuisce ad accrescerne la

• trasparenza.

Una definizione quantitativa costituisce un parametro in base al quale il pubblico può

• valutare l’operato della BCE. Poiché possibili scostamenti rispetto alla definizione sono

facilmente individuabili dai cittadini, la BCE è tenuta a spiegare come intende ripristinare la

stabilità dei prezzi entro un lasso di tempo accettabile.

La definizione fornisce un orientamento in base al quale il pubblico può formare le proprie

• aspettative riguardo all’andamento futuro dei prezzi. Stabilizzare le attese di inflazione a

lungo termine su livelli coerenti con la stabilità dei prezzi agevola il compito della politica

monetaria, migliorandone l’efficacia.

Vantaggi della stabilità dei prezzi

L’obiettivo della stabilità dei prezzi va inteso con riferimento al loro livello generale in

un’economia e consiste nell’evitare prolungati periodi tanto di inflazione quanto di deflazione. La

stabilità dei prezzi aiuta a conseguire elevati livelli di attività economica e occupazione in diversi

modi. Rende più facile per i cittadini individuare le variazioni dei prezzi relativi, poiché queste non

• sono offuscate dalle fluttuazioni del livello generale dei prezzi, consentendo a imprese e

consumatori di basare le proprie decisioni di spesa e investimento su informazioni migliori.

A sua volta, ciò permette al mercato di allocare le risorse con maggiore efficienza. Aiutando

a dirigere le risorse verso gli impieghi più produttivi, la stabilità dei prezzi aumenta il

potenziale di crescita dell’economia.

Se gli investitori possono avere la certezza che i prezzi resteranno stabili, non richiederanno

• un “premio per il rischio di inflazione” per compensare le potenziali perdite connesse con la

detenzione di attività nominali a più lungo termine. Riducendo l’incidenza di tali premi sul

tasso di interesse reale, la politica monetaria può promuovere l’efficienza allocativa del

mercato dei capitali e stimolare quindi l’attività di investimento, che a sua volta è in grado di

favorire il benessere economico.

La fiducia nel mantenimento della stabilità dei prezzi riduce le probabilità che privati e

• imprese distolgano risorse dagli impieghi produttivi per tutelarsi dall’inflazione. Ad

esempio, un contesto di elevata inflazione incentiva a fare scorta di beni reali poiché, in tali

circostanze, questi conservano il proprio valore meglio della moneta e di alcune attività 20


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Dispense al corso di Economia Politica messe a disposizione dal Prof. Piero Bini, a cura di Claudio Picozza. Al loro interno sono trattati i temi dell'integrazione europea in ambito economico e monetario: l'unione monetaria del 2009, il sistema europeo di banche centrali (SEBC), struttura, funzioni e obiettivi della Banca Centrale Europea (BCE).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
Docente: Bini Piero
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bini Piero.

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