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Opinioni

Processo civile

Processo di esecuzione

Le controversie in sede

distributiva fra «diritto

al concorso» e «sostanza»

delle ragioni creditorie (*)

di Antonio Carratta

Negli ultimi anni, nell’ambito del processo civile, si sono succedute riforme legislative spesso approssimati-

ve e lacunose, quale per esempio la nuova disciplina sulle controversie in sede di distribuzione del ricavato

introdotta con le riforme del 2005, oggetto di critiche e perplessità. Partendo dall’analisi della natura e fun-

zione della fase distributiva del ricavato nell’espropriazione forzata lo scritto si sofferma, in particolare, sulla

questione dell’oggetto delle controversie che, in questa fase, possono sorgere a norma dell’art. 512 c.p.c.,

anche alla luce delle riforme intervenute nel 2005. Questione, la cui soluzione inevitabilmente si riflette an-

che sul possibile coordinamento, da un lato, fra le controversie «distributive» e l’eventuale «riconoscimen-

to» (tacito o espresso) del credito degli intervenuti sine titulo, ai sensi dell’art. 499, co. 6, c.p.c., e, dall’altro,

fra le prime e l’opposizione all’esecuzione dell’art. 615 c.p.c.

Premessa Non v’è dubbio, d’altro canto, che strettamente col-

legata a questa è una serie di altre questioni che pu-

Che il frenetico e purtroppo infecondo succedersi di re sono emerse fra i primi commentatori: - dall’effet-

riforme legislative degli ultimi anni - riforme più o tiva articolazione del procedimento che si apre a se-

meno approssimative e lacunose (quasi «gregge sen- guito della proposizione della controversia «distri-

za pastore» direbbe Virgilio Andrioli) - faccia emer- butiva»; - al valore del richiamo, da parte dell’art.

gere numerose e complesse questioni interpretative 512, delle «forme e termini» di cui al comma 2 del-

è una realtà sotto gli occhi di tutti (1). Ciò vale e l’art. 617 c.p.c.; - alla sopravvivenza o meno della re-

non poteva essere diversamente - anche con riferi- gola sulla competenza del giudice fissata dall’art. 17,

mento alla malferma nuova disciplina sulle contro- comma 3, c.p.c.; - alla disciplina del «giudizio di me-

versie in sede di distribuzione del ricavato, introdot- rito» da instaurare a seguito dell’«impugnazione»

ta con le riforme del 2005. In questo caso l’attenzio- dell’ordinanza sommaria, con la quale il giudice del-

ne dei primi commentatori è stata attratta soprattut- l’esecuzione risolve prima facie la controversia; - al

to dalla questione dell’individuazione dell’oggetto coordinamento fra le controversie «distributive» e

delle controversie in sede di distribuzione del ricava- l’eventuale «riconoscimento» (tacito o espresso) del

to, e cioè se queste si limitino alla contestazione del credito degli intervenuti sine titulo da parte del debi-

c.d. «diritto al concorso» dei creditori concorrenti e tore, ai sensi dell’art. 499, comma 6; - al coordina-

la loro risoluzione sia, di conseguenza, destinata a

produrre effetti meramente endoprocedimentali o

se, invece, il loro oggetto sia - come continua a pre- Note:

vedere il comma 1 dell’art. 512 c.p.c. - «la sussisten- (*) Relazione tenuta al Convegno “La riforma dell’esecuzione

za o l’ammontare di uno o più crediti» o «la sussi- forzata”, Università degli studi di Trento, 9 marzo 2007. Il testo è

stenza di diritti di prelazione» ed i provvedimenti stato integrato e aggiornato con le note.

che le definiscano possano assumere, come avveni- (1) Di un legislatore che «si muove freneticamente, dispone, vo-

ta, approva articoli su articoli, sembra svolgere il lavoro con la vi-

va nel sistema previgente, una efficacia extraproces- vace eccitazione del Bianconiglio di Alice: è tardi, non c’è tempo,

suale di giudicato sul diritto di credito portato ad bisogna correre …» parla Vandelli, Psicopatologia delle riforme

esecuzione. quotidiane, Bologna, 2006, 22. 559

Corriere giuridico 4/2009

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Processo civile dell’eventuale sua prelazione. Vi era concordia, per-

mento fra il rimedio delle controversie «distributi-

ve» e l’eventuale esercizio (sempre che se ne am-

metta l’esperibilità) dell’opposizione agli atti esecu- Note:

tivi avverso l’atto di intervento del creditore sine ti- (2) Garbagnati, Il concorso dei creditori nel processo di espro-

tulo; - al coordinamento con l’opposizione all’esecu- priazione, Milano, 1959, 78 ss., spec. 90; v. anche Id., Espropria-

zione dell’art. 615 c.p.c.; - all’ambito di esercizio del zione e distribuzione della somma ricavata, in Riv. dir. proc.,

1971, 175 ss., spec. 198 ss.; Id., Sterilità di una pseudo-polemi-

potere del giudice dell’esecuzione di sospensione ca sul titolo esecutivo, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1967, 318 ss.;

della distribuzione del ricavato; - al rapporto tra Id., Espropriazione, azione esecutiva e titolo esecutivo, ivi, 1956,

1304 ss., spec. 1331 ss.; Id., Espropriazione ingiusta e ripetizio-

l’«impugnazione» avverso l’ordinanza sommaria del ne dell’indebito, in Foro pad., 1971, I, 15 ss.

giudice dell’esecuzione pronunciata a norma del La conclusione di cui nel testo a fortori vale per chi ha autorevol-

comma 1 dell’art. 512 c.p.c. ed il reclamo cautelare mente negato, nel passato, la riconduzione dell’esecuzione for-

zata all’ambito della giurisdizione, sul presupposto che questa in-

contro il provvedimento di sospensione della «di- teressi solo le funzioni giudiziali idonee a produrre giudicato: era

stribuzione della somma ricavata», proponibile ai - come noto - l’impostazione di Allorio, Su una recente costru-

sensi del novellato art. 624, comma 2, c.p.c. zione dell’esecuzione forzata, in Giur. it., 1950, IV, 161 ss. (ora in

Problemi di diritto, II, Milano, 1957, 297 ss.); Id., Saggio polemi-

Si tratta di questioni la cui soluzione, come è facile co sulla «giurisdizione» volontaria, in Riv. trim. dir. e proc. civ.,

intuire, risulta in molti casi condizionata proprio 1948, 486 ss. (ora in Problemi di diritto, cit., II, 3 ss.); Id., Nuove

dalla posizione che si ritenga di assumere con riferi- riflessioni in tema di giurisdizione e di giudicato, in Problemi, cit.,

II, 57 ss.

mento al «nocciolo» della discussione intorno alle (3) Secondo l’impostazione in proposito seguita, già nel vigore

controversie «distributive», ovvero il loro oggetto e del codice del 1865, da Satta, La rivendita forzata, Milano, 1933,

- conseguentemente - l’efficacia (endo - o anche ex- 88 ss. e da Carnacini, Contributo alla teoria del pignoramento,

tra-esecutiva) della loro decisione. Padova, 1936, 7 ss. Successivamente, in senso analogo, Satta,

Commentario al c.p.c., III, Milano, 1965, 171 s.; I ., L’esecuzio-

D

ne forzata, Torino, 1963, 115 e 181; Allorio-Colesanti, voce Ese-

Natura e funzione della distribuzione cuzione forzata (dir. proc. civ.), in Nss. Dig. it., VI, Torino, 1960,

del ricavato nel sistema del codice del 1940 724 ss., spec. 744 s.; Denti, voce Distribuzione della somma ri-

cavata, in Enc. dir., XIII, Milano, 1964, 321 ss., spec. 328 ss.; Tra-

Proprio per questa ragione, prima di entrare nel me- vi, voce Distribuzione della somma ricavata, in Nss. Dig. it., V, To-

rito dei richiamati profili problematici, conviene rino, 1960, 1144 ss.; Tarzia, L’oggetto del processo di espropria-

zione, Milano, 1961, 50 ss.; Bonsignori, Assegnazione forzata e

brevemente soffermarsi sulla natura che riveste la distribuzione del ricavato, Milano, 1962, 211 ss.; Id., voce Distri-

fase distributiva nell’ambito del processo esecutivo, buzione del ricavato, in Enc. giur. Treccani, XI, Roma, 1989, par.

perché a questa è strettamente connessa la scelta 19; Micheli, Dell’esecuzione forzata, in Comm. al c.c., a cura di

Scialoja e Branca, Bologna-Roma, 1977, 13 ss.; Verde, Interven-

che il legislatore del 1940 ha compiuto nell’intro- to e prova del credito nell’espropriazione forzata, Milano, 1968,

durre una norma come quella di cui all’art. 512 43 ss.; Oriani, L’opposizione agli atti esecutivi, Napoli, 1987, 190

ss.; Id., La determinazione dei crediti ai fini del concorso, in Riv.

c.p.c. trim. dir. e proc. civ., 1993, 131 ss.; Saletti, Processo esecutivo

È noto come sulla natura della fase distributiva si e prescrizione, Milano, 1992, 182 ss.; Chiarloni, Giurisdizione e

siano delineati nel passato due contrapposti orienta- amministrazione nell’espropriazione forzata, in Riv. trim. dir. e

proc. civ., 1993, 83 ss., spec. 110 ss.; Capponi, La verificazione

menti. dei crediti nell’espropriazione forzata, Napoli, 1990, spec. 84 ss.

Secondo un primo orientamento anche alla fase di- e 180 ss.; Id., Lineamenti del processo esecutivo, Bologna,

stributiva andrebbe riconosciuta mera funzione ese- 2008, 270 ss.; Bove, L’esecuzione forzata ingiusta, Torino, 1996,

26 ss., 167 ss. e 186 ss.; Luiso, Diritto processuale civile, III, Mi-

cutiva, in quanto «la funzione svolta dall’organo lano, 1999, 158 ss.

giurisdizionale non è funzione di accertamento, ma Più di recente, nello stesso senso, Mandrioli, Diritto processua-

19a

rientra semplicemente nel quadro delle attività le civile, IV, ed.,Torino, 2007, 26 ss.; Monteleone, Diritto pro-

cessuale civile, cit., II, 162 ss.; Punzi, Il processo civile. Sistema

coordinate all’attuazione esecutiva» (2), intenden- e problematiche, IV, Torino, 2008, 138 s.; Barletta, La stabilità

do per tali tutte le attività compiute dagli organi della vendita forzata, Napoli, 2002, 2 ss. e 16 ss.; Romano,

Espropriazione forzata e contestazione del credito, Napoli, 2008,

esecutivi fino all’effettivo soddisfacimento del cre- 43 ss. e 222 ss.

ditore (3). Si ammetteva comunemente, tuttavia, Invece, per la distinzione funzionale e strutturale della fase liqui-

che solo a seguito della contestazione ex art. 512 dativa dell’esecuzione espropriativa e di quella satisfattiva, risa-

lente - in una prima prospettazione - a Menestrina, L’accessione

c.p.c. si sarebbe avuto l’esercizio di un’azione cogni- nell’esecuzione. Un contributo alla teoria del cumulo processua-

tiva e l’apertura del relativo processo a cognizione le, Milano, 1962 (rist.), 205 ss., v. soprattutto Andrioli (Il concor-

piena con il conseguente accertamento dei crediti. so tra creditori nell’esecuzione singolare, Roma, 1937, 12 ss.),

Segni (La sentenza dichiarativa di fallimento, in Scritti giuridici, II,

In tale contesto, l’esercizio di una o più azioni di- Torino, 1965, 1187 ss.; Id., La legittimazione del fallito nel giudi-

chiarative in sede distributiva era diretto ad accerta- zio di verificazione dei crediti, ivi, II, cit., 1121 ss.) e, in un primo

momento, Garbagnati, (Il concorso dei creditori nell’espropria-

re l’illegittimità, totale o parziale del progetto di ri- zione singolare, Milano, 1938, 13 s. e 140 ss.; ma dello stesso v.

parto, previo accertamento dell’esistenza o inesi- anche il superamento della distinzione in Id., Il concorso dei cre-

stenza di un diritto di credito incluso nel riparto o ditori, cit., 41 ss.; Id., Espropriazione liquidativa, cit., 1335 ss.).

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ziari (6), una sorta di «citazione per pagamento»

ciò, nel ritenere estraneo al processo esecutivo qual- secondo la formula utilizzata nel passato da Lodo-

siasi aspetto di natura cognitiva e nell’ammettere vico Mortasa (7).

che esigenze di questa natura siano assorbite, da un

lato, dal possesso del titolo esecutivo e, dall’altro la-

to, dalla possibilità di esercizio delle opposizioni di Note:

merito. (4) Così, soprattutto, Garbagnati, Espropriazione forzata e distri-

Mentre, invece, nell’ambito dei sostenitori della na- buzione del ricavato, cit., 203; Id., Espropriazione ingiusta e ripe-

tura «esecutiva» anche della fase distributiva, emer- tizione dell’indebito, cit., 15 ss.; Id., Preclusione pro iudicato e ti-

gevano posizioni differenti sul problema della stabi- tolo ingiuntivo, in Riv. dir. proc., 1949, I, 302 ss.; Denti, voce Di-

stribuzione della somma ricavata, cit., 328; Travi, voce Distribu-

lità o meno dei risultati della distribuzione contesta- zione della somma ricavata, cit., 1146; Tarzia, L’oggetto del pro-

ta. cesso di espropriazione, cit., 46 ss.; Chiarloni, Giurisdizione e

amministrazione, cit., 33 ss.; Saletti, Processo esecutivo e pre-

Alcuni fra costoro, infatti, escludevano che la distri- scrizione, cit., 182 ss.; Bove, L’esecuzione forzata ingiusta, cit.,

buzione del ricavato incontroversa potesse assumere 153 ss.

forza preclusiva di successive azioni cognitive e ini- (5) In questo senso, in particolare, Satta, Commentario, cit.,

ziative restitutorie da parte dell’esecutato (4). L’«ac- III, 216 e 414; Bonsignori, Assegnazione forzata, cit., 90 ss. e

254 ss.; Verde, Intervento e prova, cit., 7 ss.; Mazzarella, Pa-

certamento» ottenuto attraverso la distribuzione in- gamento ed esecuzione forzata (note esegetiche sull’art. 495

contestata avrebbe mere finalità endo-esecutive e c.p.c.), in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1967, 231 ss., spec. 244

potrebbe essere sempre capovolto attraverso un au- ss.; Oriani, L’opposizione agli atti esecutivi, cit., 411 ss.; Lui-

so, Diritto processuale civile, cit., III, 170; Capponi, La verifi-

tonomo giudizio di cognizione, eventualmente in- cazione, cit., 180 ss.; Id., Intervento di creditori sforniti di ti-

trapreso dal debitore a conclusione dell’esecuzione e tolo esecutivo e stabilità della distribuzione forzata, in Giur.

diretto a riavere quanto indebitamente corrisposto. it., 1991, IV, 216 ss.; Id., Effetti della distribuzione forzata,

onere di specifica contestazione dell’esecutato, ripetizione di

Altri, partendo dalla considerazione che nella fase indebito ed «autorità» della distribuzione tra le stesse parti

distributiva sia previsto dal legislatore un termine del processo esecutivo in altra espropriazione successiva¸ in

Foro it., 1992, I, 1884 ss. Per la riaffermazione della medesi-

entro il quale vanno esercitate eventuali contesta- ma opinione anche dopo le riforme del 2005-2006 v. Id., Li-

zioni del riparto, arrivavano a riconoscere al riparto neamenti, cit., 298 ss., il quale osserva che «l’assenza di una

incontestato un carattere di stabilità, sebbene non norma che legittimi il debitore, che nulla ha eccepito (nel cor-

so dell’intero processo esecutivo, e quindi anche) in sede di

assimilabile alla stabilità propria del giudicato so- distribuzione, a ripetere quanto il creditore ha conseguito è

stanziale (5). un dato positivo costituente non già una lacuna della legge

Queste conclusioni non venivano condivise da …, bensì la positiva disciplina del processo d’esecuzione che,

entro certi limiti, assicura stabilità ai “risultati” che il credito-

quanti, invece, attribuivano alla fase distributiva re vi consegue».

natura propriamente cognitiva. Secondo quest’o- Su questa ricostruzione della fase distributiva rinvio, per alcune

rientamento, infatti, in caso di concorso di plura- considerazioni critiche, a Carratta, Il principio della non contesta-

zione nel processo civile, Milano, 1995, 453 ss.

lità di creditori nell’ambito dell’espropriazione sin- (6) Montesano, La cognizione sul concorso dei creditori nell’e-

golare, a seguito della liquidazione dei beni sotto- secuzione ordinaria, in Riv. trim. dir. proc. civ., 1968, 561 ss.,

posti a pignoramento si aprirebbe la fase distributi- spec. 563 ss.; ID, In difesa del titolo esecutivo e della cognizio-

va diretta a consentire il soddisfacimento in con- ne distributiva, in Riv. dir. proc., 1971, 595 ss., spec. 597 ss.;

Id., Conversione del pignoramento e distribuzione del denaro,

creto dei singoli creditori, previo «accertamento» ivi, 1965, 377 ss.; Id., Sulla devoluzione al fallimento della som-

del loro diritto di credito o con le modalità con- ma ricavata dall’espropriazione immobiliare, in Riv. trim. dir.

proc. civ., 1959, 55 ss.; Id., Oggetto della distribuzione e auto-

tenziose e decisorie dell’art. 512 c.p.c. o per le vie tutela del creditore pignoratizio, in Jus, 1962, 97 ss.; Id., La tu-

negoziali della distribuzione «concordata» ai sensi tela giurisdizionale dei diritti, Torino, 1994, 205 ss., testo e nota

dell’art. 541 c.p.c., in caso di espropriazione mobi- 281; v. anche Mandrioli, L’azione esecutiva. Contributo alla teo-

ria unitaria dell’azione e del processo, Milano, 1954, 547 ss.;

liare, o degli artt. 597 e 598 c.p.c., in caso di espro- Costa, L’intervento in causa, Torino, 1953, 337 ss.; Id., Manuale

priazione immobiliare. Al fine di armonizzare il si- di diritto processuale civile, Torino, 1980, 530 ss.; Lanfranchi, La

stema, si è perciò ritenuto che: a) gli intervenuti verificazione del passivo nel fallimento, Milano, 1979, 218 ss. In

proposito v. già Liebman, Le opposizioni di merito nel processo

non titolati non esercitino azioni esecutive e lo di esecuzione, Roma, 1931, 202 s., per il quale «in quanto i cre-

scopo della loro domanda sia partecipare alla di- ditori possano intervenire senza essere muniti di titolo esecuti-

vo, sono essi che con la loro domanda propongono un giudizio

stribuzione, indipendentemente dal possesso del ti- di cognizione per procurarselo in questa forma speciale, e, ne-

tolo esecutivo; b) la sanzione esecutiva si realizza gando il credito, il debitore non fa che difendersi contro la loro

con la trasformazione del bene in denaro, operata domanda».

dalla vendita e assegnazione, e dunque nella fase (7) Mortara, Commentario del codice e delle leggi di procedura

civile, V, Milano, 1905, 248 ss. e 496 ss., il quale - proprio a pro-

satisfattiva i creditori concorrenti partecipanti alla posito della domanda di collocazione del creditore intervenuto

distribuzione eserciterebbero delle ragioni credito- nell’ambito dell’espropriazione immobiliare - riteneva che essa

rie nei confronti esclusivamente degli organi giudi- «ha ufficio analogo ad una citazione per pagamento». 561

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In linea con queste considerazioni, l’essenza della fa- cesso civile, in Annali della Facoltà di Giurisprudenza dell’Univer-

sità di Genova, Milano, 1962, 109 ss., spec. 123 (ora anche in

se distributiva sarebbe data dalla «sostanza delle si- Scritti giuridici, I, Milano, 2007, 80 ss., spec. 94), per il quale «la

tuazioni soggettive vantate dai concorrenti», e come stabilità del progetto di ripartizione è a priori assicurata dal con-

tale essa sarebbe idonea a produrre una stabilità di senso degli interessati nell’ipotesi di distribuzione amichevole e,

a posteriori, dalla carenza di controversie tra debitore e creditore

risultati non solo, come è ovvio e come riconosce- ovvero tra creditori», e dunque «i provvedimenti finali del pro-

vano anche i sostenitori dell’orientamento contra- cesso esecutivo sono forniti di una stabilità che, se non è su-

scettibile (non si nega) di una valutazione complessiva quale è

rio, quando sorga la controversia ex art. 512, ma an- quella propria della stabilità promanante dall’autorità del giudica-

che quando questa non vi sia e alla distribuzione si to, può essere talvolta più intensa di quest’ultima»; in preceden-

sia pervenuti in maniera incontrastata. Salvo, poi, za, con riferimento al codice di rito del 1865, I ., La posizione del

D

creditore nell’esecuzione singolare e nel fallimento, in Foro it.,

dividersi, nel sostenere la funzione «cognitiva» del- 1934, IV, 148 ss.

la fase distributiva, fra chi attribuiva alla distribuzio- V. anche, nello stesso senso, la giurisprudenza della Cassazio-

ne non contestata valenza giurisdizional-conciliati- ne: Cass., sez. lav., 8 maggio 2003, n. 7036, in Riv. es. forzata,

2004, 258 ss., e ivi, 2005, 151 ss., con nota di Rosa, secondo la

va (8) e chi valenza più propriamente decisoria (9) quale la legge non attribuisce efficacia di giudicato al provvedi-

o di preclusione pro judicato (10). mento conclusivo del procedimento esecutivo, in coerenza con

le caratteristiche di quest’ultimo, che non si svolge nel contrad-

L’alternativa che emerge dalla discussione breve- dittorio delle parti e non tende ad un provvedimento di merito

mente tratteggiata si riduce, in buona sostanza, alla avente contenuto decisorio; essa, tuttavia, sancisce l’irrevoca-

scelta fra una qualificazione squisitamente esecutiva bilità dei provvedimenti del giudice esecutivo, una volta che es-

si abbiano avuto esecuzione (art. 487 c.p.c.); la definitività dei ri-

ed una, viceversa, cognitiva (o, anche cognitiva) sultati dell’esecuzione, d’altra parte, è insita nella chiusura di un

dell’azione esercitata dal creditore intervenuto sine procedimento svoltosi con il rispetto di forme idonee a salva-

titulo. E cioè, fra chi ritiene che l’espropriazione li- guardare gli interessi contrapposti delle parti, nel quadro di un

sistema di garanzie di legalità per la soluzione di eventuali con-

quidativa e l’espropriazione satisfattiva o distributi- trasti (artt. 485, 615 e 512 c.p.c.), ed è basata sul concetto di

va non siano due forme autonome di tutela esecuti- preclusione, più ampio di quello di giudicato; pertanto, in sede

va, ma soltanto due distinti momenti nell’attuazio- di espropriazione presso terzi deve escludersi la proponibilità,

dopo la conclusione dell’esecuzione mediante la pronuncia del-

ne di un’unica sanzione esecutiva e chi, invece, so- l’ordinanza di assegnazione e la scadenza dei termini per le re-

stiene che l’ordinamento positivo, negando agli in- lative opposizioni, di azioni - come quelle di ripetizione dell’in-

debito o di arricchimento senza causa - volte a contrastare gli

tervenuti sine titulo qualsiasi azione esecutiva pro- effetti dell’esecuzione stessa, sostanzialmente ponendoli nel

prio per l’assenza di un idoneo titolo esecutivo, ri- nulla o limitandoli; Cass., 9 aprile 2003, n. 5580, in Rep. Foro it.,

servi alla loro domanda un contenuto (esclusiva- 2003, voce Esecuzione per obbligazioni pecuniarie, n. 40; in

tempi più risalenti Cass., 3 luglio 1969, n. 2434, in Foro it.,

mente o anche) cognitivo. 1969, I, 1641 ss., per la quale «il provvedimento che definisce

Premesso che gli intervenienti sono chiamati ad l’esecuzione, pur non definendo un’attività processuale svol-

esercitare un’autonoma azione rispetto a quella gentesi in contraddittorio e tendente ad un provvedimento di

merito a contenuto decisorio, requisiti che il giudicato presup-

esecutiva esercitata dal creditore procedente, l’al- pone, ha comunque una definitività insita nella chiusura di un

ternativa che si delinea è: a) fra quanti riconosco- procedimento esplicato col rispetto delle forme atte a salva-

guardare gli interessi contrapposti delle parti e con un sistema

no natura esecutiva anche all’azione esercitata dai di garanzie di legalità per la soluzione di eventuali contrasti (artt.

creditori intervenuti sine titulo - sia pure necessa- 485, 615, 512 c.p.c.), basata quindi sul concetto di preclusione,

riamente specificando che si tratta di azione esecu- più ampio rispetto a quello di giudicato». In senso contrario, sia

pure isolatamente, Cass., 25 gennaio 1991, n. 760, in Foro it.,

tiva «di contenuto minore» (11), «concorsuale» 1992, I, 1884 ss., con nota contraria di Capponi.

Per la critica di questa soluzione, con riferimento alla previgente

formulazione dell’art. 512 c.p.c., rinvio a Carratta, Il principio del-

Note: la non contestazione, cit., 472 ss.

(8) Lanfranchi, La verificazione dello stato passivo nel fallimen- (11) In questo senso, in particolare, Garbagnati, Espropriazione,

to, cit., 251; Montesano, La cognizione sul concorso dei credi- azione esecutiva e titolo esecutivo, cit., 1332 ss.; Id., Espropria-

tori nell’esecuzione ordinaria, cit., 584; Id., La tutela, cit.,, 205 zione e distribuzione, cit., 184 ss.; Tarzia, L’oggetto del processo di

ss. espropriazione, cit., 37; Denti, voce Distribuzione della somma ri-

(9) A questa conclusione giungeva, sotto il codice del 1865, cavata, cit., 322 s.; Bonsignori, voce Distribuzione del ricavato,

Liebman, Efficacia ed autorità della sentenza, Milano, 1935, cit., § 19; Saletti, Processo esecutivo, cit., 189, in nota 42. Nello

46 ss. (ma diversamente in Id., Le opposizioni di merito nel stesso senso, di recente, Romano, Espropriazione forzata, cit.,

processo di esecuzione, cit., 218 ss., spec. 224 ss.); l’opinio- 222 ss., testo e nota 22, per il quale «a farne poi un’azione esecu-

ne è stata, poi, ripresa da Mandrioli, L’azione esecutiva, cit., tiva, anziché una dichiarativa, è semplicemente la constatazione

551; Costa, L’intervento, cit., 337 ss.; Fazzalari, Istituzioni di che il provvedimento finale richiesto da chi agisce è di materiale

diritto processuale civile, Padova, 1986, 391. In argomento mi soddisfacimento del proprio diritto soggettivo e non invece d’ac-

sia consentito rinviare, in relazione agli effetti della distribuzio- certamento del medesimo», ed a sostegno di tale conclusione l’A.

ne del ricavato «non contestata», a Carratta, Il principio della richiama «l’esplicita precisazione dell’art. 499, comma 6, ultima

non contestazione nel processo civile, cit., 450 ss. e 472 ss. parte, a tenore della quale l’«azione [per] munirsi del titolo esecu-

(10) Redenti, Profili pratici di diritto processuale civile, Roma, tivo» - quasi sempre un’azione di cognizione - deve in caso di di-

1938, 122 ss.; Id., Diritto processuale civile, III, Milano, 1957, sconoscimento del credito essere «proposta» da parte dell’inter-

198 ss.; nello stesso anche Andrioli, Commento al c.p.c., III, Na- veniente, [e ciò] rende palese che per mero effetto dell’intervento

poli, 1957, 3 ss., 181 ss. e 286 ss.; Id., Volontà e giudizio nel pro- nessuna simile azione possa ancora reputarsi pendente».

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(12) o «sussidiaria» di quella esercitata dal credito- drioli, L’azione esecutiva, cit., 539 ss.; Verde, Attualità del prin-

re procedente (13), addirittura «qualitativamente cipio nulla executio sine titulo, in Riv. dir. proc., 1999, 903 ss.;

Andolina, Il titolo esecutivo dopo le recenti riforme del proces-

diversa» (14) rispetto a quella del creditore proce- so esecutivo italiano, in Riv. es. forzata, 2006, 14 ss.; Monte-

dente e degli intervenuti titolati; b) e quanti, inve- leone, La nuova fisionomia dell’esecuzione forzata, in Riforma

del processo civile, cit., 1011 ss.

ce, individuano in questa - riprendendo la risalen- Dopo le riforme del 2005, peraltro, lo stesso Capponi, L’accer-

te distinzione fra azione c.d. espropriativa e azione tamento dei crediti nell’espropriazione forzata dopo le leggi 80

c.d. satisfattiva (15) - «un’azione di accertamento, e 263 del 2005, in questa Rivista, 2008, 6, 871 ss., spec. 875,

riconosce che se è vero che «nell’esecuzione non si accertano

alla quale … si accoppia, cogliendo l’occasione, diritti ma si attuano diritti certi, è anche vero che taluni crediti

una domanda di soddisfazione immediata con il ri- acquistano “certezza” proprio all’interno dell’esecuzione e per

cavato della massa attiva» (16). fini interni ad essa: divenendo “certi” perché tali ritenuti dal

g.e. Allo stesso modo, potrebbe dirsi che il procedimento di

“verifica”, di cui al nuovo testo dell’art. 499 c.p.c., è stretta-

Le modifiche introdotte con le riforme mente finalizzato alla successiva fase di distribuzione, doven-

del 2005 dosi sciogliere l’alternativa tra soddisfazione immediata, totale

o parziale, e accantonamento a termine (quanto ai creditori

Ebbene, a seguito delle recenti riforme, intervenute sprovvisti di titolo)»; v. anche I ., L’intervento dei creditori dopo

D

anche sull’art. 512 c.p.c., si è andata diffondendo la le tre riforme, cit., 27.

convinzione che la l. n. 80 del 2005 abbia inteso tra- (15) La prima esercitata dai creditori titolati, la seconda da quel-

li non titolati: v. Andrioli, Il concorso dei creditori, cit., 13 ss.; Id.,

sformare le controversie in sede di distribuzione del rica- voce Intervento dei creditori, in Enc. dir., XXII, Milano, 1972,

vato, in una sorta di incidente interno all’esecuzio- 486 ss., il quale, infatti, distingue gli effetti dell’intervento in

ne, risolto con ordinanza dal giudice dell’esecuzione «due ordini di estrinsecazioni», e cioè, «da un lato, nel diritto a

partecipare alla distribuzione della somma ricavata e, dall’altro

«sentite le parti e compiuti i necessari accertamen- lato, nel diritto a partecipare all’espropriazione del bene pigno-

ti», suscettibile di rimedio cognitivo nelle forme rato e a provocarne i singoli atti»; ma avverte anche che le due

dell’opposizione agli atti esecutivi da proporsi con «estrinsecazioni» dell’intervento «si svolgono su di un diverso

piano: l’atto d’intervento, quale descritto dall’art. 499 c.p.c., si

ricorso allo stesso giudice dell’esecuzione. Di conse- sostanzia nella domanda per partecipare all’espropriazione del

bene pignorato e, ancor meno, per provocarne i singoli atti; in

altre parole, l’atto d’intervento costituisce la condizione (neces-

Note: saria e non sempre sufficiente) per partecipare all’espropriazio-

(12) Per riprendere la definizione di Garbagnati, Il concorso dei ne del bene pignorato e provocarne i singoli atti, laddove è la

creditori, cit., 68 ss.; I ., Espropriazione, azione esecutiva e tito-

D forma della domanda per partecipare alla distribuzione della

lo, cit., 1361 ss.; Id., voce Concorso dei creditori, in Enc. dir., VIII, somma ricavata»; in argomento v. anche Menestrina, L’acces-

Milano, 1961, 533 ss. sione nell’esecuzione, cit., 209 ss.; Segni, Esecuzione e cogni-

zione, in Scritti giuridici, II, cit., 927 ss.; Mandrioli, L’azione ese-

(13) Secondo la definizione di Micheli, Dell’esecuzione forzata, cutiva, cit., 547 ss.; Montesano, L’opposizione all’esecuzione e

cit., 373. le controversie sulla distribuzione del ricavato, in Riv. dir. proc.,

(14) Così Capponi, La verificazione, cit., 60 ss., per il quale l’azio- 1957, 555 ss.; Id., La cognizione, cit., 563 ss.; Lanfranchi, La

ne esercitata dai creditori intervenienti sine titulo avrebbe carat- verificazione, cit., 214 ss. Peraltro, nel senso che «l’espropria-

tere «eminentemente processuale» e non «sostanziale» come zione propriamente detta … consiste dunque essenzialmente

quella del creditore procedente e dei creditori intervenuti titolati, in una espropriazione della facoltà di disposizione» e che nel

in quanto «essa concorre a definire il contenuto che nel nostro procedimento espropriativo si possono distinguere «due mo-

sistema assume il principio del paritario trattamento soltanto menti, per vicini e confusi che possano essere: a) l’espropria-

perché prevista dalla norma processuale, e non anche perché zione della facoltà di disposizione spettante al titolare del diritto

imposta o necessariamente presupposta da quella sostanziale». e l’attribuzione di detta facoltà ad una persona … diversa dal ti-

Questo, però, a ben vedere altro non significa - se non erro - tolare; b) l’atto con cui la persona investita della facoltà di di-

che configurare in capo ai creditori intervenienti non titolati la sposizione esercita questa facoltà, e dispone del diritto a favo-

medesima «astrattezza» dell’azione esecutiva comunemente re di un terzo» Chiovenda, Sulla natura giuridica dell’espropria-

riconosciuta ai creditori titolati. Sennonché, mentre nel caso di zione forzata, in Saggi di diritto processuale civile, II, ristampa,

quest’ultimi l’«astrattezza» trova giustificazione nel possesso Milano, 1993, 461 ss., spec. 465. In senso sostanzialmente

del titolo esecutivo, non si vede come si possa giustificare un’i- analogo Calamandrei, La sentenza come atto di esecuzione for-

dentica conclusione con riferimento ai primi. E ciò, tanto più - zata, in Studi sul processo civile, III, Padova, 1934, 31 ss.; Se-

direi - alla luce della modifica dell’art. 499 c.p.c. e della previ- gni, La sentenza dichiarativa di fallimento, cit., 1187; Id., La le-

sione che l’accoglimento della «domanda per partecipare alla gittimazione del fallito, cit., 1121 s.

distribuzione della somma ricavata» è subordinato o al «ricono- (16) Così Redenti-Vellani, Diritto processuale civile, III, Milano,

scimento» dell’esistenza del credito da parte dell’esecutato 1999, 267; ma v. già, in questo stesso senso, Redenti, Diritto pro-

(art. 499, comma 6) o al conseguimento del titolo esecutivo cessuale civile, III, cit., 181 s., dove la ricostruzione della doman-

(art. 510), salvo il diritto all’«accantonamento» (per tre anni) da dell’interveniente sine titulo come vera e propria azione di ac-

delle somme loro spettanti «sempre che ne facciano istanza e certamento del credito «alla quale, invece che una domanda di

dimostrino di avere proposto, nei trenta giorni successivi all’u- condanna, si accoppia per occasionem una domanda di soddisfa-

dienza di cui al presente comma [l’udienza per il riconoscimen- zione immediata col ricavato della massa attiva»; in senso analo-

to], l’azione necessaria affinché essi possano munirsi del titolo go v. anche Costa, L’intervento in causa, cit., 342 ss.; Mandrioli,

esecutivo» (art. 499, comma 6). Come rileva Montesano, La L’azione esecutiva, cit., 548 ss.; Lanfranchi, La verificazione del

cognizione, cit., 565, «in tanto l’esecuzione è tale, cioè pura e passivo, cit., 240 ss. Invece, nel senso che oggetto della doman-

astratta, in quanto il procedente è assistito da una di quelle da di accertamento dell’interveniente sine titulo sarebbe non il di-

“forme”, la cui sottostante “materia” non può e non deve ap- ritto di credito, ma il «diritto al riparto» Montesano, La cognizio-

parire nel corso di essa esecuzione (sicché l’opposizione “di ne, cit., 580 ss.

merito” le rimane in tutto estranea)»; su questo v. anche Man- 563

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guenza, l’ordinanza ex art. 512 sarebbe assimilabile di studi su “La riforma del processo esecutivo”, tenutosi a Na-

poli nei giorni 19-20 dicembre 2005; Id., Processo esecutivo, in

ad un semplice atto esecutivo che, decidendo sul so- AA.VV., La riforma (della riforma) del processo civile. Note a pri-

lo diritto di partecipare alla distribuzione del ricavato, ma lettura sulla legge 28 dicembre 2005, n. 263, in Foro it.,

potrebbe essere impugnata soltanto per vizi di for- 2006, V, 67 s.; Bove(-Balena), Le riforme più recenti del proces-

so civile, Bari, 2006, 251 ss., il quale sostiene che con la conte-

ma, secondo quanto previsto dall’art. 617 c.p.c. e stazione sollevata ai sensi dell’art. 512 c.p.c., che finisce per

non anche nel merito della sussistenza del diritto di avere ad oggetto il diritto al concorso, ci si limita a contestare la

posizione da altri assunta nel piano di riparto, per concludere

credito contestato. (17). che l’esito di tale rimedio non possa avere alcuna valenza al di

Si è anche aggiunto che la riforma avrebbe modifi- fuori del processo esecutivo in collegamento al quale esso è

cato sostanzialmente l’oggetto stesso dell’opposizio- speso; in senso analogo anche Olivieri, Ancora qualche (brevis-

sima) considerazione sulle nuove norme del procedimento cau-

ne. E dunque, che - nonostante l’art. 512 c.p.c. con- telare uniforme (e sulla reclamabilità dell’inibitoria ex art. 283

tinui a parlare della «sussistenza o l’ammontare di c.p.c. e sull’opposizione all’esecuzione), in www.judicium.it,

uno o più crediti» ovvero della «sussistenza di dirit- che ipotizza anche una radicale modificazione della natura del-

l’opposizione all’esecuzione, come avente ad oggetto soltanto

ti di prelazione» - l’oggetto dell’opposizione distri- il diritto processuale di iniziare e portare a termine l’esecuzione.

butiva si sostanzierebbe in un’astratta situazione le- In senso non difforme Menchini, Nuove forme di tutela e nuovi

modi di risoluzione delle controversie: verso il superamento del-

gittimante - una sorta di diritto al concorso, a conte- la necessità dell’accertamento con autorità di giudicato, in Sulla

nuto esclusivamente processuale - svincolata da riforma del processo civile, Atti dell’incontro di studio dell’As-

quell’accertamento nel merito che si è sempre rite- sociazione fra gli studiosi del processo civile (Ravenna, 19 mag-

gio 2006), Bonomia University Press, Bologna, 2007, 21 ss., il

nuto proprio e tipico di simili controversie (18). quale, a proposito del rimedio di cui all’art. 512, parla di rimedio

Le conseguenze di una simile ricostruzione delle mo- endoprocedimentale, che risolve una controversia relativa ad

difiche apportate all’art. 512 sono evidenti. L’avve- una situazione endoprocessuale, mediante un provvedimento i

cui effetti sono tutti interni al processo esecutivo; in proposito

nuta verifica, in esito al vittorioso esperimento del- rinvio anche al mio intervento, ivi, 146 ss.; Picardi, Manuale del

la controversia de qua, dell’insussistenza di un credi- processo civile, Milano, 2006, 538, il quale, a proposito dell’og-

to collocato in riparto non produrrebbe mai giudica- getto delle controversie distributive, parla di «diritto processua-

le alla distribuzione del ricavato»; Consolo, Competizione sì, ma

to sostanziale, ma avrebbe la sola funzione di impe- più che altro fra riti e fra legislatori processuali (sulla legge n.

dire la partecipazione del creditore alla distribuzione 80/2005), in questa Rivista, 2005, 7, 893; Id., Spiegazioni di di-

ritto processuale civile, I, Le tutele: di merito, sommarie ed ese-

in atto (19). cutive, Padova, 2008, 428 s.; Saletti, Le (ultime?) novità in tema

di esecuzione forzata, in Riv. dir. proc., 2006, 193 ss., spec. 209;

Merlin, in AA.VV., Il processo civile di riforma in riforma, II, Mi-

Note: lano, 2006, 135 ss.; Acone, Intervento dei creditori, ibidem, 61

(17) Così Occhipinti, Le contestazioni in sede di riparto e la di- ss.; Canale, Sub art. 512 c.p.c., in Le recenti riforme del pro-

stribuzione del ricavato, in Il nuovo processo di esecuzione, a cesso civile, commentario diretto da Chiarloni, II, Bologna,

cura di C. Cecchella, Milano, 2006, 81 ss., per il quale «l’unica 2007, 747 ss.; Monteleone, Risoluzione delle controversie, in

strada che il creditore potrà percorrere, per far valere le proprie Riforma del processo civile. Commentario, a cura di Cipriani e

ragioni, sarà quella di adire ex novo la giurisdizione ordinaria». Monteleone, in Nuove leggi civ. comm., 2006, 1066 ss.; Tedol-

Nello stesso senso sembra orientato anche Verde, Appendice di, L’oggetto della domanda di intervento e delle controversie

di aggiornamento, in Verde-Capponi, Profili del processo civile. sul riparto nella nuova disciplina dell’espropriazione, in Riv. dir.

3. Processo di esecuzione e procedimenti speciali, Napoli, proc., 2006, 1297 ss., spec. 1319 s., il quale parla di «un nur

2006, 31, secondo cui «la recente riforma è da intendere nel processuale Streitgegenstand» a proposito dell’oggetto della

senso che il giudice non si occupa delle questioni di merito, ma cognizione, sommaria o piena, del giudice a norma dell’art. 512

della legittimazione all’intervento sulla base del possesso del ti- c.p.c., restringendone l’ambito alla sola «ammissibilità della do-

tolo esecutivo», posizione riproposta in Id., Profili del processo manda di partecipare al riparto, in grazia di presupposti (proces-

civile, 3. Processo di esecuzione, Napoli, 2008, 82 ss. Anche suali, appunto) che la legge specificamente contempla per es-

Oriani, Titolo esecutivo, opposizioni, sospensione dell’esecuzio- sere ammessi a intervenire in sede esecutiva, non potendo

ne, in AA.VV., Le modifiche al codice di procedura civile previste escludere che, pur in mancanza di quei presupposti, il credito

dalla l. n. 80 del 2005, in Foro it., 2005, V, 106 ss. parla di «in- esista nel campo sostanziale»; Balena, Elementi di diritto pro-

novazione rivoluzionaria»; Mandrioli, Diritto processuale civile, cessuale civile, III, Bari, 2007, 136 s.

cit., IV, 97, per il quale la modifica dell’art. 512 «parrebbe ridur- Di un «diritto di concorso» che lascerebbe impregiudicata l’esi-

re l’oggetto delle contestazioni di cui trattasi a questioni di irre- stenza del vero e proprio credito parlava già Bonelli, Del falli-

golarità con le conseguenti semplificazioni»; Romano, Espro- mento, Milano, 1938, II, 197 ss., a proposito dell’oggetto del-

priazione forzata e contestazione del credito, cit., 271 ss. e 312 l’accertamento del passivo nel fallimento di cui agli artt. 758-763

ss., per il quale il legislatore della riforma «ha senza dubbio vo- cod. comm. In considerazione di una simile ricostruzione lo

luto tendere la mano» ai sostenitori della tesi dell’instabilità dei stesso Bonelli ammetteva che, a fallimento chiuso, il debitore ri-

risultati conseguenti alla distribuzione incontroversa ed a ripro- tornato in bonis potesse agire in accertamento negativo dell’esi-

va di ciò richiama l’art. 499, comma 6,, il quale, stabilendo che il stenza del credito ai fini della ripetizione dell’indebito e che il cre-

credito riconosciuto e pagato, senza che in ordine ad esso sia ditore ammesso al passivo avesse bisogno di “far consacrare il

sorta controversia ai sensi dell’art. 512, comma 1, induce a rite- suo titolo giudizialmente per mettersi nella condizione di agire

nere che «il valore dell’embrionale verifica endoesecutiva che esecutivamente”.

pur l’assiste non sia in grado di trascendere il piano dell’esecu- (19) Ed a fortiori una simile conclusione andrebbe riaffermata

zione, e di vietare così, per il futuro, la cognizione piena sopra il - seguendo l’impostazione già affermatasi nel passato (v., re-

credito stesso» . tro, in nota 4) - nell’ipotesi in cui si pervenisse a distribuzione

(18) Costantino, La distribuzione del ricavato e le controversie del ricavato senza che si siano aperte le controversie di cui al-

distributive, testo provvisorio della relazione svolta al convegno (segue)

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Ora, se le cose stessero davvero in questi termini ne, cit., 218 ss.; Denti, voce Distribuzione della somma ricavata,

in Enc. dir., XIII, Milano, 1964, 325 ss.; più di recente, Capponi, La

andrebbe registrato il superamento della tradiziona- verificazione dei crediti nell’espropriazione forzata, cit., 195 ss. e

le impostazione seguita in materia di controversie 207 ss.; Id., Intervento nell’espropriazione forzata ed interruzione

della prescrizione, in Riv. dir. proc., 1986, 676 ss. (ora in Studi sul

in sede distributiva, che ereditata dal codice di pro- processo di espropriazione forzata, Torino, 1999, 159 ss.); Id., La

cedura civile francese del 1806 e transitata attraver- cognizione sulla domanda di sostituzione del creditore nella distri-

so il codice unitario del 1865, era pervenuta nel co- buzione della somma ricavata, in Riv. dir. civ., II, 717 ss. (ora in

Studi, cit., 393 ss.); Id., La distribuzione del ricavato e la par con-

dice di rito del 1940 (20). Mentre, infatti, nel pre- dicio creditorum, in questa Rivista, 1997, 2, 233 ss. (ora in Studi,

vigente sistema l’opposizione ex art. 512 c.p.c. era la cit., 459 ss.); Perago, Controversie sull’accertamento del credito

sede naturale per la contestazione dei crediti dei e sulla distribuzione del ricavato, in Riv. esec. forz., 2005, 213 ss.

(21) Saletti, Le (ultime?) novità in tema di esecuzione forzata, cit.,

creditori intervenuti sforniti di titolo, a seguito del- 209; Merlin, Le controversie distributive, in AA.VV., Il processo

la riforma si sarebbe attribuito al giudice dell’esecu- civile di riforma in riforma, II, cit., 135 ss.; Acone, Intervento dei

zione il solo potere di svolgere una cognizione som- creditori, ibidem, 61 ss., spec. 81; Canale, Sub art. 512 c.p.c., in

Le recenti riforme del processo civile, cit., 747 ss.; Soldi(-Bucci),

maria con finalità interne all’esecuzione (21). Con Le nuove riforme del processo civile, Padova, 2006, 374 ss.; Id.,

la conseguenza che, anche laddove si dovesse per- Il progetto di distribuzione e le controversie distributive, in Riv.

venire all’«accertamento» del credito attraverso es. forzata, 2007, 43 ss.; Cecchella(-Bove), Il nuovo processo ci-

vile, Milano, 2006, 26 ss., il quale parla del provvedimento del

l’instaurazione di una controversia in sede distribu- giudice dell’esecuzione quale «filtro all’eventuale episodio cogni-

tiva, questo potrebbe essere sempre capovolto all’e- tivo che dovrebbe alleggerire particolarmente l’andamento del

sito di un autonomo giudizio di cognizione, even- processo esecutivo»; Tota, Commento all’art. 512, in Commen-

tario alle riforme del processo civile, II, Il processo esecutivo, a

tualmente intrapreso dal debitore a conclusione cura di Briguglio e Capponi, Padova, 2007, 178 ss.; Tedoldi, L’og-

dell’esecuzione e diretto a riavere quanto indebita- getto della domanda di intervento e delle controversie, cit., 1314

ss.; (Balena)-Bove, Le riforme più recenti, cit., 268 ss.; Monte-

mente corrisposto. 4a

leone, Manuale di diritto processuale civile, II, ed., Padova,

2007, 162 ss.; Id., Risoluzione delle controversie, cit., 1067 s.,

La tesi del «diritto al concorso» per il quale «l’ordinanza del giudice dell’esecuzione, anche se

come oggetto delle controversie conseguente alla risoluzione di controversie, per la sua natura

formale derivante dalla impugnabilità solo mediante opposizione

in sede distributiva: critica agli atti esecutivi, non potrebbe mai assurgere a provvedimento

Si tratta di conclusione che, tuttavia, non pare con- di natura sostanzialmente decisoria, e quindi equivalere ad una

sentenza»; Punzi, Il processo civile, cit., IV, 192 s., secondo il

divisibile, né trova conforto nella riformulazione quale «da questo nuovo assetto deriva che le controversie in se-

dell’art. 512. E questo per diverse ragioni. de distributiva sono strettamente connesse alla fase distributiva

ed il provvedimento del giudice dell’esecuzione è un mero atto

Anzitutto, per ragioni di ordine semantico. È vero esecutivo, come, ad esempio, l’ordinanza di vendita»; nello stes-

che - per ripetere l’ammonimento di Zerlina nell’o- so senso anche Ziino, Le innovazioni in tema di pignoramento e

pera di Mozart - «non bastan le parole», ma occorre di distribuzione del ricavato, in www.judicium.it, § 13; Id., Inter-

vento, in Riforma del processo civile. Commentario, cit., 1057

pur ammettere che da queste non possa prescindersi ss.; Arieta-De Santis, L’esecuzione forzata, in Trattato di diritto

se si vuole salvaguardare quella «linea di coerenza processuale civile, diretto da Montesano e Arieta, III, I, Padova,

logica» dell’ordinamento giuridico nella sua organi- 2007, 794; alla medesima conclusione sembra pervenire anche

Carpi, Alcune osservazioni sulla riforma dell’esecuzione per

ca totalità di cui parlava Emilio Betti (22). espropriazione forzata, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2006, 215 ss.,

Se effettivamente si accogliesse la tesi della volontà spec. 222.

del riformatore del 2005 di mutare l’oggetto delle Per una diversa conclusione, tuttavia, Proto Pisani, Lezioni di di-

ritto processuale civile, Napoli, 2006, 736; Mandrioli, Diritto pro-

controversie in sede distributiva, dalla «sostanza» cessuale civile, cit., IV, 97 s.; Barreca, Le nuove norme sulle con-

delle concorrenti ragioni creditorie al diritto al con- troversie distributive, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2008, 267 ss.;

Romano, Espropriazione forzata, cit., 338. Anche Verde, Profili

corso di incerta configurazione, non si comprende- del processo civile, 3. Processo di esecuzione, Napoli, 2008, 84,

rebbe per quale ragione lo stesso art. 512 continui pur osservando che, per effetto della riforma, le controversie di-

puntualmente ad individuare tali controversie par- stributive si riducano ad una «cognizione incidentale, sommaria

e con efficacia endoprocessuale», riconosce come non sia facile

lando di «sussistenza» o «ammontare di uno o più cre- «stabilire quale sia l’accertamento “sommario” del giudice del-

l’esecuzione» ed aggiunge che «per coerenza, dovremmo dire

che sono proponibili soltanto le contestazioni circa la regolarità o

Note: la stessa esistenza del titolo … e che né il debitore né il credito-

(segue nota 19) re-terzo sono legittimati a sollevare, in questa sede, questioni

l’art. 512 c.p.c. Anche in questo caso, infatti, una volta che i che riguardano il rapporto sostanziale che è a base del titolo».

vari crediti concorrenti siano stati pagati senza che in ordine Ma lo stesso A. ammette come «nel formulare tale conclusione,

ad essi sia sorta alcuna controversia ai sensi dell’art. 512, tuttavia, ci sembra che la stessa non sia soddisfacente sul piano

comma 1, c.p.c., gli esiti di questa distribuzione non sarebbe- dell’esercizio di un’idonea difesa».

ro in grado di trascendere il piano dell’esecuzione forzata in (22) Betti, L’interpretazione della legge e degli atti giuridici, Mila-

corso e di impedire, di conseguenza, la possibilità che su que- no, 1949, 22 ss.; v. anche Id., I principi di Scienza Nuova di G. B.

sti crediti venga instaurato un autonomo giudizio di cognizio- Vico e la teoria dell’interpretazione storica, in Nuova rivista di di-

ne. ritto commerciale, diritto dell’economia, diritto sociale, n. 10,

(20) Liebman, Le opposizioni di merito nel processo d’esecuzio- 1957, 48 ss. 565

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Processo civile comma 1, c.p.c. dell’ordinanza pronunciata dal giu-

diti» o di «sussistenza di diritti di prelazione». Se le pa- dice dell’esecuzione non opposta o, se opposta, una

role hanno un senso non dovrebbero esserci dubbi sentenza favorevole all’esito del giudizio di merito

sul fatto che in sede di distribuzione si controverta instaurato per effetto dell’opposizione avanzata

dell’esistenza o meno di diritti soggettivi e dunque «nelle forme e nei termini dell’art. 617, comma 2,

che il dovere decisorio del giudice sia proprio quello c.p.c.».

di accertamento di tali diritti. Di conseguenza, l’azione del creditore procedente

Non si riesce a comprendere, cioè, come possa soste- (così come quella dell’intervenuto titolato) si diffe-

nersi che la sola modifica del procedimento previsto renzia dall’azione del creditore intervenuto sine titu-

per la risoluzione della controversia distributiva in- lo per il fatto che la prima legittima - per la presenza

cida anche sull’oggetto stesso della controversia, del titolo esecutivo - ad iniziare e proseguire un pro-

senza che il legislatore abbia in alcun modo modifi- cesso «formale» ed «astratto» come quello espro-

cato il contenuto della prima parte del comma 1 del- priativo; mentre la seconda legittima a chiedere sol-

l’art. 512 c.p.c. ed il riferimento espresso, ivi conte- tanto la partecipazione alla distribuzione del ricava-

nuto, al fatto che queste controversie vertano sull’e- to ma sul presupposto o del «riconoscimento» o

sistenza o l’ammontare di uno o più crediti o sull’esi- «non contestazione» da parte del debitore o della

stenza di un diritto di prelazione (23). formazione di un valido titolo esecutivo o dell’avve-

Peraltro, va anche rilevato che, prima delle modifi- nuto accertamento del proprio diritto in sede distri-

che introdotte nel 2005, la maggior parte di quanti butiva.

negavano la natura cognitiva della fase distributiva, Ed allora, si può anche convenire nel qualificare co-

non arrivava affatto a negare che l’oggetto della me «esecutiva» l’azione esercitata dall’intervenuto

controversia ex art. 512 c.p.c. fosse proprio l’accerta- sine titulo, in quanto anch’essa è diretta effettiva-

mento del diritto di credito o del diritto di prelazio- mente al soddisfacimento di ragioni creditorie, ade-

ne contestato. Le divergenze con i sostenitori della guatamente valorizzando all’uopo l’attuale formula-

natura cognitiva della fase distributiva - come ab- zione proprio dell’art. 499 e l’implicita differenzia-

biamo visto - emergevano con riferimento all’ipote- zione fra la «domanda per partecipare alla distribuzione

si in cui queste controversie non sorgessero, e dun- della somma ricavata» dei creditori intervenienti (an-

que con riferimento al problema del grado di stabi- che di quelli sine titulo) e «l’azione necessaria affinché

lità da riconoscere alla distribuzione del ricavato in- essi [i creditori sine titulo non riconosciuti dall’esecu-

contestata. tato] possano munirsi del titolo esecutivo».

Ma la tesi secondo cui le riforme del 2005 avrebbero

determinato anche la modifica dell’oggetto delle

controversie distributive non sembra possa essere Nota:

condivisa soprattutto per ragioni di opportunità si- (23) Significativa, peraltro, è la circostanza che anche nell’am-

stematica. La particolarità della disciplina del pro- bito dell’ordinamento processuale tedesco, dove pure la con-

testazione in sede distributiva è riconosciuta ai soli creditori

cesso esecutivo, contenuta nel codice del 1940 e so- concorrenti e non anche al debitore, si ammette comunemen-

lo in parte superata dalle riforme del 2005-2006, sta te che, ove la contestazione abbia ad oggetto questioni di me-

proprio nel consentire al creditore sine titulo di agire, rito relative al credito (e cioè le medesime questioni che l’ese-

cutato potrebbe promuovere a norma del § 767 Z.P.O. attra-

mediante l’intervento in un processo esecutivo già verso la Vollstreckungsabwehrklage), con la Widerspruchskla-

da altri intrapreso, per portare ad esecuzione, in si- ge di cui al § 878 Z.P.O. (la quale va proposta «ohne vorherige

Aufforderung binnen einer Frist von einem Monat die mit dem

tuazione paritaria con gli altri creditori, il proprio Terminstag beginnt») si dia vita ad un giudizio di cognizione,

diritto di credito; ma sul presupposto che: a) il dirit- che si chiude con sentenza (§ 880 Z.P.O.) ed è idoneo a pro-

to di credito così fatto valere sia «riconosciuto» o durre il giudicato vero e proprio sul diritto di credito contesta-

to, sia pure tra le parti del giudizio. Invece, - come espressa-

comunque «non contestato» dal debitore ai sensi mente prevede lo stesso § 878, Abs. II, Z.P.O. - «Die Befugnis

dell’art. 499, comma 6, c.p.c.; b) se contestato dal- des Gläubigers, der dem Plan widersprochen hat, ein besseres

l’esecutato all’udienza di cui all’art. 499, comma 6, si Recht gegen den Gläubiger, der einen Geldbetrag nach dem

Plan erhalten hat, im Wege der Klage geltend zu machen, wird

munisca in tempo utile per la distribuzione del rica- durch die Versäumung der First und durch die Ausführung des

vato di un valido titolo esecutivo (se ciò non doves- Planes nicht ausgeschlossen». In proposito v., per tutti,

Schõnke, Zwangsvollstreckungrecht, Karlsruhe, 1948, 166 ss.;

se accadere, l’unica possibilità che ha a disposizione Henckel, Prozessrecht und materielles Recht, Gõttingen,

è l’«accantonamento» della somma per un termine 1970, 339 ss.; Gaul, Ungerechtfertigte Zwangsvollstreckung

massimo di tre anni); c) se contestato in sede di di- und materielle Ausgleichsanpruche, in A.c.P., 1973, 323 ss.;

Baumbach-Lauterbach-albers-Hartmann, Zivilprozessordnung,

stribuzione del ricavato ai sensi dell’art. 512 c.p.c., München, 2007, § 878, Rdn. 4 ss.; Münzberg, in Stein-Jonas,

dall’esecutato o dagli altri creditori concorrenti, ot- Kommentar zur Zivilprozessordnung, VI, Tübingen, 2002, §

tenga o l’accertamento sommario di cui all’art. 512, 878, Rdn. 6 ss.

566 Corriere giuridico 4/2009

Opinioni

Processo civile

esecutivi, con l’intenzione di ridurre l’oggetto della

Ma parimenti va precisato che l’accoglimento della controversia alle sole contestazioni del c.d. diritto al

domanda (esecutiva) per partecipare alla distribuzione concorso e l’efficacia del relativo accertamento alla

del ricavato è comunque subordinato alla formazione sola sede endoesecutiva, non si comprende per qua-

di un «accertamento» della fondatezza del diritto di le ragione, da un lato, lasci del tutto invariata la for-

credito e che questo «accertamento» può essere mo- mulazione della prima parte del comma 1 dell’art.

dulato o sul livello minimo del «riconoscimento» o 512, laddove individua esattamente l’oggetto della

«non contestazione» dell’art. 499, comma 6, c.p.c. o controversia, e, dall’altro lato, predisponga per l’or-

sul livello intermedio dell’acquisizione del titolo dinanza di sommaria risoluzione della controversia

esecutivo o, infine, sul livello massimo del giudicato distributiva un rimedio - specificamente definito im-

che si forma a seguito della proposizione della con- pugnazione - che dell’opposizione agli atti esecutivi

troversia (e quindi, dell’esercizio di una vera e pro- ha solo le forme e i termini di instaurazione del rela-

pria azione cognitiva contrapposta a quella esecuti- tivo giudizio.

va dell’intervenuto non titolato, ma a questa pregiu- D’altro canto, anche ammesso (e - per quanto detto

diziale) dell’art. 512 c.p.c., che potrà aversi sola- - non concesso) che questa sia la voluntas legis nel

mente nella fase del processo esecutivo, alla quale lo caso di specie, e dunque che venga espressamente ri-

stesso intervenuto ha chiesto di prendere parte, ov- chiamata l’opposizione agli atti esecutivi per l’impu-

vero nella fase distributiva. gnazione dell’ordinanza con la quale viene risolta in

Il fatto, poi, che il legislatore abbia ritenuto conve- via sommaria la controversia distributiva, non si rie-

niente per ragioni di economia processuale utilizza- sce a giustificare l’automatismo con cui si è arrivati a

re, al fine di pervenire al livello massimo di «accer- negare che l’oggetto del giudizio sia propriamente

tamento» del diritto di credito, un procedimento a quello indicato dal camma 1 dell’art. 512 c.p.c., ov-

cognizione sommaria, ma trasformabile in cognizio- vero «la sussistenza o l’ammontare di uno o più cre-

ne piena a seguito di opposizione esercitatile «nelle diti o circa la sussistenza di diritti di prelazione».

forme e nei termini dell’art. 617, comma 2, c.p.c.», Il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi, infatti,

non dovrebbe suscitare problemi di particolare rile- sebbene non istituzionalmente vocato all’accerta-

vanza. mento dei diritti (24), per come disciplinato dal-

La necessaria riaffermazione della tesi

tradizionale sull’oggetto delle controversie Nota:

in sede distributiva (24) In effetti, a questa conclusione pervenivano - già in pro-

spettiva de iure condendo - Capponi-Storto, Prime considera-

Occorre rilevare, infatti, che avverso l’ordinanza a zioni sul d.d.l. Castelli recante modifiche urgenti al codice di

cognizione sommaria pronunciata dal giudice dell’e- procedura civile, in relazione al processo di esecuzione forzata,

in Riv. es. forzata, 2002, 173 ss., spec. 176; tuttavia, sull’utiliz-

secuzione risulta comunque esperibile l’impugnazio- zazione impropria dell’opposizione agli atti esecutivi per con-

ne [rectius: l’opposizione] «nelle forme e nei termini sentire al giudice dell’esecuzione anche la cognizione sul credi-

di cui all’art. 617, comma 2». to, v. Oriani, L’opposizione agli atti esecutivi, Napoli, 1987, 7 ss.,

51 ss., 71 ss. e 202 ss., dove anche il rilievo che l’opposizione

Con riferimento a questa previsione l’opinione mag- agli atti esecutivi sarebbe «costituzionalmente incapace di in-

gioritaria, che si è andata affermando fra i primi trodurre deduzioni inerenti alla fattispecie sostanziale del diritto

commentatori, è nel senso di ritenere che - stante di credito»; Id., L’opposizione agli atti esecutivi: la sua attuale

configurazione e le prospettive de jure condendo, in Scritti sul

l’efficacia meramente endoesecutiva della risoluzio- processo esecutivo e fallimentare in ricordo di R. Annecchino,

ne della controversia ex art. 512, comma 1, c.p.c. - ad Napoli, 2005, 503 ss., dove la considerazione che «si sarebbe

potuto sostenere che essa [l’opposizione dell’art. 617 c.p.c.] co-

essa non vada riconosciuto altro significato che stituisce un rimedio spettante al solo esecutato per far valere i

quello dell’applicazione anche all’ordinanza in que- vizi formali dell’atto, la discrepanza dal suo modello legale, dal

stione del rimedio dell’opposizione agli atti esecuti- suo paradigma normativo. E invece, come è noto, è andata di-

versamente», dato che - dopo Cass., 9 settembre 1953, n. 3005

vi di cui agli artt. 617 e 618 c.p.c. (in Foro it., 1954, I, 593 ss.) - «la giurisprudenza, da oltre mezzo

Ebbene, una simile conclusione sembra trascurare la secolo ormai, afferma che l’opposizione agli atti è (non uno stru-

stessa lettera dell’art. 512, comma 1, il quale - lungi mento di reazione di pertinenza del solo assoggettato ad ese-

cuzione avverso le carenze formali degli atti esecutivi, come

dal richiamare l’art. 617 c.p.c. nella sua integralità - forse l’aveva immaginata il legislatore del 1940, ma) strumento

si preoccupa di predisporre, avverso l’ordinanza con di controllo, azionabile da tutti i partecipanti del processo ese-

la quale è stata risolta in via sommaria la controver- cutivo, della validità, legalità, convenienza del suo svolgimen-

to». Peraltro, proprio con riferimento alla modifica dell’art. 512,

sia distributiva, un rimedio ad hoc, da esperire «nel- lo stesso A. osserva: «non si può fare a meno di notare come

le forme e nei termini dell’art. 617, comma 2». Se sia discutibile che il g.e. debba decidere controversie su diritti,

posto che il suo compito è, piuttosto, quello di attuare diritti cer-

effettivamente il riformatore avesse voluto estende-

re all’ordinanza in questione l’opposizione agli atti (segue)

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Corriere giuridico 4/2009


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile II, tenute dal Prof. Antonio Carratta nell'anno accademico 2011.
Il documento riproduce un articolo del Professore relativo alle controversie in sede distributiva fra il diritto al concorso e la sostanza delle ragioni creditorie.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carratta Antonio.

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