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Espropriazione forzata presso terzi - C.Cass. 13069/07

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile II, tenute dal Prof. Antonio Carratta nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un articolo del Prof. Finocchiaro in commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 13069 del 2007. La pronuncia stabilisce che il terzo... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile II docente Prof. A. Carratta

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giurisprudenza

sia proposta opposizione all’esecuzione nel corso di un procedimento di

espropriazione presso terzi si pone un’alternativa secca: o si afferma o si nega

la sussistenza del litisconsorzio necessario, restando esclusa una soluzione

possibilista ed ondivaga.

3. – Da quanto precede discende che le soluzioni possibili al quesito

vengono ridotte a due, le quali – essendo cosı̀ nettamente contrapposte –

non possono essere considerate che congiuntamente, atteso che l’adesione al-

l’una importa necessariamente il rigetto dell’altra e viceversa.

In base alla considerazione che il terzo debitore è direttamente interes-

sato della sorte del pignoramento compiuto presso di lui, poiché l’eventuale

dichiarazione d’illegittimità o invalidità del pignoramento incide sulla sua

obbligazione al pagamento della somma di denaro ovvero alla consegna

del bene mobile – come ricordato anche nella motivazione della pronuncia

in esame – la S.C. ha concluso che il terzo debitore sia litisconsorte nei giu-

dizi di opposizione all’esecuzione (5).

Al contrario, in altre pronunce (compresa quella in commento), in virtù

del rilievo che il terzo debitore è estraneo al rapporto processuale tra debitore

esecutato e creditori concorrenti, la giurisprudenza di legittimità ha affermato

il principio opposto, in virtù del quale il terzo debitore non è litisconsorte ne-

cessario (6).

gendosi espressamente la tesi secondo cui si dovrebbe fare riferimento alla prospettazione

fatta valere in concreto dall’attore, si precisa che il giudice, per stabilire l’applicabilità del-

l’art. 102 c.p.c., deve provvedere alla qualificazione giuridica della situazione azionata.

(5) Cosı̀, con specifico riferimento al giudizio di opposizione all’esecuzione, cfr.

Cass. 1º ottobre 1997, n. 9571.

Sempre per l’affermazione della sussistenza di un’ipotesi di litisconsorzio necessario

con il terzo debitore, ma in relazione alla particolare ipotesi di opposizione proposta dal

creditore pignorante avverso l’ordinanza del giudice dell’esecuzione dichiarativa dell’inef-

ficacia dell’eseguito pignoramento (che nella specie era stata pronunciata per ritenuta non

eseguibilità attuale dell’azione esecutiva, ai sensi dell’art. 1, comma 6º, d.l. 30 aprile 1981,

n. 168 conv. in l. 27 giugno 1981, n. 331, trattandosi di pignoramento di crediti dell’I-

NAM, ente soppresso e posto in liquidazione dopo la riforma sanitaria), v. Cass. 22 dicem-

bre 1987, n. 9527, in Giust. civ. 1988, I, 2050, nonché in Foro it. 1988, I, 1916.

In termini analoghi, nella giurisprudenza più risalente, v. Cass., sez. un., 8 novembre

1978, n. 5096 (in Foro it. 1979, I, 1217, nonché in Giust. civ. 1979, I, 268), che ha deciso

che nell’espropriazione presso terzi, il debitore del debitore esecutato è parte non soltanto

del procedimento di esecuzione, ma anche della controversia che insorga sul contenuto del-

la dichiarazione da lui resa in ordine all’esistenza del credito, ovvero sulla sua pignorabilità

od assegnabilità al creditore procedente, e, come tale, è legittimato a sostenere le proprie

ragioni in tutte le fasi del relativo giudizio.

(6) In questo senso, cfr. Cass. 29 novembre 1996, n. 10650, in Foro it. 1997, I,

1888.

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In termini simili, in base all’analogo rilievo, secondo cui le opposizioni

all’esecuzione che si possono svolgere nell’espropriazione presso terzi sono

caratterizzate dall’oggetto, costituito dalla contestazione del diritto di proce-

dere ad esecuzione forzata per mancanza del titolo esecutivo o del credito e

per impignorabilità dei beni, poi, la S.C., senza pronunciarsi direttamente sul

tema del litisconsorzio necessario, ma su quello strettamente collegato della

legittimazione processuale, ha avuto modo di escludere che il terzo debitore

sia legittimato a proporre opposizione all’esecuzione (7).

4. – Prima di prendere in considerazione lo specifico tema, per maggiore

chiarezza, pare opportuno innanzi tutto cercare, almeno succintamente, di

stabilire in quali casi sia applicabile l’art. 102 c.p.c.

Secondo la pressoché unanime opinione, la necessità della presenza di

più parti nel processo è un’applicazione della regola generale della legittima-

zione ad agire: il litisconsorzio necessario ricorre, dunque, ogni qualvolta vi

sia una legittimazione ad agire necessariamente congiunta di più soggetti, de-

terminata dalla affermata contitolarità di rapporti sostanziali inscindibili (8).

In altri termini, l’art. 102 c.p.c. opera in tutti i casi in cui gli effetti del prov-

vedimento richiesto al giudice non possono prodursi se non, congiuntamente,

per tutti i contitolari del rapporto plurisoggettivo dedotto in giudizio quale

causa petendi (9).

Soppiantata l’opinione secondo cui il litisconsorzio necessario sussiste-

rebbe esclusivamente nei casi espressamente stabiliti dalla legge, questi ri-

mangono comunque fondamentali. Secondo la tesi che si è ormai definitiva-

mente imposta, infatti, l’art. 102 c.p.c. è una norma «in bianco» che deve es-

sere riempita dall’interprete avvalendosi delle varie previsioni esplicite di

legge, le quali, sebbene non tassativamente esaurienti, sono preziose indica-

In termini sostanzialmente coincidenti, v. altresı̀ Cass. 4 dicembre 1981, n. 6431, che

ha deciso che nell’esecuzione forzata presso terzi, il terzo che abbia reso la dichiarazione

senza che sulla stessa siano sorte contestazioni, rimane estraneo al rapporto processuale ed

anche al giudizio di opposizione all’esecuzione, nel quale la controversia rimane limitata al

diritto della parte istante di procedere all’esecuzione forzata, involgendo esclusivamente le

posizioni – sostanziali e processuali – dell’esecutante e dell’esecutato, fermo restando ov-

viamente il diritto del terzo di intervenire ex art. 105 c.p.c. per sostenere le ragioni dell’op-

ponente, nel caso in cui questi mirasse a far accertare la impignorabilità del credito oggetto

dell’esecuzione.

(7) Cosı̀ Cass. 21 gennaio 2000, n. 687, in Foro it. 2002, I, 527, con nota di P. Grip-

po, La tutela del debitor debitoris nell’espropriazione presso terzi secondo gli attuali

orientamenti della Corte di cassazione.

(8) C. Ferri, op. cit., 303; C. Mandrioli, op. cit., 371; C. Punzi, Il processo civile.

Sistema e problematiche, vol. I, Torino 2008, 319.

(9) G. Balena, Elementi di diritto processuale, 4ª ed., vol. I, Bari 2007, 206.

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giurisprudenza

zioni esemplari per individuare le diverse rationes, in base alle quali estende-

re il litisconsorzio necessario anche a casi simili non contemplati dal legisla-

tore (10).

Le disposizioni che prevedono espressamente il litisconsorzio necessa-

rio, sono divise in tre categorie a seconda del diverso fondamento delle sin-

gole norme e, di conseguenza, del diverso ruolo che può essere loro ricono-

sciuto.

Analiticamente, il litisconsorzio necessario può essere previsto dalla leg-

ge: a) per una valutazione di mera opportunità (è l’insieme più eterogeneo e

che – per definizione – non può essere ridotto a sistema, sicché deve esclu-

dersi che le norme che lo prevedano, possano essere applicate in via analo-

gica o estensiva); b) per ragioni di diritto sostanziale, essendo unitario il rap-

porto giuridico plurisoggettivo (è la serie più importante e più ampia di ipo-

tesi di litisconsorzio necessario, atteso che di volta in volta occorre verificare,

in base alle norme di diritto sostanziale applicabili, i soggetti nei cui confronti

la sentenza da pronunciarsi all’esito del processo è destinata a produrre effet-

ti) (11); c) come conseguenza della circostanza che il legislatore abbia attri-

buito l’esercizio dell’azione ad un legittimato straordinario (quest’ultima ipo-

tesi è quella che appare dai contorni meno netti e che, pertanto, deve essere

considerata con maggiore attenzione, anche perché è quella che probabilmen-

te ha ingenerato la denunciata confusione sulla specifica questione decisa

dalla pronuncia in commento).

5. – Con specifico riferimento alla necessità di integrare sempre il con-

traddittorio anche nei confronti del sostituto in caso di legittimazione straor-

dinaria (l’esempio più chiaro di questo insieme di disposizioni, come ben no-

to, è quello di cui all’art. 2900 c.c., in tema di azione surrogatoria), devono

compiersi alcune osservazioni concorrenti.

Innanzi tutto, deve sottolinearsi che le ipotesi di legittimazione straordi-

naria sono eccezionali: derogando al principio generale di cui all’art. 81

(10) In questo senso, limitando le citazioni ad alcuni dei più recenti manuali: G. Ba-

lena, op. cit., 207-211; C. Consolo, Spiegazioni di diritto processuale civile, 5ª ed., vol. II,

Padova 2006, 474; F.P. Luiso, op. cit., 287; G. Monteleone, op. cit., 206-207; N. Picardi,

Manuale del processo civile, Milano 2006, 182-184.

(11) Più nel dettaglio, come chiarito da C. Ferri, op. cit., 305-306, in relazione, al-

l’ipotesi di cui nel testo, il litisconsorzio necessario ricorre: 1) ove la domanda giudiziale

sia diretta ad ottenere una sentenza costitutiva in relazione ad un rapporto plurilaterale; 2)

nei casi di pronunce di condanna o di mero accertamento, qualora il diritto soggettivo de-

dotto e oggetto della cognizione sia indivisibile (ciò accade in relazione ad ogni processo

avente ad oggetto l’accertamento mero su diritti relativi a beni in comproprietà, o la con-

danna a consegnare o rilasciare beni in comproprietà o a compiere un fare o un non fare

inscindibile da parte di una pluralità di soggetti).

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c.p.c., le stesse possono essere imposte soltanto dal legislatore con norma

espressa e di stretta interpretazione.

Nel contempo, inoltre, è osservazione assai diffusa che la previsione

secondo cui il sostituto è parte necessaria del processo in cui è stato dedot-

to il diritto di cui è titolare e che sarà oggetto della decisione destinata ad

essere pronunciata ed ad acquisire efficacia del giudicato sostanziale, non

costituisce una regola eccezionale, ma attuazione del generale e fondamen-

tale principio del diritto di difesa, solennemente sancito dall’art. 24

Cost. (12).

Da ultimo, seguendo le indicazioni provenienti da una parte della dot-

trina (13), si può rilevare che all’interno della legittimazione straordinaria

(che ricorre ogni qualvolta viene attribuita ad un soggetto la possibilità di

far valere in giudizio in nome proprio un diritto altrui) si deve distinguere

lo speciale caso di sostituzione processuale, che ricorre allorché il legitti-

mato ordinario non è litisconsorte necessario (ipotesi che concretamente ri-

corrono nei casi di estromissione del garantito e dell’obbligato e di succes-

sione nel diritto controverso, ai sensi, rispettivamente, degli artt. 108, 109

e 111 c.p.c.).

6. – Compiuto questo succinto riepilogo della disciplina del litisconsor-

(12) Per questo rilievo, v. G. Balena, op. cit., 209; C. Consolo, op. cit., 485; F.P.

Luiso, op. cit., 296 (ove è esattamente osservato che in relazione a questa ipotesi – diver-

samente dagli altri casi in cui la legge stabilisce espressamente l’applicabilità dell’art. 102

c.p.c. – il litisconsorzio sussiste soltanto se l’iniziativa giurisdizionale è presa dal legittima-

to straordinario: al contrario, qualora l’iniziativa sia assunta dal legittimato ordinario, non

sussiste il litisconsorzio); N. Picardi, op. cit., 184; A. Proto Pisani, Appunti sul litisconsor-

zio necessario e sugli interventi, in Riv. dir. proc. 1994, 355.

In senso difforme v. C. Consolo, op. cit., 483-484, il quale, in relazione all’azione

surrogatoria nega che la previsione del litisconsorzio sia costituzionalmente obbligata, af-

fermando invece che «al legislatore si prospettava una alternativa», potendo, diversamente

da quanto ha fatto prevedendo espressamente il litisconsorzio necessario, astrattamente an-

che consentire al debitore-creditore surrogato «di intervenire o di essere chiamato nel pro-

cesso e, anche in caso contrario, prevedere nei suoi confronti l’estensione dell’efficacia del-

la sentenza e cosı̀ la sua facoltà di impugnarla (qualcosa di simile a quanto previsto dall’art.

111 c.p.c., in base al quale il successore a titolo particolare nel diritto controverso non è

litisconsorte necessario, ma può intervenire o essere chiamato in causa e comunque, anche

se ciò non accade, la sentenza lo vincola e può essere da lui impugnata)». Il medesimo a.,

di conseguenza, dubita che la mancata partecipazione al giudizio del debitore-creditore so-

stituito importi la radicale nullità ed inefficacia anche tra le altre parti della sentenza.

(13) A. Attardi, voce Legittimazione ad agire, in Dig. disc. priv., sez. civ., vol. X,

Torino 1993, 527-528; L. Montesano, G. Arieta, Diritto processuale civile, 3ª ed., vol.

I, Torino 1999, 268; F.P. Luiso, op. cit., 214, 346; A. Proto Pisani, Lezioni di diritto pro-

cessuale civile, 4ª ed., Napoli, 2002, 291. 1123

giurisprudenza

zio necessario ed in particolare in relazione all’ipotesi in cui la legge preveda

un’ipotesi di sostituzione processuale, vale volgere – anche se soltanto fuga-

cemente – lo sguardo all’espropriazione presso terzi.

Come ben noto, attraverso questo istituto i creditori possono soddisfarsi

sui crediti di cui il loro debitore è titolare nei confronti dei terzi, ovvero sui

beni mobili del debitore che siano in possesso di terzi.

Mentre la definizione che precede può essere considerata pacifica, assai

controverso è in dottrina (14) se il creditore che procede in via esecutiva agi-

sca iure proprio (sottoponendo ad espropriazione beni che rientrano nel pa-

trimonio del proprio debitore, ancorché «presso terzi»), ovvero utendo iuri-

bus del debitore (attraverso l’attribuzione di una legittimazione straordinaria,

o – secondo altra ricostruzione non esattamente conforme – con una speciale

ipotesi di azione surrogatoria).

Nonostante in sé l’alternativa tra l’una e l’altra teoria possa apparire me-

ramente descrittiva, a causa del silenzio serbato dal legislatore su molti aspet-

ti della disciplina dell’espropriazione presso terzi, l’adesione all’una o all’al-

tra soluzione finisce con il riverberarsi in modo significativo anche sulle que-

stioni più minute e di grande rilevanza pratica.

Vale fin da subito anticipare che, come si cercherà di dimostrare, seguire

l’una o l’altra tesi è sostanzialmente irrilevante in relazione allo specifico de-

cisum della sentenza in commento, ma pare opportuno occuparsi comunque

del tema, perché sembra essere in grado di spiegare il perché vi sia tanta con-

fusione in generale sulla materia.

Tra le altre questioni che sono condizionate dalla diversa soluzione

che si dà al dilemma se il creditore procedente agisca iure proprio ovvero

utendo iuribus, vi è ovviamente anche quella rivolta a stabilire se nel giu-

dizio di accertamento del debito del terzo sia litisconsorte necessario –

oltre al creditore che l’ha promosso e al terzo – anche il debitore esecu-

tato. Nonostante ciò, però, seguendo il consolidato orientamento giurispru-

denziale (15), la pressoché univoca dottrina – senza alcuna distinzione – af-

(14) Per una completa ed esaustiva disamina delle diverse posizioni, v. in modo

esemplare A. Saletti, Il giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato, in

Riv. dir. proc. 1998, 996 ss.

(15) Nel senso che nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo, ai sensi degli

artt. 548 e 549 c.p.c., sono litisconsorti necessari il debitore, il terzo debitore e il creditore

procedente, la giurisprudenza di legittimità appare monolitica: cfr. Cass. 9 gennaio 2007, n.

217 (che di conseguenza ha ritenuto applicabile, in sede di impugnazione, il disposto del-

l’art. 331 c.p.c.); Cass. 10 maggio 2000, n. 5955 (che nella specie ha deciso che l’interve-

nuta rinuncia da parte del creditore procedente non accettata dal debitore esecutato non

esclude il litisconsorzio e, quindi, l’applicabilità in sede di impugnazione dell’art. 331

c.p.c.); Cass., sez. un., 18 dicembre 1985, n. 6460 (in Foro it. 1986, I, 390, con nota di

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ferma che nel giudizio ex art. 548 c.p.c. sono litisconsorti necessari sia il cre-

ditore procedente, sia il terzo, sia il debitore esecutato (16).

Ma, in una con l’unico autore che esclude la sussistenza del litisconsor-

zio (17), questa soluzione è da ritenersi incompatibile con la tesi preferibile,

Proto Pisani, nonché in Dir. lav. 1986, II, 57, che ha deciso che ove il credito che si intenda

assoggettare ad espropriazione presso terzi abbia origine in un rapporto di lavoro di cui

all’art. 409 c.p.c., la domanda di accertamento del credito proposta dal creditore istante

contro il terzo debitor debitoris dà luogo ad un giudizio che rientra nella competenza

per materia del pretore-giudice del lavoro, al quale deve necessariamente partecipare anche

il debitore esecutato e che sfocia in un accertamento del credito che fa stato nei confronti di

quest’ultimo); Cass. 13 gennaio 1979, n. 281 (in Foro it. 1979, I, 650, nonché in Giust. civ.

1979, I, 610, ed in Giur. it. 1980, I, 1, 163, con nota di T. Segrè, Diversità di una delle

parti e litispendenza, ed ivi, 1748, con nota di G. Franchi, Sull’identificazione della causa

di accertamento del credito pignorato, che ha affermato che qualora, in tema di espropria-

zione presso terzi, sia sorta contestazione intorno alla dichiarazione resa dal terzo ed il pre-

tore, ai sensi dell’art. 548 c.p.c., abbia rimesso le parti dinanzi al tribunale competente per

valore per l’accertamento dell’esistenza del rapporto obbligatorio fra debitore e terzo, ed in

seguito risulti che, dinanzi ad un altro tribunale, già pendeva una controversia fra debitore e

terzo, avente ad oggetto il medesimo rapporto obbligatorio, il tribunale successivamente

adito deve dichiarare la litispendenza e il creditore, quale litisconsorte necessario nel giu-

dizio di accertamento dell’obbligo del terzo verso il debitore, deve intervenire dinanzi al

giudice preventivamente adito).

In senso conforme, ma obiter tantum, si possono ricordare altresı̀ Cass. 15 luglio

1987, n. 6242, e Cass. 13 gennaio 1983, n. 249.

(16) Tra i sostenitori della tesi per cui il creditore procedente agisce utendo iuribus,

sicché sussiste litisconsorzio necessario, si ricordano: C. Mandrioli, Diritto processuale ci-

vile, 19ª ed., vol. IV, Torino 2007, 123; G. Balena, Elementi di diritto processuale, 4ª ed.,

vol. III Bari, 2007, 154.

All’opposto, tra coloro che aderiscono alla tesi secondo cui il creditore pignorante

agisce iure proprio, ma nonostante ciò affermano il ricorrere di un caso di litisconsorzio

necessario, cfr.: G. Arieta, F. De Santis, L’esecuzione forzata, in Trattato di diritto proces-

suale civile, Padova 2007, 900 e 999; P. Castoro, Il processo di esecuzione nel suo aspetto

pratico, 10ª ed., Milano 2006, 525; C. Consolo, Spiegazioni di diritto processuale civile, 5ª

ed., vol. I, Padova 2006, 387; C. Ferri, in L.P. Comoglio, C. Ferri, M. Taruffo, Lezioni sul

processo civile, 4ª ed., vol. II, Bologna 2006, 393; G. Monteleone, Manuale di diritto pro-

cessuale civile, 4ª ed., vol. II, Padova 2007, 199; C. Punzi, Il processo civile. Sistema e

problematiche, vol. 4ª, Torino 2008, 84, ove questa conclusione è giustificata in ragione

«del collegamento e della interferenza del rapporto tra creditore e debitore con il rapporto

tra debitore e terzo»; R. Vaccarella, voce Espropriazione presso terzi, in Dig. disc. priv.,

sez. civ., vol. VIII, Torino 1992, 117.

In senso conforme, ma senza affrontare il tema se il creditore procedente nell’espro-

priazione presso terzi agisca iure proprio o utendo iuribus, v. N. Picardi, op. cit., 541-542.

(17) F.P. Luiso, Diritto processuale civile, 4ª ed., vol. III, Milano 2007, 82.

Non prende espressamente posizione sulla specifica questione circa il litisconsorzio

A. Saletti, op. cit., 996 ss.


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile II, tenute dal Prof. Antonio Carratta nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un articolo del Prof. Finocchiaro in commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 13069 del 2007. La pronuncia stabilisce che il terzo debitore non è litisconsorte necessario nel giudizio di opposizione all'espropriazione forzata presso terzi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carratta Antonio.

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